Infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio: i dubbi comuni

Ultima modifica

 

Infiltrazione in un ginocchio

iStock.com/ElMiguelacho

Che cosa è un’infiltrazione?

Un’infiltrazione (iniezione articolare) consiste nell’utilizzo di un ago per iniettare un farmaco direttamente in un’articolazione, come un ginocchio; più in particolare l’iniezione potrebbe essere effettuata:

  • all’interno dell’articolazione malata (infiltrazione intrarticolare)
  • o nello spazio circostante l’articolazione (infiltrazione periarticolare).

Tra i farmaci più comunemente iniettati figurano i corticosteroidi (cortisone) e l’acido ialuronico.

Le infiltrazioni possono ridurre il dolore, l’infiammazione, il gonfiore e la rigidità, ma i benefici non sono permanenti. I miglioramenti derivanti da un’iniezione articolare di solito durano alcuni mesi prima di sfumare fino a svanire.

Aspirazione

In alcuni pazienti è possibile procedere preventivamente all’aspirazione dell’eventuale liquido in eccesso accumulato, allo scopo di offrire sollievo dal dolore e migliorare la mobilità. Il liquido derivante da un’aspirazione articolare può eventualmente poi essere esaminato da un operatore sanitario per valutarne la natura (presenza di cristalli, infezione, …).

Gli effetti collaterali delle infiltrazioni

In alcuni pazienti si verificano reazioni indesiderate locali di lieve entità come:

  • dolore all’articolazione interessata dall’infiltrazione,
  • senso di calore,
  • tumefazione in sede di iniezione,
  • eritema (rossore).

Si tratta di segni e sintomi che si auto-limitano nell’arco di 24-48 ore, nel senso che si risolvono senza trattamento e non necessariamente si ripetono ad una successiva infiltrazione.

Più raramente si osservano:

  • reazioni allergiche ai farmaci utilizzati,
  • infezioni.

Controindicazioni

Le principali controindicazioni sono date da

  • infezioni* nel sito d’iniezione (che rappresentano una controindicazione assoluta),
  • presenza di un versamento di sangue nell’articolazione (emartro),
  • problematiche della pelle come
    • eritemi,
    • pustole
    • e segni di psoriasi nella zona da infiltrare.

*Quando si sospetta un’infezione articolare è necessario effettuare una artrocentesi ed analizzarne il liquido: solo in caso di negatività dell’esame potrà essere eseguita l’infiltrazione intrarticolare.

Come avviene la procedura?

L’infiltrazione con acido ialuronico nel ginocchio è una procedura terapeutica principalmente utilizzata per il trattamento dell’osteoartrosi.

Nel corso degli anni, le tecniche di somministrazione si sono evolute per garantire maggiore precisione e sicurezza e, attualmente, la procedura ad ultrasuoni eco-guidata è considerata il gold standard per questo tipo di trattamento.

La procedura eco-guidata utilizza immagini ecografiche raccolte in tempo reale per guidare l’iniezione con estrema precisione. Ecco come si svolge tipicamente la procedura:

  1. Preparazione:
    • Il paziente viene posizionato su un lettino con il ginocchio leggermente flesso.
    • L’area intorno al ginocchio viene accuratamente disinfettata.
    • Il medico indossa guanti sterili e prepara l’attrezzatura necessaria.
  2. Scansione ecografica:
    • Un gel conduttivo viene applicato sulla pelle sopra l’articolazione del ginocchio.
    • Il medico utilizza una sonda ecografica per visualizzare l’anatomia interna del ginocchio su un monitor.
    • Questa scansione permette di identificare con precisione lo spazio articolare e eventuali strutture da evitare durante l’iniezione.
  3. Marcatura del sito di iniezione:  Basandosi sulle immagini ecografiche, il medico identifica e marca il punto ottimale per l’inserimento dell’ago (solitamente, si predilige un approccio laterale o antero-laterale per l’iniezione nel ginocchio).
  4. Anestesia locale (opzionale): In alcuni casi, può essere applicata un’anestesia locale per minimizzare il disagio durante la procedura.
  5. Inserimento dell’ago e iniezione:
    • Una siringa con ago sottile viene inserita nel punto marcato, sotto continua guida ecografica.
    • Il medico osserva in tempo reale il percorso dell’ago sullo schermo, assicurandosi che raggiunga con precisione lo spazio articolare.
    • Una volta posizionato correttamente l’ago, l’acido ialuronico viene lentamente iniettato nell’articolazione.
    • L’ecografia permette di verificare la corretta distribuzione del farmaco all’interno dell’articolazione.
  6. Conclusione della procedura:
    • La siringa viene estratta e il sito di iniezione coperto con un piccolo cerotto.
    • Il paziente viene istruito a muovere delicatamente il ginocchio per distribuire uniformemente il farmaco all’interno dell’articolazione.

