Capillare rotto nell’occhio: cause e rimedi

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Introduzione

La rottura dei capillari dell’occhio è un evento molto frequente, ma generalmente innocuo, che deriva dalla rottura di un piccolo vaso sanguigno; la conseguenza è la comparsa di un arrossamento che può essere localizzato o più diffuso.

Più preoccupante è invece il caso dei sanguinamenti oculari profondi, in cui il rossore peraltro non può essere visto, come si verifica nei pazienti interessati da retinopatia del paziente diabetico.

Capillare rotto in un occhio

iStock.com/apomares

Cause

Le possibili cause della rottura dei capillari oculari sono numerose, ma nella maggior parte dei casi non si è in grado di risalire alla ragione esatta; i capillari sono strutture fragili, che possono facilmente andare incontro a rottura in situazioni anche relativamente comuni, come ad esempio:

Con il termine ifema viene invece indicata una raccolta di sangue nella camera anteriore dell’occhio, che può anche essere piuttosto impressionante alla vista; gli ifemi sono meno comuni di un’emorragia subcongiuntivale, solitamente sono causati da un colpo o una lesione all’occhio secondari a un incidente, una caduta, un graffio, un trauma. Altre possibili cause di ifemi includono:

  • infezioni oculari, in particolare da Herpes Virus
  • vasi sanguigni anomali sull’iride
  • disturbi della coagulazione del sangue
  • complicanze in seguito ad interventi chirurgici oculari
  • tumori oculari
  • uso di farmaci anticoagulanti

Fattori di rischio

È possibile individuare alcune malattie che aumentano il rischio di emorragia oculare, indebolendo i vasi sanguigni dell’occhio:

Classificazione e sintomi

Emorragia subcongiuntivale

Subconjunctival hemorrhage – hyposphagma. Close up of woman’s face showing red bloodshot eye.

La congiuntiva è la membrana sottile, umida e trasparente che copre la parte bianca dell’occhio (chiamata sclera) e l’interno delle palpebre; è il rivestimento protettivo più esterno del bulbo oculare. La congiuntiva contiene nervi e vasi sanguigni molto piccoli; se normalmente questi vasi sanguigni sono appena visibili, diventano immediatamente più grandi e visibili se l’occhio è infiammato. Essendo fisiologicamente estremamente, le pareti possono rompersi facilmente, causando un’emorragia subcongiuntivale (sanguinamento sotto la congiuntiva).

Questo tipo di sanguinamento oculare è il più comune, in genere non provoca dolore e non influisce sulla capacità di visione; è caratterizzato da

  • arrossamento oculare
  • sensazione di presenza di granelli di sabbia nell’occhio
  • sensazione di pienezza oculare

In genere non necessitano di terapia, si tratta di manifestazioni prive di complicazioni destinate a risolversi in una settimana circa.

Ifema

Opera adattata da By Rakesh Ahuja, MD – Own work, CC BY-SA 2.5, Link e iStock.com/TimoninaIryna

L’ifema è una raccolta di sangue che si accumula tra l’iride, la pupilla e la cornea. Questo tipo di sanguinamento oculare è meno comune, ma può essere più pericoloso, perché se non trattato può portare alla perdita permanente della vista. La differenza principale tra l’ifema e l’emorragia subcongiuntivale è la presenza di dolore all’occhio. 

Tra gli altri sintomi si annoverano:

Sanguinamenti profondi

Il danneggiamento e la rottura dei vasi sanguigni possono causare un sanguinamento anche all’interno del bulbo oculare, solitamente non visibile in superficie perché situato più in profondità; i tipi di sanguinamento oculare più profondo includono:

  • emorragia vitreale, che coinvolge lo spazio vitreo, ossia la superficie compresa tra la porzione posteriore del cristallino e la retina
  • emorragia sottoretinica
  • emorragia submaculare, che coinvolge la macula, ossia quella porzione dell’occhio al centro della retina maggiormente sensibile agli stimoli luminosi

Tra i possibili sintomi possono comparire:

  • visione offuscata
  • visione di galleggianti, ossia delle macchie che sembrano fluttuare
  • visione di lampi di luce (fotopsia)
  • sensazione di pressione o pienezza oculare
  • gonfiore oculare

Quando rivolgersi al medico

L’associazione americana degli oculisti consiglia di rivolgersi allo specialista in caso di occhio arrossato e:

  • presenza di crosticine di colore giallo, marrone o verde (potrebbe trattarsi di congiuntivite),
  • dolore oculare
  • fotofobia (fastidio alla luce)
  • presenza di febbre o altra malattia/sintomi sistemici
  • i sintomi durano più di una settimana

Diagnosi

L’iter diagnostico per identificare la natura e la gravità di un sanguinamento oculare si basa su una valutazione clinica strutturata, fondamentale per distinguere tra una banale rottura di capillari e condizioni che mettono a rischio la vista.

