Introduzione
Il fenomeno del russare (anche indicato come russamento o, dal punto di vista medico, roncopatia) è definito come l’emissione, durante il sonno, di un suono più o meno fastidioso associato all’attività respiratoria.
Il rumore proviene in genere dal palato molle e dai tessuti della bocca, naso o gola, che vibrano sotto l’effetto del movimento d’aria.
Il 45% degli adulti sani russa di tanto in tanto, mentre fino a uno su quattro russa abitualmente; in alcuni casi il suono non è particolarmente intenso, mentre altri pazienti possono russare ogni notte così forte da essere avvertiti nella stanza accanto ed in modo particolarmente sgradevole.
Tra i rimedi più efficaci per ridurre il fenomeno in assenza di patologie ricordiamo:
- dimagrire se necessario,
- evitare di consumare alcolici e farmaci sedativi prima di coricarsi,
- dormire sul fianco anziché sulla schiena.
Russare durante il sonno può essere talvolta indicativo della presenza di disturbi più o meno severi, come l’apnea ostruttiva del sonno ed ostruzioni respiratorie, e per questo non dovrebbe quindi essere preso alla leggera (il fenomeno è inoltre correlato a un aumento del rischio di attacco cardiaco e ictus); l’otorinolaringoiatra è lo specialista che se ne occupa e che può aiutarvi a capire quale sua il problema anatomico responsabile, oltre ad offrirvi una soluzione per questo disturbo tanto fastidioso quanto imbarazzante.

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Cause
Il rumore del russamento è causato dall’ostruzione del flusso d’aria nei passaggi retrostanti al naso e alla bocca, cioè della zona più elastica delle vie aeree, dove la lingua e la parte superiore della gola si uniscono al palato molle e all’ugola. Si russa se queste strutture vengono a contatto e iniziano a vibrare durante la respirazione.
Possono quindi essere interessati:
- passaggio nasale,
- palato molle,
- base della lingua,
- tonsille,
- ugola.
Mentre si dorme le vie respiratorie a livello di testa e collo si rilassano e, per questo, si restringono; si pensa che questo restringimento delle vie aeree aumenti la velocità e la pressione con cui l’aria vi passa attraverso, causandone la vibrazione e di conseguenza la generazione del rumore.
Lo stesso effetto può anche essere il risultato di vie aeree parzialmente bloccate, condizione che può verificarsi anche in presenza di patologie relativamente banali come tonsillite e raffreddori.
L’esperienza suggerisce che il russare peggiorerà nel corso del tempo se il disturbo non viene trattato; le vibrazioni sembrano danneggiare i vasi sanguigni che alimentano i muscoli di testa e collo e, negli anni, questi si indeboliranno diventando sempre meno capaci di mantenere le vie aeree aperte e pervie.
Chi russa potrebbe inoltre soffrire di:
- Scarso tono muscolare della lingua e della gola. Se i muscoli sono troppo rilassati, la lingua ricade all’indietro nella gola, oppure i muscoli della gola si restringono e impediscono una corretta respirazione.
- Eccessivo ingombro dei tessuti della gola. I bambini con le tonsille e le adenoidi ipertrofiche (gonfie) russano molto frequentemente.
- Palato molle e/o ugola troppo lunghi. Se il palato è troppo lungo, va a ostruire parzialmente l’apertura tra il naso e la gola. Se il palato molle e/o l’ugola sono troppo lunghi, fanno da valvola vibrante quando il respiro si fa più rilassato, e provocano il caratteristico rumore.
Nei bambini il russare può essere un sintomo di problemi alle tonsille e alle adenoidi. Se il problema è cronico il bambino dovrebbe essere visitato da un otorinolaringoiatra, che gli può consigliare l’intervento di tonsillectomia e/o adenoidectomia per riportarlo in piena salute.
Fattori di rischio
- Il problema del russamento è più frequente tra gli uomini.
- Esse in sovrappeso predispone al disturbo, perché è possibile avere un eccesso di tessuti molli nel collo, responsabile del restringimento delle vie aeree.
- Di solito peggiora con l’andare degli anni.
- Un lieve rilassamento dei tessuti è normale durante le fasi di sonno profondo, però potrebbe diventare un problema se viene aggravato dall’alcol o dai farmaci che provocano sonnolenza (ansiolitici, sedativi, alcuni antidepressivi, …).
- Se il naso è congestionato o ostruito l’organismo deve fare uno sforzo maggiore per far passare l’aria, in questo modo si crea un vuoto maggiore del solito nella gola, che tende a far avvicinare tra loro i tessuti molli. Si può russare, quindi, solo durante l’allergia ai pollini, oppure solo nel corso del raffreddore o della sinusite.
