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Far passare il raffreddore velocemente

Se cerchi uno o più rimedi utili a far passare velocemente il raffreddore temo rimarrai delusa, perché si tratta di un’infezione virale e, come tale, non disponiamo di farmaci in grado di accelerarne significativamente il decorso.

È vero, in alcuni casi ad esempio lo zinco potrebbe influire, ma una volta contestualizzato correttamente il suo impatto è decisamente inferiore a quanto si potrebbe sperare e basato comunque su evidenze lontano dal poter essere definite indiscutibili. I farmaci propriamente detti sono certamente utili per i sintomi, ma se osserviamo la loro influenza sulla durata dei disturbi le notizie sono tutt’altro che positive.

Prima di passare in rassegna i principali rimedi disponibili permettimi di aggiungere che la stesura di questo articolo è frutto di un’analisi quasi interamente evidence-based, in altre parole mi sono chiesto: “Lasciando da parte tutto ciò che è consuetudine e claim commerciali, di cosa abbiamo reali prove scientifiche di efficacia?”. Ovviamente questo nulla toglie alla dignità dei rimedi della nonna, che possono scaldare il cuore ed esercitare ad esempio un effetto placebo anche rilevante, mentre se pensiamo ai medicinali è invece più importante, anzi fondamentale, soppesare i benefici tangibili ed i rischi altrettanto reali, ma troppo spesso sottovalutati.

Per perseguire questo obiettivo ho cercato studi e risorse più ragionate e strutturate prodotte da importanti società scientifiche, come ad esempio la MayoClinic e la Cochrane Collaborarion, che mi aiutassero a mettere ordine nel mare magnum dei rimedi per questa fastidiosa malattia da raffreddamento.

Donna con raffreddore

Getty/Paul Bradbury

Farmaci

Farmacie e parafarmacie nella stagione invernale traboccano di rimedi per il raffreddore, con tantissime sostanze ed ancor più numerose combinazioni delle stesse che promettono sollievo dai sintomi: questo è in effetti un punto importante, in alcuni casi effettivamente è possibile ottenere un miglioramento dei disturbi, ma ad oggi nessun medicinale è in grado di garantire una guarigione più rapida. Il raffreddore deve fare il suo corso e quello che possiamo fare è esclusivamente limitato ad una gestione più o meno efficace dei disturbi.

E allora antistaminici e decongestionanti per liberare il naso, paracetamolo ed antinfiammatori per febbriciattola, mal di gola e senso di ossa rotte; in molti casi si trovano medicinali che sono combinazioni di diverse molecole, volte a garantire entrambi gli effetti con un’unica assunzione. Ci sono due ordini di problemi però, il rischio di effetti collaterali e la possibilità di ritardare la guarigione… Ho attirato la tua attenzione con il secondo punto, vero? Ma andiamo in ordine.

Tutti i farmaci hanno potenziali effetti collaterali ed interazioni con altri farmaci, quindi la decisione di assumerne uno deve sempre essere il risultato di un bilancio tra benefici e rischi.

Le evidenze di efficacia in questo caso sono buone, ma attenzione ad esempio al rischio di

  • sonnolenza e secchezza in bocca nel caso degli antistaminici,
  • pressione alta, disturbi della tiroide e della prostata in caso di decongestionanti,
  • nausea e mal di stomaco in caso di paracetamolo ed antinfiammatori.

Gli antinfiammatori, penso ad esempio ad ibuprofene ed aspirina, nascondono invece una piccola potenziale insidia in più; secondo alcuni lavori di ricerca potrebbero essere responsabili di un allungamento dei tempi di guarigione, ovvero una sorta di compromesso del tipo meno sintomi, ma più protratti nel tempo. Se ci pensi d’altra parte non è così irragionevole, perché un antinfiammatorio per definizione modula e riduce l’infiammazione, che è tuttavia l’espressione dell’attivazione del nostro sistema immunitario. Il mal di gola, il naso chiuso e che cola, il mal di testa e la febbre, la febbre, sono tutti segnali della nostra lotta contro il virus responsabile.

