Rinite vasomotoria: sintomi, cause, cura

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Introduzione

Rinite è il termine medico usato per indicare la presenza di congestione nasale, causata dall’irritazione e dall’infiammazione della mucosa; la forma più comune è quella allergica, mentre quando si parla di rinite vasomotoria (o rinite non allergica) si fa riferimento ad un gruppo di affezioni ad eziologia, patogenesi e quadro clinico molto diversi che sono caratterizzate da un denominatore comune, ovvero la risposta abnorme della mucosa nasale ad uno stimolo endogeno o esogeno.

In parole più semplici si verifica un’infiammazione cronica (cioè persistente) della mucosa nasale con conseguente ostruzione e difficoltà respiratorie; più che di riniti si parla in questi casi di rinopatie, poiché i fenomeni infiammatori si associano a fattori

  • immunologici (legati al sistema immunitario),
  • neurologici (legati al sistema nervoso centrale)
  • ed endocrinologici (legati alla produzione di ormoni).

Dal punto di vista clinico e sintomatologico questa forma di rinite è molto simile a quella allergica e si presenta soprattutto in età adulta nel sesso femminile, meno frequentemente nella prima infanzia e adolescenza.

Le cause della rinite vasomotoria non sono state chiarite, ma tra i fattori in grado di innescare o peggiorare i sintomi ricordiamo:

  • sbalzi di temperatura,
  • inalazione di sostanze irritanti (inquinanti atmosferici, fumo di tabacco),
  • traumi nasali o corpi estranei,
  • alcuni farmaci.

I sintomi della rinite vasomotoria sono:

  • sensazione di naso chiuso,
  • naso che cola (rinorrea),
  • sensazione di muco in gola,
  • prurito nasale,
  • iposmia (riduzione dell’olfatto).

Per la diagnosi sono necessari anamnesi ed esame obiettivo, procedimenti che permettono di diagnosticare con esattezza la forma di rinite e, di particolare importanza, la diagnosi differenziale con la forma allergica attraverso test specifici.

Il trattamento prevede l’utilizzo di antistaminici e corticosteroidi ad uso topico (spray). È importante evitare l’utilizzo cronico dei vasocostrittori nasali che alleviano la sintomatologia dell’ostruzione nasale e della secrezione solo temporaneamente, mentre a lungo andare provocano una rinite medicamentosa con ostruzione nasale paradossa pressoché irreversibile.

Donna che si tocca il naso a causa della congestione dovuta alla rinite vasomotoria

iStock.com/Tharakorn

Cause

Le forme di rinite vasomotoria clinicamente non si differenziano molto dalle forme allergiche, ma la sostanziale differenza consiste nella degranulazione di mastociti e basofili non IgE-mediata, e nella presenza di una notevole componente di eosinofili nel secreto nasale.

Le forme non allergiche tendono a prevalere nelle giovani donne, ed è molto rara nella prima infanzia; frequentemente può associarsi a

Queste forme sono accomunate da un’alterata reattività della mucosa nasale, che è modulata da diversi meccanismi biologici:

  • sistema ortosimpatico,
  • sistema parasimpatico,
  • recettori del trigemino che si attivano in caso di irritazione,
  • sostanze vasoattive rilasciate dai basofili e mastociti (cellule del sistema immunitario).

I sistemi ortosimpatico e parasimpatico regolano rispettivamente il flusso ematico (cioè di sangue) a livello della mucosa nasale e la sua secrezione.

  • Il primo sistema è responsabile di fenomeni di congestione nasale o decongestione nasale a livello dei turbinati nasali ricoperti da mucosa (con sensazione di naso “chiuso” o naso normalmente “aperto” secondo le varie situazioni).
  • Il parasimpatico invece agisce sulla secrezione nasale e sulla vasodilatazione.

I recettori irritativi del trigemino sono distribuiti su tutta la mucosa nasale e quando vengono stimolati da svariati agenti (endogeni o esogeni) danno origine a fenomeni vascolari ed irritativi tipici della rinite non allergica.