- L’ostruzione può anche essere provocata da anomalie anatomiche del naso o del setto nasale, ad esempio dal setto nasale deviato (malformazione delle pareti che separano le narici).
- Il fumo è causa di infiammazione delle via aeree e questo ha come conseguenza un peggioramento del disturbo.
- Una carenza di sonno può portare ad un ulteriore rilassamento dei tessuti della gola.
- Il russare è in genere più comune e più rumoroso quando si dorme sulla schiena, perché l’effetto della gravità sulla gola restringe ulteriormente le vie respiratorie.
Sintomi
Il russamento consiste nella produzione di un suono evidente e fastidioso mentre si respira durante il sonno. Si tende a russare maggiormente durante le fasi più profonde del sonno, circa 90 minuti dopo essersi addormentati, e soprattutto quando di dorme sulla schiena.
La tipologia di suono dipende da quale tessuto vibra, ad esempio
- se è coinvolta la parte posteriore del naso verrà emesso un suono nasale schiacciato, non particolarmente forte,
- se la causa è da cercare nel palato molle o nell’ugola il suono potrebbe essere gutturale e più forte.
Molto spesso il risultato è tuttavia il risultato di una combinazione di diversi fattori.
Pericoli
Il disturbo causa spesso un peggioramento della qualità del sonno, che si traduce durante il giorno in
- sonnolenza,
- irritabilità,
- mancanza di concentrazione,
- e diminuzione della libido.
Russare di notte potrebbe essere causa di stanchezza e difficoltà di concentrazione durante il giorno; a sua volta un’eccessiva sonnolenza diurna può essere causa di gravi complicazioni (professionali, mediche, sociali, …) e dovrebbe sempre essere affrontata con il medico. Si stima che fino al 20% degli incidenti stradali siano causati dalla sonnolenza, che quindi può realmente (seppure in modo indiretto) mettere in pericolo di vita il soggetto.
Dal punto di vista sociale, chi russa spesso viene preso in giro; chi dorme con il paziente può avere problemi ad addormentarsi, non riuscire a dormire bene, e quindi essere affaticato durante tutta la giornata.
Apnea ostruttiva del sonno
Il russamento può essere sintomo di un problema più grave, noto come sindrome delle apnee ostruttive del sonno. L’apnea ostruttiva nel sonno è caratterizzata da diverse interruzioni della respirazione, che possono durare anche più di 10 secondi ciascuna, dovute al restringimento o al collasso delle vie aeree superiori. In questo modo la quantità di ossigeno nel sangue aumenta e il cuore deve lavorare più intensamente. Il ciclo del sonno risulta alterato, quindi il paziente si sente poco riposato, nonostante trascorra un tempo sufficiente a letto. Chi soffre di apnea può avere da 30 a 300 episodi simili per notte.
L’effetto immediato dell’apnea nel sonno è che il paziente deve dormire meno profondamente e tenere tesi i muscoli della gola per consentire all’aria di raggiungere i polmoni; chi russa non si riposa a sufficienza, quindi può rimanere affaticato durante il giorno e ne possono risentire il rendimento sul lavoro, la condotta di guida o l’uso dei macchinari. L’apnea nel sonno, se non adeguatamente curata, fa aumentare il rischio di infarto, ictus, diabete e molti altri problemi medici.
Diagnosi
Il percorso diagnostico moderno per il russamento mira non solo a identificare l’origine del rumore, ma soprattutto a escludere la presenza di apnee notturne, una condizione che aumenta sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari e ipertensione. Il medico di medicina generale o lo specialista otorinolaringoiatra inizieranno l’indagine con un colloquio approfondito, spesso coinvolgendo il partner del paziente per ottenere dettagli sulla frequenza, l’intensità del rumore e l’eventuale presenza di pause respiratorie.
Durante la visita clinica, il medico valuta l’anatomia delle vie aeree superiori utilizzando scale di riferimento come il punteggio di Mallampati (che analizza la visibilità dei tessuti nella gola) e misurando la circonferenza del collo, un noto fattore predittivo per i disturbi del sonno. L’esame obiettivo include l’ispezione di naso, bocca e faringe per individuare deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati, tonsille voluminose o un palato molle eccessivamente rilassato.
I principali test diagnostici comprendono:
- Polisonnografia (o poligrafia respiratoria): rappresenta il “gold standard”. È un esame che registra durante la notte diversi parametri come il livello di ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca e la frequenza respiratoria. Permette di distinguere tra un russamento “semplice” (benigno) e la sindrome delle apnee ostruttive (OSAS).
- Drug-Induced Sleep Endoscopy (DISE): una procedura innovativa eseguita in sedazione leggera che permette al chirurgo di osservare direttamente, tramite un endoscopio flessibile, quali strutture vibrano o collassano mentre il paziente dorme, guidando con precisione l’eventuale scelta chirurgica.
