Cos’è l’oftalmologia
L’oftalmologia è una disciplina medica specializzata nella diagnosi, nella cura e nella prevenzione delle patologie che colpiscono l’occhio e le strutture a esso associate, come palpebre, vie lacrimali e orbita. Questo ambito della medicina comprende sia trattamenti clinici che interventi chirurgici finalizzati alla tutela della salute visiva.
Che differenza c’è tra oftalmologo e oculista?
Non c’è alcuna differenza: i due termini indicano la stessa figura professionale.
Come si diventa oftalmologo

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In Italia per esercitare la professione di oftalmologo è necessario conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia (durata: 6 anni), superare l’esame di abilitazione e, successivamente, accedere alla Scuola di Specializzazione in Oftalmologia tramite concorso nazionale.
La specializzazione dura 4 anni e consente al medico di acquisire competenze approfondite, sia cliniche che chirurgiche, attraverso un percorso pratico-teorico che include attività ambulatoriali, di reparto e in sala operatoria.
Di cosa si occupa l’oftalmologo
L’oftalmologo è il medico specializzato nella valutazione complessiva della vista e nella gestione della salute oculare. Le sue competenze comprendono tra l’altro:
- Controllo visivo e prescrizione di occhiali o lenti a contatto
- Individuazione e cura delle patologie oculari
- Interventi chirurgici su occhi e strutture correlate
- Trattamento delle urgenze oftalmologiche
- Prevenzione dei disturbi visivi
- Percorsi di riabilitazione visiva
Spesso l’oftalmologo lavora in sinergia con altri professionisti sanitari, tra cui ortottisti (esperti in riabilitazione visiva), optometristi (specializzati nella misurazione della vista), neurologi (per patologie neurovisive) ed endocrinologi (in caso di complicanze oculari legate a malattie sistemiche come il diabete).
Quali patologie tratta
L’oftalmologo gestisce una vasta gamma di disturbi visivi e oculari, come:
- Difetti refrattivi: miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia
- Patologie della superficie oculare: congiuntivite, cheratite
- Malattie delle palpebre: blefarite, calazio, ectropion, entropion
- Patologie del cristallino: cataratta
- Glaucoma: aumento della pressione intraoculare che può danneggiare il nervo ottico
- Patologie retiniche: degenerazione maculare, retinopatia diabetica, distacco di retina
- Strabismo e ambliopia (occhio pigro)
- Patologie del nervo ottico: neurite ottica, neuropatia ottica ischemica
- Alterazioni delle vie lacrimali: secchezza oculare, dacriocistite
- Uveiti: infiammazioni dell’uvea
- Neoplasie oculari: melanoma oculare, retinoblastoma
- Lesioni oculari traumatiche
- Complicazioni oculari di malattie generali: diabete, ipertensione, patologie autoimmuni
Quando rivolgersi all’oftalmologo
È bene ricordare che i sintomi elencati di seguito possono dipendere da diverse cause, alcune delle quali potrebbero non essere di competenza dell’oculista.
Questo elenco non è completo: il medico di base rappresenta spesso il primo riferimento per una valutazione iniziale.
Situazioni che richiedono l’intervento specialistico
Mentre piccoli disturbi visivi possono essere affrontati inizialmente dal medico generico, molte condizioni necessitano dell’intervento diretto dello specialista. È opportuno prenotare una visita in caso di:
- Calo visivo improvviso o progressivo
- Dolore persistente o acuto all’occhio
- Visione sdoppiata (diplopia)
- Occhio arrossato che non migliora entro 1-2 giorni
- Presenza di secrezioni anomale
- Fastidio alla luce (fotofobia) che non si risolve
- Percezione di lampi o corpi mobili (“mosche volanti”), specie se improvvisi
- Difficoltà a vedere in condizioni di scarsa luce
- Modifiche al campo visivo (macchie scure, visione a tunnel)
- Secchezza oculare cronica o lacrimazione eccessiva
- Gonfiore o sporgenza oculare
- Problemi nei movimenti oculari
Segnali d’allarme: quando intervenire subito
Alcune situazioni costituiscono emergenze oftalmologiche e richiedono assistenza immediata:
- Perdita improvvisa della vista, anche se solo parziale
- Traumi oculari, in particolare se penetranti
- Dolore acuto all’occhio, soprattutto se associato a nausea e vomito (potenziale glaucoma acuto)
- Improvvisa comparsa di numerosi corpi mobili e lampi di luce (sospetto distacco di retina)
