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Introduzione e cause
La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata tra l’altro da un prurito diffuso e soprattutto da un decorso clinico che si manifesta in forma di riacutizzazioni e fasi di remissione prive di sintomi; i meccanismi di esacerbazione della malattia, ovvero le cause dell’inizio delle fasi sintomatiche, sono ancora poco conosciuti, ma è noto a tutti i pazienti che ne soffrono di come lo stress (oltre che altre forme di malessere psicologico, come l’ansia) sia in grado di innescare la comparsa dei disturbi.
Quando si vive una situazione stressante il corpo entra nella cosiddetta modalità di lotta o fuga (fight or flight) e risponde aumentando la produzione di ormoni dello stress come l’adrenalina e il cortisolo, ma è soprattutto quest’ultimo che potrebbe essere implicato nella genesi della dermatite/orticaria, perché in grado di sopprimere il sistema immunitario e causare una risposta infiammatoria nella pelle, cui i pazienti atopici sono particolarmente sensibili.
Analizzando più a fondo il legame tra ansia/stress e dermatite atopica non si può fare a meno di notare come in realtà il rapporto si più complesso ancora, perché bidirezionale e soprattutto in grado di autoalimentarsi:
- Un qualche evento esterno induce uno stato di stress.
- Lo stress innesca la comparsa dei sintomi.
- I sintomi peggiorate la percezione dello stress ed il ciclo ricomincia (circolo vizioso).
A peggiorare ulteriormente la situazione, almeno per una minoranza di pazienti, è l’assunzione di un farmaco spesso prescritto a soggetti allergici (montelukast), che annovera tra i propri effetti collaterali alcuni disturbi dell’umore (ansia e depressione).
Poiché lo stress da solo non è in grado di causare lo sviluppo di eczema, seppure sia capace di innescare peggioramenti, può valere la pena ripassare rapidamente anche gli altri potenziali fattori di rischio per agire a livello preventivo nel modo più ampio possibile (si rimanda all’articolo dedicato per i necessari approfondimenti):
- pelle secca, che beneficia dell’applicazione di creme emollienti,
- irritanti (saponi, profumi, … ma anche tessuti sintetici e detersivi)
- clima secco e freddo e, in soggetti predisposti, allergeni come
- acari della polvere,
- pelo di animali domestici,
- polline
- e muffe,
- cambiamenti ormonali, tipici ad esempio di gravidanza e sindrome premestruale.
Immagini

Dermatite da stress sul braccio (Shutterstock/LIAL)

Shutterstock/Ternavskaia Olga Alibec

Shutterstock/Gabdrakipova Dilyara
Sintomi
Rossore, formazione di vescicole e prurito sono i disturbi caratteristici dell’orticaria da stress, sintomi che possono manifestarsi su tutto il corpo e che è tuttavia comune sviluppare soprattutto a livello di
- mani (dita in particolare),
- interno dei gomiti e parte posteriore delle ginocchia,
- viso e cuoio capelluto, soprattutto nei bambini.
La severità con cui si presenta è ampiamente variabile non solo da un paziente all’altro, ma anche da un episodio all’altro; in molti casi tende inoltre a ridursi di intensità con l’età.
Nei casi più lievi è possibile lamentare esclusivamente piccole aree di pelle secca con una tendenza a prudere, mentre nei pazienti più colpiti si osserva il coinvolgimento dell’intero corpo ed un prurito diffuso, severo e costante, fino a causare sanguinamenti dovuti all’irresistibile necessità di grattarsi, che disturba gravemente anche il riposo notturno ed impedisce una normale concentrazione.
Le vescicole, soprattutto in seguito al grattamento, possono andare incontro a rottura e lasciare spazio alla formazione di crosticine.
Nella fase che precede la guarigione è invece normale osservare processi di desquamazione (formazione di squame) che poi tendono a diminuire fino alla completa guarigione (in alcuni casi il processo di guarigione può essere interrotto da un’improvvisa ed inespettata ricaduta).
Quanto dura
La dermatite atopica è considerata una malattia cronica, in grado di durare quindi potenzialmente per tutta la vita, anche se in alcuni pazienti le manifestazioni si riducono o addirittura si risolvono in età adulta.
Le fasi acute di malattie possono verificarsi fino a 2 o 3 volte al mese e durare da qualche giorno a qualche settimana; le fasi di remissione possono durare anche mesi o addirittura anni.
