Incontinenza urinaria maschile: cause e rimedi

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Introduzione

L’incontinenza urinaria è una condizione che altera la capacità di trattenere e rilasciare volontariamente l’urina, con la conseguenza di una perdita accidentale più o meno consistente di urina.

Non è di per sé una malattia, ma un sintomo legato alla presenza di

  • una patologia a monte,
  • una qualche condizione dell’organismo (come la gravidanza nelle donne o i problemi alla prostata negli uomini).

L’incontinenza urinaria spazia dal rappresentare un modesto fastidio all’essere totalmente debilitante: in alcuni uomini il rischio di situazioni imbarazzanti impedisce di godere di molte attività, tra cui l’esercizio fisico, ed è causa di profondi stress emozionali. Quando un soggetto diventa inattivo aumentano inoltre i rischi di altri problemi di salute, come obesità o diabete.

Colpisce indicativamente tra l’11 e il 34% dei soggetti più anziani e, in quest’ultimi, rappresenta una sfida quotidiana nel 2-11% dei soggetti. Benché sia più frequente nella donna, le probabilità dell’incontinenza nell’uomo aumentano con l’età, perché i disturbi che interessano la prostata tendono ad aumentare durante l’invecchiamento.

È poi meno probabile che un uomo riferisca al medico problemi di incontinenza, quindi il disturbo è verosimilmente molto più comune di quanto rilevato e riportato dalle statistiche. Parlarne con il medico è il primo passo per ovviare all’incontinenza.

Tratto urinario e principi di funzionamento

Il tratto urinario è il sistema di drenaggio del corpo che si occupa di raccogliere ed eliminare l’urina, un insieme di scorie e acqua in eccesso. Per poter urinare normalmente, tutte le componenti del tratto urinario devono funzionare insieme correttamente e nel giusto ordine.

  • Reni: i reni sono due organi a forma di fagiolo, ciascuno grande circa come un pugno. Si trovano subito sotto la gabbia toracica, uno da ciascun lato della colonna vertebrale. I due reni filtrano ogni giorno circa 120 – 150 litri di sangue da cui producono 1 – 2 litri di urina. I reni lavorano 24 ore al giorno, indipendentemente dalla volontà del soggetto.
  • Ureteri: si tratta di sottili tubi con pareti muscolari, uno per lato della vescica; trasportano ciascuno l’urina da un rene alla vescica.
  • Vescica: la vescica, posta nella pelvi tra le ossa del bacino, è un organo cavo a forma di palloncino, con parete muscolare; si espande via via che si riempie di urina. Benché la funzionalità renale sia indipendente dalla persona, è la persona a controllare lo svuotamento della vescica. Quest’azione è nota come minzione o urinazione. La vescica immagazzina l’urina finché il soggetto non determina momento e posto giusto per urinare. Una vescica normale si comporta come un serbatoio; può contenere fino a 700-800 ml circa di liquido (anche se in caso di ritenzione acuta è stata dimostrata una resistenza fino a quasi 5 L). La frequenza con cui un individuo deve urinare dipende dalla velocità con cui i reni producono l’urina che riempie la vescica. I muscoli della parete vescicale rimangono rilassati durante il riempimento dell’organo. Via via che questo si colma, partono dei segnali al cervello che sollecitano il soggetto a ricercare un gabinetto. Durante la minzione, la vescica si svuota attraverso l’uretra, un piccolo tubo posto in fondo alla vescica.

Tre gruppi muscolari lavorano insieme per arginare l’urina in vescica tra uno svuotamento e l’altro.

  1. Il primo gruppo è la stessa uretra con i suoi muscoli.
  2. L’area in cui l’uretra si congiunge alla vescica è il collo vescicale, questa struttura, composta dal secondo gruppo di muscoli, detto sfintere interno, aiuta a trattenere l’urina in vescica.
  3. Il terzo gruppo di muscoli, o sfintere esterno, è costituito dai muscoli del pavimento pelvico, che circondano e sostengono l’uretra.

