8 potenti cibi antinfiammatori da mangiare ogni volta che vuoi

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L’infiammazione cronica è alla base di numerose malattie, tra cui quelle cardiovascolari, neurodegenerative, autoimmuni e persino alcune forme di cancro.

Esistono però cibi che, se consumati regolarmente, aiutano l’organismo a tenere sotto controllo i processi infiammatori in modo naturale e sicuro. Ecco 8 esempi da portare regolarmente sulla tua tavola.

(Clicca sul link di ciascun alimento per approfondire)

Olio extravergine di oliva

Ragazza tiene in mano un cucchiaio d'olio.

L’olio extravergine di oliva (EVO) contiene oleocantale, una molecola con proprietà simili a quelle dell’ibuprofene (farmaco antinfiammatorio), in grado di inibire enzimi pro-infiammatori come COX-1 e COX-2.

Oltre a questo, l’EVO apporta oltre 30 composti fenolici con effetto antiossidante e immunomodulante.

Studi epidemiologici e interventistici dimostrano che un consumo regolare è associato a livelli più bassi di infiammazione sistemica.

Verdure a foglia verde

Rucola

Shutterstock/2519207107

Spinaci, cavolo riccio, bietole e rucola forniscono una combinazione di vitamina C, vitamina E e carotenoidi, che agiscono contro lo stress ossidativo.

Alcuni studi suggeriscono che questi ortaggi inibiscano la produzione di citochine pro-infiammatorie. Un elevato consumo di verdure a foglia è associato a livelli più bassi di proteina C reattiva, un marker chiave dell’infiammazione sistemica.

Pomodori

I pomodori sono una delle principali fonti alimentari di licopene, un antiossidante liposolubile che protegge le cellule dai danni ossidativi. Il licopene, insieme ad altri composti bioattivi presenti nel pomodoro come flavonoidi e oxilipine, modula direttamente l’attività di cellule immunitarie pro-infiammatorie. L’assorbimento del licopene migliora con la cottura e l’aggiunta di un grasso (come l’olio d’oliva).

Legumi

Fagioli, ceci, lenticchie e piselli sono ricchi di fibre solubili, polifenoli e proteine vegetali.

Le fibre alimentari migliorano la salute del microbiota intestinale, contribuendo a prevenire la traslocazione di endotossine e l’attivazione immunitaria sistemica. Alcuni studi collegano diete ricche in legumi a una significativa riduzione di CRP e IL-6. Sono un alimento cardine nelle diete anti-infiammatorie, come la dieta mediterranea.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi, more e fragole sono ricchi di antocianine, pigmenti vegetali con potente attività antiossidante e antinfiammatoria.

L’assunzione regolare di frutti di bosco è stata associata a una riduzione significativa della CRP, dell’IL-6 e del TNF-alfa in studi su popolazioni sane e con patologie croniche.

Sono anche un’ottima fonte di fibra fermentabile utile per il microbiota intestinale.

Frutta secca

Mandorle, noci e nocciole contengono grassi insaturi, vitamina E e polifenoli.

Le noci, in particolare, sono una delle poche fonti vegetali significative di omega-3. Una meta-analisi ha mostrato che il consumo regolare di frutta secca riduce i livelli di ICAM-1, molecola coinvolta nell’infiammazione dell’endotelio vascolare. I benefici si osservano soprattutto con un consumo costante e a lungo termine.

Pesce grasso

Trancio di salmone crudo

Shutterstock/guy42

Salmone, sgombro, sardine e tonno sono ricchi di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA), noti per la loro capacità di ridurre i mediatori infiammatori come citochine e prostaglandine. Gli omega-3 non solo contrastano l’insorgenza dell’infiammazione, ma ne favoriscono anche la risoluzione, attivando percorsi endogeni di riparazione tissutale.

Curcuma

Curcuma, olio d'oliva in bottiglia di vetro ed altre spezie

iStock.com/karandaev

La curcuma è una spezia di origine asiatica il cui principio attivo più studiato è la curcumina.

Numerosi studi clinici randomizzati e meta-analisi hanno dimostrato che la curcumina riduce in modo significativo marker infiammatori come la proteina C reattiva (CRP), interleuchina-6 (IL-6) e TNF-alfa. La curcumina agisce su più vie biochimiche coinvolte nell’infiammazione, risultando efficace anche in contesti clinici complessi come l’artrite reumatoide o la sindrome metabolica.

L’assorbimento della curcumina migliora se assunta con una fonte di grassi e pepe nero.

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