Vantaggi della tecnica eco-guidata

  1. Precisione: La visualizzazione in tempo reale garantisce un posizionamento accurato dell’ago, riducendo il rischio di iniezioni extra-articolari.
  2. Sicurezza: Permette di evitare strutture sensibili come vasi sanguigni e nervi.
  3. Non invasività: Non richiede l’uso di mezzi di contrasto o esposizione a radiazioni ionizzanti.
  4. Ripetibilità: La procedura può essere ripetuta senza rischi cumulativi per il paziente.
  5. Comfort del paziente: La maggiore precisione può ridurre il disagio e il rischio di complicazioni.
  6. Efficacia del trattamento: La corretta somministrazione intraarticolare può migliorare l’efficacia terapeutica dell’acido ialuronico.

Questa tecnica eco-guidata viene utilizzata non solo per il ginocchio, ma anche per altre articolazioni come l’anca, dove la visualizzazione diretta è più difficile.

A cosa serve l’acido ialuronico?

L’acido ialuronico è una sostanza naturalmente presente nel corpo umano, dove si presta a svolgere molteplici funzioni e applicazioni.

Chimicamente è un glicosaminoglicano, dalla consistenza viscosa, oggi ampiamente utilizzato anche in campo medico ed estetico.

Con l’avanzare dell’età, la concentrazione naturale di acido ialuronico nelle articolazioni tende a diminuire e questo processo può contribuire allo sviluppo di problemi articolari come l’osteoartrosi. Le infiltrazioni di acido ialuronico mirano a ripristinare la quantità fisiologica di questa sostanza nelle articolazioni.

Funzioni nell’organismo

  1. Nelle articolazioni:
    • È un componente essenziale del liquido sinoviale.
    • Svolge una funzione lubrificante, facilitando il movimento delle articolazioni.
    • Agisce come ammortizzatore, proteggendo le articolazioni durante attività come camminare o correre.
  2. Nella pelle:
    • Mantiene l’idratazione e l’elasticità cutanea.
    • Contribuisce alla rigenerazione dei tessuti.

Applicazioni mediche ed estetiche

  • Medicina estetica:
    • Utilizzato come filler per trattare rughe e altri inestetismi cutanei.
    • Aiuta a ripristinare il volume e l’idratazione della pelle.
  • Ortopedia e reumatologia:
    • Impiegato nelle infiltrazioni articolari per il trattamento dell’osteoartrosi.
    • Usato nella viscosupplementazione per ripristinare le proprietà del liquido sinoviale.

Tipologie di preparati

Esistono diversi tipi di acido ialuronico utilizzati nelle infiltrazioni, che si differenziano principalmente per il loro peso molecolare:

  • Preparati ad alto peso molecolare:
    • Consentono di effettuare una singola infiltrazione.
    • I benefici possono durare fino a sei mesi.
  • Preparati a basso peso molecolare:
    • Possono richiedere più infiltrazioni.
    • Hanno una durata d’azione generalmente più breve.

Le infiltrazioni di acido ialuronico nel ginocchio funzionano?

