Frenulo linguale corto: cause, sintomi e cura

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Introduzione

Il frenulo corto è una malformazione congenita, quindi già presente al momento della nascita, che interessa circa il 5 % dei neonati ed il 7% dei bambini in età prescolare.

Può inizialmente passare inosservato, specie se presente in forma lieve, ed essere diagnosticato solo in età adulta per la comparsa di alcuni sintomi come disturbi del sonno (ad esempio russamento o apnee notturne) oppure mal di schiena o torcicollo da cattiva postura.

È più frequente nei maschi rispetto alle femmine, con un rapporto di 2 maschi ogni femmina (2:1).

Il frenulo linguale si trova nella porzione ventrale della lingua, ossia quella parte più sottile e trasparente della lingua che possiamo osservare allo specchio, sollevandone la punta fino a toccare il palato: facendo questo giochino, il frenulo linguale ci apparirà come una pieghetta di pelle, simile ad un filo delicato.

Ma a cosa serve? Sappiamo due cose:

  • è formato da tessuto fibroso e mucoso,
  • collega la lingua al pavimento della bocca.

Alcune persone nascono con un frenulo linguale corto, più spesso, o più stretto rispetto al normale: ne consegue che la lingua sarà più o meno ancorata alla bocca e potranno sorgere difficoltà a muoverla. Quando il frenulo linguale corto è inserito nella punta della lingua, si parla di anchiloglossia o “lingua legata”.

Richiami di anatomia

Il primo abbozzo della lingua compare nell’embrione di quattro settimane ed origina da una struttura chiamata primo arco branchiale, da cui originano anche altre parti del nostro corpo quali epiglottide, tiroide, mandibola, tonsille, condotto uditivo, ghiandole sottomandibolari e sottolinguali.

La lingua è un organo mobile, ricco di vasi sanguigni e nervi, e dotata di sensibilità tattile e gustativa. Grazie alla lingua, possiamo

  • masticare,
  • deglutire,
  • parlare.

Questa mobilità è fornita dai muscoli di cui la nostra lingua è formata: se ne contano circa 17, anche se il loro numero può variare da 9 a 28, a seconda del nostro patrimonio ereditario.

Anatomicamente si distinguono 2 parti della lingua:

  • la radice, che corrisponde alla porzione più interna e posteriore della lingua, unita attraverso alcuni muscoli alla mandibola, al palato ed all’osso ioide (presente nella gola);
  • il corpo, in cui si trovano le papille gustative che ci permettono di distinguere i sapori dei cibi, suddiviso a sua volta in tre porzioni:
    • superiore (o dorso), quella che mostriamo quando facciamo una linguaccia,
    • inferiore (o ventrale),
    • punta.

Il frenulo linguale di norma si trova nella porzione inferiore (o ventrale) della lingua.

Cause

Non sono note le cause responsabili della formazione del frenulo linguale corto, ma si pensa che possa esistere una predisposizione genetica, così come probabilmente è possibile, dal momento che si tratta di un difetto congenito, che sia causato da anomalie di sviluppo embrionale che impediscono lo scollamento corretta del pavimento della bocca dalla lingua.

Classificazione

Il difetto del frenulo corto può dare disturbi della mobilità della lingua più o meno severi, a seconda di dove si trova il frenulo linguale stesso. In particolare possiamo classificare questa malformazione in 4 gradi di severità, denominati dalla lettera F e da un numero che va da 0 ad 1.

Secondo questa classificazione, intendiamo con:

  • F0: non c’è frenulo (raro),
  • F1:il frenulo è inserito alla punta della lingua,
  • F2: il frenulo è poco distante dalla punta della lingua,
  • F3: il frenulo è lontano dalla punta della lingua.

Sintomi e complicazioni

I bambini o gli adulti con frenulo linguale corto possono lamentare:

  • difficoltà
    • nel leccarsi le labbra,
    • nell’usare la lingua per rimuovere cibo fra i denti,
    • nel mangiare un cono gelato,
    • nel suonare uno strumento a fiato,
  • fastidio e sensazione di dolore sotto la lingua.

Un neonato con frenulo linguale corto avrà difficoltà nell’allattamento nel caso di bambini allattati al seno, che devono fare un uso attivo della lingua portandola verso l’alto per comprimere il capezzolo contro il palato e succhiare il latte. Nel caso di allattamento con biberon il neonato al contrario non avrà problemi ad alimentarsi perché la sua lingua viene schiacciata verso il basso dalla tettarella del biberon e per nutrirsi basta semplicemente che mandi giù il latte riversatogli direttamente in bocca.

I bambini con frenulo linguale corto possono manifestare problemi di linguaggio. La difficoltà riguarda in particolare la pronuncia di alcuni suoni che richiedono il sollevamento della lingua in su, come: t, d, n, l, z, s,r. L’errata pronuncia dei vocaboli contenenti questi suoni prende il nome di dislalia.

Il frenulo linguale corto può peggiorare la postura, in particolare è possibile notare:

  • tendenza a portare troppo in avanti la testa,
  • emergenza delle scapole,
  • anomalie della normale curvatura della colonna vertebrale,
  • piede piatto,
  • ginocchia valghe,
  • spalle non in linea.

In alcuni casi infine, possono osservarsi alcune smorfie facciali atipiche o problemi del sonno (come russamento o apnee notturne).