- Contatto con sostanze chimiche (dopo aver sciacquato l’occhio con acqua corrente)
- Insorgenza improvvisa di visione doppia
Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico
Alcune malattie oculari richiedono controlli regolari:
- Glaucoma
- Retinopatia da diabete
- Degenerazione maculare senile
- Precedenti episodi di distacco di retina
- Uveiti a decorso cronico
- Cheratocono
- Pazienti operati agli occhi
- Persone in trattamento con farmaci potenzialmente tossici per l’occhio (es. clorochina, idrossiclorochina, etambutolo)
Visite preventive
Anche in assenza di disturbi, è utile sottoporsi periodicamente a controlli oculistici:
- Nei primi anni di vita: screening entro i 3 anni
- In età scolare: una visita prima dell’inizio della scuola e successivamente ogni 2 anni
- Adulti tra 20 e 39 anni: ogni 3-5 anni
- Adulti tra 40 e 64 anni: ogni 2-4 anni
- Over 65: ogni 1-2 anni
- Persone con diabete: almeno una volta all’anno
- Portatori di lenti a contatto: visita annuale
Come prepararsi alla visita
Per affrontare al meglio l’appuntamento oftalmologico, è utile:
- Portare con sé gli occhiali o le lenti abitualmente utilizzate
- Mostrare eventuali prescrizioni o referti precedenti
- Elencare i farmaci in uso (compresi i colliri)
- Riferire eventuali casi familiari di patologie oculari
- Descrivere i sintomi, indicando quando sono comparsi e come si sono evoluti
- Se si soffre di malattie croniche (diabete, ipertensione), portare i risultati più recenti degli esami
- Farsi accompagnare se si prevede la dilatazione pupillare (potrebbe compromettere la guida)
- Togliere le lenti a contatto qualche ora prima della visita
- Evitare il trucco occhi il giorno dell’esame
Come si svolge la visita
Una visita oculistica completa comprende più fasi:
- Si parte con l’anamnesi: il medico raccoglie informazioni sui sintomi, sulla salute generale e sui precedenti familiari. Si passa poi all’esame visivo, che valuta la capacità di vedere da lontano e da vicino, solitamente con l’uso di tavole con lettere o simboli.
- Segue il controllo dei movimenti oculari, dei riflessi pupillari e del campo visivo. L’oculista osserva quindi le strutture esterne dell’occhio (palpebre, congiuntiva, cornea) utilizzando una lampada a fessura, uno strumento che permette una visione ingrandita.
- Per esaminare l’interno dell’occhio (cristallino, vitreo, retina, nervo ottico), può essere necessario dilatare la pupilla con appositi colliri, causando temporanei fastidi come visione offuscata o sensibilità alla luce.
- Infine, si misura la pressione oculare (tonometria), esame fondamentale per rilevare il glaucoma.
Esami diagnostici di primo livello
- Esame del fondo oculare: osservazione della retina e del nervo ottico
- Tonometria: controllo della pressione intraoculare
- Test di Schirmer: verifica della produzione di lacrime
- Test dei colori: valutazione della percezione cromatica
- Campo visivo: analisi dell’ampiezza del campo visivo
- Biomicroscopia con lampada a fessura: osservazione dettagliata delle strutture oculari
Esami diagnostici di secondo livello
- OCT (Tomografia a Coerenza Ottica): scansione ad alta definizione della retina e del nervo ottico
- Topografia corneale: mappatura tridimensionale della cornea
- Ecografia oculare: visualizzazione interna dell’occhio in caso di opacità
- Angiografia retinica: esame della circolazione retinica con mezzo di contrasto
- Pachimetria: misurazione dello spessore della cornea
- Microscopia endoteliale: valutazione delle cellule corneali
- Elettroretinogramma: analisi dell’attività retinica
- Potenziali evocati visivi: esame della trasmissione degli impulsi visivi al cervello
Differenze con altre figure correlate
È infine utile distinguere l’oftalmologo da altre figure coinvolte nella cura della vista:
- Optometrista: professionista non medico specializzato nella misurazione della vista e nella prescrizione di lenti. Non è abilitato alla diagnosi o alla terapia delle patologie oculari.
- Ortottista: esperto in riabilitazione visiva, soprattutto in caso di problemi di motilità oculare e strabismo. Collabora con l’oftalmologo per trattare ambliopia e disturbi binocolari.
- Ottico: tecnico che realizza e fornisce ausili visivi (occhiali, lenti a contatto) sulla base di prescrizioni oftalmologiche o optometriche.