Papilledema (edema della papilla): cause, sintomi, pericoli e cura

Ultima modifica

Cos’è il papilledema?

La papilla ottica, o disco ottico, è il punto da cui il nervo ottico lascia l’occhio per andare a collegarsi al cervello.

Semplificazione dell'anatomia dell'occhio e della visione

iStock.com/normaals

Il termine edema in medicina indica un gonfiore a causa dell’accumulo di liquidi.

Il papilledema è quindi una condizione caratterizzata da un anomalo gonfiore della papilla, a causa dell’aumento eccessivo della pressione intracranica (pressione all’interno del cranio); tecnicamente questo termine dovrebbe essere distinto da “edema del disco”, che si riferisce invece ad una un insieme più ampio di cause di gonfiore del disco:

  • infiammazione intraoculare,
  • occlusione della vena centrale della retina,
  • neuropatia ottica compressiva,
  • neurite ottica,
  • papillopatia diabetica,
  • neuropatia ottica ischemica,
  • ipertensione maligna.

Il papilledema è ritenuto un segno di grande importanza perché tipicamente spia di condizioni gravi, come

  • tumori cerebrali,
  • infiammazione di cervello o midollo spinale (infettiva e non),
  • ipertensione intracranica idiopatica (ovvero senza causa apparente).

È preoccupante?

La prognosi del papilledema è strettamente dipendente dalla causa della malattia responsabile; un pressione intracranica cronicamente elevata può portare a lesioni permanenti delle fibre nervose, con conseguente progressiva perdita del campo visivo e dell’acuità visiva centrale.

Cause

Il papilledema si sviluppa in genere in modo bilaterale (interessando cioè entrambi gli occhi), sebbene raramente possa essere osservato in modo asimmetrico anche su un occhio solo; è una condizione relativamente poco comune, più frequente nelle donne rispetto agli uomini e solo raramente osservata in bambini e anziani.

Le cause sono sostanzialmente sovrapponibili a quelle di aumento della pressione endocranica, in genere teorizzata come proporzionale al volume totale di sangue, liquido cerebrospinale e tessuto cerebrale all’interno del cranio, che essendo fatto di ossa non può aumentare di volume: se aumenta il volume di uno dei tre componenti, qualcos’altro deve necessariamente fare spazio e questo spesso si traduce nella compressione del cervello, con comparsa di sintomi e segni quali:

  • mal di testa,
  • diminuzione del flusso sanguigno cerebrale a causa della compressione.

Tra le cause più comuni si annoverano:

  • lesione che occupa spazio, come un tumore, un ascesso o un’emorragia (ad esempio in seguito a trauma cranico, rottura di un aneurisma, …),
  • aumento del liquido cerebrospinale, ad esempio in caso di idrocefalo da infiammazione (meningite, encefalite, …),
  • aumento del volume del sangue (in caso di trombosi del seno venoso cerebrale o da ipertensione endocranica idiopatica).

Tra i fattori di rischio più comuni relativi allo sviluppo di ipertensione endocranica idiopatica sono compresi

Sintomi

Tra i sintomi che possono accompagnare il papilledema figurano:

  • riduzione e disturbi della vista
  • mal di testa (può peggiorare in specifiche posizioni, tali da determinare un aumento della pressione sulla papilla)
  • nausea e vomito (di origine centrale).

È in genere assente il dolore localizzato.

Diagnosi

La scoperta avviene in genere a seguito di esame oftalmico (esame del fondo oculare) e/o neurologico, ma in genere non è il papilledema di per sé a preoccupare maggiormente, quanto più l’ipertensione endocranica e soprattutto la causa a monte.

In questo senso possono essere utili:

  • risonanza magnetica (alla ricerca di masse endocraniche),
  • puntura lombare, che viene utilizzata per valutare
    • la pressione endocranica
    • la composizione del liquido cerebrospinale,
  • angiografia.

Cura

Il trattamento del papilledema ha lo scopo primario di affrontare la causa dell’aumento della pressione intracranica, ad esempio

  • In caso di massa (ad esempio tumore) può essere indicato un trattamento chirurgico, quando possibile.
  • La trombosi del seno venoso può richiedere una terapia anticoagulante.

Nei pazienti senza causa apparente si ricorre in genere alla somministrazione di acetazolamide  (un farmaco diuretico) e, se necessario, perdita di peso.

Misure chirurgiche specifiche (come la fenestrazione della guaina del nervo ottico) sono prese in considerazione quando si ritiene che la vista sia gravemente minacciata di lesioni permanenti.

Fonti e bibliografia

Occhio umano

Shutterstock/Piotr Krzeslak

Articoli Correlati