Cardo mariano per il fegato e altro. Benefici e controindicazioni

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Introduzione

Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia  delle Asteracee, diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e caratterizzata da un bellissimo fiore di colore viola.

Tradizionalmente la pianta è associata al benessere del fegato e della cistifellea (e vie biliari in genere), anche se in termini di letteratura scientifica le evidenze solide sono ancora estremamente limitate.

Cardo mariano

Shutterstock/Alexander Raths

A cosa serve

Gli erboristi hanno utilizzato il cardo mariano per centinaia di anni con l’obiettivo di trattare un’ampia gamma di patologie epatiche, tra cui

Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo ricorrono a questo estratto vegetale allo scopo di supportare una sana funzionalità epatica e la ricerca scientifica ha concentrato la sua attenzione in particolare su:

  • silimarina, una miscela di flavonolignani estratti dal cardo mariano
  • e la silibina.

Le ipotesi proposte relative al loro meccanismo di azione si basano su 3 possibili fronti:

  • antiossidante,
  • antinfiammatorio
  • antifibrotica.

Se in alcuni studi in vitro e nel modello animale sono emersi effetti promettenti, gli studi sull’uomo non hanno ad oggi confermato le aspettative, risultando spesso inconcludenti.

Viene spesso suggerito come trattamento per l’epatite alcolica e la conseguente cirrosi alcolica, ma gli studi scientifici mostrano anche in questo caso risultati contrastanti, soprattutto a causa di evidenti limiti nella progettazione della ricerca (modesto numero di partecipanti, differenze nel dosaggio e nella durata della terapia, …). In molti casi quindi non viene sfatato il possibile effetto positivo, ma non esistono evidenze sufficienti a supportarlo.

Paradossalmente esistono prove più solide, per quanto ancora preliminari, nel miglioramento della glicemia in pazienti diabetici.

Sono stati infine riportati risultati promettenti nello studio del cardo mariano come forma di prevenzione per alcuni tipi di cancro, ma sono necessari studi clinici randomizzati rispetto al placebo di alta qualità per dimostrare in modo più robusto sicurezza ed efficacia dell’estratto.

Integratore

Come la maggior parte degli integratori a base di estratti vegetali, anche la somministrazione di cardo mariano avviene tipicamente per via orale, ad esempio in forma di

  • capsule,
  • compresse
  • o come estratto liquido.

Principi attivi contenuti

Dagli acheni del cardo mariano (glia acheni sono i frutti secchi della pianta) si estrae la cosiddetta silimarina, una miscela di principi attivi costituita da:

  • silibina,
  • silidianina,
  • isosilibina
  • e silicristina.

Ed è la Silibinina la più studiata e considerata la più importante in termini di efficacia terapeutica.

La Silimarina è anche disponibile come farmaco (ad esempio Legalon®) e viene prescritto per il “Trattamento delle intossicazioni da alcool etilico, psicofarmaci, antiblastici, paracetamolo.”

 

Effetti collaterali

Il cardo mariano sembra essere ben tollerato alle dosi raccomandate, salvo occasionali e transitori disturbi digestivi:

e mal di testa.

Può tuttavia diventare causa di reazioni allergiche, soprattutto in pazienti sensibili ad altre Asteracee (come ambrosia, crisantemo, calendula e margherita).

Controindicazioni

È generalmente controindicato in pazienti allergici alle Asteracee per il rischio di sviluppare reazioni allergiche.

Poiché potrebbe ridurre i valori di glicemia (zucchero nel sangue) si raccomanda prudenza nei soggetti diabetici in terapia, che potrebbero in linea teorica rischiare episodi di ipoglicemia.

A scopo precauzionale si consiglia di evitarne l’assunzione in gravidanza e allattamento, nonché nei ragazzi al di sotto dei 18 anni.

Fonti e bibliografia

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