Elastografia epatica (Fibroscan del fegato)

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Introduzione

L’elastografia epatica, spesso indicata anche con il nome commerciale FibroScan, è un esame di imaging volto a rilevare la presenza di fibrosi epatica.

La fibrosi è una condizione che riduce il flusso sanguigno verso e all’interno del fegato a causa dell’accumulo di tessuto cicatriziale che sostituisce le normali cellule epatiche.

Se non riconosciuta e trattata la fibrosi può evolvere verso complicazioni gravissime e permanenti, come

È invece importante ricordare che una diagnosi precoce ed un trattamento efficace possono ridurre o addirittura invertire gli effetti della fibrosi.

Fibroscan

Strumentazione per Fibroscan (By Communication Echosens – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=74842294)

Elastografia o Fibroscan?

Esistono due tipi di test di elastografia epatica:

  • Elastografia ad ultrasuoni, nota anche come Fibroscan, il marchio commerciale del dispositivo utilizzato. Il test utilizza le onde sonore (al pari di una qualunque ecografia) per misurare la rigidità del tessuto epatico. La rigidità è un segno di fibrosi.
  • MRE (elastografia a risonanza magnetica), un esame che combina ecografia e risonanza magnetica, una procedura che utilizza potenti magneti e onde radio per creare immagini di organi e strutture all’interno del corpo (senza esposizione a radiazioni pericolose).

In molti pazienti l’elastografia viene utilizzata al posto di una biopsia epatica, un test molto più invasivo che richiede il prelievo di un frammento di tessuto dell’organo per la successiva analisi di laboratorio (in alcuni pazienti viene ancora preferita la biopsia, che rimane in assoluto il metodo più preciso).

A cosa serve?

L’elastografia viene utilizzata per diagnosticare la steatosi epatica (fegato grasso) e la fibrosi:

  • La steatosi epatica è una condizione in cui il grasso si accumula nel fegato e può essere distinta in
    • steatosi epatica non alcolica (NAFLD)
    • steatosi epatica alcolica (o steatoepatite alcolica).
  • La fibrosi epatica è un processo di riparazione del fegato in cui si accumula tessuto connettivo (cicatriziale) al posto di quello dei normali epatociti (le cellule del fegato capaci di operare le normali funzioni dell’organo); il fattore scatenante è tipicamente un danno infiammatorio cronico, che può essere non solo la steatosi epatica, ma anche ad esempio un’epatite virale.
Fibrosi epatica ed evoluzione del danno

Shutterstock/wowowG

Entrambe le condizioni sono generalmente prive di sintomi evidenti, ma se non trattate possono evolvere in lesioni più gravi e permanenti, come la cirrosi epatica, potenzialmente pericolosa per la vita.

I sintomi della cirrosi epatica e di altre forme di gravi sofferenza del fegato comprendono:

Preparazione

Non è richiesta alcuna preparazione specifica, salvo nel caso della risonanza magnetica che richiede la rimozione di eventuali gioielli e accessori in metallo prima del test.

Cosa succede durante un’elastografia?

Durante un’elastografia ecografica (Fibroscan):

  • Il paziente viene fatto sdraiare sulla schiena, con l’area addominale destra scoperta.
  • Viene applicato del gel elettroconduttore sulla pelle.
  • Il tecnico posiziona un dispositivo simile a una bacchetta (trasduttore) sulla pancia, in corrispondenza del fegato.
  • La sonda emette una serie di onde sonore dirette verso il fegato, destinate a rimbalzare e tornare indietro. Le onde di ritorno vengono registrate ed interpretate da un PC che le traduce in un’immagine visibile su un monitor a vantaggio dell’operatore (la velocità di propagazione dell’onda prodotta è maggiore nel fegato fibrotico rispetto al tessuto sano).

La procedura in sé richiede circa cinque minuti, anche considerando la preparazione e la dimissione potrebbero servire 30 minuti circa; l’esame NON è invasivo e non causa alcun dolore.

Quando si opta per una MRE (elastografia a risonanza magnetica) la procedura è molto simile, ma anziché servirsi di una piccola sonda appoggiata sull’addome il paziente viene fatto stendere su un lettino da risonanza magnetica, che verrà poi guidato all’interno dello strumento.

In questo caso la durata è un po’ superiore, ma sicurezza e comfort del paziente sono sovrapponibili al caso precedente.

Rischi, complicazioni e controindicazioni

Non esiste alcun rischio di complicazione a prescindere dall’approccio utilizzato.

L’unico aspetto negativo è che l’elastografia a risonanza magnetica potrebbe essere controindicata in soggetti claustrofobici a causa dello spazio ristretto all’interno dello scanner (possono essere valutati farmaci ansiolitici che aiutino a rilassarsi). Sempre l’approccio a risonanza è infine controindicato in caso di presenza di dispositivi metallici fissi (impiantati), come ad esempio:

  • pacemaker,
  • valvole cardiache artificiali,
  • pompe infusionali.

Il magnete utilizzato può alterare e compromettere il funzionamento di questi dispositivi e, in alcuni casi, diventare quindi pericoloso. Anche gli apparecchi ortodontici e alcuni tipi di tatuaggi potrebbero rappresentare una controindicazione all’esame.

Interpretazione dei risultati

Entrambi i tipi di elastografia misurano la rigidità del fegato. Più rigido è il fegato, maggiore è la severità della fibrosi.

Tra i più grandi vantaggi dell’esame è l’elevata riproducibilità del risultato, che consente di monitorare nel tempo la variazione della condizione.

I risultati possono variare da nessuna cicatrizzazione a cicatrizzazione epatica lieve, moderata o avanzata (cirrosi).

In caso di  rilevazione di fibrosi è indispensabile adottare immediatamente abitudini in grado di arrestare e, se possibile, invertire la progressione del danno:

In alcuni casi potrebbero essere necessari farmaci (ad esempio in caso di epatite C), mentre nei casi più estremi l’unico trattamento praticabile è il trapianto di fegato.

 

Fonti e bibliografia

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