La figlia di Federica Pellegrini in ospedale per convulsioni febbrili: cosa sono e cosa fare?

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La paura vissuta da Federica Pellegrini con la piccola Matilda, colpita da un episodio di convulsioni febbrili, è purtroppo condivisa da moltissimi genitori.

Sebbene l’esperienza sia estremamente angosciante, le convulsioni febbrili sono un fenomeno relativamente comune nell’infanzia e, nella grande maggioranza dei casi, non sono associate a conseguenze permanenti né a forme di epilessia.

Che cosa sono le convulsioni febbrili

Termometro per la febbre che segna 41.8

Le convulsioni febbrili sono crisi convulsive che compaiono in bambini tra i 6 mesi e i 5 anni in presenza di febbre, solitamente superiore ai 38 °C, senza segni di infezioni del sistema nervoso centrale.

Si tratta di un evento benigno, legato alla particolare reattività del cervello immaturo alla febbre.

Colpiscono il 2-5% dei bambini, con un picco intorno ai 18-24 mesi. Molti bambini presentano un solo episodio, mentre altri possono averne diversi nell’arco dei primi anni di vita.

Perché compaiono

Il meccanismo esatto non è completamente chiarito, ma i fattori principali sono:

  • aumento rapido della temperatura corporea, più che il valore assoluto
  • predisposizione genetica, dato che spesso c’è familiarità
  • immaturità dei circuiti neuronali in età prescolare

Non è sempre sufficiente somministrare “Tachipirina in tempo”, perché spesso il problema è la velocità con cui la febbre si innalza. Anche bambini trattati tempestivamente possono avere una crisi.

Come si manifestano

Le convulsioni febbrili possono essere di due tipi.

Convulsioni febbrili semplici

Sono le più comuni e presentano le seguenti caratteristiche:

  • durano meno di 10-15 minuti
  • coinvolgono tutto il corpo con irrigidimento, scosse, occhi deviati verso l’alto
  • il bambino perde conoscenza
  • non si ripetono nell’arco di 24 ore.

Il racconto della Pellegrini, con irrigidimento, deviazione degli occhi e rallentamento del respiro, è compatibile con una crisi febbrile tipica, sebbene drammatica da osservare.

Convulsioni febbrili complesse

Più rare, si verificano quando:

  • la crisi dura più di 15 minuti
  • interessa solo una parte del corpo
  • si ripete più volte nelle stesse 24 ore

Cosa fare durante una crisi

Nonostante l’impatto emotivo, è importante mantenere alcuni comportamenti corretti:

  • mettere il bambino su un fianco per mantenere le vie aeree aperte
  • non inserire nulla in bocca
  • non trattenere con forza gli arti
  • togliere indumenti pesanti per facilitare la dispersione del calore
  • chiamare il 112 se la crisi dura più di 5 minuti o se non è chiaro che si tratti di una convulsione febbrile

Applicare panni freschi può aiutare, ma non interrompe la crisi. Questa si risolve spontaneamente nella grande maggioranza dei casi.

Servono accertamenti?

Dopo il primo episodio, soprattutto se il bambino ha meno di un anno o se la crisi è atipica, i medici valutano la necessità di esami. Spesso basta una visita pediatrica o un accesso in Pronto Soccorso per confermare la diagnosi.

Nei casi ricorrenti, come quello descritto da Pellegrini, è comune effettuare ulteriori valutazioni, anche se la prognosi resta generalmente ottima.

Qual è il rischio che ricapiti?

Circa un terzo dei bambini che ha una prima convulsione febbrile ne avrà almeno un’altra. Il rischio aumenta se:

  • l’età è inferiore ai 18 mesi
  • c’è familiarità
  • la febbre è aumentata molto rapidamente

Tuttavia, anche in caso di episodi multipli, non vi è dimostrazione che ciò aumenti il rischio di epilessia, che resta molto basso e solo di poco superiore a quello dei bambini che non hanno mai avuto convulsioni.

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