- Reflusso gastroesofageo
- Insonnia e disturbi del sonno
- Disturbi d’ansia e psichiatrici
- Pressione alta non controllata
- Colesterolo non controllato
- Osteoporosi e fragilità ossea
- Gravidanza
- Glaucoma e pressione oculare
- Epilessia
- Disturbi urinari
- Bambini e adolescenti
- Dipendenza e astinenza
- Preferisci il video?
- Fonti
Il caffè è spesso associato a benefici per la salute: sembra in grado di ridurre il rischio di diabete tipo 2, Parkinson e persino migliorare la longevità… ma non è una bevanda adatta a tutti.
In alcune condizioni cliniche la caffeina può aggravare i sintomi o causare effetti indesiderati.
Vediamo chi dovrebbe fare attenzione.
Reflusso gastroesofageo
La caffeina può favorire la risalita di acido dallo stomaco, peggiorando i sintomi di bruciore e rigurgito. In caso di reflusso, provare a sospendere il caffè per un periodo spesso si rivela particolarmente utile.
Insonnia e disturbi del sonno
Anche una sola tazza di caffè nel tardo pomeriggio può ridurre la durata e qualità del sonno, soprattutto nelle persone oltre i 40-50 anni. La caffeina ha un’emivita lunga e può disturbare il riposo notturno anche se assunta ore prima di dormire.
Disturbi d’ansia e psichiatrici
La caffeina stimola il sistema nervoso centrale e può aumentare ansia, irritabilità e insonnia.
Nei disturbi d’ansia o nei disturbi dell’umore (come il disturbo bipolare), può peggiorare i sintomi o interferire con la stabilità clinica.
Pressione alta non controllata
In soggetti con pressione alta non ben controllata, il caffè può causare picchi pressori transitori, anche se gli effetti cronici sono meno chiari.
È prudente limitarlo se si soffre di ipertensione instabile.
Per approfondire: Cosa fa il caffè alla tua pressione?
Colesterolo non controllato
Il caffè preparato con metodi non filtrati – come il caffè alla turca, quello preparato con la French press o alcune versioni del caffè espresso – contiene quantità significative di cafestolo e kahweol, due diterpeni naturali che possono aumentare i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) nel sangue.
Numerosi studi hanno documentato che l’assunzione regolare di caffè non filtrato può alzare il colesterolo totale fino a 10-15 mg/dl, soprattutto se consumato in grandi quantità.
Per approfondire: Cosa fa il caffè al tuo colesterolo?
Osteoporosi e fragilità ossea

Soprattutto in donne anziane, gli studi mostrano un rischio moderatamente aumentato di ridotta densità ossea in caso di consumo di elevate quantità di caffeina senza un adeguato introito di calcio (>300 mg/giorno di caffeina ≈ 3-4 tazze).
La caffeina può aumentare l’escrezione urinaria del minerale, e in caso di apporto inadeguato di calcio nella dieta, questo può contribuire alla perdita di massa ossea.
Gravidanza
Numerosi studi collegano l’eccesso di caffeina in gravidanza ad aborto spontaneo, parto prematuro e basso peso alla nascita.
Si raccomanda di non superare 200 mg di caffeina al giorno (circa 1-2 tazzine di caffè).
Glaucoma e pressione oculare
Il caffè con caffeina può aumentare temporaneamente la pressione intraoculare, peggiorando il glaucoma o anticipandone l’insorgenza in soggetti predisposti.
Anche chi ha una forte familiarità dovrebbe valutare una riduzione del consumo.
Epilessia
In alcune persone con epilessia, l’eliminazione della caffeina ha portato a una marcata riduzione delle crisi. (la caffeina può infatti abbassare la soglia convulsiva).
Limitarsi a meno di 2-3 tazze al giorno può essere una buona precauzione.
Disturbi urinari
La caffeina ha un effetto diuretico e può aggravare sintomi come urgenza o frequenza urinaria. Chi soffre di questi disturbi può trarre beneficio da una riduzione della caffeina.
Bambini e adolescenti
Il sistema nervoso dei più giovani è più sensibile alla caffeina, che può causare ansia, agitazione, insonnia e iperattività. Le principali società scientifiche sconsigliano il consumo regolare di caffè nei minori di 18 anni.
Dipendenza e astinenza
Il consumo regolare può causare dipendenza fisica. L’astinenza da caffeina comporta sintomi come mal di testa, stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione.
Preferisci il video?
Fonti
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