Sindrome di Ehlers Danlos (EDS): cause, sintomi, conseguenze

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Introduzione

La sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) comprende un gruppo di rare malattie ereditarie che colpiscono i tessuti connettivi, principalmente la pelle, le articolazioni e le pareti dei vasi sanguigni (il tessuto connettivo è una complessa miscela di proteine e altre sostanze che contribuiscono a garantire forza ed elasticità alle strutture corporee).

I pazienti affetti dalla sindrome di Ehlers-Danlos mostrano ad esempio

  • articolazioni eccessivamente flessibili,
  • pelle elastica e fragile (questo può diventare un problema ad esempio in caso di ferita che necessiti di punti di sutura, perché la pelle spesso non è abbastanza forte per trattenerli).

Tra le possibili complicazioni figurano

Viene in genere diagnosticata clinicamente (osservandone i sintomi), ma gli esami genetici sono spesso necessari per una più precisa caratterizzazione che permetta una gestione più puntuale e personalizzata, riconoscendo ad esempio la sindrome di tipo vascolare, che è associata a l rischio di rottura arteriosa e perforazione d’organo, con conseguenze potenzialmente pericolose per la vita.

Non esiste un trattamento specifico per la condizione, che viene quindi gestita dal punto di vista dei sintomi e della prevenzione delle complicazioni.

Cos’è l’ipermobilità articolare?

Un’articolazione è una struttura anatomica che mantiene in contatto due o più superfici ossee, attraverso la presenza di tessuti connettivi; nelle articolazioni mobili viene inoltre garantita una certa capacità di movimento, come nel caso delle articolazioni di:

  • spalla,
  • dita,
  • polso,
  • ginocchio,
Ipermobilità articolare

Mostrare un qualche grado di ipermobilità articolare NON significa necessariamente soffrire di EDS. (Shutterstock/Lucy Left)

Ipermobilità articolare è il termine medico usato per descrivere articolazioni che mostrino una gamma di movimento maggiore di quanto previsto o normale; sebbene in alcuni casi non sia associata ad alcuna complicazione, in altri il paziente può soffrire di contemporaneo dolore o tendenza ad una certa instabilità articolare, che si verifica quando le ossa coinvolte non siano tenute saldamente in posizione e diventino quindi soggette a

  • sublussazioni articolari,
  • lussazioni,
  • distorsioni
  • e altre lesioni.

Mostrare un qualche grado di ipermobilità articolare NON significa necessariamente soffrire di EDS. 

Cause

Le sindromi di Ehlers-Danlos (EDS) sono un gruppo di rare condizioni ereditarie che colpiscono il tessuto connettivo, ovvero i tessuti in grado di fornire il necessario supporto struttura a pelle, tendini, legamenti, vasi sanguigni, organi interni e ossa.

Considerando tutte le possibili espressioni della malattia sembra avere una frequenza di circa 1 caso ogni 5.000 nuovi nati.

La causa è prettamente genetica e le mutazioni possono riguardare almeno 20 diversi geni (porzioni di DNA). Ad esempio varianti nel gene COL5A1 o COL5A2, o raramente nel gene COL1A1, sono responsabili della forma classica, mentre la maggior parte dei casi di tipo vascolare deriva da varianti del gene COL3A1.

Alcuni dei geni associati alle sindromi di Ehlers-Danlos, tra cui COL1A1, COL1A2, COL3A1, COL5A1 e COL5A2, sono responsabili delle istruzioni per la produzione del collagene, mentre altri geni, tra cui ADAMTS2, FKBP14, PLOD1 e TNXB, sono depositari di istruzioni per produrre proteine che elaborano, piegano o interagiscono in altro modo con il collagene.

La presenza di varianti in uno qualsiasi di questi geni interrompe la produzione o l’elaborazione del collagene, impedendo a queste molecole di essere assemblate correttamente. Questi cambiamenti indeboliscono i tessuti connettivi della pelle, delle ossa e di altre parti del corpo, determinando le caratteristiche cliniche delle sindromi di Ehlers-Danlos.

Trasmissione ereditaria

Il modello di ereditarietà responsabile della trasmissione delle sindromi di Ehlers-Danlos varia a seconda del tipo: le forme classica, vascolare, artrocalasia e parodontale della malattia, e probabilmente il tipo ipermobile, hanno un modello di trasmissione autosomica dominante, in cui una sola copia del gene alterato in ogni cellula è sufficiente a causare la malattia. Questo significa che

  • in alcuni casi il paziente colpito ha ereditato da un genitore la variante,
  • in altri si verifica una mutazione spontanea, occasionale e non prevedibile (de novo), senza traccia di familiarità.

I tipi di tipo classico, cardio-valvolare, dermatosparassico, cifoscolitico, spondilodisplastico e muscolocontratturale della sindrome di Ehlers-Danlos, così come la sindrome della cornea fragile, sono invecec ereditati con un pattern autosomico recessivo, in cui sono necessarie due copie di un gene. Nella maggior parte di questi pazienti i genitori sono portatori sani del difetto genetico (non mostrano sintomi e tipicamente sono inconsapevoli della situazione) ed hanno una probabilità su 4 di concepire un figlio/a che mostrerà invece i segni della condizione.

Classificazione

Le varie forme della sindrome di Ehlers-Danlos sono state classificate in diversi modi nel tempo. In origine 11 diverse forme venivano denominate utilizzando numeri romani (tipo I, tipo II e così via), ma nel 1997 è stato proposto un sistema di classificazione più semplice (nomenclatura di Villefranche) che ha ridotto il numero di tipi a sei e fornito loro nomi descrittivi basati sulle caratteristiche cliniche.

