Renella nei reni: sintomi, cause e rimedi

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Introduzione

Parlando di renella si fa riferimento alla presenza di “sabbiolina” ed altri piccoli aggregati cristallini all’interno del rene e delle vie urinarie, che prendono anche il nome di microcalcoli. Nello specifico si tratta della fase che precede la formazione di veri e propri calcoli renali, un disturbo di salute di comune riscontro nella popolazione generale.

 

Calcoli renali e renella

Shutterstock/Evan Lorne

La grande differenza tra la semplice renella e i calcoli renali consiste nella minore durezza e aggregazione delle particelle di renella rispetto ai calcoli già formati e consolidati, che le consente di venire espulsa molto più facilmente e agevolmente dalle vie urinarie rispetto ai calcoli, evitando spesso lo sviluppo di una dolorosa colica renale.

La renella è di solito composta da cristalli di acido urico e di acido ossalico, assumendo quindi una colorazione giallastra. Tende a formarsi a livello renale e a migrare poi nelle vie escretrici urinarie come pelvi renale e ureteri sino a giungere nella vescica; da qui, dopo un periodo di permanenza variabile, viene espulsa attraverso l’uretra abbastanza agevolmente.

 

Le cause della formazione di renella possono essere classificate in:

  • Locali, in particolare variazioni di
    • grado di saturazione dell’urina,
    • pH urinario,
    • concentrazione urinaria degli inibitori della cristallizzazione;
  • Sistemici:
    • dismetabolismo del calcio, degli ossalati, dell’acido urico, della cistina o della xantina;
    • infezioni delle vie urinarie,
    • malformazioni anatomiche o funzionali.

I più comuni sintomi di renella sono piuttosto fastidiosi: nella maggior parte dei casi il soggetto avverte un senso di peso e di fastidio alla regione lombare, spesso durante gli sforzi fisici, e su questo quadro clinico di base possono sopraggiungere sintomi di una colica renale, disturbi urinari, macroematuria (sangue nelle urine), disturbi dell’alvo (intestinali), …

 

La diagnosi si avvale del racconto anamnestico raccolto dal medico e dal suo esame obiettivo generale e specifico (con tipico segno di Giordano positivo). Fondamentali per la diagnosi di certezza risultano alcuni esami strumentali, tra cui l’ecografia, la TC e l’esame delle urine con analisi del sedimento.

 

La cura per la renella punta all’espulsione dei cristalli e alla prevenzione della loro aggregazione:

  • Dal punto di vista farmacologico si fa utilizzo di antinfiammatori per il controllo del dolore, agenti alcalinizzanti per modificare il pH urinario e, se necessario, integratori a base di citrati.
  • Lo stile di vita, basato su una corretta idratazione e modifiche dietetiche specifiche, rappresenta il pilastro fondamentale per evitare la progressione verso la calcolosi vera e propria.

Dal punto di vista dell’automedicazione possono essere di grande importanza l’attenzione alla dieta, mirata ad equilibrare l’apporto di specifici nutrienti e un abbondante apporto idrico; si tratta di fatto dei cardini della prevenzione di tale patologia, considerando che il rischio che questo disturbo si ripresenti nel corso del tempo è piuttosto alto.

Cause

Ad oggi sono milioni i soggetti che soffrono di renella in ogni parte del mondo, con la localizzazione vescicale che risulta avere una maggiore prevalenza rispetto a quella renale.

Secondo le ultime rilevazioni statistiche in Italia si verificano circa 3000 nuovi casi di renella o di calcolosi renale ogni anno per milione di abitanti.

La prevalenza è leggermente maggiore negli uomini rispetto alle donne con un rapporto di 4:3 e nella popolazione adulta rispetto a quella infantile.

Le cause che conducono alla formazione di renella sono molte ed eterogenee, ma alla base si ritrova spesso una scorretta alimentazione che si associa ad una possibile predisposizione individuale.

La renella, e poi di conseguenza i calcoli veri e propri, si formano a seguito della precipitazione e aggregazione di soluti presenti nelle urine in quantità normale o patologica.

La renella è fondamentalmente composta da sali di calcio (ossalato e fosfato) e da acido urico, i quali passano da una fase di soluzione (disciolti) ad una fase cristallina (precipitati). Le cause di questa variazione possono dipendere da:

  • variazione del grado di saturazione dell’urina (ad esempio in caso di disidratazione, seppure sub-clinica ovvero non apparente)
  • pH urinario
  • concentrazione degli inibitori della cristallizzazione (sostanze che contrastano la precipitazione dei cristalli, come ad esempio il citrato).

