Notalgia parestesica: cause, sintomi e cura

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Introduzione

La notalgia parestetica è un disturbo che causa un prurito localizzato sulla schiena, da un sollo lato e più in basso rispetto alla spalla (margine mediale della scapola inferiore), di cui non si conosce la causa (si sospetta un coinvolgimento di alcuni nervi).

La condizione è stata descritta per la prima volta dal neurologo russo Michail Astwazaturow nel 1934 e di solito è di natura benigna, ma comunque in grado di impattare negativamente sulla qualità di vita del paziente colpito.

Ne sono maggiormente interessante le donne più anziane.

Sulla pelle non si osserva alcuna lesione, salvo eventuali graffi causati dal grattamento.

La diagnosi è in genere clinica, ovvero formulata attraverso l’anamnesi (raccolta di informazioni su fattori di rischio, storia clinica, …) ed osservazione della pelle e solo raramente sono necessari approfondimenti con esami di imaging.

La patologia purtroppo può durare da alcuni mesi a diversi anni e le opzioni di trattamento rimangono a tutt’oggi deludenti; i farmaci di prima scelta sono modulatori neurologici come il gabapentin, molecola che nasce come antiepilettico ma che ha trovano negli anni applicazione in varie patologie neurologiche (come ad esempio nel trattamento del dolore neuropatico).

Cause

Le possibili cause alla base dello sviluppo della notalgia parestetica rimangono in gran parte ancora poco chiare, ma la maggior parte degli autori è concorde nel ritenere che possa essere la conseguenza di una neuropatia, ovvero una qualche forma di alterazione dei nervi.

In molti puntano il dito verso ernie del disco ed altre alterazioni vertebrali, ad esempio artrosiche, in grado di esercitare effetti sul nervo toracico; chi non condivide questa spiegazione suggerisce che, se ne fosse la causa, dovrebbe manifestarsi in forma di disturbi che coinvolgono l’intera area innervata dal nervo interessato e non solo una parte, come in effetti si verifica nella notalgia parestetica.

Tra le possibili cause di tipo periferico si annoverano invece condizioni come ad esempio spasmi muscolari che potrebbero comprimere nervi cutanei, ma anche predisposizioni anatomiche in grado di indurre angolazioni anomale o più in generale

  • cause genetiche
  • disordini metabolici (come il diabete mellito di tipo II, noto per il suo effetto sui nervi periferici),
  • infezioni come l’herpes zoster (che nasce proprio lungo il decorso di un nervo).

Alcuni autori rilevano come la notalgia parestetica possa iniziare a seguito di un periodo di intenso esercizio fisico, responsabile di una conseguenza rigidità muscolare, o al contrario di inattività (o talvolta a seguito di uno specifico infortunio).

Si stima che le donne possano essere più colpite rispetto agli uomini, ma in letteratura gli studi epidemiologici sono tutti di ridotte dimensioni e quindi con conclusioni potenzialmente fuorvianti.

Sintomi

Prurito sotto-scapolare

Shutterstock/Marinesea

La notalgia parestetica è una condizione caratterizzata dalla percezione di prurito intermittente cronico (ovvero che persiste nel tempo, eventualmente intervallato da periodi di sollievo) che colpisce la porzione di schiena al di sotto della scapola.

È tipicamente una malattia unilaterale, ovvero responsabile del prurito su un solo lato della schiena, in molti casi dalla parte opposta rispetto alla mano dominante sebbene possa talvolta colpire entrambi i lati contemporaneamente.

Alcuni pazienti lamentano anche altre alterazioni della sensibilità cutanea, percepite come sensazioni di dolore, calore, freddo, presenza di un corpo estraneo, formicolio e intorpidimento.

Non è possibile individuare alcuna lesione che sia origine del prurito, mentre nel tempo potrebbero comparire

  • un colore della pelle più scuro (melanosi),
  • associato ad uno ispessimento dello strato più esterno (corneo) della cute.

Poiché è quasi impossibile resistere al prurito, è purtroppo invece molto comune osservare graffi da grattamento, talora anche piuttosto severi e profondi.

Complicazioni

Sebbene non siano pericolosi per la vita, i sintomi cutanei della notalgia parestetica possono avere un impatto molto profondo sulla qualità di vita del paziente, causando un severo e continuo disagio.

Tra le possibili complicazioni si segnalano

  • escoriazioni ed eventualmente infezione dovuta al grattamento,
  • sviluppo di lesioni causate dalla persistenza del processo infiammatorio, come

Diagnosi

La diagnosi è in genere esclusivamente clinica, basata cioè sull’osservazione del paziente (che in genere non presenta alcun segno caratteristico, se non eventualmente irritazioni e lesioni dovute al grattamento).

Le biopsie di solito non sono necessarie per fare una diagnosi, ma possono aiutare a escludere altre condizioni come dermatite da contatto, parapsoriasi a chiazze, amiloidosi cutanea precoce e tinea versicolor.

Il ricorso ad esami di imaging (radiografie, TAC e risonanza magnetica) può essere giustificato solo in pazienti con associati sintomi neurologici o muscolo-scheletrici.

Cura e rimedi

Indipendentemente dall’approccio scelto, la notalgia parestetica è una condizione che solo raramente può andare incontro ad una completa regressione, ma è comunque possibile ottenere un sufficiente controllo dei sintomi in una buona percentuale dei casi (è stato rilevato da diversi autori come la semplice spiegazione della natura benigna del disturbo consentisse un apprezzabile sollievo).

L’approccio di prima scelta consiste tipicamente nell’assunzione per via orale di gabapentin, un farmaco che nasce come antiepilettico e che tuttavia ad oggi si dimostra efficace in numerosi affezioni di tipo neuropatico.

I medicinali antistaminici, in genere l’approccio di elezione per qualsiasi forma di prurito,  purtroppo non offrono alcun sollievo significativo, ma gli effetti sedativi delle molecole di prima generazione (ad esempio idrossizina, Atarax®) possono aiutare a ridurre i graffi notturni.

Tra gli approcci topici (creme, unguenti, lozioni, …) eventualmente disponibili si annoverano

  • cortisone, solo raramente di sollievo,
  • anestetici locali, che nella migliore delle ipotesi forniscono un sollievo momentaneo (esistono anche cerotti a base di lidocaina che garantiscono un rilascio modulato e continuo nel tempo),
  • capsaicina, principio attivo estratto dal peperoncino, che potrebbe fornire sollievo immediato ma di breve durata (è molto importante evitare il contatto, anche accidentale, con gli occhi),
  • un approccio simile è quello ottenuto mediante applicazione di canfora o mentolo (che, anziché una sensazione di calore, innescano una percezione di fresco).

In letteratura si trovano resoconti di tentativi condotti con la tossina botulinica (botulino), ma anche in questo caso i risultati sono variabili e contrastanti, come nel caso del ricorso alla TENS (apparentemente più utile in pazienti che lamentino un insieme di alterazioni della percezione, non solo prurito).

Alcuni pazienti hanno infine tratto beneficio da un trattamento fisioterapico volto al rafforzamento della muscolatura coinvolta (e circostante, come i pettorali), perché in grado di modificare l’angolo con cui i nervi decorrono lungo i muscoli.

Tra gli approcci non dermatologici rientrano anche possibili tentativi da condurre con

  • manipolazione spinale,
  • collari cervicali morbidi,
  • massaggi,
  • trazione cervicale.

Fonti e bibliografia

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