Atelettasia polmonare: cause, sintomi, pericoli e cura

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Significato del termine atelettasia

Atelettasia (o atelectasia) è il termine medico che indica la mancata distensione altrimenti normale di un organo; nella pratica clinica è tipicamente riferita all’atelettasia polmonare, ovvero la perdita dell’aria contenuta negli alveoli polmonari che porta quindi al compattamento del tessuto che collassa su sé stesso.

Atelettasia polmonare

I polmoni sono una coppia di organi che trovano posto nel torace, protetti dalla gabbia toracica, e con la funzione di garantire per l’intero arco della vita lo scambio gassoso ossigeno-anidride carbonica tra il sangue e l’aria esterna.

L’atelettasia polmonare è il un collasso di una o più aree del polmone.

Quando s’inspira i polmoni si riempiono d’aria, in piccole celle chiamate alveoli ed il cui tessuto particolarmente ricco di vasi sanguigni permette il passaggio dell’ossigeno nel sangue.

Se gli alveoli tendono a collassare, ovvero a sgonfiarsi come un palloncino, la quantità di aria che può essere scambiata viene drasticamente ridotta e l’ossigeno disponibile può così diventare insufficiente alle necessità dell’organismo.

Può essere causata da una riduzione del passaggio di aria verso i polmoni, ad esempio per la presenza di un eccesso di muco o di un corpo estraneo, oppure qualora la normale espansione del polmone sia per qualche ragione impedita o resa difficoltosa (ad esempio da malattie polmonari). Di fatto l’atelettasia può quindi essere il risultato di numerose condizioni diverse, in linea teorica qualunque causa che renda difficile fare respiri sufficientemente profondi o tossire (per smaltire l’eventuale muco presente nelle vie aeree) può portare ad un collasso del polmone. si sviluppa spesso dopo un intervento chirurgico in anestesia generale, i cui farmaci possono influire profondamente sulle meccaniche di respirazione.

L’atelettasia potrebbe passare inosservata qualora interessi solo una parte del tessuto polmonare, in caso di una maggior estensione può invece manifestarsi con febbre, respiro superficiale e/o sibilante, tosse.

In genere non è pericolosa per la vita, ma in alcuni casi deve essere trattata rapidamente per evitare che lo diventi.

Ai fini della diagnosi risultano dirimenti esami di imaging, come radiografia del torace, ed eventualmente la broncoscopia.

Il trattamento può prevedere a seconda delle cause scatenanti esercizi di respirazione, farmaci, dispositivi per la favorire respirazione od interventi chirurgici. L’atelettasia di solito migliora con il tempo o il trattamento.

In caso non venga rapidamente riconosciuta e curata potrebbe evolvere verso complicazioni gravi, come un pericoloso accumulo di liquidi, polmonite ed insufficienza respiratoria.

Atelettasia o pneuomotorace?

Se si tratta di un collasso che riguarda l’intero polmone si parla di pneumotorace (ed è dovuto alla presenza di aria tra polmone e cassa toracica), mentre quando ad essere interessata è solo una parte più o meno estesa si utilizza il termine atelettasia.

Cause

Le cause alla base dell’instaurarsi di atelettasia polmonare possono essere didatticamente suddivise in tre casi:

  • Da ostruzione, quando si verifica in presenza di un blocco delle vie aeree, che può essere dovuto ad esempio ad
    • accumulo di muco
    • inalazione di corpo estraneo
    • tumore che si sviluppi all’interno delle vie aeree;
  • Non ostruttivo:
    • Da compressione, quando l’organo è sottoposto ad una pressione esterna; tra le condizioni associate si annoverano ad esempio:
      • un accumulo di liquido nello spazio pleurico (versamento pleurico), ovvero in quella sorta di sacca che avvolge i polmoni consentendone la periodica espansione quando si inspira,
      • trauma da infortunio, caduta, … che può impedire una normale respirazione a causa del dolore, inducendo ad inspirazioni eccessivamente superficiali,
      • polmonite,
      • tumore esterno alle vie aeree, che ne riduce la capacità di trasporto dell’area per un effetto di compressione;
    • Da contrazione, quando l’incapacità di espandersi normalmente è legata ad una progressiva sostituzione del tessuto polmonare sano con tessuto cicatriziale (fibrosi polmonare).

