Meralgia parestesica: sintomi e cura

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Introduzione

“Meralgia parestetica” è un termine complicato che indica l’intrappolamento del nervo cutaneo laterale della coscia, che innerva la pelle della coscia e parte della natica, dove è responsabile della trasmissione delle sensazioni cutanee (informazioni sensoriali, mentre è privo di funzione motoria).

Il termine deriva dal greco antico, dai termini “meros” ed “algos”, rispettivamente coscia e dolore, mentre la parestesia è condizione medica caratterizzata da un’alterata percezione della sensibilità cutanea, anche in questo caso formulata sulla base di termini greci (para, ovvero “presso, accanto, oltre” ed estesia, “sensibilità, percezione”).

Un nervo si dice intrappolato quando viene compresso dai tessuti adiacenti e questo provoca la percezione di

  • formicolio,
  • intorpidimento
  • ed eventualmente dolore bruciante

nel distretto cutaneo di cui è responsabile, in questo caso principalmente la parte esterna della coscia.

L’uso di indumenti stretti, obesità ed anche la gravidanza sono cause comuni di meralgia parestetica, che tuttavia può anche essere la conseguenza di traumi locali o patologie con complicazioni neuropatiche come il diabete.

La meralgia parestetica è una condizione tipicamente benigna e autolimitante, con frequente remissione spontanea; quando necessario, nella maggior parte dei pazienti è possibile ottenere un certo sollievo mediante misure conservative, come indossare abiti più larghi, ma nei casi non rispondenti e afflitti da dolore severo può essere necessario l’intervento chirurgico.

Cause

La condizione è causata da lesioni o fenomeni di intrappolamento del nervo cutaneo laterale della coscia e può essere distinta in

  • Spontanea: Le cause spontanee includono
    • patologie metaboliche, quali ad esempio
    • compressione meccanica, ad esempio da
      • cinture di sicurezza troppo strette,
      • cinture per i pantaloni,
      • uso indumenti attillati
      • aumento della pressione intraaddominale (obesità, gravidanza, tumori).
  • iatrogena, ovvero come complicazione di interventi chirurgici, tra cui ad esempio
    • chirurgia sostitutiva dell’anca,
    • chirurgia della colonna vertebrale,
    • riparazione inguinale laparoscopica,
    • colecistectomia laparoscopica,
    • prelievo di vene per interventi di bypass coronarico
    • chirurgia bariatrica (volta cioè al trattamento di grave obesità).

La meralgia parestetica è in genere più comune nelle donne rispetto agli uomini ed è anche più comune nei militari; si verifica spesso nella quarta o quinta decade di vita, ma può comunque colpire a qualunque età.

Gravidanza ed obesità sono fattori di rischio noti (in questo caso il confine tra fattore di rischio e causa è particolarmente sfumato), così come sindrome del tunnel carpale.

Sintomi

Il paziente affetto da meralgia parestestica in genere lamenta

  • dolore di tipo urente (come se bruciasse)
  • parestesie (formicolio ed intorpidimento)
  • ipoestesia (riduzione della sensibilità cutanea)

sulla parte laterale superiore della coscia (in genere viene colpito un’unica gamba).

 

Dolore alla coscia

Shutterstock/CHAjAMP

In genere il fastidio non cambia a seconda della posizione (seduti, in piedi, sdraiati), ma possono essere peggiorati da specifici movimenti, come camminare o alzarsi da una posizione seduta

Più raramente i sintomi sono aggravati dalla manovra di Valsalva o da altre cause di aumento della pressione intraaddominale (ad esempio gli sforzi tesi ad evacuare).

I sintomi sono puramente sensoriali poiché il nervo responsabile non contiene fibre motorie.

Diagnosi

La diagnosi di meralgia parestesica è tipicamente clinica, basata cioè su

  • anamnesi (raccolta di informazioni)
  • esame obiettivo, che può avvalersi di manovre diagnostiche che includono il test di compressione pelvica, in cui il paziente giace sul lato sano e l’esaminatore applica una pressione verso il basso sull’ileo/bacino del paziente per circa 45 secondi; il test si ritiene positivo se in grado di alleviare i sintomi.

Non sono in genere necessarie radiografie od altri esami di imaging, utili al limite per escludere altre ipotesi (ad esempio una compressione dovuta alla presenza di un tumore), mentre potrebbe essere appropriata la prescrizione di esami del sangue quando si sospetti un’origine metabolica.

Cura

La prognosi della meralgia parestesica è ottima, con un recupero completo per la gran parte dei pazienti attraverso una gestione prettamente conservativa.

Anche i casi conseguenti ad interventi chirurgici in genere migliorano entro 3 mesi dall’evento, così come la forma associata alla gravidanza che regredisce dopo il parto.

Il trattamento si concentra su alcune abitudini pratiche come

I farmaci che possono essere presi in considerazione comprendono:

  • antinfiammatori
  • capsaicina in crema
  • lidocaina in crema o cerotti (è un anestetico locale)
  • eventualmente il tacrolimus in casi selezionati.

In pazienti nei quali i sintomi persistano oltre 1-2 mesi si possono valutare medicinali antidepressivi triciclici od anticonvulsivanti come

  • gabapentin
  • fenitoina
  • carbamazepina

con l’obiettivo di ridurre il dolore neuropatico, od eventualmente l’intervento di un anestesista per un blocco nervoso mediante infiltrazione con un anestetico locale o cortisonico.

È raro che sia necessario ricorrere alla chirurgia, ma può essere presa in considerazione nei casi refrattari cronici; si procede mediante una procedura di rilascio chirurgico che consenta la decompressione del nervo interessato od una resezione dello stesso.

Fonti e bibliografia

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