Micosi alle unghie di mani e piedi (onicomicosi): sintomi e rimedi

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Introduzione

L’onicomicosi (o micosi delle unghie) è un’infezione che colpisce una o più unghie di mani/piedi ed è causata da un fungo; in genere non è un disturbo pericoloso, ma si tratta di un problema antiestetico che può diventare difficile da curare, soprattutto quando trascurato per un lungo periodo.

Si presenta in genere come cambiamento del colore e della forma dell’unghia, che tende a anche diventare più spessa; quando il fungo si diffonde più in profondità sotto l’unghia, può causare la comparsa di macchie, ispessimento e aumento della friabilità delle unghie, che tendono a sbriciolarsi ai lati: tutti sintomi brutti a vedersi e potenzialmente dolorosi.

Può colpire sia le unghie delle mani che dei piedi, anche se è più comune nei secondi.

Gli obiettivi della terapia consistono nell’eradicazione dell’infezione e nel recupero di un aspetto normale dell’unghia, anche se purtroppo in alcuni casi si verificano danni permanenti. Sebbene non sia pericolosa per la vita, l’onicomicosi è un rilevante problema di salute sia per la significativa diffusione, sia per le ricadute che può avere sui pazienti, in termini di dolore e possibile impatto sulla vita lavorativa e sociale.

Una micosi alle unghie può essere difficile da curare ed è purtroppo associata ad alti tassi di recidiva (tende cioè a ripresentarsi), ma sono disponibili farmaci che contribuiscono a risolvere l’infezione, sia da automedicazione che dietro prescrizione medica nei casi più seri. Tendenzialmente le infezioni fungine che interessano le dita delle mani sono associate a una prognosi più favorevole rispetto alle infezioni localizzate nei piedi.

Si tratta di un disturbo molto raro in giovane età, che vede invece aumentare la diffusione con il passare degli anni.

Fotografia ravvicinata di un'unghia colpita da onicomicosi

iStock.com/abadonian

Cause

I funghi sono microrganismi normalmente presenti sul corpo umano, ma che generalmente vivono in una situazione di equilibrio e di reciproca non aggressione; si tratta di forme di vita che proliferano in ambienti caldo-umidi (pensiamo per esempio alla piscina), ma che tipicamente non sono in grado di aggredire l’organismo perché tenute a bada dal sistema immunitario.

In presenza di specifiche condizioni possono tuttavia prendere il sopravvento e causarine infezioni, per esempio penetrando in minuscoli tagli presenti sulla pelle e/o sfruttando un temporaneo calo delle difese immunitarie dell’ospite; in queste situazioni riescono a moltiplicarsi in modo incontrollato provocando così la comparsa dei classici sintomi.

In passato si pensava che fosse causata prevalentemente da dermatofiti, tuttavia ricerche più recenti hanno dimostrato che le infezioni miste e quelle causate da muffe non dermatofitiche  sono più diffuse di quanto si stimasse, specialmente nei climi più caldi.

Le micosi alle unghie si verificano con maggior frequenza nelle unghie dei piedi rispetto a quelle delle mani, perché più spesso sono confinate in un ambiente scuro, caldo e umido all’interno delle scarpe, condizioni ideali per favorire la proliferazione di infezioni micotiche.

Un altro fattore predisponente è il fatto che la circolazione sanguigna diretta verso le unghie dei piedi è minore di quella diretta verso le unghie delle mani, quindi il riconoscimento e l’eliminazione dell’infezione da parte del sistema immunitario risultano sensibilmente rallentati e meno efficaci.

L’infezione potrebbe essere in teoria trasmessa ad altre persone, serve quindi qualche cautela igienica, e può esserci rischio di auto-inoculazione soprattutto sulle unghie vicine.

Fattori di rischio

I fattori di rischio in grado di aumentare la probabilità di sviluppare un’onicomicosi sono:

  • età avanzata, a causa di
  • sesso maschile,
  • sudorazione eccessiva,
  • predisposizione familiare,
  • frequentazioni di ambienti umidi come piscine e spogliatoi (per ragioni professionali, sportive, …),
  • psoriasi (malattia della pelle),
  • utilizzo di calze e scarpe che impediscono la traspirazione e non assorbono il sudore,
  • camminare a piedi scalzi in ambienti pubblici umidi, come le piscine, le palestre, gli spogliatoi e le docce,
  • piede d’atleta (tinea pedis),
  • piccole lesioni della pelle o delle unghie, un’unghia danneggiata o un’altra infezione,
  • cattiva igiene del piede,
  • diabete,
  • problemi circolatori (come la malattia arteriosa periferica),
  • disturbi a carico del sistema immunitario (a causa di malattie come l’HIV, oppure in seguito all’uso di farmaci).

