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Introduzione

I cambiamenti ormonali nell’organismo sono la principale causa della stitichezza durante la gravidanza, disturbo che può comparire fin dalle prime fasi della gestazione e peggiorare nelle ultime settimane, in conseguenza della pressione addominale esercitata dall’utero. A soffrirne maggiormente sono le donne già soggette al disturbo.

Gli ormoni della gravidanza (aumento del progesterone e riduzione della motilina) favoriscono il rilassamento dei muscoli, ma questo si traduce anche in un aumento del tempo di transito del del cibo lungo l’intestino; si osserva inoltra un aumento del fabbisogno di liquidi, che vengono quindi estratti dall’intestino con il rischio di formazione di feci secche e dure.

A peggiorare il quadro talvolta subentrano anche gli integratori di ferro, che possono venire prescritti per correggere la comune anemia sviluppata dalla gestante, così come alcuni farmaci per trattare la nausea e il vomito e gli antiacidi per il bruciore di stomaco.

Donna con il pancione che si tocca la pancia mostrandosi sofferente

Shutterstock/SNeG17

 

È pericolosa la stitichezza in gravidanza?

Nonostante il disagio, talvolta anche rilevante, la stitichezza non è considerata una rischio per la gravidanza, sebbene possa avere un certo impatto in termini di qualità di vita della gestante.

Talvolta gli sforzi possono diventare causa di infiammazione delle emorroidi e ragadi anali e, nella peggiore delle ipotesi, diventare un fattore di rischio per problemi di prolasso in età avanzata a causa dello stress esercitato sulla muscolatura del pavimento pelvico.

Molto rara, infine, la formazione di fecalomi.

Stitichezza dopo la gravidanza

Le donne che partoriscono con taglio cesareo accusano spesso una leggera stitichezza che può protrarsi per alcuni giorni, complice anche il timore legato alla presenza dei punti di sutura e l’effetto di alcuni antidolorifici, oltre che alla potenziale leggera disidratazione indotta dall’allattamento.

Rimedi naturali

  1. Consuma quotidianamente alimenti ricchi di fibra, come pane e cereali integrali, frutta e verdura, frutta secca a guscio (come noci e arachidi) e legumi come fagioli e lenticchie.
  2. Praticare regolare attività fisica, compatibile con la gestazione e in accordo con il ginecologo; il movimento favorisce la normale funzionalità intestinale (tra le opzioni più praticate figurano la camminata, il nuoto, la bicicletta e lo yoga).
  3. Mantieniti idratata bevendo molta acqua, questo consentirà la formazione di feci morbide.
    bere molta acqua.
  4. Riduci le fonti di caffeina, che possono favorire la disidratazione (caffeina che andrebbe comunque limitata a prescindere in gravidanza).
  5. Evacua non appena avverti lo stimolo, senza trattenere la defecazione; i momenti ideali sono in genere al mattino o mezz’ora dopo un pasto, sfruttando il riflesso gastro-colico.
  6. Evita sforzi eccessivi, che possono predisporre allo sviluppo di complicazioni come ragadi e malattia emorroidaria.
  7. L’adozione di una posizione corretta sul water può essere di grande aiuto; si raccomanda ad esempio di provare a:
    • posizionare un piccolo sgabellino per i piedi, proprio di fronte al sanitario;
    • appoggiare i gomiti sulle ginocchia, ma mantenendo la schiena dritta;
    • evitare di trattenere il respiro, a favore di respiri lunghi, lenti e profondi attraverso la bocca per aiutare i muscoli della pancia a rilassarsi.
L'immagine mostra la posizione ideale per defecare, si noti la schiena e la presenza di un piccolo sgabello sotto i piedi, ad alzare le ginocchia.

L’immagine mostra la posizione ideale per defecare, si noti la schiena e la presenza di un piccolo sgabello sotto i piedi, ad alzare le ginocchia. (iStock.com/archayasit)

Farmaci

Si raccomanda di fare il punto con il ginecologo prima di assumere qualunque medicinale, anche se naturale. Naturale NON significa necessariamente sicuro.

I lassativi I lassativi sono medicinali usati per trattare la stitichezza e nella maggior parte dei casi non vengono assorbiti nel sangue della paziente, ma agiscono con vari meccanismi solo a livello intestinale.

Tra le opzioni più utilizzate figurano:

  1. I lassativi di massa (come lo psillio) promuovono la formazione di feci di grandi dimensioni e ben idratate, che stimolano l’attività intestinale. Richiedono l’assunzione con abbondanti liquidi e agiscono nell’arco di 24 ore circa, ma l’effetto si esprime più efficacemente con l’assunzione regolare per un certo periodo.
  2. I lassativi osmotici (macrogol, lattulosio, sorbitolo) assorbono l’acqua nell’intestino, anche in questo caso allo scopo di favorire la formazione di feci ben idratate.
  3. I lassativi stimolanti (senna, bisacodile, cascara) agiscono localmente per stimolare mediante una minima irritazione delle mucose intestinali, esitando un effetto nell’arco di una notte circa (si consiglia l’assunzione serale, per essere nella tranquillità di casa al risveglio, seppure non abbiano di norma effetti drammatici). Non dovrebbero essere usati regolarmente, al contrario la loro assunzione dovrebbe essere limitata al bisogno (e assunti solo a giudizio del ginecologo).
  4. I prodotti lubrificanti (ad esempio microclismi e supposte di glicerina, ma anche vasellina liquida) hanno un’azione lubrificante sulle feci per favorirne l’espulsione.

Fonti e bibliografia

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