Ernia del disco: sintomi, esercizi, cure ed intervento

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Introduzione

La colonna vertebrale, impropriamente chiamata spina dorsale, è un complesso di 26 ossa chiamate vertebre in grado di assolvere tre funzioni essenziali:

  • sostegno,
  • protezione (preserva il midollo spinale che decorre al suo interno),
  • motoria (consente di muovere la testa e di piegare/ruotare il corpo).

A separare le singole vertebre sono presenti dischi morbidi riempiti di una sostanza gelatinosa; su questi dischi appoggiano le vertebre, che vengono così tenute in posizione.

Anatomia semplificata della colonna vertebrale

iStock.com/medicalstocks

Con il passare degli anni i dischi possono andare incontro a rottura o degenerazione e questo causa:

  • la perdita della loro capacità di ammortizzazione
  • ed eventualmente la comparsa di mal di schiena.

Ernia del disco è il nome che viene dato a questo processo, che identifica quindi un danno al disco intervertebrale:

  • l’ernia, da un punto di vista generale, consiste nella fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene,
  • la parola disco (talvolta usata in forma di aggettivo, discale), ne specifica il tipo.

Il disco va in altre parole incontro a uno spostamento che può causare un’irritazione dei nervi vicini, con la conseguente comparsa di dolore alla schiena e sciatalgia.

Ricostruzione grafica del disco che fuoriesce dalla sua sede fisiologica

iStock.com/wildpixel

I sintomi principali con cui si manifesta l’ernia del disco sono:

  • mal di schiena (o al collo se trattasi di ernia cervicale)
  • dolore/formicolio al braccio o alla gamba (rispettivamente in caso di ernia cervicale o lombare),
  • intorpidimento o formicolio
  • debolezza.

In molti casi le ernie possono anche essere scoperte casualmente, durante esami svolti per altre ragioni, perché prive di sintomi.

La diagnosi avviene in genere attraverso una visita medica ed eventualmente esami di imaging; il trattamento, in molti casi non necessario, può prevedere:

  • riposo,
  • farmaci antinfiammatori,
  • terapia fisica,
  • talvolta chirurgia.

Che differenza c’è tra protrusione ed ernia del disco?

Si parla genericamente di discopatia quando si verifica un’alterazione dello spessore o della posizione dei dischi intervertebrali, ma in base alla modalità e alla gravità del danno possiamo distinguere due casi:

  • Protrusione discale: La protrusione è la forma più comune ed è causata dalla fuoriuscita del disco dal suo spazio naturale; il risultato è un dolore che spesso decorre lungo il nervo sciatico (nella parte posteriore della gamba), oppure lungo il nervo crurale (nella parte anteriore della coscia e a livello dell’inguine).
  • Ernia del disco (oggetto di questo articolo): Quando si verifica una rottura del disco, si assiste alla fuoriuscita del nucleo polposo contenuto, che invadendo le strutture limitrofe diventa causa di compressione delle radici nervose con conseguente comparsa di infiammazione e dolore.
Schema dei principali disturbi del disco intervertebrale

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Si può guarire spontaneamente dall’ernia del disco?

La ricerca scientifica più recente ha ampiamente dimostrato che l’ernia del disco può andare incontro a una regressione spontanea. Sebbene il frammento espulso non “rientri” meccanicamente all’interno del disco originale, il corpo umano possiede straordinarie capacità di guarigione:

  • Il materiale erniato può subire un processo di riassorbimento fisiologico (fagocitosi), mediato dal sistema immunitario, che riconosce il frammento come un corpo estraneo e lo elimina progressivamente.
  • Il frammento va incontro a disidratazione, riducendo drasticamente il suo volume e la pressione esercitata sui nervi.
  • Il miglioramento clinico avviene spesso nei primi 3-6 mesi; per questo motivo, in assenza di deficit neurologici gravi, la tendenza attuale è quella di favorire un approccio conservativo.

