Introduzione
Il cuore umano ha quattro diverse camere; la camera in basso a destra prende il nome di ventricolo destro e si occupa di pompare il sangue contenuto direttamente ai polmoni, dove avverrà la cessione di anidride carbonica ed il prelievo di ossigeno.

By Diagram of the human heart hu.svg: see Revision history of “File:Diagram of the human heart hu.svg” / derivative work: Anassagora – Diagram of the human heart hu.svg, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7613921
Il cuore polmonare, o insufficienza ventricolare destra, è una patologia caratterizzata dall’ingrandimento del ventricolo destro del cuore, che si verifica qualora sia costretto a lavorare in modo eccessivamente duro per contrastare lesioni polmonari che sono la più comune causa di resistenza all’azione di pompa.
Se in prima battuta l’aumento di dimensione compensa il necessario aumento di forza richiesto, con il tempo lo sforzo tende ad indebolire le pareti del ventricolo, che perde quindi la capacità di esercitare un’adeguata pressione sul sangue.
I sintomi cardine comprendono difficoltà a respirare, dolore toracico, facile affaticabilità e colorito bluastro della pelle.
La diagnosi si avvale di una valutazione clinica integrata da esami strumentali avanzati, tra cui l’ ecocardiogramma e il cateterismo cardiaco destro, considerato il parametro di riferimento per la conferma definitiva.
Sebbene la prognosi rimanga seria, i moderni protocolli terapeutici hanno migliorato significativamente la gestione della malattia. I trattamenti mirano alla stabilizzazione del paziente attraverso terapie farmacologiche mirate (vasodilatatori polmonari, anticoagulanti e diuretici), ossigenoterapia e, nei casi più avanzati, il trapianto di organi.
Cause
Il lavoro svolto normalmente dal ventricolo destro consiste nel pompare il sangue privo di ossigeno e proveniente dal corpo attraverso l’arteria polmonare affinché giunga ai polmoni, dove verrà ossigenato e poi trasportato, mediante le vene polmonari, all’atrio sinistro, atrio destro, e poi nuovamente diffuso a tutto il corpo.
Il cuore polmonare consiste nell’insufficienza cardiaca del ventricolo destro, ovvero nella progressiva perdita della sua capacità di pompare efficacemente sangue ai polmoni.
È di norma una conseguenza dell’aumento della pressione arteriosa polmonare (ipertensione polmonare), condizione caratterizzata da cambiamenti nei piccoli vasi sanguigni all’interno dei polmoni e che diventano responsabili di un aumento della resistenza opposta al sangue in entrata.
Questo rende più difficile per il cuore pompare il sangue all’interno dei polmoni, quello che si osserva è quindi una reazione tesa a compensare la resistenza attraverso un aumento della forza necessaria, che provoca un ingrandimento del ventricolo e, nel tempo, un suo indebolimento (come un lavoratore sfiancato dagli straordinari cui viene obbligatoriamente sottoposto).

By OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0, Link
L’ipertensione polmonare, condizione alla base dell’origine del cuore polmonare, può essere causata da:
- Patologie polmonari, ad esempio embolia polmonare, enfisema, BPCO
- Patologie neuromuscolari, ad esempio SLA, poliomielite, miastenia gravis
- Patologie circolatorie, ad esempio tromboembolia polmonare, anemia falciforme, ipertensione polmonare idiopatica di tipo ereditario
- Deformità della gabbia toracica, con ipoventilazione alveolare generalizzata
- Alterazioni nel controllo della ventilazione, sia a livello centrale che periferico
A seconda della presentazione della sintomatologia e delle cause che originano il cuore polmonare si distingue in acuta e cronica.
Cuore polmonare acuto
È causato da un improvviso aumento della forza necessaria, che porta ad una dilatazione della camera ventricolare destra, fisiologicamente povera di componente muscolare rispetto alla camera sinistra in quanto sottoposta di norma a pressioni molto inferiori. È la forma meno frequente di cuore polmonare ed è in genere causata da un evento tromboembolico (ad esempio embolia polmonare). Una volta corretta la causa è possibile la remissione.