L’anestesia generale è una causa molto comune di atelettasia ostruttiva da muco, come conseguenza del cambiamento dello schema respiratorio che potrebbe indurre la perdita di volume all’interno degli alveoli polmonari per accumulo di muco; da questo punto di vista risulta particolarmente soggetto al rischio di sviluppare la condizione l’intervento di bypass cardiaco.

L’atelettasia polmonare può verificarsi a qualsiasi età e per varie ragioni, ad esempio nei neonati per un’insufficiente maturazione dei polmoni che potrebbe indurre lo sviluppo di distress respiratorio.

Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio consiste in un prolungato allettamento, soprattutto quando associato ad una riduzione dei cambiamenti di posizione, una respirazione superficiale e la sottostante presenza di una malattia polmonare. Strettamente correlati sono ovviamente gli interventi chirurgici recenti, soprattutto nel caso di anestesia generale.

Tra gli altri fattori predisponenti si annoverano:

Sintomi

Qualora l’area di tessuto interessata dal collasso dei tessuti sia ridotta l’atelettasia potrebbe anche non manifestare alcun sintomo, perché la frazione polmonare restante è in grado di compensare adeguatamente la riduzione della superficie di scambio di ossigeno-anidride carbonica.

In presenza di un danno più esteso il paziente potrebbe invece lamentare:

Complicazioni

La prognosi è in genere strettamente correlata alla condizione sottostante; in assenza di fattori di rischio specifici è quindi ottima, salvo recidive (ad esempio in condizioni non guaribili come la fibrosi cistica e la fibrosi polmonare).

In caso di atelettasia che interessi una porzione significativa dell’area polmonare è tuttavia possibile sviluppare complicazioni anche gravi, tra cui:

Diagnosi

Per diagnosticare l’atelettasia, una volta sospettata sulla base di sintomi ed anamnesi (storia clinica), si procede a sottoporre il paziente a radiografia ed eventualmente TAC.

L’ecografia può eventualmente contribuire a differenziare atelettasia, versamento pleurico e un consolidamento parenchimale polmonare (in cui una regione del polmone si è riempita di liquido invece che di aria).

Nei casi più gravi è possibile ricorrere ad un esame più invasivo, la broncoscopia, per vedere direttamente all’interno delle vie aeree mediante l’inserimento di un piccolo tubicino all’interno delle vie respiratorie. Qualora sussista un ostacolo al flusso d’aria in alcuni casi è possibile intervenire durante questa stessa procedura.

A supporto del paziente può infine essere utile il monitoraggio della saturazione dell’ossigeno mediante pulsiossimetro.

Cura

La maggior parte dei casi di atelettasia migliora senza necessità di trattamento, al di là di uno stretto e continuo monitoraggio del paziente; nei casi più severi l’approccio dipende essenzialmente dalla causa e dall’entità del disturbo:

  • Esercizi respiratori
  • Drenaggio posturale (il corpo viene posizionato in modo che la testa sia più bassa del petto, per favorire lo smaltimento del muco grazie alla forza di gravità)
  • Farmaci per il trattamento della condizione polmonare scatenante.
  • Broncoscopia e/o chirurgia (ad esempio per rimuovere eventuali blocchi fisici al passaggio dell’aria).
  • Terapie oncologiche in caso di tumore.

Prevenzione

La pratica di esercizi di respirazione profonda e tosse volontaria a seguito di interventi chirurgici possono ridurre il rischio di sviluppo di atelettasia in pazienti considerati a rischio.

Da un punto di vista più generale è sicuramente opportuna la promozione di uno stile di vita sano, nel caso specifico abolendo ad esempio il fumo e perdendo peso se necessario.

Fonti e bibliografia

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