PFAPA sindrome: febbre periodica e ricorrente nei bambini

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Introduzione

Quando si parla PFAPA (acronimo inglese di Periodic fever, aphthous stomatitis, pharyngitis and adenitis or periodic fever aphthous pharyngitis and cervical adenopathy) si fa riferimento ad una sindrome che colpisce i bambini e la cui caratteristica principale è la febbre alta, che si manifesta in modo periodico e prevedibile, ad intervalli di 3-5 settimane.

È stata descritta per la prima volta nel 1987 e il suo nome completo in italiano è febbre periodica con stomatite aftosa, faringite e adenopatie, il cui significato può essere così descritto:

  • febbre: alterazione della temperatura corporea verso l’alto,
  • periodica: che compare in modo ricorrente e ad intervalli prevedibili,
  • stomatite aftosa: comparsa di afte, ossia lesioni biancastre dolorose in bocca,
  • faringite: mal di gola,
  • adenopatie: ingrossamento dei linfonodi.

Quando scompare?

La PFAPA tipicamente fa il suo esordio nella prima infanzia, tra i 2 anni e i 5 anni e tende a risolversi spontaneamente entro l’età scolare; sono tuttavia descritti casi di pazienti adulti che la manifestano per la prima volta oppure che recidivano dopo anni di pausa.

Immagine di due termometri digitali

iStock.com/malerapaso

Cause

Ad oggi non sono ancora state chiarite le cause alla base della genesi della sindrome, ma l’ipotesi più accreditata è che la sindrome PFAPA rappresenti l’espressione di un disturbo dei meccanismi di controllo dell’infiammazione. In alternativa è stato anche ipotizzato che gli episodi febbrili possano dipendere dalla riattivazione di una infezione virale latente da adenovirus.

Non è in ogni caso una malattia contagiosa.

Fattori di rischio

La sindrome non sembra avere famigliarità, mentre si riscontra una maggior diffusione tra i bambini maschi.

Sintomi

Colpisce in genere per la prima volta i bambini al di sotto dei 5 anni di età.

I sintomi principali della sindrome PFAPA sono:

La febbre, il sintomo caratterizzante la malattia, compare in modo piuttosto improvviso con valori elevati (sopra i 38°, ma in genere ben sopportata); dura di norma da 3 a 6 giorni ed è l’unica manifestazione sempre presente.

Più raramente compaiono

Sono del tutto assenti sintomi da infezione respiratoria e, negli intervalli tra un episodio e il successivo ma spesso anche durante gli stessi, i bambini appaiono comunque sani.

Pericoli

La sindrome non è di norma considerata pericolosa e si risolve con la crescita, senza alcuna conseguenza sulla salute del bambino.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’osservazione dei sintomi e soprattutto della loro periodicità (servono almeno 6 mesi di episodi, per porre la diagnosi in via definitiva). Il medico per accertarsi di essere in presenza di PFAPA può richiedere periodici tamponi della gola, che devono essere sempre negativi allo streptococco e altre infezioni batteriche, ed escludere altre infezioni come la mononucleosi.

In questa fase è essenziale distinguere la sindrome dalle infezioni respiratorie ricorrenti, tipiche per esempio del periodo in cui inizia la frequentazione dell’asilo: la differenza è che la febbre in questi casi non è mai periodica ed è sempre accompagnata da sintomi respiratori come raffreddore e tosse.

Altrettanto importante è poi escludere altre forme di febbri periodiche.

Da un punto di vista di laboratorio si osserva di norma:

NON si osserva invece neutropenia (diminuzione del numero dei granulociti o neutrofili, tipica di numerose infezioni).

Come si cura?

Poiché non è ad oggi disponibile una cura della sindrome, che tuttavia scompare con la crescita, ci si limita a trattare i sintomi dei singoli episodi (terapia sintomatica).

La febbre risponde poco ai classici farmaci usati in pediatria (paracetamolo ed ibuprofene, per esempio), ma al contrario la somministrazione di cortisone (da assumere dietro controllo medico, come Bentelan®) permette la rapida scomparsa della febbre, anche se potrebbe essere causa di una recidiva più ravvicinata nel tempo. La sensibilità della febbre al cortisone è così caratteristica da essere spesso usata come criterio diagnostico, ossia quando la si osserva è una ulteriore conferma della diagnosi di PFAPA.

Non sono necessari, e quindi l’utilizzo è controindicato, gli antibiotici.

La tonsillectomia (rimozione delle tonsille) può essere presa in considerazione quando la gestione degli episodi risulta difficile per la famiglia; è efficace nell’interrompere o ridurre drasticamente la periodicità degli attacchi (in circa l’80% dei casi), ma in genere non viene consigliata di routine.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è la sindrome PFAPA?

La sindrome PFAPA, acronimo di Periodic Fever, Aphthous Stomatitis, Pharyngitis, Adenitis (febbre periodica con stomatite aftosa, faringite e adenopatie), è una condizione dell'età pediatrica che causa episodi ricorrenti e prevedibili di febbre, talvolta accompagnata da afte, mal di gola ed ingrossamento dei linfonodi. È considerata sostanzialmente innocua e priva di complicanze.

Quando scompare?

La sindrome PFAPA esordisce in genere in un'età compresa tra i 2 e i 5 anni e tende a risolversi spontaneamente entro l'età scolare.

Come si cura? Quando dare cortisone?

In genere si provvedere esclusivamente a dare sollievo ai sintomi, quando necessario. La febbre non risponde ai normali antipiretici, per cui è possibile ricorrere alla somministrazione di cortisone (che invece consente un abbassamento molto rapido, ma che talvolta accorcia i periodi di tempo tra un episodio e il successivo); viene quindi somministrato, a giudizio del pediatra, quando sia opportuno abbassare la febbre per dare sollievo al bambino o nel caso di specifiche esigenze.

Come si gestisce la febbre alta nei bambini affetti da PFAPA?

Nei bambini con PFAPA in genere si ricorre alla somministrazione di cortisone.

Quando e come è utile considerare l'intervento chirurgico per i bambini con PFAPA?

L'intervento chirurgico, come la tonsillectomia, può essere considerato nei casi in cui i sintomi non migliorano e gli episodi febbrili sono frequenti e gravi. La decisione di procedere con un'operazione viene presa dopo una valutazione approfondita da parte di specialisti e può variare in base alla risposta del bambino ai trattamenti conservativi. L'intervento è spesso riservato ai casi più gravi in cui si ritiene che le tonsille contribuiscano in modo significativo alla condizione.

Come riconoscere se la febbre di un bambino è legata a PFAPA o a un'altra infezione?

La febbre associata a PFAPA di solito si presenta in modo ricorrente senza altre manifestazioni infettive evidenti e in assenza di risposta agli antibiotici. Diversamente, febbri causate da altre infezioni tendono a essere accompagnate da sintomi locali, come tosse, mal di gola, o disturbi gastrointestinali. Monitorare la periodicità e la reazione al cortisone può aiutare a differenziare PFAPA da altre infezioni.
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