Cosa mangiare quando si ha il vomito?

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Il vomito è un sintomo che può essere causato da molte condizioni diverse, tra cui infezioni gastrointestinali (come la gastroenterite o influenza intestinale), intossicazioni alimentari, malattie croniche, gravidanza (nausea mattutina), chemioterapia, disturbi neurologici o anche semplicemente stress.

Quando si ha il vomito, il corpo perde liquidi e sali minerali essenziali, e l’apparato digerente è irritato. In questi casi, è importante sapere quali alimenti e bevande possono essere tollerati e favorire il recupero senza peggiorare la nausea, ma si raccomanda il parere del medico per capire se sia necessario intervenire sulla causa o semplicemente attenderne la risoluzione spontanea (come nel caso del virus intestinale).

Fase iniziale: La reidratazione è la priorità

Donna che sta per vomita nel WC

Shutterstock/Tomsickova Tatyana

Il vomito può portare a disidratazione, soprattutto se è frequente o accompagnato da diarrea.

Nei primi momenti dopo un episodio di vomito, è importante concentrarsi sulla reidratazione prima di reintrodurre cibo solido, ma bere grandi quantità di liquidi tutte insieme può tuttavia peggiorare la nausea, quindi è meglio assumere piccoli sorsi a intervalli regolari.

Liquidi consigliati

  1. Acqua: Con l’acqua non si sbaglia mai, ma se i sintomi di vomito/diarrea si protraessero a lungo diventa necessario introdurre anche sali minerali, ad esempio attraverso le soluzioni reidratanti orali.
  2. Soluzioni reidratanti orali (SRO): Sono raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e contengono il giusto bilanciamento di sali minerali (sodio, potassio) e glucosio per reintegrare i liquidi persi.
  3. Brodo leggero: Un brodo vegetale o di pollo senza grassi è utile per fornire elettroliti e può essere più apprezzato rispetto all’acqua.
  4. Bevande a base di zenzero: Lo zenzero ha proprietà antiemetiche (anti-vomito) documentate in alcuni studi scientifici, seppure preliminari. Una tisana o acqua con zenzero fresco può alleviare la nausea, ma anche altre tisane possono comunque assolvere all’unico obiettivo realmente importante: prevenire la disidratazione.

Se apprezzati non ci sono controindicazioni al consumo di bevande gassate o acide (come la spremuta d’arancia).

Da evitare

Si raccomanda di evitare alcolici e caffè che, in quanto diuretici, potrebbero favorire la disidratazione.

o succhi acidi (come succo d’arancia o pomodoro), che possono irritare lo stomaco.

Cosa mangiare

In caso di vomito un breve periodo di digiuno non rappresenta un problema per la maggior parte delle persone in buona salute.

Il corpo può tollerare senza difficoltà qualche giorno con un apporto calorico limitato, concentrandosi principalmente sulla reidratazione. A questa regola generale si applicano alcune importanti eccezioni che richiedono particolare attenzione e un parere medico, ad esempio, bambini molto piccoli, donne in gravidanza, persone anziane o fragili, diabetici, o chiunque viva una condizione medica cronica che richieda un apporto nutrizionale regolare. In questi casi, l’assenza di cibo per troppo tempo può portare a complicazioni come ipoglicemia o scompensi metabolici. Se hai dubbi o se i sintomi persistono, è sempre consigliabile consultare un medico.

Quando invece ti senti pronto per mangiare qualcosa,

  • evita odori forti e altri fattori scatenanti, poiché alcuni stimoli come l’odore di cibi in cottura, profumi, fumo, ambienti poco ventilati, caldo, umidità, luci intermittenti o persino il movimento durante la guida possono provocare o aggravare nausea e vomito.
  • Inizia a mangiare cibi leggeri e facilmente digeribili, come cracker o pane tostato.
  • Una volta che riesci a tollerarli, puoi introdurre gradualmente cereali, riso, frutta e alimenti salati o ricchi di proteine e carboidrati.
  • All’inizio potrebbe essere preferibile evitare cibi grassi o speziati, che potrebbero irritare ulteriormente lo stomaco.
  • Generalmente si consiglia di attendere almeno sei ore dall’ultimo episodio di vomito prima di provare a introdurre alimenti solidi.

Una volta che il vomito sia sotto controllo e il paziente riesca a mangiare senza problemi, si dovrebbe reintrodurre gradualmente una dieta bilanciata, completa e varia, comprendendo anche grassi sani e proteine.

In conclusione, è fondamentale imparare ad ascoltare il proprio corpo e assecondare i propri desideri, senza forzarsi a mangiare se non ci si sente pronti. Se durante uno spuntino, nonostante l’iniziale appetito, sopraggiunge un senso di sazietà o disagio, non avere timore di interromperlo: il tuo organismo ti sta comunicando ciò di cui ha bisogno per recuperare al meglio.

Altri cibi raccomandati

Elenco non esaustivo:

  • Patate lesse: Soprattutto se poco condite, sono facilmente digeribili e forniscono energia.
  • Crackers o grissini: Leggeri e privi di spezie, aiutano a calmare lo stomaco.
  • Carne magra ben cotta (pollo o tacchino): Una volta che lo stomaco inizia a tollerare i carboidrati, si possono reintrodurre proteine magre in piccole quantità. Il tofu può essere un eccellente sostituto per le diete vegetariane.
  • Yogurt naturale: Può aiutare a ristabilire la flora intestinale grazie ai probiotici contenuti.

E la dieta BRAT?

La dieta BRAT è stata a lungo considerata utile perché fornisce alimenti semplici, facilmente digeribili e a basso contenuto di grassi e fibre, quindi “gentili” per uno stomaco irritato:

  • B: Banane: Forniscono potassio, utile per reintegrare i minerali persi. Sono anche facili da masticare e non irritano lo stomaco.
  • R: Riso: Il riso bollito senza condimenti è un carboidrato semplice, ben tollerato dal tratto digestivo.
  • A: Applesauce (purea di mele): Ricca di carboidrati semplici, contiene pectina, che può aiutare a lenire lo stomaco.
  • T: Toast (pane tostato): Preferibilmente bianco, senza burro o margarina, per evitare grassi che rallentano la digestione.

Benché ragionevole, gli studi più recenti e le linee guida cliniche più aggiornate sollevano alcuni dubbi sulla sua adeguatezza nutrizionale, soprattutto per quanto riguarda i periodi di recupero più lunghi. In altre parole, ad oggi è considerata eccessivamente e inutilmente restrittiva, potendo  per questa ragione addirittura ritardare il recupero del fisico.

Critiche alla dieta BRAT

  1. Inadeguatezza nutrizionale: La dieta BRAT è molto povera di proteine, grassi sani, vitamine e minerali, elementi fondamentali per il recupero, specialmente dopo episodi di vomito o diarrea che causano perdita di elettroliti e nutrienti essenziali.
  2. Possibile ritardo nella guarigione: Secondo alcune linee guida, una dieta così restrittiva potrebbe rallentare il recupero, in quanto non offre una varietà sufficiente di nutrienti per sostenere il sistema immunitario e la riparazione dei tessuti.
  3. Evidenze limitate: Non ci sono studi clinici robusti che confermino che la dieta BRAT sia superiore ad altre strategie alimentari per il recupero da vomito o disturbi gastrointestinali.
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