Introduzione
Con il termine di costola incrinata si intende una lesione costale dovuta generalmente a un trauma del torace, di solito una contusione.
Le incrinature o infrazioni costali sono lesioni di modesta entità, non trattandosi di vere e proprie fratture; l’osso non è uscito dalla sua sede originaria e non rischia di perforare il polmone, non si tratta dunque una condizione particolarmente grave, ma non per questo deve essere sottovalutata, risultando comunque utile mettere in atto delle manovre di trattamento immediato, in modo da scongiurare qualsiasi rischio di peggioramento.
Nel trauma possono tuttavia essere coinvolti anche i muscoli intercostali, con conseguente infiammazione e alterazione della funzionalità muscolare, situazione che può interferire coi movimenti della gabbia toracica e di conseguenza alterare la meccanica respiratoria.
I sintomi più comuni di una costola incrinata includono:
- forte dolore al petto, in particolare durante la respirazione,
- gonfiore all’altezza delle costole interessate,
- talvolta presenza di lividi.
La diagnosi è generalmente clinica, durante la visita, eventualmente supportata dal ricorso a esami strumentali in caso di dubbi sulla stabilità della gabbia toracica o sospetto di lesioni interne.
Le costole non possono essere facilmente steccate o supportate nel processo di guarigione come le altre ossa, quindi in genere vengono lasciate guarire in modo naturale nell’arco di 3-6 settimane. L’applicazione di un bendaggio compressivo NON è consigliabile, perché in grado di limitare la normale espansione polmonare durante la respirazione.

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Cause
La causa principale di una costola incrinata è rappresentata dai traumi del torace, comuni in condizioni come:
- incidente stradale (per esempio battendo il torace contro il volante),
- caduta accidentale,
- attività sportiva (gli sport particolarmente a rischio per questo tipo di lesione sono il rugby, l’hockey, il calcio, il basket, il football americano),
- episodi di accessi ripetuti e persistenti di tosse violenta.
Sintomi
Una costola incrinata causa generalmente dolore, che può presentarsi con diverse modalità e intensità:
- può essere fisso o tipo fitta,
- può aumentare in caso di sforzi o movimenti che coinvolgono la gabbia toracica (respirazione profonda, torsione, piegamenti) e diminuire a riposo,
- può aumentare quando il paziente dorme sulla zona interessata.
L’esame visivo del torace può rivelare una tumefazione della regione coinvolta, probabile sede della lesione costale sottostante, che appare arrossata e dolente alla palpazione. Il trauma può provocare un ematoma della zona interessata, cioè una piccola raccolta di sangue dovuta alla rottura di piccoli vasi sanguigni.
Il dolore tende ad aumentare coi movimenti della gabbia toracica durante gli atti respiratori, che attivano i muscoli che mobilizzano le costole.
Quando il dolore è molto intenso il paziente fatica a respirare, sviluppando dispnea (difficoltà respiratoria con sensazione di fame d’aria e fiato corto) e conseguenti
- mal di testa,
- vertigini,
- sensazione di stanchezza e sonnolenza
- e una certa quota d’ansia.
In rari casi può non comparire alcuna sintomatologia, oppure in caso di traumi del torace si può avere dolore a diversa localizzazione, per esempio alla spalla o alla regione alta dell’addome, e in tal caso il riscontro è occasionale, diagnosticando la lesione nel corso di una radiografia del torace.
Guarigione
La guarigione di una costola incrinata avviene in genere nel giro di 3-4 settimane, ma può richiedere più tempo, anche fino a 6 settimane, soprattutto nei seguenti casi:
- evento traumatico particolarmente importante o in presenza di complicazioni, con interessamento dei muscoli intercostali (strappo, distrazione);
- lesione che interessa la zona cartilaginea (i tempi di guarigione possono essere più lunghi perché la cartilagine è un tipo di tessuto poco vascolarizzato, per cui impiega più tempo a rigenerarsi).
Il primo segno di guarigione è la scomparsa del dolore.
È sempre bene farsi visitare dal medico prima di riprendere l’attività sportiva, o comunque prima di eseguire sforzi fisici.
Utile anche dopo la guarigione l’adozione di alcune misure preventive:
- Evitare di fumare, perché le sostanze tossiche presenti nella sigaretta aumentano il rischio di infezione.
- Controllare la respirazione, evitando di accelerare eccessivamente il ritmo del respiro, in quanto eccessive escursioni respiratorie possono stressare la gabbia toracica, stirando i muscoli intercostali e inasprendo il dolore.
- Mantenere un adeguato introito di calcio alimentare, importante per migliorare la resistenza ossea e prevenire l’osteoporosi.
Assumere sempre posizioni corrette, soprattutto se si sta seduti per molto tempo durante la giornata è utile muoversi ogni tanto, così che la gabbia toracica non venga tenuta in posizione rigida per un tempo prolungato.
Quando rivolgersi al medico
In tutti i casi di traumi del torace, soprattutto in presenza di uno o più dei sintomi sopra descritti, è bene rivolgersi al proprio medico che in base alla situazione potrà valutare la necessità di eseguire approfondimenti diagnostici.
