- Anticorpi antitransglutaminasi in breve
- Che cosa sono gli anticorpi antitransglutaminasi (TTG)?
- Quando vengono richiesti gli anticorpi antitransglutaminasi?
- Cosa viene misurato?
- Come si esegue il test degli anticorpi antitransglutaminasi?
- Come interpretare i risultati degli anticorpi antitransglutaminasi?
- Limitazioni del test
- Monitoraggio della celiachia
Anticorpi antitransglutaminasi in breve
Gli anticorpi antitransglutaminasi (TTG) rappresentano un importante marcatore diagnostico nella celiachia, una malattia autoimmune innescata dal consumo di alimenti contenenti glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il dosaggio di questi anticorpi nel sangue è uno strumento fondamentale sia per identificare la malattia, sia per monitorare la risposta al trattamento, che consiste in una dieta rigorosamente priva di glutine.
È l’esame del sangue più specifico e sensibile per valutare la possibile presenza della malattia.
Che cosa sono gli anticorpi antitransglutaminasi (TTG)?
Gli anticorpi antitransglutaminasi sono particelle prodotte dal sistema immunitario che, nella celiachia, attaccano per errore l’enzima transglutaminasi tissutale, una sostanza normalmente presente nei tessuti del corpo e utile per il loro funzionamento.
Invece di combattere minacce esterne come virus o batteri, il sistema immunitario delle persone celiache si attiva in modo anomalo quando consumano glutine (una proteina contenuta in cereali come frumento, orzo e segale), innescando un processo infiammatorio nell’intestino tenue che causa un grave danneggiamento e distruzione dei villi che ne rivestono le pareti.
Quando vengono richiesti gli anticorpi antitransglutaminasi?

Shutterstock/Marian Weyo
Il dosaggio degli anticorpi antitransglutaminasi viene richiesto in presenza di segni e sintomi sospetti per celiachia. Alcuni dei sintomi più comuni includono:
- Sintomi gastrointestinali: Diarrea cronica, gonfiore, dolore addominale, perdita di peso.
- Manifestazioni extraintestinali: Anemia sideropenica inspiegabile, osteoporosi precoce, infertilità, aftosi orale ricorrente.
- Sintomi pediatrici: Ritardo della crescita, irritabilità, diarrea cronica, arresto della pubertà.
Può inoltre trovare applicazione in in pazienti con una predisposizione genetica o familiare alla celiachia (ad esempio, parenti di primo grado di celiaci) e in alcune condizioni autoimmuni associate, come il diabete di tipo 1 o la tiroidite autoimmune.
Cosa viene misurato?
I principali tipi di anticorpi antitransglutaminasi testati sono:
- Anticorpi antitransglutaminasi di classe IgA: Sono i più comunemente utilizzati nella diagnosi della celiachia, poiché la classe IgA è predominante* nelle mucose intestinali.
- Anticorpi antitransglutaminasi di classe IgG: Vengono testati nei pazienti che hanno una carenza di IgA (una condizione relativamente rara ma importante da escludere nella valutazione diagnostica).
*Il dosaggio delle immunoglobuline A (IgA) è spesso eseguito insieme o prima del test degli anticorpi antitransglutaminasi (anti-tTG) per verificare la presenza di una possibile carenza di IgA, una condizione che si riscontra in circa il 2-3% dei pazienti celiaci. In caso di deficit di IgA, il test degli anti-tTG di classe IgA può risultare negativo anche se la celiachia è presente, portando a un falso negativo.
Come si esegue il test degli anticorpi antitransglutaminasi?
Il test degli anticorpi antitransglutaminasi viene eseguito attraverso un normale prelievo di sangue.
Per garantire l’affidabilità del risultato, è importante che il paziente segua una dieta contenente glutine nelle settimane precedenti il test.
La sospensione del consumo prima del test può portare a un risultato falsamente negativo.
Come interpretare i risultati degli anticorpi antitransglutaminasi?
I risultati del test si esprimono in unità relative al laboratorio che effettua l’analisi, con un valore di riferimento che distingue tra negativo e positivo. Di seguito le principali indicazioni per l’interpretazione:
- Valori negativi: Indicano che è improbabile che il paziente sia affetto da celiachia, soprattutto se il test è stato eseguito correttamente e in presenza di glutine nella dieta.
- Valori positivi: Suggeriscono una forte probabilità di celiachia, ma devono essere confermati con ulteriori indagini.
- Valori debolmente positivi: In questi casi, la situazione può essere ambigua. Possono essere necessarie ulteriori valutazioni, come il dosaggio di altri anticorpi (es. antiendomisio) o una biopsia intestinale.
È importante sottolineare che un risultato positivo degli anticorpi TTG, da solo, non è sufficiente per una diagnosi definitiva di celiachia. La diagnosi viene confermata tramite biopsia dell’intestino tenue, che evidenzia le caratteristiche lesioni della mucosa (atrofia dei villi intestinali, iperplasia delle cripte, infiltrato linfocitario).
Limitazioni del test
Nonostante l’elevata sensibilità e specificità del test per gli anticorpi antitransglutaminasi IgA, esistono alcune limitazioni diagnostiche da tenere in considerazione:
- Deficit selettivo di IgA: In circa il 2-3% dei pazienti celiaci è presente una carenza di IgA, che può causare falsi negativi. In questi casi, si ricorre al dosaggio degli anticorpi antitransglutaminasi IgG.
- Dieta senza glutine prima del test: La riduzione o eliminazione del glutine dalla dieta può normalizzare i livelli di anticorpi, portando a risultati falsamente negativi.
- Altre condizioni autoimmuni: In rari casi, gli anticorpi TTG possono risultare positivi in condizioni non celiache, come malattie autoimmuni del fegato o infezioni croniche.
- Bassa aderenza alla dieta senza glutine: Nei pazienti celiaci diagnosticati, il persistere di anticorpi positivi può indicare una mancata aderenza alla dieta priva di glutine.
Monitoraggio della celiachia
Dopo una diagnosi confermata di celiachia, il test degli anticorpi antitransglutaminasi può essere utilizzato per monitorare la risposta del paziente alla dieta senza glutine.
In genere i livelli di anticorpi diminuiscono significativamente entro 6-12 mesi dall’inizio della dieta, fino a diventare negativi. Un mancato calo può indicare una contaminazione accidentale con glutine o una scarsa compliance alla dieta.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.