Introduzione
Il distacco di retina rappresenta una delle più importanti emergenze che riguardano l’occhio e la vista; si verifica quando la retina, la membrana trasparente e sensibile alla luce, situata sul fondo oculare, si separa dallo strato sottostante a cui è normalmente attaccata, trascinando con sé i vasi sanguigni che alimentano di ossigeno e nutrienti l’occhio.
Quest’evenienza clinica può riguardare in un primo momento soltanto una piccola porzione della retina, ma se non immediatamente riparato il danno può estendersi fino a determinare un vero e proprio distacco, soprattutto nei soggetti predisposti, come pazienti:
- affetti da grave miopia,
- sottoposti a chirurgia della cataratta,
- con anamnesi familiare positiva per distacco della retina,
- andati incontro a trauma oculare.

Semplificazione del distacco di retina (iStock.com/VectorMine)
Esistono numerose cause di distacco della retina, ma le più comuni sono l’invecchiamento e le lesioni oculare; può infine rappresentare la complicanza di patologie metaboliche che danneggiano le strutture retiniche come nel caso del diabete, che può essere causa di retinopatia diabetica.
I sintomi caratteristici del distacco di retina sono:
- improvvisa perdita della visione o visione velata e poco nitida,
- fotopsie (percezione di lampi di luce),
- miodesopsie (percezione di corpi mobili scuri).
La diagnosi è di solito eseguita attraverso l’osservazione dell’occhio tramite l’oftalmoscopio; la maggior parte dei distacchi retinici possono beneficiare di una riparazione chirurgica, se questa è eseguita tempestivamente.
La ripresa dopo l’intervento per il distacco di retina è variabile e dipende dal coinvolgimento o meno della parte centrale della retina (la macula); il paziente con distacco di retina, ma con macula attaccata, se operato con successo può continuare a vedere molto bene senza subire alcun esito.
Cenni di funzionalità oculare

iStock.com/normaals
I componenti principali che garantiscono il funzionamento dell’occhio sono:
- Cornea e cristallino: sono posizionati nella porzione frontale del bulbo oculare e hanno il compito di concentrare la luce proveniente dall’esterno, consentendo la proiezione delle immagini sulla retina.
- Corpo vitreo: è anche detto umore vitreo ed è una massa gelatinosa, trasparente e incolore che riempie circa i 45 dell’occhio umano a livello della camera vitrea, cioè dello spazio compreso tra la superficie posteriore del cristallino e la retina.
- Retina: è costituita da un tessuto fotosensibile a luce e colore e si trova nel fondo dell’occhio; svolge la funzione di convertire gli impulsi visivi in segnali elettrici, permettendone la trasmissione nervosa.
- La macula è una piccola porzione della retina, responsabile della visione centrale (consente infatti di focalizzare lo sguardo al centro del campo visivo, anteriormente) e della distinzione dei dettagli dell’immagine. Le porzioni periferiche della retina, invece, sono responsabili della visione laterale.
- Nervo ottico: trasmette i segnali elettrici dalla retina al cervello, il quale li interpreterà e consentirà la comprensione delle informazioni su luci e colori, ricevute dall’occhio.
Quando il distacco coinvolge la parte centrale della retina, la regione maculare, la perdita di visione e molto più grave e la possibilità di riacquistare la vista è compromessa.
Cause
La causa più comune del distacco di retina è l’invecchiamento, responsabile di cambiamenti che coinvolgono il liquido contenuto nell’occhio (umor vitreo), che va incontro ad un aumento della quantità ed una modifica della consistenza, diventando più denso e voluminoso.
Può inoltre insorgere in conseguenza a:
- traumi,
- diabete,
- severa miopia,
- malattie infiammatorie,
- patologie genetiche (come la sindrome di Marfan e la sindrome di Ehler Danlos),
- interventi di cataratta (la pseudofachia che ne consegue rappresenta un fattore di rischio per il distacco di retina).
È possibile distinguere quattro tipologie principali di distacco retinico:
- Regmatogeno: è il più frequente ed è determinato da una rottura nella retina che permette l’ingresso di liquido nello spazio sottoretinico.