Nonostante il loro frequente utilizzo nella pratica di routine e i numerosi studi che ne dimostrano l’efficacia, la rilevanza delle iniezioni intra-articolari di corticosteroidi o acido ialuronico nel trattamento dell’osteoartrite è tuttora oggetto di dibattito. Anche le linee guida internazionali sul loro utilizzo non sono sempre unanimi, in particolare per l’acido ialuronico.
Fonte: Update on corticosteroid, hyaluronic acid and platelet-rich plasma injections in the management of osteoarthritis

Le conclusioni sopra riportate dipingono bene l’attuale situazione, per certi versi paradossale:

  • da un lato si osserva un ampio e diffuso utilizzo delle infiltrazioni di acido ialuronico nella pratica medica quotidiana;
  • dall’altro, le evidenze scientifiche a supporto della loro efficacia risultano, nel migliore dei casi, limitate e non del tutto convincenti (perché spesso insignificanti dal punto di vista clinico, a fronte di una frequenza di effetti collaterali non trascurabile).

Studi e revisioni più recenti giungono

Che altre sostanze possono essere iniettate?

La terapia infiltrativa ad oggi si avvale essenzialmente di altre 3 possibili alternative:

  • Gli anestetici locali, come la lidocaina, sono impiegati esclusivamente per il loro effetto antidolorifico. La loro efficacia si basa sull’individuazione dei cosiddetti “trigger point”, zone specifiche all’interno del muscolo che, quando stimolate, scatenano il dolore.
  • I corticosteroidi, come il metilprednisolone, sono tra i farmaci più utilizzati nella terapia infiltrativa. Spesso vengono somministrati in associazione con anestetici locali come la lidocaina (ad esempio, il Lido DepoMedrol®). Questi farmaci possono essere iniettati sia all’interno dell’articolazione (via intrarticolare) sia nei tessuti circostanti (via periarticolare), dove svolgono una potente azione antinfiammatoria e antidolorifica. Sono stati per lungo tempo la scelta preferenziale per molte condizioni infiammatorie articolari, ma il rapporto rischio-beneficio non è sempre necessariamente favorevole (il sollievo a breve termine non sempre giustifica i rischi a medio-lungo termine).
  • Il Plasma Ricco di Piastrine (PRP) rappresenta una delle più recenti innovazioni nel campo delle terapie infiltrative. Questo trattamento utilizza il concentrato piastrinico del paziente stesso, ricco di fattori di crescita che dovrebbe promuovere la riparazione tissutale e modulare l’infiammazione. Nonostante il crescente interesse per il PRP, è importante notare che la sua efficacia, al momento, non è stata pienamente dimostrata.

Le infiltrazioni guariscono l’artrosi?

Essendo l’artrosi una patologia degenerativa, nessun trattamento farmacologico è in grado di riportare perfettamente allo stato integro l’articolazione malata.

Le infiltrazioni effettuate in pazienti interessati da gradi lieve e moderato di artrosi hanno il solo scopo di provare a limitare la degenerazione e soprattutto ottenere un beneficio per quanto riguarda il dolore e la funzionalità articolare.

Con le infiltrazioni si può evitare la chirurgia?

L’unico intervento risolutivo nell’artrosi severa è il ricorso all’intervento chirurgico, che consiste nella completa ricostruzione dell’articolazione mediante l’inserimento di una protesi.

L’obiettivo della terapia infiltrativa è, se non evitare, quantomeno ritardare l’intervento chirurgico.

Questo risultato si può ottenere attraverso il miglioramento delle condizioni cliniche (dolore, rigidità dell’articolazione, difficoltà nei movimenti), in particolare in quei soggetti al di sotto dei 65 anni, attivi e con un’aspettativa di vita ancora alta, per posticipare il più possibile la chirurgia: le protesi attuali, infatti, sono prodotte grazie a moderne tecnologie per quanto riguarda l’efficienza dei materiali (leghe metalliche, materiali plastici o ceramiche), ma sono caratterizzate da una durata di vita limitata di circa 15 anni, dopo i quali diventa necessario un secondo intervento di revisione. Pertanto, per evitare un’ulteriore chirurgia a distanza di tempo in soggetti anziani, è auspicabile provvedere per tempo con un ciclo infiltrativo.

Fonti e bibliografia

Si ringrazia il Dr. Tommaso Casotti, autore della della prima stesura dell’articolo

Articoli Correlati
Articoli in evidenza