Per urinare il cervello segnala ai muscoli della vescica di contrarsi, spremendo l’urina fuori dalla vescica. Contemporaneamente, il cervello ordina agli sfinteri di rilasciarsi. Quando ciò avviene, l’urina esce dalla vescica attraverso l’uretra.

La prostata, infine, è una ghiandola a forma di castagna; fa parte del sistema riproduttivo maschile. È costituita da due o più lobi (o sezioni) racchiusi da una capsula esterna. La prostata si trova davanti al retto e appena sotto la vescica; circonda l’uretra a livello del collo vescicale e produce la componente liquida dello sperma.

Cause

Uomo che parla preoccupato a un medico

L’incontinenza urinaria nell’uomo può verificarsi in caso di:

  • incapacità da parte del cervello di gestire correttamente i segnali nervosi,
  • sfinteri che non si chiudono a sufficienza
  • o qualora si verifichino ambedue le condizioni.

Il muscolo della vescica può contrarsi troppo o troppo poco per problemi intrinseci o a causa dei nervi che ne controllano l’azione. Danni degli sfinteri muscolari o dei nervi preposti al loro controllo possono causarne una funzionalità scarsa. Questi problemi spaziano da semplici a complessi.

Ci sono fattori che aumentano il rischio di sviluppare l’incontinenza, in particolare:

  • difetti congeniti, ossia problemi nello sviluppo del tratto urinario,
  • storia di cancro della prostata (il trattamento chirurgico o la radioterapia del cancro possono causare incontinenza temporanea o permanente del soggetto).

L’incontinenza urinaria non è una malattia di per sé, è piuttosto l’espressione di alcune condizioni, oppure la conseguenza di eventi intercorsi nella vita di un individuo; tra le possibili cause si annoverano quindi:

  • ipertrofia prostatica benigna (IPB), una condizione in cui la prostata è ingrossata, ma non cancerosa. Nei soggetti affetti da IPB, la prostata comprime e schiaccia l’uretra. Le pareti della vescica tendono a ispessirsi. Col tempo, la vescica si può indebolire, perdere la capacità di svuotarsi completamente e contenere quindi un po’ di urina residua. Il restringimento dell’uretra e lo svuotamento incompleto della vescica possono portare a incontinenza;
  • tosse cronica; la tosse cronica aumenta la pressione sulla vescica e sui muscoli del pavimento pelvico;
  • problemi neurologici; il controllo della minzione può essere compromesso nei soggetti con malattie o condizioni che interferiscono con il cervello e il midollo spinale;
  • sedentarietà, che può portare all’aumento del peso corporeo e contribuire alla debolezza muscolare;
  • obesità, perché il sovrappeso può sovraccaricare la vescica, determinando il bisogno di urinare prima che la vescica sia piena.

L’età avanzata, infine, rappresenta un fattore su cui non è possibile avere alcun controllo, ma che incide significativamente sulla funzionalità vescicale in quanto i muscoli possono andare incontro ad un fisiologico indebolimento, riducendo così la capacità della vescica di immagazzinare l’urina.

Classificazione

Si individuano i seguenti tipi di incontinenza:

  • incontinenza da urgenza,
  • incontinenza da sforzo,
  • incontinenza funzionale,
  • incontinenza da traboccamento,
  • incontinenza transitoria.

Incontinenza da urgenza

Si manifesta quando il soggetto urina involontariamente dopo aver avvertito un intenso bisogno, o urgenza, di urinare. Contrazioni involontarie della vescica ne sono una causa frequente. Segnali nervosi anomali potrebbero essere la causa di queste contrazioni vescicali.

Possono agire da fattori scatenanti

  • bere piccole quantità di acqua,
  • toccare l’acqua,
  • sentire l’acqua corrente
  • o ritrovarsi al freddo, anche per un periodo brevissimo (per esempio, il tempo di aprire il banco dei surgelati di un negozio di alimentari).

L’ansia, alcuni liquidi, farmaci o condizioni di salute possono peggiorare l’incontinenza da urgenza.