Cause

La spina dorsale è composta da 24 ossa chiamate vertebre (26, se consideriamo nel conteggio anche sacro e coccige), impilate l’una sull’altra.

Tra una vertebra e la successiva troviamo formazioni circolari di tessuto connettivo (cartilagine) chiamate dischi, caratterizzati da una sostanza gelatinosa interna (nucleo) e un involucro esterno più duro (anello); la loro funzione è quella di contribuire a mantenere la flessibilità necessaria a garantire la vasta gamma di movimenti possibili della schiena.

Il midollo spinale consiste in un fascio di fibre nervose che attraverso la colonna vertebrale; queste fibre nervose collegano tutte le parti del corpo al cervello e permettono la trasmissione di segnali nervosi in entrambe le direzioni (dal cervello alla periferia e viceversa).

L’ernia del disco si verifica quando l’involucro di tessuto connettivo si rompe, permettendo la fuoriuscita del nucleo.

Il disco danneggiato può esercitare pressione su tutto il midollo spinale o su una singola fibra nervosa, nel punto in cui il nervo si allontana dal midollo spinale; questo significa che l’ernia del disco può causare dolore nella zona colpita (mal di schiena) e/o nell’area del corpo controllata dal nervo che subisce la pressione del nucleo.

Non è sempre chiaro che cosa provochi la degenerazione e la rottura del disco, ma l’età è uno dei fattori più comuni; quando si invecchia i dischi iniziano a perdere il loro contenuto d’acqua (si disidratano), diventando meno flessibili e più soggetti a rottura.

Fattori di rischio

Diversi fattori vi rendono più suscettibili ad un’ernia discale:

  • Età. Le ernie del disco sono più comuni nella mezza età, soprattutto tra i 30 e i 50 anni, a causa della degenerazione legata all’invecchiamento dei dischi.
  • Ad essere colpiti sono gli uomini due volte di più rispetto alle donne.
  • Fumo. Fumare tabacco aumenta il rischio di ernia del disco, perché diminuisce i livelli di ossigeno nel sangue, privando i tessuti del corpo di nutrienti vitali e riducendo così l’elasticità del disco.
  • Peso. Il peso corporeo in eccesso è causa di stress supplementare sui dischi nella regione lombare.
  • Altezza. Essere alti aumenta il rischio di ernia del disco. Gli uomini più alti di 180 centimetri e le donne più alte di 170 centimetri sembrano avere un rischio maggiore di soffrire di un’ernia discale.
  • Occupazioni che stirano la spina dorsale. Le persone con lavori impegnativi sul piano fisico hanno un maggiore rischio di problemi alla schiena. Sollevare, tirare, spingere, flettere lateralmente e ruotare ripetutamente la schiena può aumentare il rischio di ernia discale. Lavori che richiedono una prolungata posizione seduta o lo stare in piedi nella stessa posizione possono lo stesso aumentare il rischio di ernia del disco.
  • Una posizione seduta tenuta per lunghi periodi, per esempio durante la guida.
  • Pratica del sollevamento pesi.
  • Gravi lesioni e traumi alla schiena, come ad esempio una caduta o un incidente stradale.

Sintomi

Molti soggetti affetti da ernia del disco non manifestano alcun sintomo.

Questo succede quando la parte di anello che si rompe è piccola e non causa pressione su nervi e midollo spinale.

La maggior parte dei pazienti con ernia del disco soffre invece di un dolore avvertito su un unico lato del corpo, che inizia lentamente e che peggiora nel tempo. Il dolore tende ad aggravarsi nelle situazioni in cui si esercita pressione sul nervo, per esempio tossendo, starnutendo o quando ci si siede.

Quando presenti i sintomi possono variare anche in base alla localizzazione del disco interessato:

Quanto tempo prima di guarire?

I tempi di recupero sono mediamente pari a circa 4-6 settimane, ma prima di valutare trattamenti invasivi (chirurgici) si aspettano fino a 6 mesi.

