Yersinia enterocolitica e yersiniosi: cause, sintomi e cura

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Introduzione

La yersiniosi un’infezione intestinale causata da Yersinia enterocolitica e, con frequenza nettamente inferiore, Yersinia pseudotuberculosis; allo stesso genere (Yersinia) appartiene anche Yersinia pestis, il batterio responsabile della peste.

Causa

Bistecca di maiale

Getty/Eugene Mymrin

L’infezione si trasmette per via oro-fecale, mediante il consumo di cibo o acqua contaminati, nonché mangiando carne di maiale cruda o poco cotta.

I suini sono il serbatoio più importante di Y. enterocolitica ed infatti i casi di yersiniosi nell’uomo sono generalmente conseguenti al consumo di carne di maiale cruda o poco cotta (o alla contaminazione incrociata di altri prodotti alimentari durante la manipolazione e la preparazione della carne di maiale cruda).

Sia gli animali domestici che quelli selvatici possono invece fungere da serbatoi naturali di Y. pseudotuberculosis, che tuttavia è molto più raramente causa d’infezione (in questo caso in genere legate al consumo di verdure contaminate).

In teoria è infine possibile un contagio mediante contatto interpersonale, ad esempio dimenticandosi il lavaggio delle mani dopo aver cambiato un pannolino ad un neonato infetto.

Sintomi

I sintomi dipendono dall’età del soggetto contagiato (i bambini vengono interessati molto più spesso degli adulti).

Dopo un periodo di incubazione di 4-10 giorni, si sviluppano i sintomi tipici della yersiniosi  che comprendono febbre e dolore addominale nella parte inferiore destra dell’addome.

I bambini, la cui mucosa intestinale è più delicata, possono sviluppare anche diarrea , talvolta con presenza di sangue.

I sintomi possono durare da una a tre settimane o più.

Complicazioni

Le complicanze post-infettive sono rare e possono includere

  • artrite reattiva (infiammazione delle articolazioni causata da un processo autoimmune scatenato dall’infezione intestinale): i dolori articolari di solito si sviluppano circa 1 mese dopo l’inizio dell’infezione intestinale per durare 1-6 mesi;
  • infiammazione della pelle (eritema nodoso): l’eruzione cutanea è più comune nelle donne e di solito scompare entro un mese;
  • e sepsi (infezione sistemica che si diffonde mediante il coinvolgimento del sangue).

Diagnosi

La diagnosi di certezza si ottiene mediante copro-coltura, ovvero grazie all’analisi delle feci; si tratta tuttavia di un test poco comune, non disponibile presso tutti i laboratori (ed in realtà spesso nemmeno necessario, con una diagnosi generica di tossinfezione alimentare o gastroenterite virale).

La yersiniosi entra in diagnosi differenziale con l’appendicite, che mostra una certa sovrapposizione dei sintomi (aumento della temperatura e percezione del dolore in basso a destra nell’addome); l’ECDC segnala addirittura di come talvolta emergano epidemie di yersiniosi isolate a partire da un atipico ed inspiegabile aumento di casi di appendictomie nei bambini a causa di diagnosi errate.

Cura e rimedi

In genere le infezioni da Yersinia non richiedono cure specifiche, ma beneficiano di un trattamento sintomatico (prevenzione della disidratazione in caso di diarrea, farmaci antispastici per il dolore ed eventualmente antifebbrili per la febbre).

È possibile ricorrere agli antibiotici nei casi più severi o in presenza di infezioni complicate.

Prevenzione

I batteri Yersinia sopravvivono e proliferano a basse temperature (le temperature di refrigerazione sono generalmente insufficienti per prevenirne la crescita).

Per prevenire questa ed altre tossinfezioni alimentari si consiglia di:

  1. Evitare il consumo di carne di maiale cruda o poco cotta.
  2. Consumare solo latte pastorizzato e prodotti lattiero-caseari che derivino da latte adeguatamente trattato.
  3. Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di mangiare e maneggiare il cibo; ripetere il lavaggio delle mani dopo la manipolazione di alimenti a rischio (carne di maiale, verdura, …).
  4. Prevenire una contaminazione incrociata in cucina utilizzando un tagliere per la carne cruda diverso da quello usato per altri prodotti consumati crudi (la stessa avvertenza è richiesta per coltelli ed altri strumenti).
  5. Smaltire adeguatamente le feci degli animali domestici.

Fonti e bibliografia

 

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