In caso di traumi maggiori, per esempio da incidente stradale, da cadute da grandi altezze e specialmente in presenza di ulteriori traumi, è d’obbligo recarsi in pronto soccorso per i relativi approfondimenti diagnostici.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per una sospetta costola incrinata inizia con un’accurata valutazione clinica. Il medico raccoglie la storia del trauma e procede all’esame obiettivo, ricercando punti di massima dolorabilità, segni di deformità della gabbia toracica o rumori anomali durante la respirazione.
Nella maggior parte dei traumi lievi, se il paziente non presenta difficoltà respiratorie gravi, la diagnosi può rimanere puramente clinica. Tuttavia, per escludere complicazioni o fratture complete, si può ricorrere ai seguenti esami:
- Radiografia del torace (RX): rimane l’esame di primo livello. Sebbene la radiografia possa talvolta non visualizzare le incrinature più sottili o le lesioni cartilaginee, è fondamentale per escludere uno pneumotorace (collasso del polmone) o versamenti pleurici.
- Ecografia toracica: questo esame è diventato estremamente rilevante nella pratica moderna. L’ecografia è spesso più sensibile della radiografia nel rilevare piccole infrazioni costali e permette di valutare in tempo reale l’integrità dei muscoli intercostali e la presenza di ematomi.
- Tomografia Computerizzata (TC): la TC è il gold standard in termini di precisione. Viene solitamente riservata ai casi di politrauma o quando si sospetta un danno agli organi interni (polmoni, fegato, milza), poiché permette di mappare ogni singola lesione ossea con estremo dettaglio.
- Risonanza Magnetica (RMN): la risonanza magnetica viene utilizzata raramente, ma può essere utile per distinguere tra lesioni ossee e infiammazioni dei tessuti molli o cartilaginei quando gli altri esami non sono conclusivi e il dolore persiste.
Cura e trattamento
L’obiettivo primario della cura per una costola incrinata è la gestione del dolore per permettere una respirazione profonda ed efficace, prevenendo così il rischio di ristagno di secrezioni e infezioni polmonari. Il trattamento è prevalentemente conservativo e si basa su un approccio multidisciplinare.
Gestione del dolore e farmaci
Il controllo del dolore è fondamentale non solo per il comfort del paziente, ma per la sua sicurezza respiratoria. Le opzioni includono:
- FANS e analgesici: l’uso di antinfiammatori non steroidei (come ibuprofene o naprossene) o paracetamolo è lo standard di cura. In caso di dolore molto severo, il medico può prescrivere analgesici più potenti per un breve periodo.
- Crioterapia: l’applicazione di impacchi freddi sulla zona colpita (per 15-20 minuti, diverse volte al giorno) è molto efficace nelle prime 48-72 ore per ridurre il gonfiore e l’infiammazione locale.
Esercizi respiratori e prevenzione delle complicanze
A differenza di quanto si faceva in passato, oggi è assolutamente sconsigliato l’uso di bendaggi stretti o fasce toraciche. Questi presidi impediscono ai polmoni di espandersi completamente, aumentando drasticamente il rischio di polmonite. Al contrario, si raccomanda di:
- Eseguire respiri profondi ogni ora per mantenere aperti gli alveoli polmonari.
- Praticare una tosse “assistita”: se è necessario tossire, premere delicatamente un cuscino contro la zona dolorante per attutire le vibrazioni e ridurre la fitta.
Terapie fisiche e riabilitazione
In alcuni contesti, per accelerare il recupero dei tessuti molli e ridurre la contrattura muscolare riflessa, possono essere indicati:
- Fisioterapia: per correggere eventuali vizi posturali assunti a causa del dolore.
- Tecarterapia: la tecarterapia può essere utile per stimolare il microcircolo e ridurre i tempi di riassorbimento di eventuali ematomi muscolari.
Stile di vita e recupero
Il riposo è la componente essenziale della guarigione. Durante le prime settimane è necessario sospendere qualsiasi attività sportiva di contatto o che comporti torsioni del busto e sollevamento di carichi pesanti. Per dormire, molti pazienti trovano sollievo in una posizione semi-seduta o supina, evitando di gravare sul lato lesionato. Il ritorno alle normali attività deve essere graduale e guidato dalla scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Prevenzione
- Cercare di evitare per quanto possibile i traumi accidentali.
- Indossare sempre al cintura di sicurezza in auto.
- Indossare sempre l’equipaggiamento appropriato per l’attività sportiva praticata.
- Quando si pratica attività fisica alla base di un’incrinatura costale può esserci un errore nell’esecuzione di un esercizio o di una posizione; in tali situazioni è bene non improvvisare mai e dedicarsi a una determinata attività solo sotto supervisione di un istruttore, al fine di acquisire tutte le conoscenze tecniche utili a evitare errori.
- L’alimentazione gioca un ruolo da non sottovalutare nella prevenzione delle incrinature costali, in quanto i soggetti sottopeso sono a rischio, soprattutto se praticano attività sportive particolarmente faticose o che comunque espongono al rischio di trauma toracico.
A cura della Dr.ssa Elisabetta Fabiani, medico chirurgo
Autore
Dr.ssa Elisabetta Fabiani
Medico Chirurgo - Chirurgo generaleIscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Crotone n. 1296