Sciatica

Il nervo sciatico è il nervo più lungo nel corpo e si compone di diversi nervi più piccoli; corre dalla parte posteriore del bacino, attraverso le natiche, per raggiungere gambe e piedi.

Collegamento tra ernia del disco e sciatica

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Nel caso di ernia discale che preme sul nervo sciatico, possono comparire i classici sintomi della sciatica (o sciatalgia), con dolore anche molto severo e formicolio a gamba, anca e/o glutei.

Altri nervi

Se disco preme su uno qualsiasi degli altri nervi che scendono lungo il midollo spinale, i sintomi possono arrivare a comprendere:

  • paralisi muscolare,
  • spasmi muscolari (contrazioni improvvise e dolorose).

Quando chiamare il medico

In caso di comparsa di un dolore invalidante alla schiena si raccomanda di chiamare il medico per una valutazione, mentre se il dolore è forte, ma gestibile, in genere si consiglia di provare a valutare per qualche giorno come va, evitando un riposo assoluto che in caso di mal di schiena è spesso controproducente.

Se il dolore aumenta quando in posizione seduta, o quando si tossisce/starnutisce, è effettivamente possibile che un disco erniato potrebbe esserne la causa.

Rivolgetevi in Pronto Soccorso nel caso in cui:

  • venga perso il controllo di vescica o intestino.
  • il dolore aumenti anziché diminuire,
  • compaiano intorpidimento o debolezza in una o entrambe le gambe.

Un’ernia del disco (o più raramente un tumore spinale) può essere causa di compressione di alcune delle radici nervose a livello della spina dorsale e questa condizione, nota come sindrome della cauda equina, è rara ma potenzialmente invalidante. Per evitare complicazioni è quindi indispensabile un intervento chirurgico d’urgenza.

Pericoli

Anche se può essere dolorosa, un’ernia discale non è in genere un’emergenza medica.

Fa eccezione la sindrome della cauda equina, una condizione rara ma grave causata dalla compressione dei nervi alla base del midollo spinale; i sintomi includono:

Si tratta di un’emergenza medica che richiede immediata assistenza ospedaliera, in quanto in assenza di trattamento i nervi di vescica e intestino possono danneggiarsi irrimediabilmente.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l’ernia del disco si basa oggi su un approccio prudente e mirato. La medicina basata sulle evidenze sottolinea che un esame strumentale immediato non è sempre necessario, a meno che non siano presenti segnali d’allarme gravi (i cosiddetti “red flags”).

Valutazione clinica e neurologica

La diagnosi inizia sempre con una raccolta dettagliata della storia clinica (anamnesi) e un esame fisico approfondito. Il medico valuterà la localizzazione del dolore, la sua modalità di insorgenza e la presenza di fattori che lo peggiorano o lo alleviano. Durante la visita, vengono eseguiti test specifici per valutare la funzionalità dei nervi:

  • Esame dei riflessi: per verificare l’integrità delle radici nervose.
  • Test della forza muscolare: per individuare eventuali deficit motori che suggeriscano una compressione nervosa significativa.
  • Test di sensibilità: per mappare aree di intorpidimento o parestesia (formicolio).
  • Manovre di provocazione: la più comune è il test di Lasègue (sollevamento della gamba tesa), che evoca dolore lungo il nervo sciatico se questo è compresso o irritato.

Imaging e diagnostica strumentale

Gli esami radiologici sono indicati se il dolore persiste oltre le 4-6 settimane nonostante la terapia conservativa, o se il sospetto clinico indica una compromissione neurologica severa. È fondamentale ricordare che molti reperti di ernia visibili nelle immagini possono essere presenti anche in persone sane senza alcun dolore.