I fattori di rischio che possono predisporre alla formazione di renella sono:

  • alterato deflusso urinario, a sua volta provocato da:
    • malformazioni anatomiche come rene a ferro di cavallo
    • patologie delle vie urinarie come stenosi o inginocchiamenti dell’uretere
    • infezioni urinarie (cistite, nefrite, …)
  • iperparatiroidismo primitivo
  • ipercalcemia (ovvero aumentati livelli di calcio nel sangue)
  • predisposizione genetica o familiare (la presenza di parenti che soffrono di renella o di  calcolosi renale è associata ad un aumento del rischio di tre volte)
  • dieta eccessivamente ricca di proteine
  • scarso apporto idrico.

Sintomi

Qualora la dimensione dei cristalli precipitati rimanga molto contenuta il paziente con renella potrebbe rimanere del tutto asintomatico (ovvero privo di sintomi); tra i primi disturbi che compaiono in caso di aumento del volume/quantità si annoverano leggeri disturbi urinari ed eventualmente eliminazione con le urine di piccole quantità di sabbia formata da minute concrezioni brune o rossastre.

Il quadro clinico di chi soffre di renella conclamata si presenta invece con tipici sintomi urinari con disturbo della minzione ed eventualmente con lo sviluppo di coliche renali più o meno gravi, ovvero il tipico dolore al fianco del rene colpito (destro o sinistro) che compare in maniera acuta e in stato di benessere, percepito come una fitta dolorosa che tende ad irradiarsi posteriormente verso la zona lombare (proiezione dei reni) e anteriormente verso la regione inguinale (proiezione del decorso degli ureteri).

La colica renale può essere una manifestazione sintomatologica che si presenta solo nel 20%-30% dei casi di soggetti con renella, in genere di notte, favorita eventualmente da importanti stress fisici o abusi alimentari.

I sintomi urinari che possono associarsi alla colica renale (eventualmente presente) in caso di renella sono:

  • Senso di peso o di fastidio in regione lombare
  • Nausea e vomito
  • Astenia e malessere generalizzato
  • Bruciore durante la minzione
  • Dolore durante la minzione (stranguria)
  • Nicturia: necessità di urinare frequentemente durante la notte tanto da costringere il paziente al risveglio (almeno due volte a notte) con associati disturbi della qualità del sonno
  • Pollachiuria: simile alla nicturia poiché prevede un numero eccessivo di minzioni (ma questa volta sono considerate solo quelle diurne), con necessità ad urinare per più di otto volte al giorno
  • Minzione difficoltosa (disuria)
  • Sangue nelle urine
  • Flusso urinario basso e interrotto
  • Sensazione di svuotamento vescicale incompleto (tenesmo vescicale)
  • Oliguria o anuria (rispettivamente la riduzione o la totale assenza di produzione di urina)
  • Ritenzione urinaria, ovvero incapacità di urinare o di svuotare completamente la vescica
  • Pielonefrite, ovvero una grave infezione purulenta a livello renale che si instaura progressivamente partendo da un’infezione urinaria misconosciuta o non trattata efficacemente; la pielonefrite può presentarsi bilateralmente e portare allo sviluppo di una insufficienza renale cronica molto grave. La pielonefrite va considerata una delle più gravi complicanze che possono presentarsi in caso di renella.

Altri sintomi meno specifici che possono comparire in caso di una forte colica renale sono:

  • Ipotensione (riduzione della pressione arteriosa sanguigna)
  • Tachicardia con polso debole
  • Algie addominali più o meno diffuse che possono mimare un quadro di peritonismo
  • Meteorismo (ovvero gonfiore addominale)
  • Alvo chiuso a gas e feci
  • Febbricola o febbre alta anche fino ai 40° in caso di infezione urinaria

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la renella inizia con un’accurata anamnesi clinica. Il medico indaga le abitudini alimentari del paziente, l’apporto idrico quotidiano e l’eventuale familiarità per la calcolosi. Durante l’esame obiettivo, particolare attenzione viene rivolta alla manovra di Giordano (una percussione leggera della zona lombare): se il paziente avverte un dolore acuto, il sospetto di un coinvolgimento renale diventa molto concreto.