Il naso si congestiona perché è lì che potrebbe annidarsi il virus, è lì che potrebbe tentare replicare sé stesso a più non posso sfruttando le nostre cellule, ed il nostro sistema immunitario reagisce mobilitando le nostre difese proprio in quel distretto con un maggior afflusso di sangue, che congestiona i vasi sanguigni causando tra l’altro gonfiore delle mucose e produzione di muco, che ci impediscono di respirare dal naso. La febbre è poi emblematica, perché attraverso diversi meccanismi è parte attiva nella lotta all’agente infettivo e la possibilità di abbassarla ci permette sicuramente di sentirci meglio, ma allo stesso tempo intralcia l’efficacia delle nostre difese.

Quando scegli cosa assumere questo è un punto particolarmente importante e la risposta non è necessariamente univoca:

  • I sintomi sono così debilitanti da impedirti di lavorare ed occuparti delle necessarie incombenze familiari? Potrebbe essere giustificato assumere un antinfiammatorio, almeno nei primissimi giorni, con la consapevolezza che poi potresti trascinarti i sintomi un po’ più a lungo.
  • Se invece stringendo un po’ i denti riesci a stare in piedi, o magari non hai particolari difficoltà a concederti un paio di giorni chiusa in casa a riposo, meglio, può valere la pena provare a sopportare i sintomi per evitare ogni rischio iatrogeno, ovvero di effetti indesiderati, e lasciando che il tuo sistema immunitario si dia da fare per risolvere la minaccia il più rapidamente possibile: peraltro non sono in grado di dimostrarlo, ma lasciargli fare il suo mestiere è probabilmente il modo migliore per tenerlo in forma, proprio come lo è per noi la pratica regolare di attività fisica, o come per uno studente l’abitudine allo studio. Prova a pensarci, qualsiasi sia la disciplina presa in considerazione, è la pratica a rendere tale un campione.

Passando ai decongestionanti nasali, gli spray per liberare il naso, sono sicuramente efficaci nel favorire una miglior respirazione, ma anche in questo caso è necessario soppesare attentamente rischi e benefici e, in ogni caso, ti raccomando di non continuare mai per più di 4-5 giorni: so che è difficile da credere, ma si tratta di farmaci in grado di innescare molto facilmente fenomeni di dipendenza.

Capitolo caramelle per il mal di gola… danno beneficio stimolando la produzione di saliva… come qualsiasi altra caramella o gomma… ti raccomando però di evitare quelle con zucchero.

Per concludere la panoramica sui farmaci restano quelli che richiedono ricetta medica:

  • Cortisone: Nel caso del raffreddore sarebbe come presentarsi ad un duello con la pistola alla guida di un carro armato: non solo non necessario, ma in questo caso decisamente controproducente in termini di rapporto rischio-beneficio. Più discutibile l’utilizzo di spray nasali cortisonici, che mostrano in effetti un profilo di tollerabilità molto buono, ma probabilmente per lo stesso discorso fatto prima vale la pena provare a resistere.
  • Antibiotici: Questo è un approccio NO NO NO per il raffreddore, nella maniera più assoluta. Il raffreddore è una patologia virale e l’antibiotico è attivo contro i virus. Non c’è altro da aggiungere.

Vitamine e rimedi fitoterapici

Passando a rimedi naturali ed erboristici purtroppo ci scontriamo con evidenze di efficacia limitate, sia in termini di quantità di ricerca di buona qualità che abbiamo a disposizione, sia in termini di ordine di grandezza dell’effetto; relativamente ad aglio ed echinacea ci sono timide prove di una reale utilità, rispettivamente in termini di prevenzione e trattamento, ma nella migliore delle ipotesi sono decisamente deboli; mentre per quanto riguarda le vitamine C e D è necessario spendere qualche parola in più, anche se servirebbero delle ore per sviscerare l’argomento.

