Cosa sono le aderenze?
Le aderenze addominali (intestinali, pelviche, …) sono zone di adesione che si formano tra i tessuti e gli organi presenti nell’addome; se normalmente tessuti e organi interni sono caratterizzati da una superficie scivolosa, che permette loro di muoversi facilmente seguendo i movimenti del corpo, con la presenza di aderenze s’incollano tra loro e viene così meno lo scorrimento delle reciproche superfici.
Di solito le aderenze non provocano sintomi né problemi, ma in alcuni pazienti possono causare dolore addominale o pelvico cronico; le aderenze inoltre sono una delle cause principali delle ostruzioni intestinali e dell’infertilità femminile.

iStock.com/elenaleonova
La cavità addominale
La cavità addominale è l’area interna del corpo compresa tra petto e anche, che contiene tra l’altro:
- la parte inferiore dell’esofago,
- stomaco,
- intestino.
L’esofago è il canale in grado di portare cibo e liquidi dalla bocca allo stomaco, da cui più lentamente verranno trasferiti verso l’intestino per terminare l’assorbimento delle sostanze nutritive, prima di espellere i residui con le feci.
La pelvi
La regione pelvica è quella parte del corpo compresa tra l’addome e gli arti inferiori; comprende tra l’altro
- vescica,
- parte terminale dell’intestino (fine del colon e retto),
- apparato riproduttore,
- nella donna l’utero, le tube, le ovaie e la vagina,
- nell’uomo la prostata, i dotti deferenti e le vescichette seminali.
Cause
La causa più frequente delle aderenze addominali sono gli interventi chirurgici:
- quasi tutti i pazienti (nell’ordine del 90% circa) che si sottopongono a un intervento nella zona addominale svilupperanno aderenze,
- ma la grande maggioranza non ne avvertirà mai alcun sintomo.
Il rischio di sviluppo di adesioni è maggiore in seguito ad interventi sulla parte bassa dell’addome e sulla zona pelvica (ad esempio gli interventi all’intestino e quelli ginecologici); con l’andare del tempo le aderenze possono ingrandirsi e indurirsi, causando problemi anche ad anni di distanza dall’operazione.
Tra le cause chirurgiche delle aderenze addominali ricordiamo:
- incisioni dei tessuti, soprattutto quelli degli organi interni,
- manipolazione degli organi interni,
- asciugamento dei tessuti e degli organi interni,
- contatto dei tessuti interni con corpi estranei, come garze, guanti chirurgici e punti di sutura,
- sangue o coaguli non perfettamente puliti durante l’intervento.
Tra le cause meno frequenti delle aderenze addominali ricordiamo l’infiammazione dovuta a cause non collegate all’intervento chirurgico; ad esempio:
- appendicite, e in particolare rottura dell’appendice,
- radioterapia,
- infezioni ginecologiche,
- infezioni addominali.
In rari casi le aderenze addominali si formano infine senza un motivo apparente.
Sintomi
Nella maggior parte dei casi le aderenze addominali sono asintomatiche.
Quando causano fastidi il sintomo più frequente è il dolore addominale o pelvico cronico, che spesso assomiglia a quello provocato da altri disturbi come l’appendicite, l’endometriosi e la diverticolite, ossia una sensazione intermittente sotto forma di fastidiosi crampi.
In altri pazienti le aderenze danno segno di sé anche attraverso un peggioramento dei sintomi del colon irritabile o in forma di dolori durante i rapporti sessuali.
Nei casi più gravi, in presenza di adesioni che causano ostruzioni importanti, possono comparire:
- crampi severi e più costanti,
- nausea e vomito,
- gonfiore addominale (distensione addominale),
- impossibilità di eliminare gas e difficoltà durante l’evacuazione,
- disidratazione.
Pericoli
Aderenze addominali e ostruzioni intestinali
Le aderenze intestinali possono spostare l’intestino e/o causare torsioni in grado di determinare un’ostruzione intestinale. L’ostruzione intestinale impedisce completamente o parzialmente il movimento degli alimenti o delle feci nell’intestino, è una situazione pericolosissima per la quale è necessario ricorrere immediatamente al medico e spesso anche all’intervento chirurgico.
Tra i sintomi dell’ostruzione intestinale ricordiamo:
- dolore o crampi addominali severi,
- vomito,
- sensazione di gonfiore o di “aria ferma” nella pancia,
- pancia che brontola,
- gonfiore addominale,
- stitichezza.
Chi soffre di questi sintomi dovrebbe rivolgersi immediatamente al medico o al Pronto Soccorso.
Aderenze e infertilità femminile
Le aderenze intestinali possono essere causa di infertilità femminile se impediscono agli ovuli fecondati di raggiungere l’utero, dove dovrebbe svilupparsi il feto. Le aderenze possono far torcere o spostare le tube (i tubicini che permettono il passaggio degli ovuli dall’ovaio, dove vengono conservati, all’utero).
Diagnosi
La diagnosi delle aderenze addominali rappresenta una sfida clinica, poiché queste strutture fibrose sono traslucide e non sempre rilevabili attraverso le metodiche di imaging standard. Il percorso diagnostico moderno si basa sull’integrazione di valutazione clinica e tecniche radiologiche avanzate.
Valutazione clinica e anamnesi
Il sospetto diagnostico nasce solitamente dalla storia clinica del paziente, con particolare attenzione a precedenti interventi chirurgici addominali o pelvici, episodi di peritonite o malattie infiammatorie croniche. Il medico valuta la localizzazione del dolore e la presenza di segni di alterata motilità intestinale.
