Il ruolo della temperatura sul sistema cardiovascolare
Quando la temperatura esterna aumenta il nostro corpo attiva una serie di meccanismi di compensazione per disperdere il calore in eccesso e mantenere la temperatura corporea intorno ai 36,5-37 °C.
- Vasodilatazione: i vasi sanguigni si allargano per favorire la dispersione di calore (questo è sicuramente il processo più impattante).
- Disidratazione: la sudorazione intensa comporta perdita di acqua e sali minerali (sodio, potassio, cloro), riducendo il volume di sangue circolante (ipovolemia).
- Ridotta gittata venosa: con meno sangue che ritorna al cuore, la gittata cardiaca può diminuire, abbassando ulteriormente la pressione.
Nei soggetti sani l’organismo compensa questi effetti aumentando leggermente la frequenza cardiaca e stimolando la ritenzione di liquidi tramite ormoni come l’aldosterone e la vasopressina.
Cosa fare se prendi farmaci per la pressione?
Se si assumono farmaci contro la pressione alta il caldo può potenziarne l’effetto e causare un abbassamento eccessivo della pressione, con sintomi come capogiri, debolezza o svenimenti. Le raccomandazioni delle linee guida internazionali suggeriscono:
- Monitorare la pressione con più frequenza nei giorni molto caldi.
- Segnalare al medico eventuali valori insolitamente bassi o sintomi di ipotensione.
- Non sospendere mai il farmaco da soli, ma valutare con lo specialista se sia opportuno ridurre temporaneamente il dosaggio.
- Prestare attenzione alla disidratazione, in particolare se si assumono diuretici, integrando adeguatamente i liquidi.
Il medico curante può consigliare, in base al profilo clinico individuale, piccoli aggiustamenti della terapia nei periodi di caldo intenso per mantenere un buon equilibrio pressorio senza rischi.
Chi è più a rischio
Il calo pressorio dovuto al caldo può essere più marcato e problematico in alcune categorie:
- Anziani, per la ridotta capacità di termoregolazione e la frequente presenza di terapie antipertensive (vedi terzo punto).
- Persone con malattie cardiovascolari, come scompenso cardiaco o coronaropatia.
- Soggetti in terapia con diuretici, beta-bloccanti o vasodilatatori, che possono potenziare l’effetto ipotensivo del caldo.
- Chi soffre di ipotensione ortostatica, più soggetto a vertigini o svenimenti.
Pressione alta e caldo: non sempre cala

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Non tutti sperimentano un calo pressorio in estate.
In alcune persone con pressione alta, soprattutto se non ben controllata, il caldo può non abbassare la pressione in modo significativo.
In rari casi, lo stress termico può stimolare il sistema nervoso simpatico e provocare aumenti temporanei della pressione, soprattutto se si è disidratati o si compiono sforzi fisici intensi.
Come proteggersi
Per mantenere la pressione in un range sicuro durante le giornate calde, le raccomandazioni internazionali suggeriscono:
- Bere regolarmente acqua anche senza sete, aumentando l’apporto in caso di sudorazione abbondante.
- Limitare l’esposizione nelle ore più calde (11:00-17:00).
- Indossare abiti leggeri e traspiranti.
- Monitorare la pressione se si è ipertesi o si assumono farmaci che la influenzano.
- Integrare sali minerali in caso di sudorazione eccessiva, se indicato dal medico.
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