Cuore polmonare cronico
È causato da un aumento progressivo della pressione polmonare, tale per cui il cuore ha il tempo per compensare sviluppando (ipertrofizzando) le pareti muscolari del ventricolo destro. Questa forma rappresenta la più comune cardiopatia degli anziani ed è in genere secondaria a malattia polmonari croniche (BPCO in primis). Poiché sono avvenute modificazioni strutturali cardiache irreversibili in questo caso non è possibile la remissione della patologia.
Sintomi
Il cuore polmonare cronico inizialmente decorre di per sé in modo completamente asintomatico, pur essendo presente la sintomatologia caratterizzante la patologia polmonare responsabile. Nel tempo si faranno evidenti i segni e sintomi da insufficienza ventricolare destra, che comprendono:
- Gonfiore di gambe e caviglie (edemi degli arti inferiori e ritenzione idrica)
- Accumulo di liquido a livello addominale (ascite)
- Aumento della dimensione del fegato (epatomegalia)
- Fame d’aria (dispnea)
- Colorito bluastro di dita e labbra (cianosi)
- Dita a bacchetta di tamburo (Ippocratismo digitale)
- Affaticabilità
- Dolore toracico
- Aumento della frequenza del battito cardiaco (tachicardia)
- Perdita improvvisa e temporanea di coscienza (sincope)
Diagnosi
Il percorso diagnostico per il cuore polmonare è oggi un processo multidisciplinare che mira non solo a confermare la patologia, ma a identificarne con precisione la causa sottostante per personalizzare il trattamento.
Valutazione clinica
Il sospetto nasce durante la visita medica specialistica. Il cardiologo o lo pneumologo ricercano segni di sovraccarico del ventricolo destro, come il turgore delle vene giugulari, la presenza di edemi periferici e anomalie all’auscultazione cardiaca (accentuazione del secondo tono polmonare o soffi legati a insufficienza delle valvole tricuspide o polmonare). L’anamnesi è fondamentale per indagare la presenza di malattie respiratorie croniche o pregressi eventi embolici.
Esami strumentali e biomarcatori
Per oggettivare il danno e la funzionalità cardiaca, si ricorre a un set di esami standardizzati:
- Esami del sangue: Il dosaggio del BNP o dell’NT-proBNP è cruciale per valutare il grado di sofferenza delle camere cardiache. Possono essere richiesti anche i test di funzionalità epatica e la troponina per monitorare eventuali danni d’organo secondari.
- Elettrocardiogramma (ECG): Può mostrare segni di ipertrofia del ventricolo destro, deviazione dell’asse elettrico e aritmie correlate alla dilatazione delle camere destre.
- Ecocardiografia Doppler: È l’esame di screening principale. Permette di visualizzare le dimensioni del ventricolo destro, la sua capacità contrattile e di stimare indirettamente la pressione arteriosa polmonare.
- Radiografia del torace: Utile per visualizzare l’ingrossamento delle arterie polmonari centrali e l’ombra cardiaca, oltre a fornire indizi sulla patologia polmonare primitiva.
- RMN Cardiaca: È oggi considerata lo standard d’eccellenza per la valutazione morfologica e funzionale del ventricolo destro, grazie alla sua elevata precisione nel misurare volumi e massa muscolare.
Conferma diagnostica
Il cateterismo cardiaco destro rimane il “gold standard” insostituibile. Attraverso l’inserimento di un sottile catetere nelle camere destre del cuore, il medico misura direttamente le pressioni polmonari e la gittata cardiaca, permettendo di distinguere tra i diversi tipi di ipertensione polmonare e di testare la reattività dei vasi ai farmaci (test di vasoreattività).
Infine, per completare il quadro, possono essere necessari test di funzionalità respiratoria (spirometria), una TAC toracica ad alta risoluzione o una scintigrafia polmonare per escludere o confermare malattie del parenchima polmonare o embolie croniche.