Tecniche di imaging avanzate
Sebbene la radiografia tradizionale dell’addome sia utile principalmente per identificare complicanze come l’ostruzione intestinale (mostrando livelli idroaerei), non è in grado di visualizzare direttamente le aderenze. Per una valutazione più accurata si ricorre a:
- Ecografia dinamica (Visceral Slide): è una tecnica specialistica di ecografia che valuta come gli organi scivolano sotto la parete addominale durante la respirazione profonda o sotto pressione manuale. Un’assenza di scorrimento suggerisce la presenza di un’aderenza.
- Risonanza Magnetica Cine (Cine-MRI): questo esame permette di visualizzare il movimento dei visceri in tempo reale. È attualmente considerata una delle metodiche non invasive più promettenti per mappare le aderenze prima di un eventuale intervento.
- Tomografia Computerizzata (TC): la TC con mezzo di contrasto rimane fondamentale per escludere altre patologie e per localizzare con precisione il punto di un’eventuale occlusione intestinale.
Laparoscopia diagnostica
L’unico metodo per confermare con certezza assoluta la presenza di aderenze rimane la visualizzazione diretta. La laparoscopia esplorativa è il “gold standard”: inserendo una piccola telecamera nell’addome, il chirurgo può identificare, localizzare e spesso trattare contemporaneamente le bande fibrose.
Come curare ed eliminare le aderenze
Il trattamento delle aderenze addominali ha come obiettivi primari la risoluzione del dolore cronico, il ripristino della corretta funzionalità intestinale e, nei casi di infertilità, il recupero della capacità riproduttiva. L’approccio è multidisciplinare e varia in base alla gravità dei sintomi.
Gestione conservativa e farmacologica
Per i pazienti con sintomi lievi o moderati, si predilige un approccio non chirurgico per evitare il rischio di formare nuove aderenze. Questo include:
- Terapia del dolore: utilizzo di farmaci analgesici. In caso di dolore cronico, possono essere prescritti farmaci specifici per il dolore neuropatico.
- Fisioterapia e osteopatia viscerale: alcune tecniche di manipolazione manuale dei tessuti molli possono aiutare a migliorare la mobilità degli organi e ridurre la tensione dolorosa, sebbene l’efficacia vari da paziente a paziente.
Intervento chirurgico (Adesiolisi)
Quando le aderenze causano ostruzioni intestinali o dolore invalidante, è necessario l’intervento chirurgico di adesiolisi (recisione delle aderenze). Le opzioni includono:
- Laparoscopia: è l’approccio preferito. Grazie a piccole incisioni, riduce il trauma ai tessuti e, paradossalmente, presenta un minor rischio di indurre la formazione di nuove aderenze rispetto alla chirurgia aperta.
- Chirurgia a cielo aperto (Laparotomia): riservata ai casi di ostruzione complessa o quando la laparoscopia non è tecnicamente eseguibile.
- Utilizzo di barriere anti-aderenziali: durante l’intervento, il chirurgo può applicare gel, spray o pellicole biodegradabili tra le superfici degli organi. Queste barriere agiscono come uno scudo temporaneo, impedendo ai tessuti di incollarsi nuovamente durante la fase critica della guarigione (i primi 5-7 giorni).
Stile di vita e alimentazione
Le abitudini quotidiane giocano un ruolo cruciale nella gestione a lungo termine:
- Gestione della dieta: per prevenire occlusioni in presenza di aderenze note, è spesso consigliata una dieta a basso residuo, limitando l’apporto di fibra insolubile (pelli della frutta, semi, verdure molto fibrose) che potrebbe accumularsi nei tratti intestinali ristretti.
- Idratazione: bere acqua a sufficienza è fondamentale per mantenere le feci morbide e facilitare il transito attraverso anse intestinali eventualmente distorte.
- Attività fisica moderata: il movimento regolare, come la camminata, stimola la naturale motilità intestinale (peristalsi), riducendo il rischio di ristagno fecale e gonfiore.
Prevenzione
È molto difficile prevenire le aderenze addominali, tuttavia alcune precauzioni permettono di minimizzare il rischio.
Scegliere quando possibile interventi minimamente invasivi:
- La laparoscopia è una tecnica chirurgica che evita di praticare incisioni vistose sull’addome, l’addome viene gonfiato con un gas, mentre gli strumenti chirurgici e la videocamera vengono inseriti attraverso alcune piccole incisioni. Il gas serve per gonfiare l’addome e per aumentare lo spazio di manovra del chirurgo.
- Se invece si deve forzatamente procedere con un intervento tradizionale (a cielo aperto), alla fine dell’operazione può essere inserita dal chirurgo una sorta di pellicola tra gli organi oppure tra gli organi interni e l’incisione addominale. La pellicola, simile alla carta oleata, verrà riassorbita dall’organismo nel giro di una settimana, ma nel frattempo manterrà idratati gli organi prevenendo la formazione di aderenze.
Per diminuire il rischio di aderenze durante gli interventi chirurgici è inoltre possibile:
- usare guanti senza amido né lattice,
- maneggiare con produttività e prudenza i tessuti e gli organi,
- diminuire la durata dell’intervento,
- non permettere ai tessuti di disseccarsi, eventualmente ricorrendo ad esempio all’idratazione con soluzione salina.
Non si conoscono influenze della dieta in ottica di prevenzione, mentre in caso di ostruzione (parziale o totale) il medico suggerirà una dieta a basso tenore di fibra o, nei casi più gravi, una dieta liquida.
Fonti e bibliografia
Le domande più frequenti
Cosa sono le aderenze?
Quali sintomi causano?
Quale esame fare per vedere le aderenze addominali?
Come curare/eliminare le aderenze?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.