  • Risonanza Magnetica (RM): rappresenta il gold standard per la diagnosi di ernia del disco. Fornisce immagini tridimensionali dettagliate dei tessuti molli, permettendo di vedere chiaramente il disco, le radici nervose e il midollo spinale.
  • Tomografia Computerizzata (TC): viene utilizzata principalmente quando la risonanza è controindicata o per valutare meglio le strutture ossee circostanti.
  • Elettromiografia (EMG): questo esame funzionale misura l’attività elettrica dei muscoli e dei nervi. È utile per confermare quale radice nervosa sia danneggiata e valutare la gravità del danno cronico o acuto.
  • Radiografia (RX): non permette di vedere l’ernia del disco, ma può essere utile per escludere altre cause di mal di schiena, come instabilità vertebrale o fratture.

Cura

L’obiettivo primario della terapia è il controllo del dolore, il recupero della funzionalità motoria e il ritorno alle normali attività quotidiane. Nella stragrande maggioranza dei pazienti (oltre il 90%), l’ernia del disco si risolve con trattamenti non chirurgici entro pochi mesi.

Approccio conservativo e stile di vita

Il pilastro della cura moderna è la gestione conservativa. Contrariamente a quanto si pensava in passato, il riposo a letto prolungato è oggi sconsigliato poiché può indebolire i muscoli e ritardare la guarigione.

  • Mantenersi attivi: Si raccomanda di continuare le attività quotidiane entro i limiti del dolore. Il movimento leggero favorisce l’afflusso di sangue e nutrienti ai tessuti spinali.
  • Fisioterapia: Un percorso personalizzato può includere esercizi di stabilizzazione del core (muscoli addominali e dorsali), stretching e rieducazione posturale. La terapia manuale può offrire sollievo sintomatico temporaneo.
  • Calore e freddo: L’applicazione di impacchi caldi può rilassare i muscoli contratti, mentre il ghiaccio può essere utile nelle fasi acute per ridurre l’infiammazione locale.

Terapia farmacologica

I farmaci servono a facilitare il movimento riducendo la soglia del dolore durante la fase di guarigione naturale:

  • Analgesici e FANS: Il paracetamolo e i farmaci antinfiammatori non steroidei (come ibuprofene o diclofenac) sono solitamente la prima scelta.
  • Neuromodulatori: In caso di dolore neuropatico cronico (sciatalgia persistente), possono essere prescritti farmaci specifici per il dolore nervoso (come gabapentinoidi).
  • Miorilassanti: Utili se il dolore è accompagnato da spasmi muscolari intensi.
  • Corticosteroidi: Somministrati per via orale o tramite infiltrazioni epidurali localizzate, possono ridurre drasticamente l’infiammazione intorno alla radice nervosa nei casi più resistenti.
  • Oppiacei: Riservati esclusivamente a periodi molto brevi per dolori acuti non controllabili altrimenti.

Trattamenti mini-invasivi e interventistici

Quando i farmaci tradizionali non bastano, esistono opzioni intermedie prima della chirurgia:

  • Ossigeno-ozonoterapia: Una miscela di gas iniettata vicino al disco o nei muscoli paravertebrali che sfrutta le proprietà antinfiammatorie e disidratanti dell’ozono per ridurre il volume dell’ernia.
  • Radiofrequenza: Tecniche che utilizzano il calore per “disattivare” temporaneamente i segnali di dolore provenienti dai nervi interessati.

Chirurgia

L’intervento chirurgico viene considerato solo se la terapia conservativa fallisce dopo almeno 6-12 settimane, o immediatamente in presenza di “segnali rossi” come la perdita di controllo degli sfinteri o una debolezza muscolare progressiva che impedisce il cammino.

  • Microdiscectomia: È l’intervento standard che prevede la rimozione del solo frammento di disco che preme sul nervo, preservando il resto della struttura discale.
  • Chirurgia endoscopica: Tecnica ultra-mininvasiva che permette di rimuovere l’ernia attraverso un’incisione millimetrica con tempi di recupero rapidissimi.
  • Sostituzione discale: In casi selezionati di degenerazione grave, il disco naturale può essere sostituito con una protesi artificiale.