Diagnosi
La diagnosi della dermatite da stress (o dermatite atopica) è essenzialmente clinica. Ciò significa che il medico specialista, solitamente il dermatologo, giunge alla conclusione attraverso l’esame obiettivo della pelle e la raccolta di una storia clinica dettagliata, senza che sia necessario un unico esame del sangue per confermare la patologia.
Criteri di valutazione
Il percorso diagnostico si concentra sull’identificazione di alcune caratteristiche chiave che definiscono il quadro atopico:
- Prurito persistente: è l’elemento dominante, spesso riferito come peggiorato durante i picchi di tensione emotiva.
- Morfologia e sede delle lesioni: l’osservazione clinica rileva arrossamenti e desquamazioni nelle sedi tipiche, come le pieghe flessorie degli arti.
- Anamnesi personale e familiare: la presenza di altre manifestazioni atopiche, come la rinite allergica o l’asma, supporta fortemente la diagnosi.
Test di approfondimento
In alcuni casi, il medico può suggerire approfondimenti per escludere altre condizioni o identificare trigger ambientali che, insieme allo stress, alimentano l’infiammazione:
- Patch test: utile per distinguere la dermatite atopica da una dermatite allergica da contatto causata da sostanze specifiche.
- Prick test o dosaggio delle IgE specifiche: possono essere richiesti se si sospetta che allergeni ambientali (come gli acari della polvere) stiano agendo da fattori scatenanti.
- Scale di gravità: l’utilizzo di indici clinici standardizzati (come l’EASI o lo SCORAD) permette di oggettivare la severità della malattia e monitorare con precisione l’efficacia delle terapie nel tempo.
Cura e trattamento
Il trattamento della dermatite da stress si pone come obiettivi prioritari il controllo del prurito, la riduzione dell’infiammazione e il ripristino della naturale barriera cutanea. Trattandosi di una condizione influenzata dal benessere psicologico, l’approccio terapeutico più efficace è quello multidisciplinare, che unisce farmaci d’avanguardia a strategie di gestione dello stile di vita.
Le opzioni terapeutiche attuali si articolano su più livelli di intervento:
- Terapie topiche (creme e unguenti antinfiammatori)
- Dermocosmesi emolliente (idratazione costante)
- Terapie sistemiche (farmaci per via orale o iniettabile per i casi più complessi)
- Supporto psicologico e gestione dello stress
- Fototerapia
Trattamenti topici e cura della pelle
La base di ogni terapia è l’idratazione profonda. L’uso quotidiano di emollienti specifici aiuta a “sigillare” la pelle, riducendo la penetrazione di irritanti. Durante le fasi di riacutizzazione, il medico può prescrivere:
- Cortisonici topici: restano il trattamento d’elezione per spegnere rapidamente l’incendio dell’infiammazione. Vanno utilizzati seguendo rigorosamente le indicazioni mediche per evitarne l’uso improprio.
- Inibitori della calcineurina: farmaci topici non steroidei particolarmente indicati per le aree sensibili (come viso e palpebre) e per l’uso prolungato.
- Inibitori della PDE4: nuove creme che agiscono in modo mirato su alcuni mediatori dell’infiammazione, offrendo un’alternativa efficace ai trattamenti tradizionali.
Terapie sistemiche e farmaci innovativi
Per i pazienti con forme moderate o gravi che non ottengono benefici sufficienti dalle creme, la ricerca medica ha introdotto soluzioni estremamente mirate:
- Farmaci Biologici: anticorpi monoclonali (come il dupilumab) che bloccano selettivamente le citochine responsabili dell’infiammazione, garantendo un controllo dei sintomi a lungo termine con un elevato profilo di sicurezza.
- JAK inibitori: una nuova classe di farmaci per via orale che agisce rapidamente bloccando le vie di segnalazione del prurito e del dolore a livello cellulare.
- Antistaminici: sebbene non curino l’infiammazione cutanea, possono essere utili per gestire il prurito notturno e migliorare la qualità del riposo.
Stile di vita e benessere psicologico
Poiché lo stress è un potente innesco, la cura non può prescindere dalla gestione della sfera emotiva. La terapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato di essere un alleato prezioso, aiutando il paziente a gestire l’ansia e a rompere il riflesso condizionato del grattamento. È stato osservato che anche il supporto erogato a distanza può portare benefici tangibili.
