Introduzione
L’emotorace è una condizione caratterizzata dalla raccolta di sangue (versamento) tra la parete toracica ed i polmoni, nella cosiddetta cavità pleurica.

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La causa più comune è un trauma toracico, ma potrebbe verificarsi anche in altre condizioni, ad esempio:
- disturbi della coagulazione del sangue
- interventi di chirurgia toracica o cardiaca
- infarto polmonare
- tumore al polmone.
I sintomi possono essere più o meno evidenti ed improvvisi in base alla quantità e velocità con cui si accumula il sangue, comprendendo:
- Respiro rapido e superficiale (tachipnea)
- Affanno
- Dolore al petto
- Battito cardiaco accelerato (tachicardia)
- Abbassamento dei valori di pressione del sangue ed eventuale shock
- Pallore
- Sudorazione fredda
- Irrequietezza
- Ansia.
Le possibili conseguenze dipendono da causa, quantità di sangue accumulato e rapidità dei soccorsi; tra le possibili complicazioni si segnalano
- pneumotorace (collasso del polmone), che porta a insufficienza respiratoria (incapacità di respirare correttamente)
- cicatrizzazione anomala delle membrane pleuriche e del tessuto polmonare sottostante, che perdono quindi le loro proprietà fisiologiche
- infezione del liquido pleurico (empiema)
- shock e morte.
Obiettivi del trattamento sono
- la stabilizzazione del paziente,
- interruzione dell’emorragia ed eventuale drenaggio del sangue accumulato,
- trattamento della causa sottostante.
Cause
L’emotorace è tipicamente una conseguenza di lesioni toraciche traumatiche (penetranti o contundenti), ad esempio in caso di cadute ed incidenti, oppure come conseguenza di interventi chirurgici toracici o cardiaci. Consiste in una raccolta di sangue nello spazio pleurico, compreso tra le due membrane pleuriche, che è possibile immaginare come due foglietti che scorrono uno sull’altro avvolgendo i polmoni, consentendone la periodica espansione durante la respirazione. Normalmente all’interno di questo spazio è contenuta una modesta quantità di liquido lubrificante, mentre in caso di emotorace si assiste ad una raccolta di sangue che può avere varia origine (vasi sanguigni della parete toracica, arterie mammarie intercostali o interne, grandi vasi, mediastino, cuore, parenchima polmonare, diaframma, addome).
È invece rara una raccolta spontanea di sangue, ovvero prodotta da cause non traumatiche, che possono comprendere:
- infezioni,
- tumori polmonari (sia primari che metastatici),
- disturbi vascolari o della coagulazione del sangue,
- tubercolosi.
Sintomi
I possibili sintomi e segni dell’emotorace sono numerosi e spesso sovrapposti al pneumotorace, una condizione in cui lo spazio pleurico si riempie di aria; tra i principali si annoverano
- dolore al petto,
- difficoltà respiratorie, che si manifestano anche in forma di respiro rapido ed accelerato (tachipnea) ed alterazione dei suoni respiratori all’auscultazione del torace,
- riduzione della quantità di ossigeno nel sangue (saturazione) a causa delle difficoltà negli scambi gassosi,
- calo della pressione del sangue, a seguito dell’emorragia, e segni del tentativo di compensazione, come ad esempio un aumento della frequenza cardiaca.
Non è infrequente lo sviluppo di vertigini.
L’entità dei sintomi è strettamente correlata alla quantità di sangue persa, in rapporto alla corporatura del soggetto; se piccole emorragie potrebbero passare inosservate, la perdita di quantità rilevanti di sangue potrebbe rapidamente condurre a shock e morte.
Vale la pena notare che, poiché la cavità pleurica di un uomo di 70 kg può contenere 4 L di sangue o più, potrebbe verificarsi un’emorragia fatale in assenza di segni esterni evidenti alla vista.
Complicazioni
La prognosi dell’emotorace è generalmente buona, con una mortalità direttamente correlata alla natura e alla gravità della lesione subita, oppure alla causa sottostante dell’emotorace.
Sono principalmente due le possibili complicazioni tardive di un emotorace non risolto:
- Empiema, ovvero una contaminazione batterica della raccolta di sangue che, se non adeguatamente riconosciuto e trattato, può condurre a batteriemia (diffusone di batteri nella circolazione sanguigna) e shock settico (sviluppo di shock per cause infettive).
- Fibrotorace, una condizione caratterizzata dalla formazione di cicatrici all’interno dello spazio pleurico, che riducono quindi la capacità di espansione polmonare durante la respirazione e con essa la portata degli scambi gassosi ossigeno-anidride carbonica.
Quando contattare il medico
Si raccomanda di allertare i soccorsi in caso di:
- lesioni gravi al torace, ad esempio a seguito di cadute od incidenti automobilistici
- dolore al petto di origine sconosciuta
- dolore alla mascella, al collo, alla spalla o al braccio
- difficoltà di respirazione
- vertigini e senso di stordimento,
- febbre e tosse accompagnati da una sensazione di pesantezza al petto.
