Cosa sono i turbinati?
I turbinati (anche chiamati “cornetti” o “conche”) sono 3 formazioni ossee ricoperte da mucosa nasale respiratoria presenti in ognuna delle 2 fosse nasali. Si descrivono:
- turbinato superiore, che origina dall’etmoide,
- turbinato medio, che origina assieme al superiore dall’etmoide,
- turbinato inferiore, che è invece un osso indipendente.

By BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). “Medical gallery of Blausen Medical 2014“. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. – Own work, CC BY 3.0, Link
A cosa servono i turbinati?
La mucosa nasale che li riveste assolve a diverse funzioni fondamentali:
- La funzione del muco fisiologicamente prodotto permette di umidificare l’aria, qualora quell’ambiente sia troppo secca.
- La presenza delle ciglia della mucosa permette di bloccare le particelle di polvere evitandone la respirazione, in modo da purificare il più possibile l’aria inspirata.
- La cospicua vascolarizzazione della mucosa permette di riscaldare l’aria inspirata sino ad una temperatura adeguata per il suo passaggio a livello polmonare.
Riassumendo si può affermare che le funzioni dei turbinati nasali sono quelle di riscaldare, umidificare e purificare l’aria inspirata, regolandone anche il flusso in entrata verso i polomoni.
Cos’è l’ipertrofia dei turbinati?
Per ipertrofia dei turbinati s’intende una patologia caratterizzata dall’aumento di dimensioni della mucosa nasale che riveste i turbinati, le formazioni ossee presenti all’interno della cavità nasali, il cui rigonfiamento provoca ostruzione nasale con sensazione di naso chiuso.
Le principali cause che possono portare allo sviluppo di ipertrofia dei turbinati sono:
- rinite allergica, infettiva o vasomotoria,
- inquinanti atmosferici, inalazione di polveri, fumo di sigaretta,
- anomalie del sistema nervoso autonomo.
Il quadro clinico ed i sintomi più significativi che si presentano in caso di ipertrofia dei turbinati sono:
- ostruzione nasale ad una o entrambe le narici con sensazione di naso chiuso,
- rinorrea (naso che cola),
- diminuzione dell’olfatto,
- prurito nasale,
- respirazione con la bocca con secchezza delle fauci e cefalea,
La diagnosi si avvale di anamnesi ed esame obiettivo coadiuvati da alcune indagini strumentali eseguite dallo specialista otorinolaringoiatra come una rino-fibro-laringo-scopia o una manometria nasale.
Il trattamento prevede un approccio farmacologico per le forme iniziali che rispondono positivamente alla terapia medica, con l’utilizzo di farmaci:
- antibiotici ad azione locale,
- antistaminici
- e spray decongestionanti.
Nelle forme ormai consolidate di ipertrofia si rende necessario un trattamento chirurgico tradizionale o basato sull’utilizzo di tecnologie mininvasive.
Cause
In risposta a diversi fattori, la mucosa che riveste i turbinati nasali va incontro a rigonfiamento aumentando di volume. Normalmente questa condizione è solo temporanea e, terminato lo stimolo, la mucosa torna a dimensioni normali. Tuttavia in alcuni casi l’aumento di volume della mucosa dei turbinati si rende stabile nel tempo andando incontro ad una vera propria ipertrofia permanente.
Una volta instauratasi l’ipertrofia si creano modificazioni a livello degli spazi respiratori nasali, con la conseguenza che il flusso dell’aria può diventare turbolento e difficoltoso: questo si traduce clinicamente in una forma di ostruzione nasale con sensazione di naso chiuso.
Le principali cause che possono portare allo sviluppo di ipertrofia dei turbinati sono:
- Rinite, ovvero infiammazione della mucosa nasale, a suo volta può essere di tipo:
- Allergica, da polline, acari della polvere, pelo di animali come cane e gatto, muffe;
- Vasomotoria, con cui si intende una iper-reattività della mucosa nasale a stimoli teoricamente innocui, come aria fredda o calda, variazione di umidità, fumo di sigaretta, stress. In questo disturbo si viene a liberare istamina provocando modificazioni simile a quelle che si verificano in caso di rinite allergica;
- Infettiva da microrganismi di tipo batterico o virale;
- anomalie del sistema nervoso autonomo,
- inalazione di inquinanti atmosferici o fumi e vapori irritanti e tossici,
- utilizzo cronico di spray nasali vasocostrittori: se da un lato essi vengono utilizzati per “liberarsi” dalla sensazione di naso chiuso, di contro il loro abuso porta a modifiche della mucosa nasale con un’ostruzione nasale paradossa cronica (rinite medicamentosa).
Sintomi
Nelle fasi iniziali del suo decorso, l’ipertrofia dei turbinati è pressoché asintomatica e non si hanno ripercussioni degne di note sulla funzionalità respiratoria. A lungo andare tuttavia l’ipertrofia tende ad aumentare con la graduale comparsa dei tipici sintomi:
- ostruzione nasale a una od entrambe le narici con sensazione di naso chiuso,
- accentuazione dell’ostruzione soprattutto di notte con l’assunzione della posizione supina che contribuisce alla congestione dei turbinati, e aumenta il rischio anche di apnee notturne,
- rinorrea, ovvero produzione di secrezione siero-mucosa che viene liberata all’esterno con “naso che cola”,
- prurito nasale,
- starnutazione ripetuta,
- iposmia, ovvero riduzione della percezione degli odori,
- epistassi, ovvero fuoriuscita di sangue dal naso (raramente),
- alitosi (alito cattivo),
- rinolalia, ovvero voce con timbro nasale che tipicamente si manifesta in caso di naso chiuso,
- ipoacusia, riduzione dell’udito con sensazione di ovattamento,
- tendenza alla respirazione con la bocca, che a sua volta porta alla secchezza della cavità orale e allo sviluppo di cefalea (mal di testa).