 

 

Per confermare la diagnosi e distinguere la renella da altre patologie (come infezioni urinarie o calcoli di maggiori dimensioni), si ricorre ai seguenti esami:

 

  • Esame delle urine e del sedimento: È l’indagine fondamentale. Permette di rilevare la presenza di cristalli (di ossalato di calcio, acido urico o altre sostanze), di sangue (ematuria) e di valutare il pH urinario, essenziale per capire il tipo di predisposizione del paziente. In presenza di sospetta infezione, viene richiesta anche un’urinocoltura.
  • Ecografia renale e vescicale: Rappresenta l’esame di imaging di prima scelta. L’ecografia è in grado di visualizzare la “sabbiolina” come echi brillanti (iperecogeni) all’interno delle cavità renali, pur non essendo sempre facile distinguere i singoli microcristalli. È inoltre utile per escludere segni di ostruzione, come l’idronefrosi (dilatazione del rene).
  • TC addome senza contrasto: Sebbene la TC sia il gold standard per la diagnosi dei calcoli, nel caso della sola renella viene riservata a situazioni dubbie o quando i sintomi sono severi, per escludere con certezza la presenza di ostruzioni ureterali non visibili all’ecografia.
  • Screening metabolico: Nei casi ricorrenti, il medico può richiedere la raccolta delle urine delle 24 ore per misurare i livelli di calcio, ossalato, citrato e acido urico, insieme ad analisi del sangue per la creatinina e gli elettroliti.

 

A differenza del passato, l’urografia endovenosa è oggi considerata un esame di seconda linea, ampiamente sostituita dalla Uro-TC, più rapida e precisa nel mappare l’intero apparato urinario.

Cura e trattamento

L’obiettivo primario della terapia per la renella è favorire l’eliminazione spontanea dei cristalli, prevenire la loro aggregazione in calcoli veri e propri e gestire l’eventuale sintomatologia dolorosa. Nella stragrande maggioranza dei casi, la renella non richiede interventi invasivi ma una gestione conservativa mirata.

 

Gestione dei sintomi e terapia medica

In presenza di dolore o di una vera e propria colica, l’approccio farmacologico prevede:

  • Antinfiammatori (FANS): Rappresentano i farmaci di prima scelta per ridurre il dolore e l’infiammazione delle pareti delle vie urinarie.
  • Analgesici: In caso di dolore resistente, possono essere prescritti farmaci più potenti, sempre sotto stretto controllo medico.
  • Alcalinizzanti urinari: L’integrazione con citrato di potassio e magnesio è estremamente efficace per aumentare il pH delle urine (rendendole meno acide) e inibire la cristallizzazione dell’acido urico e dell’ossalato di calcio.
  • Terapia idropinica: Consiste nell’assunzione di grandi quantità d’acqua in tempi brevi (il cosiddetto “colpo d’acqua”), ma va eseguita solo se non vi è un’ostruzione completa, per favorire la spinta meccanica verso l’esterno.

 

Stile di vita e prevenzione alimentare

Le modifiche dello stile di vita rappresentano la cura a lungo termine più efficace per chi soffre di renella. Le linee guida internazionali più recenti suggeriscono:

 

  1. Idratazione costante: È il pilastro fondamentale. È necessario bere almeno 2-2,5 litri di acqua al giorno, distribuendoli uniformemente durante l’intera giornata (inclusa una tazza d’acqua prima di coricarsi e, se possibile, in caso di risveglio notturno) per evitare che le urine diventino troppo concentrate.
  2. Riduzione del sale: Un eccesso di sodio aumenta l’escrezione di calcio nelle urine, favorendo la formazione di cristalli. È consigliabile limitare il sale aggiunto e i prodotti confezionati molto salati.
  3. Apporto di calcio bilanciato: Contrariamente a quanto si credeva in passato, non bisogna eliminare il calcio dalla dieta. Un apporto normale di calcio (attraverso latticini o acque minerali specifiche) aiuta a legare l’ossalato nell’intestino, impedendogli di raggiungere i reni.
  4. Controllo delle proteine animali: Una dieta eccessivamente ricca di carne e insaccati può aumentare l’acidità delle urine e i livelli di acido urico.

 

Interventi urologici

La renella, per definizione, è composta da particelle molto piccole che non richiedono solitamente la frantumazione chirurgica (litotrissia). Tuttavia, se la renella si aggrega formando calcoli che ostruiscono il deflusso urinario, possono rendersi necessari interventi come la litotrissia extracorporea o l’ureteroscopia per liberare la via urinaria e prevenire danni permanenti al rene.

 

Il monitoraggio periodico tramite esame delle urine ed ecografia è caldamente raccomandato per verificare l’efficacia delle misure preventive adottate e prevenire le recidive.

Fonti e bibliografia

  • “Malattie dei reni e delle vie urinarie” – F.P. Schena, F.P. Selvaggi, L. Gesualdo, M. Battaglia. Ed. McGraw-Hill – quarta edizione.
  • Semeiotica medica. R. Muti. – ed. Minerva Medica.

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