Parallelamente, è fondamentale adottare accorgimenti quotidiani: preferire indumenti in cotone o fibre naturali, evitare lavaggi troppo frequenti con acqua eccessivamente calda e mantenere un ambiente domestico con il corretto grado di umidità per prevenire l’eccessiva secchezza cutanea.
Rimedi naturali
Quando si parla di rimedi naturali per la dermatite/orticaria da stress non si può prescindere dagli approcci utili alla gestione dello stress in genere, a partire ad esempio dall’apprendimento di tecniche di rilassamento; in questo campo più di altri quello che funziona per un paziente potrebbe non essere immediatamente applicabile ad altri, ma ci sono molte opportunità da esplorare ed ogni individuo può trovare la propria dimensione:
- tecniche di respirazione
- training autogeno
- meditazione
- yoga
- tai chi
- passeggiate nella natura
- attività di volontariato
- hobbies
- …
L’importanza di una corretta igiene del sonno viene spesso trascurata, ma è uno dei pilastri fondamentali di uno stile di vita sano ed una delle basi per contrastare e prevenire l’insorgenza di una condizione di stress; è importante non solo la quantità, ma anche la qualità del riposo notturno (ed alcuni pazienti possono beneficiare di un breve riposo pomeridiano).
L’attività fisica è un altro dei pilastri chiave su cui costruire la propria vita e la propria felicità, meglio ancora se praticato all’aria aperta; esistono ormai tonnellate di letteratura a dimostrazione della reale necessità di praticare regolare esercizio fisico non solo in ottica di prevenzione cardiovascolare, ma per garantirsi un reale stato di benessere quotidiano, contrastando e scaricando emozioni negative e stress; nei pazienti in cui il sudore rappresenti un fattore scatenante è raccomandabile farsi una doccia fresca o tiepida subito dopo l’allenamento. L’esercizio fisico promuove il rilascio di endorfine, sostanze in grado di indurre un senso di felicità, benessere e tranquillità, soprattutto quando praticato in forma di attività ad alta intensità (i battiti cardiaci devono aumentare, ovviamente in modo compatibile al proprio stato di salute e forma fisica).
Ultimo, ma assolutamente non meno importante, è circondarsi di un gruppo di supporto di amici e familiari con cui instaurare e coltivare relazioni sociali positive (abitudine peraltro correlata, non a caso, con un’aspettativa di vita più elevata).
È infine utile, durante le fasi acute:
- idratare la pelle due volte al giorno
- limitare l’esposizione all’acqua, che per lavarsi dev’essere preferita tiepida e non eccessivamente calda.
L’American Academy of Dermatology raccomanda infine di prendere in considerazione la possibilità di ricorrere ad impacchi di candeggina diluita per aiutare a prevenire le riacutizzazioni e, soprattutto, il rischio di infezioni correlate. È sufficiente 1/2 tazza (120 millilitri circa, dose da ridursi per i bambini) di candeggina per uso domestico, non candeggina concentrata, ad una vasca da bagno da 151 litri piena di acqua calda. Si raccomanda comunque il preventivo parere del curante.
Cibi da evitare e dieta
La terza gamba su cui si regge una vita sana è ovviamente la dieta; benché non esista una vera e propria alimentazione contro la dermatite, è opinione comune che non ci siano ragioni per non partire alla ricerca del proprio modello ideale iniziando dalla dieta mediterranea, concetto vago ma sostanzialmente costruito attorno a
- abbondante frutta e verdura
- cereali integrali
- legumi
- semi e frutta secca a guscio
- pesce
- latticini magri
- consumo di carne estremamente limitato e privilegiando tagli magri.
Vanno ovviamente evitati gli alimenti cui si può essere allergici (ma è importante che la diagnosi sia basata su approcci validati scientificamente, per non privarsi inutilmente di preziosi cibi), valutando poi eventualmente di inserire alimenti antinfiammatori.
Alcuni pazienti potrebbero beneficiare di una dieta povera di istamina, soprattutto nei periodi acuti, ma anche in questo caso si raccomanda di farsi seguire da professionisti competenti per evitare inutili rinunce.
Fonti e bibliografia
- Psychoneuroimmunology of Psychological Stress and Atopic Dermatitis: Pathophysiologic and Therapeutic Updates – Andrea L. SUÁREZ, Jamison D. FERAMISCO, John KOO, and Martin STEINHOFF2
- Eczema and Emotional Wellness
- How Stress Causes Eczema, ClevelandClinic
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.