Licopene: dove si trova oltre al pomodoro? A cosa serve? Benefici?

Ultima modifica

Cos’è il licopene?

Il licopene è il più comune pigmento rosso che si trova negli alimenti, cui dona un caratteristico colore rosso (più o meno accentuato a seconda della concentrazione e della eventuale presenza di altri pigmenti differenti.

Fa parte dei carotenoidi, una classe di pigmenti considerati precursori della vitamina A, potendo infatti essere convertiti in retinolo (vitamina A biologicamente attiva) dagli animali che si cibano di vegetali, esseri umani compresi.

È ampiamente usato dall’industria come additivo alimentare, a scopo colorante, ed identificato dalla sigla E160d.

Dove si trova

A livello di classe i carotenoidi si trovano negli organismi fotosintetici (piante, alghe e alcuni tipi di funghi); spostando l’attenzione sul solo licopene questo può essere isolato in

  • pomodori,
  • pompelmo rosa,
  • albicocche,
  • arance rosse,
  • anguria,
  • rosa canina.
Pomodori e salsa

Shutterstock/vitals

Perfino il ketchup ne contiene quantità significative, ma a causa del contenuto di zucchero non rappresenta certo la prima scelta per la sua assunzione.

Vale la pena notare come il contenuto di licopene nel pomodoro dipenda anche dalla varietà e dal grado di maturazione (ed in genere la quantità presente è proporzionale all’intensità del colore rosso, con alcune eccezioni).

Come farne il pieno?

Da un punto di vista molto generale si ritiene che i carotenoidi contribuiscano alla relazione inversa che c’è tra il consumo di frutta/verdura ed il rischio di malattie coronariche e di alcuni tipi di cancro, ovvero più se ne consuma e minori sono i rischi; per questa ragione può valere la pena capire non solo dove trovarlo, ma anche come consumarlo per amplificarne i benefici.

Il pomodoro è senza ombra di dubbio la principale fonte di licopene nella maggior parte delle popolazioni, ma non ci sono dubbi che in Italia sia così.

È tuttavia importante essere consapevoli che il licopene proveniente dal consumo di pomodoro fresco (o dal succo di pomodoro) ha una bassa biodisponibilità, ovvero non viene facilmente assorbito dall’organismo.

Al contrario, passate e concentrati di pomodoro sono invece caratterizzati da un’elevata biodisponibilità, grazie ai processi di preparazione che prevedono la frantumazione del frutto (sì, il pomodoro è un frutto…) e la successiva cottura, entrambi trattamenti che modificano la conformazione chimica della molecola (aumentano il rapporto cis/trans tra gli isomeri del licopene).

L’assorbimento può inoltre essere favorito da

  • presenza nello stesso pasto di grassi (è ovviamente perfetto l’olio d’oliva, ma tecnicamente lo stesso effetto si ottiene anche con i meno salutari grassi della carne; è comunque sufficiente che i grassi siano consumati nello stesso pasto, non necessariamente nello stesso “boccone”);
  • assunzione nello stesso pasto di alimenti contenenti beta-carotene (aumenta sensibilmente l’assorbimento di licopene, mentre rimane sostanzialmente invariato quello di beta-carotene), contenuto ad esempio in carote, melone, mango, peperone rosso, papaia
    patata dolce (batata o patata americana), zucca (alimenti arancioni in genere);
  • al contrario la contemporanea presenza di abbondanti quantità di calcio potrebbe ridurre l’assorbimento di licopene (ad esempio contenuto in yogurt, formaggi e latticini in genere).

L’assorbimento in forma di integratori è invece molto più efficace, anche se ovviamente in questo modo si perde il possibile effetto sinergico con gli altri fitocomposti presenti.

Proprietà e benefici

Il licopene è in genere il carotenoide maggiormente presente nell’organismo umano, ma può solo essere introdotto con la dieta e non sintetizzato autonomamente; può essere isolato sia nel sangue che nei tessuti solidi (fegato, testicoli, ghiandole surrenali, prostata e pelle).

Non è un nutriente essenziale (l’organismo non ne ha strettamente bisogno per funzionare correttamente), ma è comunque considerato particolarmente importante per il benessere e la salute umana, soprattutto in termini di prevenzione di un gran numero di patologie (vide infra).

Nonostante non possa essere trasformato in vitamina A (a differenza ad esempio del beta-carotene), il licopene è un eccellente antiossidante, capace cioè di disinnescare i pericolosi radicali liberi.

A cosa serve

Il licopene, come altri carotenoidi, è ampiamente studiato per una possibile attività antitumorale, filone di ricerca nato da numerosi studi epidemiologici (che osservano cioè in una una data popolazione come cambia il il rischio di sviluppare una certa malattia, in relazione ad abitudini, dieta e stile di vita). Sebbene questo approccio NON consenta di stabilire relazioni causali (ovvero non permette di avere la prova che il consumo di frutta/verdura sia la ragione della riduzione del rischio tumorale, ma si limita invece ad evidenziare la correlazione), rappresenta un perfetto punto di partenza per ulteriori approfondimenti, che hanno ad esempio riguardato:

Tra i meccanismi proposti, oltre alla ben nota azione antiossidante, è possibile che il licopene agisca anche con un effetto diretto di inibizione della proliferazione celluare ed altri più complessi (induzione di apoptosi, inibizione dell’angiogenesi, …).

Esistono poi interessanti lavori che indagano l’efficacia del licopene nel proteggere la salute della pelle dagli insulti dei raggi solari (grazie all’azione antiossidante).

Ad oggi la ricerca su questo composto è decisamente vivace e, in base alla valutazione del prestigioso Natural Medicines Comprehensive Database, si ritiene che il licopene sia potenzialmente efficace per ridurre il rischio di cancro alla prostata, ovvero l’applicazione più studiata e con maggiori evidenze.

Tra gli altri campi di ricerca aperti si annoverano:

Sicurezza: rischi ed effetti indesiderati

Se dal punto di vista alimentare non emergono rischi di sorta, in caso di somministrazione in forma di integratori si sono dimostrate sicure dosi di giornaliere fino a 45 mg per 6 mesi (con l’esclusione di gravidanza ed allattamento, in cui non ci sono studi specifici a livello di integrazione).

Il licopene mostra un moderato effetto antiaggregante, che spinge alcuni autori a suggerire cautela in vista di operazioni chirurgiche (si intende ovviamente solo l’assunzione in forma di integratori, mentre non comporta rischi di sorta il normale consumo alimentare). Per la stessa ragione si raccomanda prudenza in caso di contemporanea assunzione di farmaci anticoagulanti/antiaggreganti.

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina Healthy The Wom ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.