Le condizioni seguenti possono danneggiare il midollo spinale, il cervello, i nervi (vescicali o degli sfinteri), o causare contrazioni involontarie tali da causare incontinenza da urgenza:

  • morbo di Alzheimer, un disturbo delle parti del cervello che controllano le capacità cognitive, la memoria e il linguaggio,
  • lesioni cerebrali o spinali che interrompono i segnali nervosi verso e dalla vescica,
  • sclerosi multipla, una malattia che danneggia il materiale che circonda e protegge le cellule nervose, che rallenta o blocca i messaggi tra il cervello e il corpo,
  • morbo di Parkinson, una malattia in cui le cellule che producono le sostanze chimiche che controllano i movimenti sono danneggiate o distrutte,
  • ictus, una condizione in cui l’ostruzione o la rottura di un’arteria nel cervello o nel collo interrompono il flusso di sangue a parti del cervello, determinando
    • debolezza,
    • paralisi,
    • problemi del linguaggio, della visione o delle funzioni cognitive.

L’incontinenza urinaria è infine un segno rivelatore di vescica iperattiva. La vescica diventa iperattiva quando nervi anomali inviano segnali alla vescica al momento sbagliato, causando la contrazione dei muscoli senza che il soggetto abbia il tempo di raggiungere un gabinetto.

Incontinenza da sforzo

Questo tipo di incontinenza nasce da movimenti che esercitano pressioni sulla vescica, come tosse, starnuti, risate o attività fisica, causando perdite di urina. Nell’uomo, questo tipo di incontinenza può anche insorgere:

  • dopo chirurgia della prostata,
  • dopo lesioni neurologiche del cervello o del midollo spinale,
  • dopo traumi, tipicamente dopo lesioni del tratto urinario,
  • in età avanzata.

Incontinenza funzionale

Avviene quando una disabilità fisica, ostacoli esterni o problemi cognitivi / di comunicazione impediscono al soggetto di raggiungere per tempo un luogo in cui poter urinare.

  • Per esempio un uomo affetto da morbo di Alzheimer può non essere in grado di programmare correttamente l’impiego del gabinetto.
  • Un soggetto costretto in carrozzina può non riuscire ad arrivarci in tempo.
  • Dolore artritico e gonfiore articolare possono rallentare la deambulazione o l’apertura dei pantaloni.

Incontinenza da traboccamento

Quando la vescica non si svuota correttamente, l’urina trabocca determinando questo tipo di incontinenza.

Muscoli vescicali deboli o un’ostruzione uretrale possono esserne la causa. Un danno nervoso da diabete o altre patologie può indebolire i muscoli della vescica; l’uretra può essere ostruita da tumori e calcoli urinari.

I soggetti con incontinenza da traboccamento hanno magari lo stimolo a urinare spesso, ma la minzione espelle solo piccole quantità di urina oppure si verifica uno sgocciolio costante.

Incontinenza transitoria

Si tratta di un’incontinenza di breve durata. Si tratta in genere di un effetto collaterale di alcuni farmaci, droghe o condizioni temporanee, come:

  • infezioni del tratto urinario, che possono causare irritazioni della vescica con urgenza della minzione,
  • consumo di alcol o caffeina, che può portare a un riempimento rapido della vescica,
  • tosse cronica, che può esercitare una pressione sulla vescica,
  • costipazione, feci dure nel retto possono premere sulla vescica,
  • farmaci per la pressione arteriosa alta (tipicamente diuretici), che possono far aumentare la produzione di urina,
  • alterazioni temporanee della coscienza, che riducono le capacità di prendersi cura di sé,
  • mobilità limitata di breve durata.

Diagnosi

La diagnosi di incontinenza urinaria maschile richiede un approccio clinico strutturato, mirato a identificare la causa sottostante (ostruttiva, neurologica o post-chirurgica) per definire la strategia terapeutica più appropriata. Lo specialista di riferimento è l’urologo, sebbene il Medico di Medicina Generale rappresenti spesso il primo punto di contatto fondamentale.

