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Introduzione

L’emotorace è una condizione caratterizzata dalla raccolta di sangue (versamento) tra la parete toracica ed i polmoni, nella cosiddetta cavità pleurica.

Emotorace

Shutterstock/Scio21

La causa più comune è un trauma toracico, ma potrebbe verificarsi anche in altre condizioni, ad esempio:

I sintomi possono essere più o meno evidenti ed improvvisi in base alla quantità e velocità con cui si accumula il sangue, comprendendo:

Le possibili conseguenze dipendono da causa, quantità di sangue accumulato e rapidità dei soccorsi; tra le possibili complicazioni si segnalano

  • pneumotorace (collasso del polmone), che porta a insufficienza respiratoria (incapacità di respirare correttamente)
  • cicatrizzazione anomala delle membrane pleuriche e del tessuto polmonare sottostante, che perdono quindi le loro proprietà fisiologiche
  • infezione del liquido pleurico (empiema)
  • shock e morte.

Obiettivi del trattamento sono

  • la stabilizzazione del paziente,
  • interruzione dell’emorragia ed eventuale drenaggio del sangue accumulato,
  • trattamento della causa sottostante.

Cause

L’emotorace è tipicamente una conseguenza di lesioni toraciche traumatiche (penetranti o contundenti), ad esempio in caso di cadute ed incidenti, oppure come conseguenza di interventi chirurgici toracici o cardiaci. Consiste in una raccolta di sangue nello spazio pleurico, compreso tra le due membrane pleuriche, che è possibile immaginare come due foglietti che scorrono uno sull’altro avvolgendo i polmoni, consentendone la periodica espansione durante la respirazione. Normalmente all’interno di questo spazio è contenuta una modesta quantità di liquido lubrificante, mentre in caso di emotorace si assiste ad una raccolta di sangue che può avere varia origine (vasi sanguigni della parete toracica, arterie mammarie intercostali o interne, grandi vasi, mediastino, cuore, parenchima polmonare, diaframma, addome).

È invece rara una raccolta spontanea di sangue, ovvero prodotta da cause non traumatiche, che possono comprendere:

  • infezioni,
  • tumori polmonari (sia primari che metastatici),
  • disturbi vascolari o della coagulazione del sangue,
  • tubercolosi.

Sintomi

I possibili sintomi e segni dell’emotorace sono numerosi e spesso sovrapposti al pneumotorace, una condizione in cui lo spazio pleurico si riempie di aria; tra i principali si annoverano

  • dolore al petto,
  • difficoltà respiratorie, che si manifestano anche in forma di respiro rapido ed accelerato (tachipnea) ed alterazione dei suoni respiratori all’auscultazione del torace,
  • riduzione della quantità di ossigeno nel sangue (saturazione) a causa delle difficoltà negli scambi gassosi,
  • calo della pressione del sangue, a seguito dell’emorragia, e segni del tentativo di compensazione, come ad esempio un aumento della frequenza cardiaca.

Non è infrequente lo sviluppo di vertigini.

L’entità dei sintomi è strettamente correlata alla quantità di sangue persa, in rapporto alla corporatura del soggetto; se piccole emorragie potrebbero passare inosservate, la perdita di quantità rilevanti di sangue potrebbe rapidamente condurre a shock e morte.

Vale la pena notare che, poiché la cavità pleurica di un uomo di 70 kg può contenere 4 L di sangue o più, potrebbe verificarsi un’emorragia fatale in assenza di segni esterni evidenti alla vista.

Complicazioni

La prognosi dell’emotorace è generalmente buona, con una mortalità direttamente correlata alla natura e alla gravità della lesione subita, oppure alla causa sottostante dell’emotorace.

Sono principalmente due le possibili complicazioni tardive di un emotorace non risolto:

  • Empiema, ovvero una contaminazione batterica della raccolta di sangue che, se non adeguatamente riconosciuto e trattato, può condurre a batteriemia (diffusone di batteri nella circolazione sanguigna) e shock settico (sviluppo di shock per cause infettive).
  • Fibrotorace, una condizione caratterizzata dalla formazione di cicatrici all’interno dello spazio pleurico, che riducono quindi la capacità di espansione polmonare durante la respirazione e con essa la portata degli scambi gassosi ossigeno-anidride carbonica.

Quando contattare il medico

Si raccomanda di allertare i soccorsi in caso di:

  • lesioni gravi al torace, ad esempio a seguito di cadute od incidenti automobilistici
  • dolore al petto di origine sconosciuta
  • dolore alla mascella, al collo, alla spalla o al braccio
  • difficoltà di respirazione
  • vertigini e senso di stordimento,
  • febbre e tosse accompagnati da una sensazione di pesantezza al petto.

Diagnosi

La diagnosi dell’emotorace è caratterizzata da tre elementi principali:

  • anamnesi, una sorta di intervista medico-paziente (oppure condotta con testimoni dell’eventuale evento traumatico) per comprendere la dinamica dell’accaduto,
  • esame obiettivo, durante il quale il medico visita il paziente alla ricerca di segni e sintomi,
  • esami di imaging.

La radiografia del torace è lo studio diagnostico ideale per una prima valutazione dell’emotorace, a cui far seguire per alcuni pazienti ecografia e la tomografia computerizzata (TC), per una caratterizzazione più approfondita.

Possono essere differenziati da altre forme di raccolta di fluidi all’interno della cavità pleurica (idrotorace, ovvero acqua, empiema, ovvero pus, chilotorace, ovvero liquido linfatico) mediante l’analisi di un campione del fluido (prelevate mediante toracocentesi, una procedura che consiste nell’inserimento di un ago che consenta il prelievo del liquido).

Cura

Gli obiettivi precipui della terapia consistono

  • nella stabilizzazione del paziente se necessario (somministrazione di liquidi, trasfusione, ossigenazione, …),
  • risoluzione dell’emotorace se necessario,
  • risoluzione della causa sottostante.

Qualora la quantità di sangue accumulato sia ridotta, inferiore a 300 ml, generalmente non è richiesto alcun trattamento specifico, perché il sangue tenderà a riassorbirsi nel corso delle settimane successive. In assenza di altre necessità cliniche è quindi possibile limitarsi alla somministrazione di antidolorifici e procedere a valutazioni seriate (periodiche, ripetute) mediante esami di imaging per verificare l’assenza di complicazioni.

Poiché la presenza di sangue nello spazio pleurico può essere associato sia a shock emorragico (con possibile esito fatale) che a compromissione respiratoria, qualora la quantità sia rilevante dovrebbe essere evacuato, anche in un’ottica di prevenzione delle possibili complicazioni (fibrotorace ed empiema). Il trattamento di elezione consiste in un drenaggio del sangue accumulato mediante l’introduzione di una cannula toracica (toracostomia).

In casi più gravi, soprattutto qualora l’emorragia non si arrestasse, potrebbe rendersi necessario l’intervento chirurgico (toracotomia o in una videotoracoscopia).

Fonti e bibliografia

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