Nel 2017 la classificazione è stata ulteriormente aggiornata per includere le forme rare della sindrome di Ehlers-Danlos identificate più di recente, portando a 13 il totale.

Le 13 forme comprendono:

  • Classica;
  • Simil-classica;
  • Cardio-valvolare;
  • Vascolare;
  • Ipermobile;
  • Artrocalasia;
  • Dermatosparassi;
  • Cifoscoliotica;
  • Sindrome della cornea fragile;
  • Spondilodisplastica;
  • Muscolocontratturale;
  • Miopatica;
  • Periodontale.

Sintomi

I sintomi più comuni condivisi dalla maggior parte delle forme della sindrome di Ehlers-Danlos comprendono:

  • un’aumentata gamma di movimento articolare (ipermobilità articolare), le articolazioni si estendono più della norma;
  • pelle eccessivamente elastica, ma allo stesso tempo fragile ed tendente alla rottura.

Nel complesso la gravità della condizione è ampiamente variabile, da un impatto relativamente lieve a quadri drammaticamente invalidanti e pericolosi per la vita.

EDS ipermobile

I pazienti affetti dalla forma ipermobile, la più comune, mostrano:

EDS classica

Pelle elastica

Shutterstock/Lucy Left

La forma classica della sindrome di Ehlers Danlos è meno comune della precedente e tende a colpire soprattutto la pelle:

  • ipermobilità articolare
  • articolazioni sciolte e instabili che si dislocano facilmente
  • pelle elastica
  • pelle fragile che può lacerarsi facilmente, soprattutto su fronte, ginocchia, stinchi e gomiti
  • pelle liscia e vellutata, che si ulcera facilmente
  • ferite che guariscono lentamente e con difficoltà, lasciando ampie cicatrici
  • ernie e prolasso d’organo.

EDS vascolare

L’EDS vascolare (vEDS) è una forma rara, ma probabilmente la più grave; colpisce i vasi sanguigni e gli organi interni, che possono andare incontro a rottura ed emorragie potenzialmente letali:

  • pelle con tendenza alla lacerazione
  • pelle sottile con piccoli vasi sanguigni molto visibili, in particolare sulla parte superiore del torace e sulle gambe
  • fragilità dei vasi sanguigni, che possono gonfiarsi o lacerarsi, provocando gravi emorragie interne
  • aumentato rischio di problemi agli organi, come la lacerazione dell’intestino, dell’utero (alla fine della gravidanza) e il collasso parziale del polmone
  • dita delle mani e dei piedi ipermobili, caratteristiche facciali insolite (come naso e labbra sottili, occhi grandi e lobi delle orecchie piccoli), vene varicose e ritardata guarigione delle ferite

EDS cifoscoliotica

L’EDS cifoscoliotico è rara e si manifesta con:

  • curvatura della colonna vertebrale (che inizia nella prima infanzia e spesso peggiora negli anni dell’adolescenza)
  • ipermobilità articolare
  • articolazioni sciolte e instabili che si dislocano facilmente
  • tono muscolare debole fin dall’infanzia (ipotonia), che spesso si traduce in un ritardo nellae tappe fondamentali dello sviluppo, come la capacità di sedersi e camminare.
  • occhi fragili e delicati
  • pelle morbida ed elastica, tendenza alla formazione di lividi e cicatrici.

Disturbi dello Spettro Ipermobile

Alcuni soggetti mostrano una chiara ipermobilità articolare, pur non rientrando nella casistica caratterizzante la sindrome di Ehlers-Danlos; in questi casi la diagnosi è quella di “disturbo dello spettro ipermobile”, che viene gestito al pari delle ESD.

Diagnosi

Articolazioni estremamente lasse, una pelle insolitamente fragile o elastica ed una storia familiare di sindrome di Ehlers-Danlos sono spesso sufficienti per formulare una diagnosi, mentre i test genetici possono fornire una conferma nei casi dubbi e contribuire a caratterizzare correttamente le forme più rare di malattia.

Vale la pena sottolineare che, per la sindrome di Ehlers-Danlos ipermobile, la forma più comune, non sono disponibili test genetici.

Cura

Purtroppo ad oggi non esiste cura per la sindrome di Ehlers-Danlos, quindi il trattamento è mirato alla gestione dei sintomi e alla prevenzione delle possibili complicazioni.

Dal punto di vista farmacologico è possibile ricorrere a

Le articolazioni con tessuto connettivo anomalo hanno maggiori probabilità di dislocarsi, quindi un piano fisioterapico volto al rafforzamento dei dei muscoli e alla stabilizzazione delle articolazioni è parte fondamentale del trattamento. Da valutare caso per caso l’eventuale ricorso a tutori. Anche attività a basso rischio, come nuoto o pilates, possono essere utili per mantenere un corretto stato di forma e salute generale.

La chirurgia può diventare necessaria per riparare articolazioni danneggiate da lussazioni ripetute o vasi sanguigni e organi lesionati, tuttavia ci si scontra con la difficoltà di applicare punti di sutura su una pelle troppo fragile per essere in grado di tenerli in posizione.

Un’eventuale terapia psicologica di supporto (ad esempio di tipo cognitivo comportamentale) può essere utile per imparare a far fronte al dolore a lungo termine.

Fonti e bibliografia

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