Anamnesi ed esame obiettivo

Il primo passo consiste in un colloquio approfondito per indagare la durata dei sintomi, la frequenza delle perdite e le circostanze in cui si verificano (ad esempio, durante uno sforzo o in associazione a uno stimolo impellente). Il medico valuterà inoltre la storia clinica del paziente, con particolare attenzione a precedenti interventi chirurgici pelvici, patologie neurologiche, diabete e l’uso di farmaci.

L’esame obiettivo include l’esplorazione rettale digitale (ERD) per valutare le dimensioni, la consistenza e la morfologia della prostata, oltre a un esame neurologico mirato dei riflessi perineali per escludere deficit nervosi.

Diario minzionale

Uno strumento diagnostico essenziale è il diario minzionale, che il paziente compila autonomamente per un periodo di 2-3 giorni. In questo documento vengono registrati l’orario e il volume dei liquidi assunti, la frequenza delle minzioni e gli episodi di incontinenza. Questo fornisce al medico una visione oggettiva della funzionalità vescicale nel quotidiano.

Test di laboratorio e biomarcatori

  • Analisi delle urine e urinocoltura: necessarie per escludere infezioni delle vie urinarie o presenza di sangue (ematuria), che potrebbero simulare o aggravare l’incontinenza.
  • Dosaggio del PSA: il test dell’antigene prostatico specifico (PSA) è fondamentale per lo screening delle patologie prostatiche, incluso il carcinoma.
  • Valutazione della funzione renale: attraverso il dosaggio della creatinina sierica, utile specialmente nei casi di sospetta ostruzione cronica.

Imaging e indagini strumentali

  • Ecografia dell’apparato urinario: permette di visualizzare i reni, la vescica e la prostata. È fondamentale per misurare il residuo post-minzionale (PVR), ovvero la quantità di urina che rimane in vescica dopo aver tentato di svuotarla, segno tipico dell’incontinenza da traboccamento legata all’ ipertrofia prostatica benigna.
  • Uroflussometria: un test non invasivo che misura la velocità del flusso urinario e il volume emesso, utile per identificare ostruzioni uretrali o prostatiche.
  • Esame urodinamico completo: comprende la cistomanometria e lo studio pressione-flusso. Viene riservato ai casi complessi o prima di un intervento chirurgico per valutare la pressione all’interno della vescica e la forza contrattile del muscolo detrusore.
  • Cistoscopia: l’inserimento di una sottile telecamera attraverso l’uretra può essere necessario per visualizzare direttamente eventuali restringimenti (stenosi) o anomalie della mucosa vescicale.

Trattamento e opzioni terapeutiche

L’obiettivo primario della terapia è il ripristino della continenza e il miglioramento della qualità della vita del paziente. Il piano terapeutico è personalizzato in base alla tipologia di incontinenza e alla gravità dei sintomi, seguendo solitamente un approccio “a gradini”, dalle opzioni meno invasive a quelle chirurgiche.

Modifiche dello stile di vita e approccio comportamentale

Gli interventi sullo stile di vita rappresentano la prima linea di trattamento per quasi tutti i pazienti.

  • Gestione dei liquidi: regolare l’assunzione di acqua (evitando restrizioni eccessive che possono irritare la vescica) e limitare le bevande nelle ore serali.
  • Dieta: ridurre il consumo di irritanti vescicali come caffeina, alcol e cibi molto piccanti.
  • Controllo del peso: la riduzione del peso corporeo diminuisce la pressione intra-addominale sulla vescica, migliorando l’incontinenza da sforzo.
  • Smettere di fumare: il fumo provoca tosse cronica, che aggrava le perdite di urina, e irrita direttamente la vescica.
  • Rieducazione vescicale: consiste nell’abituare la vescica a svuotarsi a orari prefissati, aumentando gradualmente l’intervallo tra una minzione e l’altra.

Riabilitazione del pavimento pelvico

Gli esercizi di Kegel sono fondamentali, specialmente nell’incontinenza post-prostatectomia. Mirano a rinforzare lo sfintere striato e i muscoli che sostengono l’uretra. Per una maggiore efficacia, possono essere associati al biofeedback, che permette al paziente di visualizzare su un monitor la corretta attivazione muscolare, o all’elettrostimolazione funzionale.