  • La vitamina C è storicamente associata al trattamento del raffreddore, ma ad oggi la quasi totalità della comunità scientifica non la ritiene di grande utilità pratica perché l’effetto di riduzione sui sintomi e sulla durata degli stessi è abbastanza limitata. Ci sono però alcune eccezioni importanti: sembra essere significativamente efficace nella prevenzione del raffreddore in soggetti che pratichino sforzi fisici intensi e/o siano esposti al freddo, l’esempio che si fa sempre in questi casi è rappresentato dai maratoneti, sciatori e soldati, ma forse anche popolazione anziana e fumatori. È quindi possibile che in casi e contesti particolari l’attività antiossidante della vitamina sia responsabile di un vantaggio tangibile. Resta invece qualche dubbio in più sulla popolazione generale, dove tuttavia alcuni autori sottolineano la necessità di dosi decisamente più elevate di quelle che si utilizzano normalmente in caso di intervento sui sintomi. Ti lascio in descrizione un video del Dr. Vendrame in cui se ne parla in modo molto approfondito, ma personalmente considero le conclusioni un po’ premature ed ottimistiche. Va tuttavia detto che anche in questo caso il margine di sicurezza è molto elevato, tuttavia quando si tratta di introdurre sostanze nel mio corpo in forma diversa da quella alimentare io sono per natura sempre un po’ restio a prescindere, sebbene essendo la vitamina C idrosolubile in genere nel peggiore dei casi ci si ritrova a fare una pipì un po’ più costosa del solito per l’elevata concentrazione della vitamina. Ricapitolando, e mi baso per questo sulle conclusioni raggiunte dalla Cochrane:
    • un’assunzione regolare, ad esempio durante tutto l’inverno, per ridurre il numero di raffreddori che uno si prende non sembra essere giustificato, salvo in chi pratica esercizio fisico intenso;
    • secondo alcuni studi tuttavia un’assunzione regolare potrebbe esercitare un modesto effetto di miglioramento sulla durata del singolo episodio, si parla di meno del 10% circa, ma le prove sono comunque limitate;
    • secondo i fautori delle mega-dosi, infine, l’assunzione allo sviluppo dei primissimi sintomi di dosi molto elevate e distribuite durante la giornata, in modo da mantenere le concentrazioni circolanti sempre il più alte possibili, potrebbe ridurre l’entità dei disturbi e la durata degli stessi.
  • Della vitamina D ti ho parlato in alcuni video precedenti, ma sostanzialmente il tutto si può riassumere in qualcosa del tipo: se sei carente vale sicuramente la pena di integrarla e così abbatterai il rischio di sviluppare numerose malattie, non solo il raffreddore, e sicuramente il tuo sistema immunitario sarà anche più efficace nel farvi fronte quando necessario, ma non rappresenta in alcun modo un proiettile d’argento da cui aspettarsi effetti mirati ed immediati.

Ci sono studi interessanti sullo zinco che sembra effettivamente ridurre in modo abbastanza significativo la durata dell’episodio, ma la quantità di letteratura disponibile è comunque limitata e, prima di iniziare un’integrazione di massa, occorre ricordare il rischio reale di spiazzare altri minerali con un’assunzione sistematica in assenza di carenza, sebbene ovviamente 3-4 giorni non dovrebbero fare grossi danni.

Passando ai probiotici, che secondo alcuni lavori potrebbero essere utili in forma di prevenzione,l’evidenza ad oggi non è sicuramente sufficientemente robusta anche perché spesso viziata da interessi commerciali, mentre punterei di più ad una dieta che sia naturalmente ricca di prebiotici (cereali integrali, legumi, frutta e verdura) e probiotici (yogurt, tempeh, crauti, kefir e kombucha ad esempio).

Ti ricordo in ogni caso che “Naturale” non equivale a “Sicuro”, mai, quindi sii sempre cauta in caso di iniziative personali, e soprattutto ricorda che il grosso del lavoro in questo senso va sempre fatto prima, attraverso la costanza di una dieta sana, varia, equilibrata e la pratica regolare di attività fisica, abitudini che hanno un impatto rilevante quando si tratta di sistema immunitario.

Prevenzione

Parlando di prevenzione sono due i metodi di comprovata ed indiscutibile efficacia per il raffreddore, mascherina e lavaggio delle mani, idealmente da associare all’evitamento di di contatti ravvicinati con malati e al toccarsi il viso senza prima aver lavato le mani, perché i virus sono in grado di penetrare le difese dell’organismo anche attraverso porte a cui non pensiamo: bocca, naso ed anche occhi!

Gli esperti dell’Università di Harvard sono sicuri che l’adozione comune di queste abitudini abbatterebbe drasticamente la circolazione del virus ed ovviamente anch’io non ho dubbi in proposito, basti pensare a quando sia calata la circolazione dell’influenza stagionale da quando abbiamo iniziato ad essere così attenti per il rischio COVID-19.

Rimedi della nonna

Concludiamo questa breve rassegna con alcuni rimedi cosiddetti della nonna per quando invece non siamo riusciti a prevenire l’infezione, rimedi che in alcuni casi affondano le radici nella nostra cultura e tradizione.