Infine i basofili ed i mastociti, quando attivati da stimoli specifici (di tipo allergico o non allergico) de granulano, rilasciando diverse sostanze che agiscono sempre tramite fenomeni vascolari e secretivi sulla mucosa nasale.

I sintomi caratteristici della rinite vasomotoria non allergica sono quindi conseguenza dall’interazione dei vari sistemi biologici suddetti con stimoli di vario genere che possono essere

  • esogeni:
    • termici: brusche variazioni di temperatura a livello del naso, della cute o dell’apparato digerente (come in caso di ingestione di bevande troppo fredde o calde);
    • chimici: gas (ammoniaca, formaldeide), particelle di polvere, fumo di tabacco, agenti inquinanti, cibi troppo piccanti o speziati, odori molto intensi;
    • climatici: temperatura ambientale elevata o bassa, percentuale di umidità;
    • ottici: raggi solari o flash luminosi;
    • infettivi: di natura batterica o virale;
    • meccanici: corpi estranei nel naso, traumi nasali;
    • farmacologici: uso prolungato di vasocostrittori nasali (con effetto paradosso), contraccettivi orali, antipertensivi, anticolinesterasici;
  • endogeni:
    • stimoli psichici: come in caso di forte stress emozionale;
    • endocrinologici: gravidanza, flusso mestruale;
    • stasi venosa da varie affezioni patologiche.

Sintomi

I sintomi caratteristici della rinite vasomotoria sono:

  • congestione della mucosa nasale legata alla vasodilatazione (naso chiuso),
  • senso di ostruzione nasale (particolarmente caratteristico è l’andamento “a bascula”, ossia un’ostruzione nasale alternativamente prima di una narice e poi della controlaterale con periodicità variabile),
  • rinorrea sierosa (secrezione nasale chiara), ovvero “naso che cola”,
  • serie di starnuti ripetuti in un breve lasso di tempo,
  • prurito nasale,
  • tosse secca,
  • diminuita percezione degli odori (iposmia),
  • sensazione di muco in gola, difficile da espettorare,
  • poliposi nasale (come forma evolutiva della rinite vasomotoria, legata all’infiammazione cronica della mucosa nasale).

Diagnosi

La diagnosi della rinite vasomotoria è un processo clinico che si basa principalmente sull’anamnesi dettagliata e sull’esclusione sistematica di altre patologie nasali. Poiché i sintomi sono sovrapponibili a quelli di altre forme infiammatorie, il medico deve escludere con certezza la natura allergica o infettiva del disturbo.

Anamnesi ed esame obiettivo

Il primo passo consiste nella raccolta della storia clinica del paziente. Il medico indagherà sulla persistenza dei sintomi durante l’anno, sull’eventuale esposizione a fumo, sostanze chimiche o variazioni termiche e sull’uso di farmaci. Segue l’ispezione delle cavità nasali (rinoscopia anteriore) per valutare lo stato dei turbinati, che in caso di rinite vasomotoria appaiono spesso gonfi e di colore rosso-violaceo o pallido.

Esclusione della rinite allergica

Per distinguere la rinite vasomotoria dalla forma allergica, vengono eseguiti test specifici:

  • Prick test: prove cutanee per identificare la sensibilità verso i principali allergeni ambientali (pollini, acari, derivati di animali).
  • Dosaggio delle IgE specifiche (Rast test): analisi del sangue per confermare o escludere una reazione immunitaria allergica.

Se questi test risultano negativi e non vi è una correlazione stagionale con i sintomi, la diagnosi si orienta verso la forma non allergica.

