Cos’è la caffeina?
La caffeina è una sostanza stimolante che si trova in diversi alimenti e bevande, oltre che in alcuni farmaci per il mal di testa (che richiedono o meno obbligo di ricetta, ad esempio rispettivamente Tachicaf e Saridon).
In natura si trova nelle foglie, nei semi e nei frutti di più di 60 piante, per questa ragione non è raro individuarla anche in alcuni estratti erboristici come ad esempio guaranà e ginseng, così come nel tè, dove prende il nome di teina pur essendo esattamente la stessa molecola.
| Tazzina di caffè | 80 mg |
| Coca-cola (0,34 l) | 46 mg |
| Tazza di tè | 20-90 mg |
| Lattina Red Bull (250 ml) | 80 mg |
| Lattina di Coca-Cola (330 ml) | 35 mg |
Fonte tabella: Wikipedia

iStock.com/Dejan_Dundjerski
Caffeina e ricerca di gravidanza
Sto cercando di concepire. È vero che le bevande contenenti caffeina come il caffè fanno diminuire le probabilità di rimanere incinta?
I risultati delle ricerche sono contraddittori, alcune suggeriscono che l’uso eccessivo di caffeina (più di 300 mg/giorno) possa ostacolare il concepimento, ma quest’affermazione non è ancora stata dimostrata in modo definitivo. L’uso moderato di caffeina (meno di 300 mg/giorno, per esempio 1-2 caffè al giorno) non sembra diminuire le probabilità di rimanere incinta.
È un problema se il padre del bambino ha consumato molti caffè immediatamente prima del concepimento?
Gli effetti della caffeina sullo sperma non sono ancora noti con certezza, un vecchio studio ha scoperto che la caffeina potrebbe aumentare la motilità (capacità di movimento) degli spermatozoi, mentre altri lavori suggeriscono che potrebbe aumentare il rischio di aborto spontaneo. Anche in questo caso sembra ragionevole consigliare di limitare le quantità.
In gravidanza
La maggior parte degli esperti è concorde nell’affermare che la moderazione e il buonsenso siano fondamentali per quanto riguarda il consumo di bevande contenenti caffeina durante la gravidanza. Per consumo moderato si intende una quantità pari circa a 200/300 mg/giorno, pari a 1-3 tazzine di caffè. Le gestanti, inoltre, dovrebbero bere una quantità sufficiente di acqua, che non andrebbe sostituita con bevande a base di caffeina.
Anche l’EFSA ritiene che “[u]n quantitativo di caffeina sino a 200 mg al giorno, da ogni fonte, consumato nel corso della giornata, non desta preoccupazioni per la salute del feto”.
L’utilizzo della sostanza potrebbe aumentare leggermente la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca della gestante, così come manifestare un blando effetto diuretico, ma a meno di sensibilità individuali (che possono aumentare in gravidanza) un consumo moderato non è considerato un rischio.
È invece più difficile capire se ci sia una relazione tra caffeina ed aborto spontaneo, che purtroppo è molto più frequente di quanto si pensi a prescindere dalla causa. La maggior parte degli studi suggerisce che un consumo basso o moderato di caffeina non ne aumenti il rischio. Alcune ricerche hanno dimostrato che ci potrebbe essere un maggior rischio di aborto spontaneo o morte del feto a seguito dell’assunzione di alte quantità (più di 200-300 mg/giorno), soprattutto se in combinazione con il fumo o con l’alcol, oppure a seguito dell’uso smodato di caffeina (più di 800 mg/dì).
Nella specie umana persino quantità elevate di caffeina non risultano invece connesse a una maggior incidenza di malattie o malformazioni congenite. La caffeina è però in grado di attraversare la placenta, quindi grandi quantità di caffeina sono dannose tanto per il feto quanto per gli adulti. Alcuni studi affermano che i figli di donne che consumano più di 500 mg/dì di caffeina hanno maggiori probabilità di avere una frequenza cardiaca e respiratoria alta, di soffrire di tremori e di rimanere svegli più a lungo nei primi giorni di vita.
Sembra invece certo un legame con un ridotto peso alla nascita; un lavoro recente sembrerebbe stimare addirittura che per ogni ogni 100 mg di caffeina assunti quotidianamente nel primo trimestre si rilevino mediamente neonati che alla nascita pesano 72 g in meno; lo studio, per quanto interessante, soffre in ogni caso di diversi limiti (tipologia osservazionale e basata su questionari, per esempio), senza contare che la diminuzione di peso è di circa il 2% e quindi potenzialmente legata al caso.
Allattamento
La caffeina passa nel latte materno, ma si sa veramente poco riguardo il suo meccanismo d’azione sul neonato, quindi occorre moderare il consumo di caffeina durante l’allattamento.
L’Associazione dei Pediatri Americani consiglia di limitarne il consumo, perché sono stati occasionalmente riportati irritabilità, nervosismo e insonnia a carico del neonato.
Effetti della caffeina
La caffeina ha come effetto principale quello di rendere maggiormente vigili, agendo direttamente da stimolante sul sistema nervoso centrale.
Viene utilizzata a scopo medico (per esempio per la cura del mal di testa) e ricreazionale, per contrastare gli effetti di stanchezza e sonnolenza.
L’utilizzo prolungato nel tempo può portare a tolleranza, ossia a una riduzione della sua efficacia a parità di dose.
Viene assorbita a livello di stomaco e intestino e normalmente raggiunge la massima concentrazione nel sangue entro 45-60 minuti dall’assunzione, per poi rimanere in circolo per un periodo di tempo variabile da 4 a 6 ore.
La caffeina stimola anche la produzione di acidi gastrici e, proprio per questo, a volte può causare nausea o mal di stomaco.
Possiede inoltre attività diuretica, favorisce cioè l’eliminazione dei liquidi dall’organismo e può impoverire le scorte di acqua e di calcio, ecco perché l’utilizzo di bevande energetiche in ambienti come la discoteca, dove si spesso si suda moltissimo, andrebbe evitato (a maggior ragione in associazione agli alcolici).
Viene eliminata dopo alcune trasformazioni metaboliche attraverso l’urina.
Il consumo di elevate quantità di caffeina, indicativamente superiori a 400 mg al giorno, può essere causa di svariati effetti collaterali, legati sia agli effetti diretti della sostanza che alla disidratazione che ne può conseguire. Possono comparire:
- nervosismo,
- palpitazioni,
- irritabilità,
- mal di testa,
- agitazione,
- insonnia.
Fonti e bibliografia
- Is caffeine consumption safe during pregnancy?
- Caffeine and sperm motility.
- Couples’ pre-pregnancy caffeine consumption linked to miscarriage risk
- NHS
- Maternal caffeine intake during pregnancy is associated with birth weight but not with gestational length: results from a large prospective observational cohort study.
- Associations of maternal caffeine intake with birth outcomes: results from the Lifeways Cross Generation Cohort Study
Le domande più frequenti
Quanti caffè si possono bere in gravidanza?
Si può bere il caffè decaffeinato in gravidanza?
Quali sono i rischi dell’assunzione di caffeina in gravidanza?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.