Terapia farmacologica

I farmaci vengono scelti in base al meccanismo che causa la perdita:

  • Anticolinergici e Beta-3 agonisti (come il mirabegron): utilizzati per la vescica iperattiva e l’incontinenza da urgenza, agiscono rilassando il muscolo della vescica e aumentandone la capacità di accumulo.
  • Alfa-bloccanti: farmaci come tamsulosina o silodosina sono indicati se l’incontinenza è causata da un ostacolo prostatico, poiché rilassano il collo vescicale facilitando lo svuotamento.
  • Inibitori della 5-alfa reduttasi: aiutano a ridurre il volume della prostata nel lungo periodo.

Terapie mininvasive e avanzate

Se i trattamenti conservativi falliscono, si possono considerare opzioni intermedie:

  • Iniezioni di tossina botulinica (Botox): somministrate per via endoscopica direttamente nella parete vescicale, sono molto efficaci nei casi refrattari di incontinenza da urgenza.
  • Neuromodulazione sacrale: un piccolo dispositivo (simile a un pacemaker) viene impiantato per regolare i segnali nervosi diretti alla vescica.
  • Agenti iniettabili (Bulking agents): sostanze iniettate intorno all’uretra per aumentarne la resistenza alla chiusura.

Interventi chirurgici

La chirurgia è spesso la soluzione definitiva per l’incontinenza da sforzo moderata o grave:

  • Sling maschile: una benderella sintetica che sostiene l’uretra, ideale per casi di incontinenza lieve-moderata dopo chirurgia prostatica.
  • Sfintere urinario artificiale (AUS): considerato il “gold standard” per l’incontinenza grave. È un dispositivo meccanico che mantiene l’uretra chiusa e viene attivato manualmente dal paziente tramite una piccola pompa nello scroto per consentire la minzione.
  • Chirurgia per l’ipertrofia prostatica: tecniche come la laser-enucleazione (HoLEP) o i trattamenti termici (Rezūm) possono risolvere l’incontinenza da traboccamento eliminando l’ostruzione.

Gestione dei sintomi e presidi

In attesa della risoluzione clinica o nei casi non operabili, l’uso di presidi assorbenti moderni, guaine esterne (cateteri a preservativo) o sistemi di raccolta è essenziale per mantenere la dignità sociale e l’integrità della cute del paziente.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

È normale che l'incontinenza urinaria aumenti con l'età?

L'incontinenza urinaria non è considerata un disturbo normale legato all'invecchiamento, anche se condizioni come l'ipertrofia prostatica benigna possono contribuire, dunque eventuali peggioramenti dovrebbero essere approfonditi con il medico.

Quando è necessario consultare un medico per problemi di incontinenza?

È necessario rivolgersi a un medico quando si riscontrano cambiamenti significativi nella frequenza urinaria, perdite di urina o qualsiasi sintomo che provoca disagio, come bruciore, frequente bisogno di urinare o difficoltà a controllare la minzione.

Quali sono i rimedi più utili a gestire l'incontinenza urinaria?

Per gestire l'incontinenza urinaria, si utilizzano diverse strategie. Gli esercizi del pavimento pelvico (esercizi di Kegel) sono spesso efficaci per migliorare il controllo muscolare. In alcuni casi, la terapia comportamentale, come il "bladder training" (allenamento della vescica), può aiutare a ridurre la frequenza delle perdite. Ridurre il consumo di caffeina e alcol, e mantenere un peso sano, può alleviare i sintomi.

Cos'è la vescica iperattiva e quali sono i sintomi?

La vescica iperattiva è una condizione caratterizzata da contrazioni involontarie dei muscoli della vescica, che causano un bisogno urgente e frequente di urinare, anche quando la vescica non è piena. I sintomi principali includono urgenza minzionale improvvisa, necessità di urinare più di 8 volte al giorno (pollachiuria), e risvegli notturni per urinare (nicturia). In alcuni casi, può verificarsi incontinenza da urgenza, ossia perdite di urina immediate dopo lo stimolo.
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