Schistosomiasi: cause, sintomi, pericoli e cura

Ultima modifica

Introduzione

La schistosomiasi è un’infezione causata da un verme parassita che vive nelle acque dolci delle regioni subtropicali e tropicali, tipicamente nel continente africano ed in alcune parti del Sud America, dei Caraibi, del Medio Oriente e dell’Asia. Fa parte delle cosiddette malattie tropicali neglette, ovvero infezioni tropicali particolarmente comuni in popolazioni a basso reddito. La schistosomiasi a livello mondiale è seconda solo alla malaria in termini di impatto sulla in queste aree geografiche (la schistosomiasi è causa di quasi 10.000 morti all’anno).

Diffusione Schistosomiasi

Di Percherie – Muskadia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1327307

Si viene contagiati quando la pelle viene a contatto con acqua dolce contaminata, ma inizialmente in genere non si manifesta alcun sintomo, benché il parassita possa persistere nel corpo per molti anni e causare danni ad organi quali la vescica, i reni ed il fegato.

L’infezione risponde bene alle terapie disponibili.

Trasmissione e contagio

La schistosomiasi è una malattia causata da vermi parassiti, in genere

  • Schistosoma mansoni,
  • S. haematobium
  • e S. japonicum;

meno comunemente anche le speci mekongi ed intercalatum.

Schistosoma

Shutterstock/SciePro

I vermi adulti hanno sessi separati (maschio-femmina) e misurano indicativamente 1–3 cm di lunghezza e 0,3-1,0 mm di larghezza.

L’infezione si verifica quando la pelle viene a contatto con acqua dolce contaminata da alcuni tipi di lumache che fungono da ospiti degli schistosomi, mentre per ragioni che appariranno chiare dopo aver compreso il ciclo vitale del parassita non è possibile un contagio diretto tra umani (è necessario il passaggio attraverso l’ospite intermedio, tipicamente la lumaca).

Esistono schistosomi parassiti anche di altri mammiferi (ad esempio bovini) che occasionalmente possono dare infestazione nell’uomo, ma solo raramente si dimostrano patogeni.

Ciclo vitale del parassita

Ciclo vitale della schistosomiasi

GFDL con disclaimer, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=234273

L’acqua dolce viene contaminata dalle uova di schistosoma quando soggetti umani infetti (e quindi portatori) vi urinano/defecano; le uova si schiudono e, qualora siano presenti le lumache ospiti, i possono svilupparsi e proliferare per poi lasciare l’ospite intermedio animale e tornare nell’acqua in stato larvale, dove può sopravvivere per circa 48 ore.

I parassiti dello schistosoma sono in grado di penetrare nella pelle delle persone eventualmente immerse (per guadare, nuotare, lavarsi, lavare, …).

Entro alcune settimane i parassiti maturano in vermi adulti, vivendo nei vasi sanguigni del corpo, dove le femmine sono in grado di produrre le uova, che riescono a trovare la strada di vescica/intestino per essere espulse e chiudere così il ciclo.

Sintomi

Entro pochi giorni dall’infezione possono comparire eruzione cutanea e/o prurito.

Febbre, brividi, tosse e dolori muscolari possono iniziare entro 1-2 mesi dall’infezione, fase intermedia durante la quale la maggior parte dei pazienti non manifesta alcun disturbo. Sono state segnalati anche diarrea e dolore addominale.

È importante notare che i sintomi della schistosomiasi sono causati dalla reazione dell’organismo non tanto ai parassiti, ma alle uova; quando si siano sviluppate forme adulte del verme le uova che vengono prodotte raggiungono intestino, fegato e vescica, dove scatenano fenomeni infiammatori che conducono allo sviluppo di tessuto cicatriziale.

Questi sintomi, noti come schistosomiasi acuta, spesso migliorano spontaneamente entro poche settimane, ma è comunque importante farsi curare perché il parassita può diventare causa di complicazioni gravi sul lungo periodo.

Complicazioni

Alcuni pazienti, indipendentemente dal fatto che abbiano manifestato o meno i sintomi della schistosomiasi acuta, possono sviluppare gravi complicanze nelle sedi che vengono via via colonizzate dalle uova, si parla in questo caso di schistosomiasi cronica:

Senza trattamento i vermi possono continuare a proliferare nell’organismo per anni, causando lesioni permanenti agli organi.

Diagnosi

La diagnosi avviene in genere per analisi di urina o feci ma, poiché il rilascio delle uova è intermittente, per la diagnosi di certezza è possibile che si preferisca fare ricorso ad analisi del sangue.

Per poter considerare definitivo il risultato è necessario attendere almeno 6-8 settimane dal momento del possibile contagio.

Cura

L’infestazione da Schistosoma risponde bene al trattamento con farmaci anti-elmintici, di cui la scelta elettiva è rappresentata da Praziquantel (più conosciuto in Italia per essere usato come antiparassitario intestinale nei cani). Poiché l’efficacia è massima sul parassita adulto potrebbe essere necessario ripetere il trattamento alcune settimane dopo la prima dose.

I farmaci cortisonici trovano infine applicazione nel trattamento dei sintomi della schistosomiasi acuta od in caso di lesioni a cervello e sistema nervoso in genere.

Prevenzione

Non esiste purtroppo vaccino per la schistosomiasi, quindi in caso di viaggi in aree endemiche si raccomanda di:

  • Evitare di immergersi in acque dolci potenzialmente contaminate (nuotare nell’oceano e nelle piscine clorate è invece sicuro). Anche la doccia condotta con acqua a rischio può fungere da veicolo di contagio.
  • Bere solo acqua in bottiglia (sebbene la schistosomiasi non venga trasmessa consumando acqua contaminata, qualora bocca o le labbra entrino in contatto i parassiti dispersi nel liquido è possibile contrarre l’infezione). L’eventuale preventiva bollitura è invece in grado di uccidere il parassita, non il trattamento con iodio.
  • In ragione della sopravvivenza limitata a circa 48 ore del parassita rilasciato dalla lumaca, l’acqua stoccata in serbatoi per un tempo superiore è ragionevolmente considerata sicura.
  • Sfregare vigorosamente con un asciugamano dopo un’esposizione a rischio potrebbe ridurre il rischio di penetrazione del parassita.

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati