Salpingite: cause, sintomi, pericoli e cura

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Cosa sono le tube di Falloppio?

Le tube di Falloppio, o salpingi, sono due condotti che si estendono dall’utero, una su ciascun lato, per aprirsi sulle rispettive ovaie. Ogni mese della vita fertile di una donna un ovulo viene rilasciato da una delle due ovaie ed entra nella tuba di Falloppio per raggiungere nell’arco di qualche giorno l’utero, delicatamente sospinto da minuscoli peli (ciglia) verso l’utero.

In caso di rapporti sessuali non protetti l’ovulo potrebbe incontrare uno spermatozoo durante questo spostamento, per essere eventualmente fecondato ed innescare così una gravidanza.

 

Salpingite

Shutterstock/Designua

Cos’è una salpingite?

La salpingite è l’infiammazione delle tube di Falloppio.

Quasi tutti i casi sono dovuti ad infezioni batteriche, tra cui spiccano per importanza le malattie sessualmente trasmissibili.

L’infiammazione provoca la secrezione di liquidi, quando non addirittura la raccolta di pus (residui dell’infezione) all’interno della tuba stessa; è molto comune che l’infezione da un lato (monolaterale) interessi rapidamente anche quello opposto (salpingite bilaterale), a causa della migrazione dei batteri responsabili per mezzo dei vasi linfatici in comune.

La salpingite è una delle cause più comuni di infertilità femminile. Senza un trattamento tempestivo l’infezione può danneggiare permanentemente la tuba di Falloppio, compromettendone in via definitiva la pervietà (in altre parole la tuba viene chiusa in seguito alla formazione di cicatrici), impedendo l’incontro tra ovulo e spermatozoo. Cicatrizzazione ed occlusione delle tube di Falloppio sono la complicanza a lungo termine più frequente e temibile della malattia infiammatoria pelvica (PID).

Alcuni autori utilizzano i due termini come sinonimi, ma salpingite acuta è il termine più specifico per indicare il coinvolgimento delle tube di Falloppio.

È da notare come la presentazione clinica della salpingite possa essere ampiamente variabile, dalla completa assenza di sintomi ad una peritonite diffusa che causa un grave stato di debilitazione della paziente ed il rischio fatale; esiste peraltro una scarsa correlazione tra numero ed intensità dei sintomi e la gravità dell’infiammazione delle tube, ad esempio in caso di infezione da clamidia spesso non si rilevano sintomi e ciononostante se non scoperta e trattata l’infezione può innescare lo sviluppo di lesioni permanenti (e relativa infertilità).

Cause

Nella quasi totalità dei casi una salpingite è originata da un’infezione batterica, spesso di tipo sessualmente trasmissibile:

L’infezione viene in genere contratta a livello vaginale (o cervicale); se trascurata può diffondersi prima all’utero e poi raggiungere le tube di Falloppio.

Rapporti sessuali a parte, le possibili altre vie d’infezione consistono in:

Sebbene possa interessare donne di qualsiasi età, è sicuramente più comune in pazienti in età fertile e sessualmente attive.

La salpingite può essere distinta in:

  • Acuta: le tube di Falloppio si infiammano ed in risposta si producono liquidi che favoriscono la formazione di cicatrici interne od esterne (in forma di aderenze con l’intestino, organo esternamente a contatto con le tube stesse). In alcune pazienti la produzione può essere così abbondante, talvolta di pus, fino a causare la rottura della tuba, che causerà il riversamento delle sostanze in cavità addominale e conseguente peritonite.
  • Cronica. La salpingite cronica segue in genere un attacco acuto; è tipicamente più lieve, ma in grado di persistere nel tempo, spesso senza sintomi, e quindi con l’elevato rischio di complicazioni.

Sintomi

Nei casi più lievi la salpingite potrebbe anche decorrere senza manifestarsi in alcun modo, e si tratta di un’eventualità particolarmente temibile perché la gravità dei sintomi non è correlata con il rischio di complicazioni: in altre parole è possibile sviluppare lesioni permanenti senza la consapevolezza di un processo infettivo in corso, quindi senza accorgersene.

Quando presenti i sintomi possono invece comprendere o più tra le seguenti manifestazioni:

Complicazioni

Prima della diffusa disponibilità degli antibiotici la mortalità per salpingite acuta era di circa una paziente ogni 100, più elevato nel caso di rottura delle tube o gravidanze ectopiche.

Purtroppo ancora oggi, in assenza di un trattamento tempestivo spesso impossibile a causa del decorso silente dell’infezione, la donna può rischiare:

  • Infezioni alle strutture anatomiche vicine, come ovaie ed utero.
  • Ascesso tubo-ovarico, ovvero una raccolta di pus tale da richiedere il ricovero in ospedale.
  • Gravidanza ectopica: una tuba di Falloppio bloccata impedisce all’ovulo eventualmente fecondato di raggiungere l’utero. L’embrione inizia quindi a svilupparsi all’interno dello spazio ristretto della tuba di Falloppio, incapace di garantire un’adeguata dilatazione con la crescita dell’embrione. La possibilità di dare alla luce un figlio è quasi nulla e, se non rapidamente riconosciuta, è purtroppo comune la rottura della tuba.
  • Infertilità: la tuba di Falloppio può venire lesionata tanto da perdere definitivamente la sua pervietà.
  • Dolore pelvico cronico, ovvero persistente nel tempo, ad esempio a causa di aderenze intestinali (in queste pazienti può essere presa in considerazione la laparoscopia per escludere altre cause, come l’ endometriosi).

