Quando la pressione è troppo bassa? Quando diventa pericolosa?

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La pressione arteriosa è considerata “troppo bassa” solo se causa sintomi.

Esistono infatti molte persone – soprattutto donne giovani, magre e in buona salute – che hanno valori naturalmente bassi senza alcun disturbo, e in questi casi non è necessario fare nulla.

Quali valori indicano pressione bassa?

I valori che potrebbe essere considerati troppo bassi prevedono:

    • Pressione sistolica (massima): inferiore a 90 mmHg
    • Pressione diastolica (minima): inferiore a 60 mmHg

Tuttavia questi numeri da soli non bastano: bisogna sempre valutare i sintomi e il contesto clinico.

Quando la pressione è “troppo” bassa?

La pressione è pericolosamente bassa quando:

  • Non garantisce un adeguato afflusso di sangue (e quindi ossigeno) agli organi vitali: cervello, cuore, reni
  • È associata a segni clinici di ipoperfusione

La presenza di sintomi da pressione bassa (stanchezza, debolezza, calo dell’appetito, senso di svenimento, …) non indicano automaticamente che la situazione sia pericolosa, mentre i segni da non sottovalutare includono:

Soglie indicative da considerare con cautela

La pressione arteriosa diventa clinicamente preoccupante quando:

  • La sistolica scende sotto i 70–80 mmHg
  • La diastolica scende sotto i 40 mmHg
  • In contesto di sintomi gravi o segni di shock (come pallore, confusione, polso filiforme, estremità fredde)

Questi valori non sono da valutare isolatamente, ma nel contesto del quadro clinico. Ad esempio una pressione di 85/50 in una ragazza sana e asintomatica non è un problema. La stessa pressione in un anziano fragile, disidratato e confuso è una condizione potenzialmente pericolosa.

Quando rivolgersi al medico o al pronto soccorso?

Ragazza svenuta a causa della pressione troppo bassa

È raccomandato un controllo medico urgente se la pressione è bassa e si accompagna a:

  • Svenimenti o perdita di coscienza
  • Stato confusionale o torpore
  • Dolore toracico o affanno
  • Segni di disidratazione grave (bocca secca, urine assenti, occhiaie, pelle fredda)
  • Debolezza estrema o incapacità di alzarsi

In questi casi potrebbe essere necessario:

  • Un monitoraggio pressorio continuo
  • Esami del sangue (elettroliti, funzione renale, emocromo)
  • Valutazione cardiaca (ECG, ecocardiogramma)
  • Reidratazione endovenosa o correzione dei sali

Conclusione

Non esiste un valore “assoluto” di pressione pericolosa, valido per tutti. La soglia dipende da quanto quella pressione è sufficiente a mantenere in funzione gli organi vitali, e questo varia da persona a persona.

L’ipotensione diventa preoccupante solo se è sintomatica o se compromette la perfusione d’organo. In presenza di sintomi gravi o persistenti, è fondamentale consultare un medico per valutare le cause e decidere il trattamento più appropriato.

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