Cos’è l’elettrofisiologia
L’elettrofisiologia cardiaca è una branca specialistica della cardiologia che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco (aritmie). Questa disciplina si concentra sull’attività elettrica del cuore, analizzando come gli impulsi elettrici si generano e poi si propagano attraverso il tessuto cardiaco per coordinare la contrazione del muscolo cardiaco.
Dalle palpitazioni occasionali fino alla fibrillazione atriale o alle aritmie ventricolari più pericolose, questi disturbi interessano milioni di persone nel mondo e l’elettrofisiologo è un cardiologo che decide di specializzarsi in questo tipo di disturbo.
Come si diventa elettrofisiologo
In Italia il percorso per diventare elettrofisiologo cardiaco prevede innanzitutto la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dalla specializzazione in Cardiologia (4 anni).
Successivamente è necessario completare un training specifico in elettrofisiologia cardiaca, generalmente attraverso corsi di alta formazione e fellowship dedicate presso centri specializzati. Questo ulteriore percorso formativo, che dura solitamente 1-2 anni (ma che più praticamente durante per l’intera vita), permette di acquisire competenze specifiche nelle procedure diagnostiche e interventistiche elettrofisiologiche.
Di cosa si occupa l’elettrofisiologo
L’elettrofisiologo cardiaco si occupa principalmente di:
- Diagnosticare con precisione i diversi tipi di aritmie cardiache
- Eseguire studi elettrofisiologici invasivi per mappare l’attività elettrica del cuore
- Effettuare procedure di ablazione transcatetere per trattare le aritmie
- Impiantare e gestire dispositivi cardiaci come pacemaker, defibrillatori impiantabili (ICD) e dispositivi per la resincronizzazione cardiaca (CRT)
- Monitorare pazienti con aritmie croniche o ad alto rischio
- Gestire la terapia farmacologica antiaritmica
L’elettrofisiologo collabora strettamente con altri specialisti, in particolare con cardiologi clinici, cardiochirurghi, anestesisti e tecnici di cardiologia.
Quali patologie tratta
L’elettrofisiologo si occupa di numerose condizioni legate ai disturbi del ritmo cardiaco, tra cui ad esempio:
- Fibrillazione atriale e flutter atriale
- Tachicardie sopraventricolari (TPSV), come la tachicardia da rientro nodale (TRNAV) e la tachicardia da rientro atrioventricolare (TRAV)
- Tachicardie ventricolari e fibrillazione ventricolare
- Sindrome di Wolff-Parkinson-White e altre sindromi da pre-eccitazione
- Bradicardie e blocchi atrioventricolari
- Sindrome del nodo del seno malato
- Sincope di origine cardiaca
- Morte cardiaca improvvisa e sua prevenzione
- Cardiopatie congenite con disturbi del ritmo associati
Quando rivolgersi all’elettrofisiologo

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È importante sottolineare che i sintomi descritti di seguito possono essere causati da diverse condizioni mediche, non necessariamente aritmiche, e questo elenco non è esaustivo. La valutazione iniziale dovrebbe sempre essere effettuata dal medico di medicina generale o dal cardiologo.
Il medico di base può gestire inizialmente sintomi lievi o occasionali come palpitazioni sporadiche senza altri sintomi associati, mentre è opportuno rivolgersi a un cardiologo eventualmente specializzato in elettrofisiologia quando:
- Si manifestano palpitazioni frequenti, prolungate o associate a sintomi come vertigini, svenimento o dolore toracico
- È stata diagnosticata un’aritmia che richiede trattamento specialistico (come fibrillazione atriale, tachicardie sopraventricolari ricorrenti o aritmie ventricolari)
- Si è verificato un episodio di sincope (perdita di coscienza) di sospetta origine cardiaca
- Si ha una storia familiare di morte cardiaca improvvisa o di cardiopatie ereditarie associate ad aritmie
- Si è portatori di un pacemaker o defibrillatore impiantabile che necessita di controlli specialistici
- La terapia farmacologica antiaritmica prescritta dal cardiologo non è efficace o causa effetti collaterali significativi
Segnali d’allarme: quando intervenire subito
Alcuni sintomi richiedono una valutazione medica urgente o il ricorso al pronto soccorso:
- Palpitazioni associate a dolore toracico, mancanza di respiro grave, sudorazione profusa o sensazione di svenimento imminente
- Perdita di coscienza durante o dopo episodi di palpitazioni
- Battito cardiaco estremamente rapido (oltre 150 battiti al minuto) che non si normalizza con il riposo
- Battito cardiaco molto lento (meno di 40 battiti al minuto) associato a debolezza o confusione
- Scariche ripetute di un defibrillatore impiantabile
Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico
Alcune condizioni richiedono un follow-up regolare con l’elettrofisiologo, come ad esempio:
- Fibrillazione atriale o altre aritmie croniche
- Pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili (pacemaker, defibrillatori, CRT)
- Pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere
- Cardiopatie strutturali con rischio aritmico
- Pazienti in terapia con farmaci antiaritmici che richiedono monitoraggio
- Sindromi aritmiche ereditarie (sindrome del QT lungo, sindrome di Brugada, cardiomiopatia ipertrofica, ecc.)