Diagnosi
Il percorso diagnostico dell’emotorace è un processo rapido e mirato, poiché in molti contesti clinici, specialmente quelli traumatici, la tempestività è un fattore critico per la sopravvivenza. La diagnosi moderna si basa sull’integrazione di valutazione clinica e tecniche di imaging avanzate.
Valutazione clinica
Il medico inizia con l’anamnesi per ricostruire la dinamica dell’evento (ad esempio un incidente stradale o una caduta) o per identificare patologie pregresse che possano favorire il sanguinamento spontaneo. Durante l’esame obiettivo, il clinico ricerca segni classici quali l’assenza o la riduzione dei rumori respiratori durante l’auscultazione e l’ottusità alla percussione del torace (un suono “pieno” che indica la presenza di liquido anziché aria).
Imaging diagnostico
Le tecnologie di imaging sono essenziali per confermare la diagnosi e quantificare il versamento:
- E-FAST (Extended Focused Assessment with Sonography for Trauma): è oggi lo standard iniziale in pronto soccorso. Si tratta di un’ ecografia eseguita direttamente al letto del paziente che permette di individuare in pochi secondi la presenza di sangue nella cavità pleurica, risultando più sensibile della radiografia tradizionale nei pazienti critici.
- Tomografia Computerizzata (TC) del torace: rappresenta il gold standard per i pazienti stabili. Fornisce dettagli anatomici precisi sull’entità dell’emotorace, sulla localizzazione di eventuali coaguli e sull’eventuale presenza di lesioni associate ai vasi sanguigni o agli organi interni.
- Radiografia del torace (RX): rimane uno strumento utile per il monitoraggio, ma può sottostimare la quantità di sangue se il paziente viene visitato in posizione sdraiata.
Analisi del liquido pleurico
In casi non traumatici o dubbi, il medico può eseguire una toracocentesi (prelievo di un campione di liquido tramite un ago sottile). La diagnosi definitiva di emotorace si pone quando l’ematocrito del liquido prelevato è superiore o uguale al 50% dell’ematocrito del sangue periferico del paziente.
Cura
Il trattamento dell’emotorace ha tre obiettivi prioritari: stabilizzare i parametri vitali, drenare il sangue per permettere al polmone di espandersi nuovamente e arrestare la fonte del sanguinamento. La scelta dell’approccio dipende dal volume del sangue perso e dalla stabilità clinica della persona.
Stabilizzazione e supporto
Prima di intervenire direttamente sul torace, è fondamentale supportare l’organismo. Questo include la somministrazione di ossigeno per contrastare l’insufficienza respiratoria, l’infusione di liquidi endovenosi e, nei casi di emorragia importante, la trasfusione di sangue o emoderivati per ripristinare il volume circolante e la capacità di trasporto dell’ossigeno.
Drenaggio pleurico (Toracostomia)
Nella maggior parte dei casi, il trattamento cardine consiste nell’inserimento di un tubo di drenaggio nello spazio pleurico (toracostomia a tubo). Questa procedura permette di:
- Evacuare il sangue e i piccoli coaguli, riducendo la pressione sul polmone.
- Monitorare in tempo reale l’entità della perdita ematica residua.
- Favorire la riespansione polmonare, migliorando immediatamente la respirazione.
Intervento chirurgico
L’intervento chirurgico si rende necessario in circa il 10-20% dei casi traumatici, in particolare se si verifica un “emotorace massivo” (uscita immediata di oltre 1.500 ml di sangue o perdita continua superiore a 200 ml l’ora per 3-4 ore).
- VATS (Chirurgia Toracoscopica Video-Assistita): è una tecnica mininvasiva che utilizza piccole incisioni e una telecamera. È l’approccio preferito per rimuovere coaguli rimasti dopo il drenaggio iniziale o per individuare piccoli punti di sanguinamento.
- Toracotomia: è un intervento chirurgico tradizionale “a cielo aperto”, riservato alle emergenze estreme in cui è necessario un accesso rapido e ampio per riparare lesioni ai grossi vasi o al cuore.
Stile di vita e recupero
Dopo la risoluzione dell’emotorace, il percorso di guarigione richiede attenzione costante. La riabilitazione respiratoria è fondamentale: al paziente viene spesso insegnato l’uso di uno spirometro incentivatore per eseguire esercizi di respirazione profonda, essenziali per prevenire cicatrici (fibrotorace) o polmoniti.
È caldamente raccomandato:
- Evitare il fumo, che irrita le vie aeree e rallenta la guarigione del tessuto polmonare.
- Seguire una dieta equilibrata e idratarsi correttamente per favorire la riparazione dei tessuti.
- Riprendere l’attività fisica in modo graduale, evitando sforzi intensi o sport da contatto fino a completa guarigione e parere favorevole del medico.
Fonti e bibliografia
- MedLinePlus
- Hemothorax – Laura Pumarejo Gomez; Vu H. Tran.
- MedScape
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.