Accertamenti strumentali e citologia nasale

In casi selezionati o persistenti, il medico può richiedere approfondimenti per escludere complicanze o anomalie strutturali:

  • Endoscopia nasale: l’utilizzo di fibre ottiche sottili permette di visualizzare con precisione il distretto nasale posteriore, escludendo una deviazione del setto nasale o la presenza di polipi nasali.
  • Citologia nasale (Rinocitogramma): consiste nel prelievo di un piccolo campione di muco per analizzare al microscopio le popolazioni cellulari presenti (eosinofili, mastociti, neutrofili). Questo esame aiuta a identificare specifici sottotipi di rinite non allergica (come la NARES o la NARMA), permettendo una terapia più mirata.
  • TC dei seni paranasali: una TC può essere necessaria se si sospetta una sinusite cronica o per definire l’estensione di una poliposi.

Trattamento e rimedi

L’obiettivo principale del trattamento della rinite vasomotoria è la riduzione dell’iper-reattività della mucosa e il controllo della sintomatologia. Poiché si tratta spesso di una condizione cronica, l’approccio deve essere personalizzato in base al sintomo prevalente (naso chiuso o naso che cola).

Terapia farmacologica

I farmaci rappresentano il pilastro del trattamento, agendo sulla riduzione dell’infiammazione e della secrezione:

  • Corticosteroidi nasali: sono considerati il trattamento di prima scelta. Gli spray a base di cortisone agiscono localmente riducendo l’edema della mucosa. Richiedono un uso regolare (spesso per cicli prolungati) per mostrare la massima efficacia.
  • Antistaminici topici: spray nasali a base di antistaminici possono essere utili per ridurre il prurito e gli starnuti, mostrando un’efficacia superiore rispetto agli antistaminici assunti per via orale in questa specifica patologia.
  • Bromuro di ipratropio: è il farmaco d’elezione per i pazienti in cui il sintomo principale è la rinorrea sierosa (naso che cola abbondantemente), poiché blocca efficacemente la secrezione ghiandolare.
  • Soluzioni saline: i lavaggi nasali con soluzioni isotoniche o ipertoniche aiutano a rimuovere fisicamente i mediatori dell’infiammazione e le sostanze irritanti, migliorando l’efficacia dei farmaci spray.

Un avvertimento importante sui vasocostrittori

I decongestionanti nasali da banco (come Rinazina, Vicks Synex e simili) devono essere utilizzati esclusivamente per brevi periodi (massimo 3-5 giorni). L’uso prolungato causa un “effetto rimbalzo”: la mucosa si gonfia ulteriormente non appena svanisce l’effetto del farmaco, portando alla rinite medicamentosa, una condizione difficile da trattare che può rendere necessaria la chirurgia.

Stile di vita e prevenzione

La gestione ambientale è fondamentale per ridurre le riacutizzazioni:

  • Evitare gli stimoli irritanti: è essenziale astenersi dal fumo di tabacco (attivo e passivo) ed evitare l’esposizione a profumi intensi, solventi o inquinanti ambientali.
  • Controllo del microclima: mantenere un’adeguata umidità negli ambienti domestici (tra il 40% e il 50%) ed evitare sbalzi termici improvvisi, specialmente l’esposizione diretta ai flussi dei condizionatori d’aria.
  • Alimentazione: limitare il consumo di alcol (che causa vasodilatazione della mucosa) e cibi eccessivamente piccanti se questi scatenano i sintomi (rinite gustatoria).

Opzioni terapeutiche avanzate e chirurgia

Nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia medica, possono essere presi in considerazione approcci più invasivi:

  • Crioterapia o Radiofrequenza: procedure ambulatoriali mini-invasive che mirano a ridurre il volume dei turbinati inferiori, migliorando stabilmente il passaggio dell’aria senza danneggiare la funzione della mucosa.
  • Terapie termali: le inalazioni con acque sulfuree o salso-bromo-iodiche possono offrire sollievo in molti pazienti, grazie all’azione antinfiammatoria e mucolitica naturale.

Fonti e bibliografia

  • Manuale di Otorinolaringoiatria. A.Quaranta – R.Fiorella. Ed. McGraw-Hill srl.
  • Linee Guida ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) – Update 2024-2026.
  • Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCF).
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