Come prepararsi alla visita
Per ottimizzare la visita con l’elettrofisiologo, è consigliabile:
- Portare tutta la documentazione medica precedente, in particolare elettrocardiogrammi (ECG), Holter cardiaci, ecocardiogrammi, referti di precedenti visite cardiologiche e lettere di dimissione ospedaliera
- Preparare un elenco dettagliato dei farmaci assunti, inclusi dosaggi e orari
- Tenere un diario dei sintomi, annotando frequenza, durata, fattori scatenanti e sintomi associati
- Se possibile, registrare un ECG durante i sintomi (anche semplicemente tramite dispositivi personali come orologi smart o registratori di eventi)
- Compilare una lista delle domande da porre al medico
- Portare informazioni sulla storia familiare di malattie cardiache, specialmente aritmie o morti improvvise
- Se non diversamente indicato, NON sospendere i farmaci antiaritmici prima della visita
- Indossare abiti comodi che permettano un facile accesso al torace per l’eventuale esecuzione di un ECG
Come si svolge la visita
Una visita elettrofisiologica tipica comprende diverse fasi:
- L’elettrofisiologo raccoglie una dettagliata anamnesi, concentrandosi sui sintomi correlati alle aritmie, sulla loro frequenza e gravità, e sui fattori scatenanti. Viene inoltre esaminata la storia medica completa e la storia familiare di malattie cardiache.
- Segue l’esame obiettivo, con particolare attenzione all’auscultazione cardiaca per rilevare eventuali anomalie del ritmo o soffi cardiaci. Vengono misurati i parametri vitali come pressione arteriosa e frequenza cardiaca.
- Generalmente viene eseguito un elettrocardiogramma a 12 derivazioni per valutare il ritmo cardiaco attuale. L’elettrofisiologo esamina poi la documentazione portata dal paziente, come precedenti ECG, Holter o altri esami strumentali.
- Al termine della valutazione, lo specialista discute con il paziente la diagnosi, le opzioni terapeutiche disponibili e il piano di trattamento personalizzato.
Esami diagnostici che potrebbero essere prescritti
A seconda del quadro clinico, l’elettrofisiologo potrebbe prescrivere:
- Esami di primo livello:
- Holter ECG delle 24-48 ore o 7 giorni
- Ecocardiogramma transtoracico
- Test da sforzo
- Tilt test (in caso di sincopi)
- Loop recorder esterno
- Esami di secondo livello:
- Loop recorder impiantabile (per monitoraggio a lungo termine)
- Studio elettrofisiologico transesofageo
- Studio elettrofisiologico endocavitario
- Mappaggio elettroanatomico cardiaco
- Risonanza magnetica cardiaca
- TAC cardiaca
- Test genetici (per aritmie ereditarie)
(Questi elenchi sono esemplificativi e non esaustivi; gli esami prescritti saranno personalizzati in base alle specifiche esigenze cliniche del paziente).
Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate
All’interno dell’elettrofisiologia cardiaca esistono diverse aree di specializzazione:
- Elettrofisiologo interventista: specializzato nelle procedure di ablazione transcatetere per il trattamento delle aritmie
- Specialista in dispositivi cardiaci: focalizzato sull’impianto e gestione di pacemaker, defibrillatori e dispositivi per la resincronizzazione cardiaca
- Elettrofisiologo pediatrico: dedicato alle aritmie nei bambini e nelle cardiopatie congenite
- Specialista in aritmie ereditarie: esperto in sindromi aritmiche genetiche e nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa
È importante distinguere l’elettrofisiologo da altre figure correlate:
- Cardiologo clinico: si occupa di tutte le patologie cardiache, mentre l’elettrofisiologo è specializzato specificamente nei disturbi del ritmo
- Emodinamista: cardiologo interventista che si occupa principalmente delle coronaropatie e delle procedure di angioplastica, mentre l’elettrofisiologo tratta le aritmie
- Cardiochirurgo: chirurgo specializzato in interventi a cuore aperto, mentre l’elettrofisiologo esegue procedure mini-invasive tramite cateteri
- Neurofisiologo: si occupa dell’attività elettrica del sistema nervoso, non del cuore.
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