Prevenzione

Per evitare la comparsa di mal di schiena e per la prevenzione dell’ernia del disco è consigliabile perseguire uno stile di vita attivo, praticare regolare attività fisica e sollevare oggetti pesanti in modo corretto.

Attività fisica

La pratica periodica e regolare di esercizio fisico può efficacemente rallentare il deterioramento dei dischi intervertebrali, oltre a mantenere i muscoli della schiena forti e flessibili.

È importante effettuare un corretto riscaldamento (stretching) prima e dopo l’attività sportiva e, in caso di recupero da un disturbo d’ernia, vanno evitate attività ad alto impatto come la corsa.

Peso corporeo

Un sovrappeso più o meno importante può essere causa di una pressione eccessiva sulla schiena, quindi il mantenimento del peso ideale è un aspetto importante in ottica di prevenzione dell’ernia del disco.

Sollevare pesi

È molto importante utilizzare una tecnica corretta quando si solleva un peso, che sia una borsa della spesa o un esercizio svolto in palestra.

Quando si sollevano oggetti pesanti:

  1. Valutare con attenzione l’oggetto per assicurarsi di poter gestire il peso.
  2. Piegare leggermente la schiena, le anche e le ginocchia prima di iniziare il movimento.
  3. Tenere il peso più o meno all’altezza della vita.
  4. Evitare movimenti di torsione della schiena.
  5. Mantenere la testa dritta e guardare avanti mentre si porta il peso.

Sedersi

Quando ci si siede o si guida per lungo tempo, è necessario assicurarsi che il sedile sia confortevole e in grado di sostenere correttamente la schiena; se possibile è consigliabile prendere regolari pause allungarsi e camminare.

Se il lavoro prevede l’utilizzo di un computer, assicurarsi di prendersi regolarmente piccole pause, assicurarsi che lo schermo del computer sia a livello degli occhi e direttamente di fronte al viso, in modo che non richieda posizioni anomale del capo.

La seduta deve essere comoda, con sufficiente spazio per muoversi ed evitare così di rimanere nella stessa posizione per troppo tempo.

Postura

Mantenere una corretta postura è fondamentale, camminando o stando in piedi con testa e spalle leggermente all’indietro.

Quando ci si siede alla scrivania assicurarsi che la sedia sia dell’altezza corretta, con i piedi che dovrebbero essere in grado di appoggiare comodamente sul pavimento e permettendo alle ginocchia di formare indicativamente un angolo di 90°.

Materasso

Per evitare dolori alla schiena si consiglia di dormire su un letto con un materasso che supporti adeguatamente le curve naturali della spina dorsale. È inoltre necessario utilizzare un cuscino adeguato ridurre il rischio di dolore al collo.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è l'ernia del disco?

L'ernia del disco è una patologia in cui il tessuto elastico che normalmente separa ed ammortizza le vertebre fuoriesce dalla sua sede; nel caso in cui vada a comprimere il midollo spinale e/o i nervi che vi dipartono può causare dolore ed altri sintomi.

Quando operare?

In genere si opta per la chirurgia in caso di assenza di risultati dopo 3-6 mesi di trattamento conservativo (nella maggior parte dei casi 3 mesi sono sufficienti a garantire che avvengano fenomeni di adattamento sufficienti alla scomparsa del dolore).

In assenza di dolore o altri sintomi in genere non s'interviene.

Quanto tempo è necessario per guarire dall'ernia del disco?

Nella maggior parte dei casi circa tre mesi, spesso anche prima; si attende in genere fino a 6 mesi prima di valutare l'intervento.

Come sfiammare l'ernia del disco? Cosa fare? Come curarla?

La terapia dell'ernia del disco consiste tipicamente in combinazioni variabili di tre diversi approcci:
  • esercizio fisico
  • fisioterapia
  • farmaci antinfiammatori/antidolorifici/miorilassanti.
Il riposo assoluto è controproducente.
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