Sintomi

Una micosi alle unghie può presentarsi in modo poco chiaro nelle prime fasi dell’infezione, ma in seguito i sintomi diventano lampanti.

Onicomicosi sull'unghia dell'alluce

Shutterstock/Claudio Caridi

I sintomi più comuni dell’onicomicosi sono unghie che:

  • perdono il loro colore naturale, diventando bianche, nere, gialle o talvolta verdastre),
  • diventano più spesse,
  • perdono la loro forma naturale e diventano difficile da tagliare,
  • causano dolore e fastidio, soprattutto in caso di pressione,
  • diventano fragili e friabili, perdendo spesso interi pezzi,
  • possono staccarsi completamente dal letto ungueale (onicolisi).

Talvolta anche la pelle attorno all’unghia diventa rossa e infiammata, in alcuni casi con comparsa di prurito. Frequente è infine la comparsa di cattivo odore.

È tuttavia da notare che i sintomi sono comuni a moltissime altre malattie e, per questo motivo, gli specialisti molto spesso ricorrono a esami di approfondimento per la formulazione di una diagnosi certa e la prescrizione di farmaci specifici.

Quando chiamare il medico

Molto spesso l’infezione viene riconosciuta da una callista e/o da un’estetista, perché a un occhio esperto è sicuramente più semplice riconoscerla già durante le prime fasi, quando risulta anche più semplice da curare perché maggiormente rispondente alle terapie.

Una volta comparsa l’onicomicosi può persistere a lungo se non viene curata; andate dal medico immediatamente se notate i primi sintomi del disturbo, che in molti casi consistono in una piccola macchia biancastra o giallastra sotto la sommità dell’unghia.

Pericoli

Se trascurata, un’infezione alle unghie può diventare più difficile e lunga da curare. Anche se i pazienti altrimenti sani non sono solitamente esposti a rischi di complicazioni importanti, può causare imbarazzo in situazioni sociali e professionali e un senso di disagio nel mostrare le mani o i piedi.

In alcuni pazienti è tuttavia possibile che il dolore aumenti significativamente e che possano subentrare danni permanenti alle unghie.

Nei casi di sistema immunitario indebolito (diabete, AIDS, soggetti in terapia immunosoppressiva dopo un trapianto, leucemia, …) i pazienti corrono invece un rischio maggiore di sviluppare infezioni sistemiche (che colpiscono l’intero organismo) potenzialmente molto gravi, oppure andare incontro a sovra-infezioni batteriche (in alcuni casi pericolose, come la cellulite).

Poiché esiste il potenziale rischio di andare incontro a queste complicazioni, si raccomanda di non trascurare mai un problema ai piedi, per quanto piccolo o innocuo possa sembrare.

Diagnosi

La diagnosi di onicomicosi non deve basarsi esclusivamente sull’ispezione visiva, poiché circa il 50% delle distrofie ungueali (alterazioni dell’unghia) è causato da condizioni non fungine. Il sospetto clinico formulato dal medico deve quindi essere confermato da test specifici per garantire una terapia mirata ed evitare l’uso non necessario di farmaci antimicotici, che possono avere effetti collaterali importanti.

Esame obiettivo e anamnesi

Durante la visita, il medico esamina l’unghia per valutarne il colore, lo spessore, la friabilità e l’eventuale distacco dal letto ungueale (onicolisi). Viene inoltre indagata la presenza di piede d’atleta o di patologie sistemiche come il diabete e i disturbi circolatori.

Indagini di laboratorio

Per identificare il microrganismo responsabile, il medico procede al prelievo di una piccola quantità di materiale ungueale (detriti sottoungueali o frammenti dell’unghia). Le tecniche attualmente utilizzate includono:

  • Esame microscopico a fresco (KOH): permette di visualizzare rapidamente la presenza di ife fungine, confermando l’infezione ma senza identificare la specie esatta.
  • Esame colturale: i frammenti vengono seminati in terreni specifici per far crescere il fungo. È il metodo tradizionale per identificare la specie (dermatofiti, lieviti o muffe), ma richiede tempi lunghi (fino a 3-4 settimane).
  • Test molecolari (PCR): rappresentano lo standard tecnologico più avanzato. Attraverso l’amplificazione del DNA, permettono di identificare il patogeno in tempi brevissimi (pochi giorni) e con un’altissima precisione, anche quando l’esame colturale risulta negativo.
  • Istopatologia (colorazione PAS): in casi complessi, un frammento d’unghia può essere analizzato dal patologo per confermare la presenza del fungo all’interno della struttura ungueale.

Diagnosi differenziale

È fondamentale distinguere l’onicomicosi da altre condizioni che possono mimarne i sintomi, tra cui la psoriasi ungueale, il lichen planus, i traumatismi cronici, le dermatiti da contatto e i tumori dell’apparato ungueale.