Le inalazioni di vapore, respirare da una pentola di acqua bollente con un asciugamano sulla testa ad esempio, sono consigliate da decenni con l’idea che possano fluidificare il muco e magari anche contribuire all’uccisione del virus mediante il calore. Purtroppo la letteratura ad oggi non supporta la pratica, almeno per il raffreddore. Dal punto di vista della sicurezza c’è un unico aspetto drammaticamente importante di cui ricordarsi, il rischio ustione: se sei adulta ed hai piacere di qualche seduta, con tanta tanta attenzione può avere senso, ma nel caso dei bambini probabilmente il gioco non vale la candela.

Gli esperti delle cliniche Mayo sottolineano invece l’importanza di mantenersi idratati, bevendo molto ed evitando sostanze disidratanti come caffè e caffeina in genere ed alcolici; e poi ovviamente riposo, per il mal di gola al posto di spendere soldi per rimedi commerciali è più che sufficiente una soluzione per gargarismi fatta in casa con acqua salata tiepida, in grado di garantire un seppure temporaneo beneficio. Intendiamoci, non che ci siano grandi evidenze di efficacia, ma in questo caso nemmeno importanti controindicazioni a provare. Discorso analogo per i lavaggi nasali con acqua fisiologica od ipertonica: credo che la letteratura disponibile sia in assoluto scarsa, ma in genere gli si attribuisce un certo sollievo al costo di controindicazioni ed effetti collaterali sostanzialmente nulli. A proposito di naso, ti ricordo che soffiarlo con eccessiva veemenza potrebbe causare un effetto rebound, ovvero dopo 2-3 minuti è molto probabile ritrovarselo più congestionato di prima, quindi bene soffiarlo spesso, ma sempre con delicatezza.

Generalmente considerate utili anche le bevande calde, il brodo di pollo si ritrova nominato in qualche studio, ma da vegano posso dirti che in quello di verdura probabilmente ci sono più sali minerali; battute a parte liquidi caldi potrebbero favorire una certa fluidificazione del muco e, in ogni caso, ti aiutano a mantenerti idratata, così come umidificare l’aria: umidificatore elettrico se ce l’hai, altrimenti appoggia una tazza di acqua su ogni termosifone.

Ho lasciato per ultimo un rimedio che sì, questo è davvero efficace: il miele per la tosse, soprattutto se secca; quindi disponiamo di buone evidenze sull’utilità di ricorrere ad un cucchiaino per trovare sollievo da accessi di tosse secca e stizzosa ed è generalmente considerato anche più efficace degli sciroppi commerciali per la tosse, sui cui invece disponiamo di prove debolucce, per usare un eufemismo. Un’importante limitazione, assolutamente no al miele nei bambini al di sotto di un anno di età, per cui esiste il gravissimo rischio di botulismo infantile.

Conclusioni

Ormai avrai capito che il mio approccio non è tanto valutare semplicemente se un rimedio sia efficace o meno, ma soprattutto contestualizzarlo nella cornice dei possibili effetti indesiderati e/o controindicazioni; ti ho ad esempio suggerito di bere molto, ma un lavoro di ricerca pubblicato sul British Medical Journal lo ritiene privo di efficacia. Sappiamo tuttavia da tonnellate di letteratura che bere adeguatamente sia assolutamente necessario a mantenere l’organismo in forma, quindi è ragionevole pensare che magari non abbia effetti diretti su parametri misurabili come congestione nasale e mal di gola, ma sicuramente è una pratica che aiuta l’organismo a lavorare meglio, ovviamente senza forzarsi a bere più rispetto alle normali esigenze.

500 mg di vitamina C? Probabilmente non ha effetti collaterali, ma a queste dosi nemmeno benefici tangibili superiori a quelli di un’arancia od un kiwi, che hanno meno vitamina C, ma centinaia di altri nutrienti e soprattutto giustificano a mio avviso molto di più l’esborso di denaro necessario. Allo stesso modo umidificare l’aria, inutile secondo il British Medical Journal, ma poggiare una tazza sul termosifone ha costo sostanzialmente zero e sappiamo che mantenere una giusta umidità in casa quando le finestre sono chiuse ed il riscaldamento acceso è comunque utile a prescindere.

Antinfiammatori, quasi sicuramente sono il rimedi più efficace per il mal di testa ed il mal di gola, così come il decongestionante per il naso chiuso, ma come abbiamo visto in questo caso il compromesso può essere meno favorevole.

Fonti e bibliografia

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