Cos’è il deficit selettivo di IgA?
Le IgA (immunoglobuline A) sono un tipo di anticorpi, ovvero proteine prodotte dal sistema immunitario per difendere il corpo da infezioni. Sono particolarmente presenti nelle secrezioni mucosali (saliva, lacrime, muco respiratorio e intestinale) e agiscono come una barriera di prima linea contro virus, batteri e altri patogeni, impedendo loro di aderire e penetrare le superfici mucosali.
Il deficit di IgA è la mancanza più comune di un tipo specifico di anticorpi nel corpo umano ed è caratterizzato da bassi livelli sierici di IgA con livelli normali di altre immunoglobuline (IgG e IgM).
Questo disturbo immunologico colpisce circa da 1 su 300 a 1 su 3.000 individui nella popolazione generale, con variabilità geografica e genetica.
Molti pazienti non manifestano alcun disturbo, mentre altri sviluppano una varietà di condizioni cliniche, principalmente
- infettive,
- allergiche
- e autoimmuni.
Ad esempio alcuni pazienti lamentano di contrarre malattie più spesso del solito, ma avere malattie frequentemente non significa necessariamente che una persona abbia una carenza selettiva di IgA.
Ruolo e funzione delle IgA
Le IgA sono immunoglobuline predominanti nelle secrezioni mucosali, come saliva, lacrime, secrezioni respiratorie, gastrointestinali e genitourinarie. Esistono due isoforme principali:
- IgA1, che predomina nel siero (parte liquida del sangue).
- IgA2, che si trova maggiormente nelle secrezioni mucosali.
Le IgA agiscono come una barriera immunitaria di prima linea, proteggendo le superfici mucosali da patogeni mediante neutralizzazione diretta, inibizione dell’adesione microbica e modulazione della risposta infiammatoria.
Cause
Il deficit di IgA è spesso una condizione primaria e congenita, ovvero presente sin dalla nascita in conseguenza di difetti genetici; la modalità di trasmissione dai genitori non è ad oggi stata chiarita, presentandosi spesso come disturbo sporadico (ovvero in assenza di malattia nei genitori).
In altri pazienti si tratta invece di una riposta a fattori ambientali, come infezioni virali o esposizione ad agenti immunotossici; ad esempio alcuni farmaci usati per trattare crisi convulsive, epilessia o artrite reumatoide possono indurre un deficit selettivo di IgA in pazienti predisposti (il deficit può persistere anche dopo l’interruzione della terapia).
Sintomi
La maggior parte degli individui con deficit di IgA non presenta sintomi, grazie alla compensazione fornita da altre immunoglobuline (IgG e IgM) e dalle difese innate. Questi pazienti possono tuttavia sviluppare complicazioni in circostanze specifiche, come infezioni ricorrenti o esposizione a farmaci.
Quando presenti, i sintomi possono essere classificati in tre principali categorie:
- Infezioni ricorrenti La predisposizione alle infezioni è legata alla ridotta capacità di neutralizzare patogeni a livello mucosale. (ridotte difese immunitarie) Le infezioni sono prevalentemente localizzate alle vie respiratorie e gastrointestinali e includono:
- Raffreddore, sinusiti, otiti medie, bronchiti e polmoniti ricorrenti.
- Gastroenteriti, eventualmente anche causate da giardia lamblia.
- Malattie autoimmuni La patogenesi di questa associazione (20-30% dei pazienti) non è completamente compresa, ma potrebbe essere correlata a uno squilibrio immunoregolatorio. Il deficit di IgA è associato a un aumento del rischio di malattie autoimmuni, tra cui:
- Malattia celiaca (più frequente rispetto alla popolazione generale).
- Artrite reumatoide.
- Lupus eritematoso sistemico.
- Tiroidite di Hashimoto.
- Condizioni allergiche Questo può essere spiegato da una disfunzione della tolleranza immunitaria a livello mucosale. Circa il 20-30% dei pazienti con deficit di IgA presenta allergie, come:
Tra le altre possibili manifestazioni si segnalano:
- Reazioni trasfusionali: alcuni pazienti con deficit completo di IgA sviluppano anticorpi anti-IgA, che possono causare gravi reazioni anafilattiche durante trasfusioni di sangue o somministrazione di emoderivati contenenti IgA.
- Complicanze gastrointestinali: diarrea cronica, intolleranza al lattosio, malattie infiammatorie intestinali e colite linfocitica.
Complicazioni
La prognosi del deficit di IgA è generalmente buona, soprattutto nei pazienti asintomatici.
Nei pazienti sintomatici le complicazioni infettive, autoimmuni e allergiche possono influire soprattutto sulla qualità di vita.
Le complicazioni più gravi sono legate all’associazione tra deficit selettivo di IgA e sviluppo di neoplasie maligne, che interessano soprattutto i pazienti più anziani.
Diagnosi

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La diagnosi di deficit di IgA si basa su:
- Dosaggio sierico delle IgA: livelli prossimi a zero con livelli normali di IgG e IgM.
- Esclusione di altre cause di ipogammaglobulinemia: per esempio, condizioni secondarie come terapie immunosoppressive o malattie linfoproliferative.
Nei pazienti con sintomi suggestivi, è importante escludere altre immunodeficienze, come l’immunodeficienza comune variabile (CVID), che può presentarsi con un quadro clinico sovrapponibile ma implica una carenza di più classi di immunoglobuline.
Cura
Non esiste una terapia specifica per il deficit di IgA. La gestione è focalizzata sulla prevenzione e sul trattamento delle complicanze:
- Trattamento delle infezioni
- Antibiotici mirati per infezioni batteriche ricorrenti.
- Vaccinazioni (es. pneumococco, influenza) per ridurre il rischio di infezioni, anche se la risposta può essere attenuata.
- Gestione delle malattie autoimmuni Le malattie autoimmuni associate devono essere trattate secondo le linee guida specifiche per ciascuna condizione.
- Prevenzione di reazioni trasfusionali In pazienti con anticorpi anti-IgA, è necessario utilizzare:
- Emoderivati privi di IgA.
- Plasma lavato.
- Supporto immunologico
- La somministrazione id immunoglobuline per via endovenosa non è indicata nel deficit isolato di IgA, a meno che non siano presenti altre immunodeficienze.
- Nei casi gravi, può essere utile il consulto con un immunologo per la gestione a lungo termine.
- Educazione del paziente, volta a
- Riconoscere i sintomi di infezioni ricorrenti.
- Riconoscere reazioni avverse a farmaci e trasfusioni.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.