Cura
Gli obiettivi principali della terapia per il cuore polmonare sono la riduzione del carico di lavoro del ventricolo destro, il miglioramento dell’ossigenazione e il trattamento della causa primaria. L’approccio moderno è combinato e prevede farmaci specifici, supporto respiratorio e rigorosi cambiamenti dello stile di vita.
Terapia farmacologica
I protocolli attuali prevedono diverse classi di farmaci, scelti in base alla gravità e all’origine della malattia:
- Vasodilatatori polmonari specifici: Utilizzati soprattutto se è presente ipertensione polmonare arteriosa. Includono gli inibitori della fosfodiesterasi-5 (come sildenafil o tadalafil), gli antagonisti del recettore dell’endotelina e gli analoghi delle prostacicline. Questi farmaci aiutano a “rilassare” i vasi polmonari, riducendo la resistenza che il cuore deve vincere.
- Diuretici: Fondamentali per ridurre il volume di liquidi in eccesso e alleviare gli edemi e l’ascite. Vanno gestiti con estrema cautela dal medico per non ridurre eccessivamente la pressione di riempimento del cuore.
- Anticoagulanti: Spesso prescritti se il cuore polmonare è causato da tromboembolismo o se vi è un alto rischio di formazione di coaguli dovuto alla stasi ematica.
- Cortisonici e broncodilatatori: Impiegati se la causa sottostante è una malattia infiammatoria polmonare come la BPCO o l’asma grave.
- Digossina: Può essere utilizzata in casi selezionati per migliorare la forza di contrazione cardiaca o per controllare il ritmo in caso di fibrillazione atriale.
Supporto respiratorio e interventi avanzati
L’ossigenoterapia a lungo termine è spesso necessaria, specialmente nei pazienti con BPCO o ipossia cronica, poiché l’ossigeno stesso agisce come un potente vasodilatatore polmonare naturale, riducendo lo sforzo del cuore.
Nei casi in cui la terapia medica non sia più sufficiente, si valutano opzioni chirurgiche o interventistiche:
- Endoarteriectomia polmonare: Un intervento chirurgico per rimuovere vecchi coaguli di sangue in caso di ipertensione polmonare tromboembolica cronica.
- Settostomia atriale: Una procedura palliativa per creare un piccolo foro tra gli atri e scaricare la pressione dal lato destro.
- Trapianto: Il trapianto di polmone o di cuore-polmone rappresenta l’ultima risorsa per i pazienti giovani con malattia terminale non responsiva ad altre cure.
Stile di vita e prevenzione
La gestione quotidiana è determinante per rallentare la progressione della malattia. Si raccomanda di:
- Ridurre il sale: Una dieta iposodica è essenziale per prevenire l’accumulo di liquidi.
- Gestione dell’attività fisica: È consigliata un’attività fisica moderata e supervisionata (riabilitazione cardiopolmonare) per migliorare la tolleranza allo sforzo senza affaticare eccessivamente il ventricolo destro.
- Smettere di fumare: È il passo più importante per proteggere i polmoni e il cuore da ulteriori danni.
- Monitoraggio del peso: Pesarsi quotidianamente aiuta a identificare rapidamente un improvviso aumento di peso dovuto alla ritenzione idrica.
- Vaccinazioni: La prevenzione delle infezioni respiratorie (influenza, pneumococco, COVID-19) è vitale per evitare crisi respiratorie che potrebbero destabilizzare il cuore.
- Viaggi e altitudine: È necessario consultare il medico prima di viaggi aerei o in alta quota, dove la minore pressione di ossigeno può peggiorare i sintomi.
Nelle donne in età fertile, la prevenzione di una gravidanza è fortemente raccomandata attraverso metodi contraccettivi sicuri, poiché i cambiamenti circolatori legati alla gestazione comportano un rischio elevatissimo di mortalità materna in presenza di cuore polmonare.
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Autore
Dr. Mirko Fortuna
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce n. 9165