Diagnosi

La diagnosi di salpingite è prevalentemente clinica, ma richiede un approccio integrato per confermare l’infiammazione e identificare l’agente patogeno responsabile. Il medico ginecologo valuta il quadro complessivo partendo dall’anamnesi (storia dei rapporti sessuali, uso di contraccettivi, sintomi riferiti) e procede con protocolli diagnostici mirati.

Valutazione clinica

Durante la visita ginecologica bimanuale, la presenza di dolore alla palpazione degli annessi o alla mobilizzazione della cervice rappresenta un forte indicatore di salpingite o PID. Il medico ricerca inoltre segni di gonfiore dei linfonodi inguinali e valuta l’aspetto delle secrezioni vaginali.

Test microbiologici e di laboratorio

Il pilastro della diagnosi moderna è l’identificazione del batterio. I test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT) eseguiti su tampone vaginale o cervicale sono considerati i più accurati per rilevare Clamidia e Gonococco. Possono essere effettuati anche:

  • Esami del sangue: si osserva tipicamente un aumento dei leucociti (globuli bianchi) e dei marker di infiammazione sistemica, come la VES o la Proteina C Reattiva (PCR).
  • Analisi delle urine: utile per escludere infezioni delle vie urinarie o una gravidanza (test Beta-hCG), fondamentale per la diagnosi differenziale con la gravidanza ectopica.
  • Biopsia endometriale: talvolta utilizzata per confermare la presenza di endometrite, spesso associata alla salpingite.

Imaging e tecniche invasive

L’ecografia pelvica transvaginale è l’esame strumentale di prima linea; permette di visualizzare tube ingrossate e piene di liquido (idrosalpinge o piosalpinge) o eventuali ascessi. In casi complessi o di dubbia interpretazione, si può ricorrere alla risonanza magnetica.

La laparoscopia rimane il “gold standard” diagnostico poiché consente la visualizzazione diretta delle tube e il prelievo di campioni di fluido direttamente dalla sede dell’infezione, sebbene sia riservata ai casi in cui le altre metodiche non siano dirimenti.

Nelle pazienti che riscontrano difficoltà nel concepimento dopo un episodio di salpingite, l’isterosalpingografia è lo strumento principale per verificare se le tube siano rimaste aperte (pervie) o se siano ostruite da tessuto cicatriziale.

Cura e trattamento

Il trattamento della salpingite deve essere tempestivo per prevenire danni irreversibili alle tube e preservare la fertilità. Gli obiettivi primari sono l’eliminazione dell’agente infettivo, la risoluzione dei sintomi e la prevenzione delle complicanze a lungo termine.

Terapia farmacologica

La terapia d’elezione è di tipo antibiotico. Poiché la salpingite è spesso un’infezione polimicrobica (causata da più batteri contemporaneamente), le linee guida internazionali raccomandano regimi antibiotici a largo spettro che coprano aerobbi, anaerobi, Clamidia e Gonococco. La terapia viene solitamente iniziata in modo empirico non appena si sospetta la diagnosi, senza attendere l’esito dei tamponi, per limitare i danni tissutali.

È di vitale importanza che il trattamento venga esteso anche ai partner sessuali recenti, anche se asintomatici, per evitare l’effetto “rebound” (re-infezione continua).

Ospedalizzazione e chirurgia

Il ricovero ospedaliero può rendersi necessario in caso di:

  • Gravidanza in corso.
  • Mancata risposta alla terapia antibiotica orale dopo 48-72 ore.
  • Sospetto di ascesso tubo-ovarico (che richiede antibiotici per via endovenosa).
  • Sintomi gravi (febbre alta, nausea, vomito, dolore addominale acuto).
  • Necessità di escludere emergenze chirurgiche come l’appendicite.

L’intervento chirurgico è oggi considerato l’ultima opzione e si limita al drenaggio di ascessi che non rispondono ai farmaci o, nei casi più gravi e distruttivi, alla rimozione della tuba colpita (salpingectomia).

Stile di vita e raccomandazioni pratiche

Durante il trattamento, alla paziente viene consigliato il riposo assoluto e l’astensione totale dai rapporti sessuali fino al completamento della terapia e alla scomparsa dei sintomi in entrambi i partner. Un follow-up ginecologico a breve distanza (solitamente dopo 3-7 giorni dall’inizio della cura) è fondamentale per verificare l’efficacia del protocollo scelto.

Per la gestione del dolore, il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che aiutano anche a ridurre l’edema tissutale locale.

Prevenzione

La prevenzione della salpingite passa essenzialmente attraverso lo stile di vita e le scelte sessuali, in particolare:

  • riduzione del numero di partner sessuali,
  • utilizzo del preservativo.

Fonti e bibliografia

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