Il vaccino antinfluenzale è uno degli strumenti più efficaci per prevenire l’influenza stagionale (australiana), proteggendo soprattutto le categorie più a rischio di complicanze.
Ma quanto dura esattamente la protezione indotta dal vaccino?
È davvero necessario un richiamo annuale?
Ciclo annuale del vaccino antinfluenzale
A differenza di molti altri vaccini, come quelli contro morbillo, rosolia o tetano, il vaccino antinfluenzale ha una durata limitata.
Il motivo principale è legato alla continua evoluzione del virus influenzale.
I virus dell’influenza mutano frequentemente, e ogni stagione influenzale può essere dominata da ceppi virali differenti rispetto alla precedente. Questo fenomeno è noto come “deriva antigenica” (antigenic drift) e rende necessario un aggiornamento annuale della composizione del vaccino per garantirne l’efficacia.
Ogni anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) analizza i ceppi influenzali circolanti e fornisce raccomandazioni su quali ceppi dovrebbero essere inclusi nel vaccino per la stagione successiva. Di solito il vaccino contiene tre o quattro ceppi virali (trivalente o quadrivalente), rappresentando quelli ritenuti più probabili per la stagione in corso.
Quanto dura il vaccino antinfluenzale?

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Una volta somministrato, il vaccino antinfluenzale inizia a stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici contro i ceppi virali presenti nel vaccino.
La protezione conferita non è immediata, servono circa 2 settimane per lo sviluppo di una quantità adeguata di anticorpi.
L’efficacia del vaccino raggiunge poi il suo apice poche settimane dopo la somministrazione e tende a diminuire gradualmente nel tempo. La letteratura scientifica suggerisce che la protezione è più elevata durante i primi 3-4 mesi dopo la vaccinazione. Dopo circa 6 mesi l’efficacia può ridursi in maniera significativa, soprattutto nelle persone anziane o con un sistema immunitario compromesso. Questo declino progressivo è una delle ragioni per cui la vaccinazione è generalmente raccomandata all’inizio della stagione influenzale, in modo da garantire una protezione adeguata durante i mesi di maggiore incidenza (in genere tra dicembre e marzo nell’emisfero settentrionale).
In particolare, nei soggetti più anziani o in quelli con un sistema immunitario più fragile, la diminuzione della protezione può essere più marcata e avvenire più rapidamente rispetto agli adulti giovani e sani.
Differenze tra gruppi di popolazione
- Anziani: Gli anziani tendono a sperimentare una risposta immunitaria meno vigorosa e la protezione può diminuire più rapidamente rispetto agli adulti più giovani. Per questa ragione, esistono vaccini con adiuvanti specifici per stimolare una risposta immunitaria più robusta in questa fascia di popolazione.
- Immunodepressi: Le persone con sistema immunitario compromesso (ad esempio, soggetti con HIV, sottoposti a chemioterapia o con malattie croniche gravi) potrebbero anche sviluppare una protezione meno duratura e meno efficace.
- Adulti sani: Nei soggetti giovani e sani, la protezione può mantenersi relativamente elevata per tutta la stagione influenzale, sebbene anche in questo caso si osservi una graduale diminuzione dell’efficacia dopo i 4-6 mesi.
Fattori che influenzano la durata della protezione
La durata della protezione offerta dal vaccino antinfluenzale non dipende solo dal tempo trascorso dalla vaccinazione, ma anche da una serie di altri fattori:
- Conformità del vaccino ai ceppi circolanti: Se i ceppi virali inclusi nel vaccino corrispondono strettamente a quelli effettivamente circolanti durante la stagione influenzale, la protezione sarà più elevata e più duratura. Al contrario, se il virus influenza significativamente o emergono nuovi ceppi, l’efficacia del vaccino può risultare ridotta.
- Condizioni di salute del soggetto: Le persone con condizioni mediche preesistenti o con un sistema immunitario compromesso tendono a produrre una risposta immunitaria meno forte e quindi la protezione può svanire più rapidamente rispetto alle persone sane.
- Tipo di vaccino: Esistono diversi tipi di vaccini antinfluenzali; alcuni vaccini, come quelli adiuvati, sono progettati per offrire una protezione più duratura e robusta, soprattutto nelle popolazioni vulnerabili come gli anziani.
Per approfondire
- Influenza stagionale
- Domande frequenti sul vaccino antinfluenzale
- Chi NON deve fare il vaccino antinfluenzale?
- Quando si deve fare il vaccino antinfluenzale?
- Come si somministra il vaccino antinfluenzale? Quando farlo?
- Si può fare il vaccino antinfluenzale con il raffreddore?
- Il vaccino antinfluenzale può dare effetti collaterali?
- Vaccino antinfluenzale: dopo quanto fa effetto?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.