Cura e trattamenti

La cura dell’onicomicosi ha come obiettivi l’eradicazione del fungo, la prevenzione della diffusione ad altre dita e il ripristino estetico dell’unghia. Il successo terapeutico richiede costanza, poiché le unghie dei piedi crescono lentamente e possono impiegare da 9 a 12 mesi per apparire completamente sane. Le opzioni di trattamento variano in base alla gravità dell’infezione, al numero di unghie colpite e allo stato di salute generale del paziente.

Terapia topica (locale)

I trattamenti locali sono indicati nelle forme lievi o moderate, quando è interessata solo la parte terminale dell’unghia e non la matrice (la radice).

  • Smalti e lacche medicate: contenenti principi attivi come l’amorolfina (Onilaq®, Locetar®), il ciclopirox (Batrafen®) o il tioconazolo (Trosyd®). Vengono applicati periodicamente (da una volta al giorno a una volta a settimana) per diversi mesi.
  • Dispositivi per il debridement: l’uso di creme a base di urea ad alta concentrazione (40%) può aiutare a ammorbidire e rimuovere la parte infetta dell’unghia, facilitando la penetrazione dei farmaci.

Terapia sistemica (orale)

È considerata il trattamento di scelta per le infezioni più gravi, coinvolgenti la matrice o più unghie contemporaneamente. Questi farmaci raggiungono l’unghia attraverso il sangue e si depositano nella nuova lamina in crescita.

  • Terbinafina (Lamisil®): rappresenta spesso la prima scelta per la sua elevata efficacia contro i dermatofiti. Il trattamento dura solitamente 6 settimane per le mani e 12 settimane per i piedi.
  • Itraconazolo (Sporanox®, Triasporin®): efficace contro una gamma più ampia di funghi (inclusi lieviti e muffe). Può essere somministrato in modo continuo o con “terapia a impulsi” (una settimana di assunzione seguita da tre di sospensione).

Data la potenziale tossicità epatica e le interazioni farmacologiche, le terapie orali richiedono una prescrizione medica e, talvolta, il monitoraggio periodico dei test di funzionalità del fegato tramite analisi del sangue.

Terapie fisiche e approcci innovativi

Per i pazienti che non possono assumere farmaci orali o che non rispondono alle terapie convenzionali, sono disponibili opzioni alternative:

  • Laser terapia: l’uso di laser (come il Nd:YAG) sfrutta l’energia termica per inibire la crescita fungina. È una procedura ambulatoriale indolore, spesso utilizzata in combinazione con i trattamenti topici.
  • Terapia fotodinamica (PDT): prevede l’applicazione di una sostanza fotosensibilizzante seguita dall’esposizione a una luce specifica per distruggere le cellule fungine.
  • Intervento chirurgico: la rimozione totale o parziale dell’unghia è oggi riservata a casi estremi, dolenti o recidivanti, per permettere l’applicazione diretta di farmaci sul letto ungueale esposto.

Stile di vita e gestione quotidiana

Il successo della cura dipende drasticamente dalle abitudini quotidiane. È fondamentale mantenere i piedi asciutti, poiché l’umidità favorisce la sopravvivenza dei funghi. Si raccomanda di utilizzare calze in fibre naturali (cotone o lana) che traspirano e di alternare le calzature ogni giorno per permettere loro di asciugarsi completamente.

Durante il trattamento, è bene evitare l’uso di smalti cosmetici tradizionali e unghie artificiali, che possono creare un ambiente anaerobico ideale per la proliferazione fungina. La disinfezione periodica di scarpe e strumenti per la pedicure (forbicine, lime) è essenziale per prevenire l’auto-reinfestazione.

Rimedi tradizionali e casalinghi

Alcuni rimedi naturali godono di popolarità, sebbene il loro supporto scientifico sia limitato rispetto ai farmaci convenzionali:

  • Aceto (acido acetico): pediluvi quotidiani con acqua e aceto (rapporto 2:1) possono creare un ambiente acido ostile ai funghi. Non sostituiscono la terapia medica ma possono essere un supporto igienico.
  • Vicks VapoRub®: contiene ingredienti come timolo, mentolo ed eucaliptolo con proprietà antimicrobiche. Alcune osservazioni suggeriscono una certa efficacia clinica se applicato costantemente, ma i tempi di guarigione sono molto lunghi.
  • Tea Tree Oil: noto per le sue proprietà naturali antimicotiche, può essere applicato localmente, ma la sua efficacia è generalmente inferiore ai principi attivi farmaceutici.

