Striscio di sangue periferico in parole semplici

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Cos’è uno striscio di sangue?

L’esame dello striscio di sangue consiste nell’analisi al microscopio di un piccolo campione del fluido previa applicazione su un vetrino e colorazione con specifici reagenti.

Se in passato l’analisi era condotta manualmente, campione per campione, è oggi possibile beneficiare di un’automatizzazione dell’analisi.

Striscio di sangue periferico, preparazione del campione

Shutterstock/Soleil Nordic

A cosa serve?

Lo scopo dell’esame dello striscio di sangue periferico è il controllo di

  • dimensione,
  • forma
  • numero

degli elementi cellulari presenti, ovvero:

I risultati consentono di contribuire alla diagnosi e successivamente monitorare numerose condizioni, tra cui

Quando viene prescritto?

Lo striscio di sangue periferico può essere richiesto in caso di risultati anomali con l’emocromo, l’esame di routine più prescritto in assoluto, in presenza di sintomi anomali come ad esempio:

  • stanchezza
  • ittero (colorazione gialla di occhi e pelle)
  • sanguinamenti anomali (ad esempio dal naso)
  • febbre e febbricola persistente ed inspiegabile
  • dolore osseo
  • anemia
  • facilità alla formazione di lividi
  • ingrossamento della milza.

Più raramente viene prescritto per la ricerca di specifici parassiti del sangue, come ad esempio:

  • Malaria, diffusa dalle punture di zanzare infette
  • Babesiosi, diffusa principalmente dai morsi di zecche infette
  • Malattia di Chagas, trasmessa agli animali e alle persone da insetti che si trovano solo nelle Americhe.

Preparazione

L’esame consiste in un normale prelievo di sangue da una vena del braccio e non richiede alcuna preparazione specifica né digiuno.

Interpretazione dei risultati

I risultati ottenuti da questo esame raramente sono dirimenti e definitivi da soli quando sia necessario individuare la causa di un disturbo e diagnosticare una malattia, molto più spesso rappresentano invece un importante tassello nel processo diagnostico, insieme a quanto emerso da altri esami, storia clinica e visita medica.

L’esito dello striscio di sangue periferico è informativo dell’aspetto e del numero dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine.

Globuli rossi

Risultati anomali dei globuli rossi potrebbero essere ad esempio collegati a

  • Anemia sideropenica (da carenza di ferro)
  • Anemia falciforme (malattia genetica in cui risulta alterata la struttura molecolare dell’emoglobina, la proteina che lega e trasporta l’ossigeno nel sangue)
  • Anemia emolitica (una forma di anemia in cui il corpo distrugge i globuli rossi più velocemente di quanto non vengano prodotti)
  • Talassemia (ad esempio anemia mediterranea)
  • Disturbi del midollo osseo (la sede di produzione degli elementi cellulari del sangue)
  • Malattia del fegato
  • Tumore metastatico alle ossa.

Nel referto è talvolta possibile trovare anche ulteriori specifiche relative all’aspetto delle cellule osservate, come ad esempio:

  • Anisocitosi, in presenza di una grandezza variabile dei globuli rossi (più grandi e/o più piccoli del normale)
  • Poichilocitosi, in presenza di forme anomale
  • Anisopoichilocitosi, in presenza di globuli rossi alterati sia nella forma che nelle dimensioni.

Globuli bianchi

Risultati anomali dei globuli bianchi possono essere suggestivi di

  • Infezione o infiammazione (senza purtroppo avere indizi su origine e sede)
  • Allergie
  • Leucemia
  • Disturbi del midollo osseo

Piastrine

Alterazioni che riguardino le piastrine potrebbero essere conseguenza di

  • Trombocitopenia (una condizione in cui il sangue non dispone di un numero adeguato di, piastrine, con conseguente rischio di sanguinamenti)
  • Disturbi piastrinici ereditari (non comuni), come la sindrome di Bernard-Soulier.

Altri fattori in grado di influenzare i risultati

Malattie recenti, così come anche lo stress e le trasfusioni di sangue possono spiegare risultati anomali e inattesi.

Fonti e bibliografia

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