Diagnosi

L’approccio moderno alla diagnosi di frenulo linguale corto (anchiloglossia) si è evoluto verso una valutazione multidisciplinare che non si limita alla semplice osservazione estetica, ma pone l’accento sulla funzionalità dell’organo. Il percorso diagnostico coinvolge spesso diverse figure professionali, tra cui il pediatra, l’odontoiatra, il logopedista e, nel caso dei neonati, consulenti professionali per l’allattamento (IBCLC).

Valutazione funzionale nel neonato

Nel neonato, la diagnosi è orientata a risolvere le difficoltà di nutrimento. Il medico o lo specialista utilizzano scale di valutazione standardizzate, come il sistema di Hazelbaker o lo strumento di Bristol (BTAT), per oggettivare la gravità della condizione. L’esame include:

  • Osservazione della suzione: viene valutato come il neonato aggancia il seno o la tettarella. Segni di allarme sono lo scivolamento del capezzolo, rumori di schiocco durante la poppata e l’incapacità di mantenere il vuoto.
  • Valutazione del benessere materno: la presenza di dolore ai capezzoli persistente, ragadi o mastiti ricorrenti è un indicatore clinico fondamentale.
  • Ispezione manuale: il medico inserisce un dito guantato sotto la lingua del neonato per verificare l’elasticità del frenulo e la capacità di elevazione e lateralizzazione della lingua.

Diagnosi nel bambino e nell’adulto

Con la crescita, il sospetto di frenulo corto emerge spesso durante le visite odontoiatriche o logopediche. La diagnosi clinica si avvale di test specifici:

  • Test di elevazione: si chiede al paziente di toccare il palato con la punta della lingua a bocca spalancata. In caso di frenulo corto, la lingua assume spesso una caratteristica forma a “cuore” o “V”, poiché il centro è trattenuto verso il basso.
  • Valutazione della fonazione: il logopedista analizza l’articolazione dei fonemi lingual-alveolari (come L, R, T, D, N, S, Z).
  • Esame dell’occlusione: si verifica la presenza di malocclusione, come il morso aperto o il palato stretto e ogivale, spesso associati a una posizione linguale bassa e scorretta.
  • Analisi posturale e respiratoria: il medico valuta se il paziente presenta respirazione orale, russamento o tensioni a livello cervicale che potrebbero essere correlate alla postura linguale alterata.

Il consenso scientifico attuale sottolinea che un frenulo visivamente corto ma che permette una mobilità completa e non causa sintomi funzionali non richiede necessariamente un intervento, evidenziando l’importanza di una diagnosi personalizzata.

Cura e rimedi

Il trattamento del frenulo corto ha l’obiettivo primario di ripristinare la corretta mobilità della lingua per garantire funzioni vitali come l’alimentazione, il linguaggio e la respirazione. Le opzioni terapeutiche variano in base all’età del paziente e alla gravità dei sintomi riscontrati.

Terapia miofunzionale e logopedia

L’approccio conservativo è spesso il primo passo, specialmente nei bambini in età scolare e negli adulti. La terapia miofunzionale condotta da un logopedista esperto consiste in:

  • Esercizi di stretching: volti ad aumentare la flessibilità e l’estensione del frenulo.
  • Rieducazione della deglutizione: per correggere la spinta linguale atipica che può causare problemi ai denti.
  • Esercizi di articolazione: per migliorare la pronuncia dei suoni difficili.

Questo percorso è fondamentale anche come preparazione e riabilitazione post-chirurgica per prevenire cicatrizzazioni rigide e “insegnare” alla lingua i nuovi movimenti acquisiti.

Trattamento chirurgico

Quando la restrizione è tale da impedire le normali funzioni, si ricorre alla chirurgia. Le tecniche attuali sono mini-invasive e offrono tempi di recupero rapidi:

  • Frenulotomia: consiste nella semplice incisione del frenulo. Nei neonati viene spesso eseguita in regime ambulatoriale senza anestesia o con una lieve sedazione locale, data la scarsa innervazione della zona nei primi mesi di vita.
  • Frenulectomia: prevede la rimozione completa del frenulo. È l’approccio più comune nei bambini più grandi e negli adulti, eseguito solitamente in anestesia locale.
  • Frenuloplastica: una procedura più complessa che prevede il riposizionamento dei tessuti per guadagnare maggiore mobilità, indicata nei casi di frenulo particolarmente spesso o fibroso.

Oggi l’uso del laser (a diodi o CO2) rappresenta l’eccellenza tecnologica: riduce drasticamente il sanguinamento, minimizza il dolore post-operatorio e spesso non richiede punti di sutura, favorendo una guarigione più rapida rispetto al bisturi tradizionale.

Stile di vita e supporto post-operatorio

Il successo del trattamento dipende in larga misura dalle cure post-intervento. Nel neonato, è essenziale riprendere immediatamente l’allattamento per sfruttare il movimento naturale della lingua. Per i pazienti più grandi, è cruciale eseguire quotidianamente gli esercizi prescritti dal logopedista per evitare che i tessuti si riattacchino in una posizione restrittiva.

Un’attenzione particolare va posta anche alla postura: una lingua libera di muoversi favorisce una migliore respirazione nasale e può ridurre le tensioni muscolari a livello di collo e spalle. In caso di persistenza di difficoltà a deglutire o problemi posturali, può essere utile integrare il percorso con sedute di fisioterapia specializzata.

Fonti e bibliografia

  • Embriologia Medica di Langman di Sadler T.W. Masson.
  • Anatomia umana di Martini-Timmons-Tallitsch EdiSES.

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