Valutazione clinica e anamnesi

Il medico inizia con un’anamnesi dettagliata per indagare l’insorgenza dei sintomi, la presenza di dolore o traumi recenti e l’eventuale assunzione di farmaci che influenzano la coagulazione (come aspirina o anticoagulanti). Durante l’esame obiettivo, l’oculista valuta l’estensione del rossore e l’integrità delle strutture esterne.

Esami strumentali specialistici

Per una diagnosi di precisione, vengono impiegati protocolli clinici avanzati che includono:

  • Esame alla lampada a fessura: Questo strumento permette di visualizzare in modo microscopico le strutture dell’occhio, identificando l’esatta localizzazione del sangue (subcongiuntivale, ifema o profondo).
  • Tonometria: La misurazione della pressione intraoculare è essenziale, specialmente in presenza di ifema, poiché l’accumulo di sangue può ostruire il drenaggio dei fluidi e causare un pericoloso aumento della pressione.
  • Oftalmoscopia e dilatazione della pupilla: Mediante l’uso di specifici colliri, il medico esamina il fondo oculare per escludere emorragie vitreali o distacchi di retina.
  • Tomografia a Coerenza Ottica (OCT): Una tecnica di imaging non invasiva che fornisce sezioni trasversali ad alta risoluzione della retina, fondamentale per rilevare sanguinamenti submaculari o retinopatia diabetica.
  • Ecografia oculare: Utilizzata quando il sangue impedisce la visione diretta del fondo oculare, permettendo di mappare le strutture interne.

Screening sistemico

Poiché l’occhio è spesso lo specchio della salute generale, la diagnosi può includere la misurazione della pressione arteriosa e esami del sangue (per valutare glicemia e parametri della coagulazione) per escludere malattie sistemiche sottostanti.

Cura e rimedi

Il trattamento del sanguinamento oculare ha come obiettivi principali il riassorbimento del sangue, il controllo del dolore e la prevenzione di danni permanenti. La strategia terapeutica varia drasticamente in base alla localizzazione dell’emorragia.

Gestione dell’emorragia subcongiuntivale

Nella stragrande maggioranza dei casi, la semplice rottura di capillari non richiede alcun trattamento medico specifico. Il sangue viene riassorbito naturalmente dall’organismo entro 1-2 settimane, passando da un colore rosso vivo a tonalità giallastre o verdastre, in modo simile a un livido cutaneo. Per il comfort del paziente si possono utilizzare:

  • Lacrime artificiali: Utili per alleviare la sensazione di corpo estraneo o irritazione.
  • Compresse fredde: Applicate delicatamente sugli occhi chiusi per i primi due giorni, possono ridurre l’espansione del sanguinamento iniziale.

Trattamento dell’ifema e dei sanguinamenti profondi

Queste condizioni richiedono un monitoraggio medico stretto e protocolli più complessi:

  • Riposo e postura: In caso di ifema, si raccomanda il riposo a letto con la testa sollevata di circa 30-45 gradi per favorire il deflusso del sangue.
  • Terapia farmacologica topica: Possono essere prescritti colliri a base di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione e colliri midriatici (che dilatano la pupilla) per ridurre il dolore e prevenire aderenze interne.
  • Controllo della pressione oculare: Se la pressione aumenta, vengono somministrati farmaci ipotonizzanti per prevenire il glaucoma secondario.
  • Iniezioni intravitreali: Per emorragie profonde legate a patologie retiniche, si utilizzano farmaci anti-VEGF per bloccare la crescita di vasi anomali.
  • Chirurgia: La vitrectomia o il lavaggio della camera anteriore sono riservati ai casi in cui il sangue non si riassorbe spontaneamente o compromette gravemente la visione.

Stile di vita e raccomandazioni pratiche

Durante il recupero, è fondamentale evitare sforzi fisici intensi, non sollevare pesi e sospendere l’uso di lenti a contatto fino a completa guarigione. Se il paziente assume farmaci anticoagulanti, la terapia non va mai interrotta autonomamente, ma discussa con il medico curante per valutare eventuali aggiustamenti del dosaggio.

Il mantenimento di una pressione arteriosa stabile e il controllo glicemico rigoroso nel paziente diabetico rappresentano le pietre miliari per prevenire recidive e proteggere la salute oculare a lungo termine.

Prevenzione

Per ridurre il rischio di rottura dei capillari dell’occhio si consiglia di:

  • utilizzare occhiali protettivi in ambienti molto luminosi e polverosi
  • controllare regolarmente la pressione arteriosa
  • sottoporsi regolarmente a controlli oculistici
  • in caso di uso di lenti a contatto:
    • pulirle e sostituirle regolarmente
    • evitare di dormire con le lenti indossate

Fonti e bibliografia

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