- Questionari clinici: come la scala di Epworth, utilizzata per quantificare il grado di sonnolenza diurna e l’impatto del disturbo sulla vita quotidiana.
- Imaging mirato: in casi selezionati, possono essere richiesti esami come la radiografia del cranio (cefalometria), la TAC o la risonanza magnetica per uno studio volumetrico dettagliato delle vie aeree o per pianificare interventi maxillo-facciali.
Rimedi per smettere di russare
L’obiettivo primario della terapia è ripristinare la corretta pervietà delle vie aeree durante il sonno, eliminando il disturbo acustico e riducendo i rischi per la salute. Le opzioni terapeutiche oggi spaziano dai cambiamenti comportamentali a dispositivi tecnologici avanzati, fino alla chirurgia mininvasiva.
Stile di vita e prevenzione
Il primo passo, fondamentale per ogni paziente, riguarda la modifica delle abitudini quotidiane. Spesso, correggere lo stile di vita può ridurre drasticamente l’intensità del russamento o rendere più efficaci le altre terapie mediche:
- Controllo del peso: perdere peso è l’intervento più efficace a lungo termine, poiché riduce l’accumulo di grasso intorno al collo che preme sulle vie respiratorie.
- Igiene del sonno: mantenere orari regolari ed evitare la carenza di sonno previene l’eccessivo rilassamento muscolare dei tessuti della gola.
- Astensione da alcol e fumo: l’alcol agisce come un potente miorilassante se assunto prima di coricarsi, mentre smettere di fumare riduce l’infiammazione cronica delle mucose nasali e faringee.
- Terapia posizionale: poiché molti pazienti russano solo in posizione supina, esistono dispositivi indossabili (fasce o sensori vibranti) che incoraggiano il sonno sul fianco. Anche sollevare la testa con un apposito materasso o cuscino può favorire il passaggio dell’aria.
- Esercizio fisico: la pratica regolare di attività fisica migliora il tono muscolare generale, compreso quello delle vie aeree superiori.
Dispositivi medici e terapie meccaniche
Quando le misure comportamentali non sono sufficienti, si ricorre a supporti meccanici personalizzati:
- Dispositivi di Avanzamento Mandibolare (MAD): sono apparecchi simili a bite ortodontici, realizzati su misura, che portano leggermente in avanti la mandibola durante la notte. Questo movimento mantiene aperta la gola e impedisce alla lingua di cadere all’indietro.
- CPAP (Pressione Positiva Continua): è la terapia d’elezione se il russamento è associato ad apnee notturne moderate o gravi. Una maschera collegata a un piccolo compressore eroga un flusso d’aria che funge da “stent pneumatico”, impedendo alle vie aeree di collassare.
- Dilatatori nasali: cerotti o clip possono essere utili se il problema è localizzato esclusivamente a livello delle narici, facilitando l’ingresso dell’aria dal naso.
Opzioni farmacologiche e complementari
Sebbene non esista una “pillola per il russamento”, il trattamento di condizioni sottostanti può essere risolutivo. L’uso di antistaminici o cortisonici spray è indicato per chi russa a causa di riniti allergiche o congestioni croniche. Una novità di rilievo è la terapia miofunzionale orofacciale: un percorso di logopedia specialistica che insegna esercizi specifici per rinforzare i muscoli della lingua e del palato, riducendone la tendenza a vibrare.
Soluzioni chirurgiche
La chirurgia moderna è estremamente mirata e spesso mininvasiva. Le tecniche più attuali includono:
- Barbed Snore Surgery: una tecnica che utilizza fili di sutura riassorbibili “barbati” (con piccole ancore) per tendere e sollevare i tessuti del palato molle senza necessità di asportazioni invasive, riducendo le vibrazioni.
- Radiofrequenza dei turbinati o del palato: l’energia a radiofrequenza viene usata per ridurre il volume dei tessuti o irrigidire il palato molle, migliorando il flusso d’aria con tempi di recupero rapidi.
- Chirurgia robotica o laser: per la rimozione precisa di ostruzioni alla base della lingua o tonsille ipertrofiche.
- Stimolazione del nervo ipoglosso: per i casi selezionati di apnea che non tollerano la CPAP, è possibile impiantare un piccolo dispositivo (simile a un pacemaker) che stimola delicatamente i muscoli della lingua durante il sonno per mantenerli attivi e in posizione corretta.
Fonti e bibliografia
- American Academy of Otolaryngoology
- NHS, licensed under the OGL
Le domande più frequenti
Perché si russa?
Come smettere di russare?
Il russare può essere pericoloso per la salute?
Quando è opportuno consultare un medico per il russare?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.