A distanza di tempo è possibile che tale quadro clinico venga ulteriormente peggiorato dalla presenza di alcune complicanze come:
- sinusite cronica (infiammazione dei seni paranasali),
- faringite e tonsillite (con comparsa di mal di gola),
- russamento,
- otite media ricorrente o cronica,
- sviluppo di poliposi nasale.
Diagnosi
La diagnosi di ipertrofia dei turbinati è un processo clinico che mira non solo a confermare l’aumento di volume della mucosa, ma soprattutto a identificarne la causa scatenante per impostare una terapia mirata.
Valutazione clinica e anamnesi
Il primo passo è l’intervista clinica condotta dallo specialista otorinolaringoiatra. In questa fase si analizzano la durata dell’ostruzione (se costante o intermittente), la presenza di allergie note, l’esposizione professionale a polveri o irritanti e l’eventuale abuso di spray nasali decongestionanti da banco.
Esami strumentali
Per una valutazione oggettiva, il medico si avvale di strumenti che permettono di “vedere” all’interno delle fosse nasali e misurare la funzionalità respiratoria:
- Rinfibroscopia ottica: è l’esame d’elezione. Attraverso una sottile fibra ottica flessibile, il medico visualizza in tempo reale lo stato della mucosa, la dimensione dei turbinati inferiori e medi, e l’eventuale presenza di polipi nasali o deviazioni del setto nasale che spesso coesistono aggravando il quadro.
- Rinomanometria: questo test funzionale misura la resistenza che l’aria incontra passando attraverso il naso. Aiuta a quantificare oggettivamente il grado di ostruzione respiratoria.
- Test di decongestione nasale: consiste nell’applicazione di un farmaco vasocostrittore topico seguita da una nuova misurazione dei flussi. Se il flusso migliora significativamente, l’ostruzione è legata alla mucosa (ipertrofia); se non migliora, la causa è prevalentemente ossea o strutturale.
- Citologia nasale: l’analisi delle cellule della mucosa permette di distinguere tra forme allergiche, infettive o riniti cellulari non allergiche (come la NARES), guidando la scelta farmacologica.
Imaging e approfondimenti
La TC del massiccio facciale senza mezzo di contrasto non è un esame di routine per la semplice ipertrofia, ma diventa fondamentale se si sospetta una sinusite cronica associata o se si sta pianificando un intervento chirurgico, per mappare l’anatomia ossea complessa del paziente.
Cura e trattamenti
L’obiettivo della terapia è ripristinare una corretta respirazione nasale, riducendo l’infiammazione della mucosa e prevenendo le complicanze a carico di orecchio e gola. L’approccio è sempre graduale, partendo dalle opzioni meno invasive.
Terapia farmacologica e stile di vita
Nelle forme iniziali o stagionali, la gestione medica può essere risolutiva:
- Corticosteroidi topici: spray nasali a base di cortisonici di nuova generazione (con minimo assorbimento sistemico) che riducono l’edema della mucosa. Richiedono cicli prolungati per essere efficaci.
- Antistaminici: fondamentali se l’ipertrofia è causata da una rinite allergica.
- Lavaggi nasali: l’irrigazione quotidiana con soluzioni isotoniche o ipertoniche aiuta a rimuovere allergeni e muco in eccesso, migliorando la funzione delle ciglia vibratili.
- Educazione all’uso dei decongestionanti: è cruciale sospendere l’uso di spray vasocostrittori da banco “tradizionali”, che se usati per più di 3-5 giorni possono causare un effetto rimbalzo e peggiorare drasticamente l’ipertrofia.
Trattamenti mininvasivi in radiofrequenza
Quando i farmaci non bastano più, la tecnologia moderna permette di intervenire in regime ambulatoriale o di day-surgery senza necessità di tamponamento nasale:
- Decongestione sottomucosa con radiofrequenza o coblazione: è oggi il trattamento standard. Si inserisce un sottile manipolo all’interno del turbinato che genera calore a bassa temperatura o plasma, “asciugando” il tessuto cavernoso interno senza danneggiare la superficie della mucosa. Il turbinato si sgonfia permanentemente nel giro di alcune settimane.
- Laser-chirurgia: simile alla radiofrequenza, utilizza l’energia laser per vaporizzare parte del tessuto sottomucoso.
Questi interventi sono rapidi (15-20 minuti), solitamente indolori e permettono un ritorno immediato alle attività quotidiane.
Chirurgia tradizionale
In casi selezionati di ipertrofia severa con componente ossea importante, può essere necessaria una turbinoplastica o una turbinectomia parziale. Questi interventi, spesso eseguiti in associazione alla correzione del setto nasale (settoplastica), mirano a rimodellare la struttura ossea del turbinato per creare spazio al flusso d’aria.
Consigli pratici e prevenzione
Lo stile di vita gioca un ruolo determinante nel mantenimento dei risultati:
- Mantenere un’umidità ambientale tra il 45% e il 55%, specialmente in camera da letto durante l’inverno.
- Idratarsi correttamente per mantenere il muco fluido.
- Evitare il fumo (anche passivo), che agisce come potente irritante chimico sulle mucose nasali.
- In caso di allergia agli acari, utilizzare coprimaterassi certificati e ridurre i ricettacoli di polvere in casa.
Fonti e bibliografia
- Manuale di Otorinolaringoiatria. A.Quaranta – R.Fiorella. Ed. McGraw-Hill srl.
- Linee Guida Nazionali di riferimento per la diagnosi e cura della rinite (Consensus Italiana).
Autore
Dr. Ruggiero Dimonte
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Barletta-Andria-Trani n. 2130