Prevenzione

Per aiutare a prevenire l’onicomicosi e ridurre le infezioni ricorrenti, non dimenticate le buone norme per l’igiene delle mani e dei piedi e seguite questi consigli:

  1. Tenete le unghie corte, asciutte e pulite. Tagliatele dando loro una forma quadrata e limate le zone ispessite. Asciugate accuratamente le mani e piedi, compresa la pelle tra le dita, dopo che vi siete fatti il bagno o la doccia.
  2. Indossate scarpe di buona qualità e calze di cotone, che permettano al piede di respirare e traspirare.
  3. Cambiate spesso le calze, soprattutto in caso di sudore eccessivo, e comunque almeno una volta al giorno.
  4. Se possibile, toglietevi le scarpe durante la giornata e dopo aver fatto esercizio fisico.
  5. Alternate le scarpe chiuse con quelle aperte.
  6. Non tagliate e non strappate la pelle intorno alle unghie. Se lo fate permetterete ai germi di penetrare nella pelle e sotto le unghie.
  7. Non camminate scalzi nei luoghi pubblici, indossate sempre le scarpe quando siete in piscina, nelle docce o negli spogliatoi.
  8. Scegliete un centro estetico rinomato per la manicure e la pedicure. Assicuratevi che il centro sterilizzi tutti gli strumenti (ne sarebbe conferma, per esempio, vedere estrarre gli strumenti da una busta sigillata); sarebbe addirittura preferibile portare i vostri da casa.
  9. Non usate lo smalto né le unghie finte. Potreste essere tentate di nascondere l’onicomicosi sotto uno strato di un bello smalto rosa, però questo può intrappolare l’umidità e quindi aggravare l’infezione.
  10. Lavatevi le mani dopo aver toccato un’unghia infetta. I funghi potrebbero infettare anche le altre unghie.
  11. Non condividete asciugamani e calze con altre persone.
  12. In caso di infezione da piede d’atleta provvedere immediatamente alla terapia per evitare il rischio che intacchi l’unghia.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Come si riconosce una micosi alle unghie di mano/piedi?

I sintomi più comuni dell’onicomicosi sono modifiche all'unghia colpita come ad esempio: cambiamenti del colore, aumento dello spessore, perdita della forma naturale, dolore e fastidio, aumento della fragilità e friabilità.

Chi cura l'onicomicosi?

Il medico specialista di riferimento è il dermatologo, ma per infezioni minori è possibile rivolgersi con fiducia anche al podologo.

Come curare le micosi alle unghie?

È in genere sufficiente il ricorso a prodotti topici, come smalti specifici da applicare localmente sull'unghia. Quando non fosse sufficiente lo specialista associa una terapia orale (per bocca). Solo raramente è necessario il ricorso alla chirurgia.

La candeggina uccide i funghi delle unghie?

Il razionale è corretto, la candeggina ha azione fungicida e potrebbe quindi in linea teorica funzionare, ma né la teoria né le entusiastiche testimonianze lette in rete sono sufficienti a decretare l’efficacia di un qualsivoglia rimedio. Purtroppo in letteratura non esistono evidenze di una reale efficacia clinica e ad alte concentrazioni può avere effetto irritante..

A cosa serve l'aureomicina per micosi unghia?

L'aureomicina (tetraciclina) non è comunemente utilizzata per le micosi delle unghie; in quanto antibiotico non è efficace sui funghi.

Come posso sapere se ho una micosi alle unghie e quando è necessario consultare un medico?

I sintomi di onicomicosi possono includere ingiallimento, ispessimento o distacco dell’unghia. È necessario rivolgersi a un medico, in particolare a un dermatologo, per una diagnosi accurata basata su un esame fisico e, eventualmente, su test di laboratorio.

Quali trattamenti sono disponibili per la micosi ungueale e quali sono le tempistiche per una cura efficace?

I trattamenti per la micosi delle unghie includono antimicotici topici (come smalti) e farmaci orali. I risultati possono richiedere mesi per manifestarsi, e un trattamento completo può richiedere da 3 a 12 mesi a seconda della gravità dell'infezione e della risposta del paziente al trattamento.

Cosa fare se l’unghia colpita da micosi inizia a staccarsi?

Se l'unghia si stacca, è essenziale non applicare farmaci o unguenti senza il parere di un medico. Una visita dermatologica è raccomandata per valutare la situazione e ricevere indicazioni appropriate per la cura della pelle e dell'unghia nuova che sta ricrescendo.

Possono esserci effetti collaterali significativi nell'assunzione di antimicotici per via orale, come il fluconazolo?

Sì, i farmaci antimicotici per via orale, come il fluconazolo, possono avere effetti collaterali, tra cui disturbi gastrointestinali e, in rari casi, effetti sul fegato. È importante consultare il medico su eventuali preoccupazioni e monitorare la salute durante il trattamento.
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