- Trazionale: è causato dalla formazione di membrane sulla superficie della retina che creano una trazione in grado di sollevare la retina stessa. E’ caratteristico dei casi di ischemia retinica, determinati da patologie come diabete, trombosi venose o retinopatia precoce.
- Essudativo: è provocato da fenomeni d’infiammazione o da lesioni vascolari o neoplastiche che formano liquidi al di sotto della retina.
- Forme miste: comprendono quadri clinici intermedi, con l’insieme concomitante di più aspetti delle forme precedenti.
Sintomi
Il distacco di retina, pur essendo generalmente indolore e talvolta asintomatico, può presentarsi con:
- improvvisa perdita della visione (inizialmente periferica, che si estende con la progressione del distacco),
- visione velata e poco nitida,
- fotopsie (percezione di lampi di luce),
- miodesopsie (percezione di corpi mobili scuri),
- sangue nell’umor vitreo gelatinoso, vicino al fondo oculare (emorragia vitrea),
- peggioramento rapido della visione, con percezione di immagini annebbiate (in caso di distacco maculare).
Diagnosi
La diagnosi del distacco di retina deve essere rapida e accurata, poiché ogni ora di ritardo può influire sul recupero visivo finale. Il percorso diagnostico moderno si avvale di una combinazione di esame clinico e tecnologie di imaging avanzate.
Esame clinico e oftalmoscopia
Il pilastro della diagnosi rimane l’esame del fondo oculare previa somministrazione di colliri midriatici per dilatare la pupilla. L’oculista utilizza l’oftalmoscopia indiretta, uno strumento che permette di visualizzare la retina nella sua interezza. Attraverso questa tecnica, il medico può individuare le rotture retiniche, l’estensione del distacco e l’eventuale coinvolgimento della macula (la porzione centrale della retina responsabile della visione distinta).
Tomografia a coerenza ottica (OCT)
L’OCT è un esame non invasivo, simile a una “TAC della luce”, che fornisce immagini ad altissima risoluzione dei vari strati retinici. È fondamentale per valutare se il distacco ha raggiunto la macula (distacco macula-off) o se questa è ancora aderente (distacco macula-on), un dato cruciale per definire la prognosi e l’urgenza dell’intervento.
Ecografia oculare (B-scan)
L’ecografia è indispensabile quando non è possibile visualizzare direttamente la retina a causa di opacità dei mezzi, come in presenza di una cataratta molto avanzata o di un’emorragia vitrea significativa. Questo esame permette di mappare la posizione della retina distaccata e di escludere la presenza di masse sottostanti.
Sistemi di imaging a campo ultra-largo
Le nuove tecnologie di fotografia del fondo oculare a campo ultra-largo consentono di documentare e monitorare la periferia retinica in modo estremamente dettagliato, facilitando l’individuazione di fori o lacerazioni che potrebbero sfuggire a un esame tradizionale, garantendo una precisione diagnostica superiore.
Intervento ed altre terapie
L’obiettivo primario della terapia è riposizionare la retina distaccata e sigillare le rotture che hanno causato l’accumulo di liquido. Ad eccezione delle forme puramente essudative, il trattamento è quasi esclusivamente chirurgico.
Opzioni chirurgiche principali
La scelta della tecnica dipende dal tipo di distacco, dalla sua posizione e dalle caratteristiche individuali del paziente:
- Chirurgia episclerare (Piombaggio e cerchiaggio): È un approccio “esterno” che non prevede l’ingresso di strumenti dentro l’occhio. Si applicano piccole spugne o fasce di silicone sulla superficie esterna del bulbo (sclera) per comprimerlo verso l’interno, portando lo strato esterno a contatto con la retina distaccata. È spesso la scelta d’elezione nei pazienti giovani.
- Vitrectomia via pars plana (PPV): È la tecnica più diffusa, che prevede la rimozione dell’umor vitreo che esercita trazione sulla retina. Una volta rimosso il vitreo, la retina viene riposizionata utilizzando liquidi pesanti o gas. Al termine, l’occhio viene riempito con un “mezzo di tamponamento” (aria, gas o olio di silicone) per mantenere la retina in sede durante la guarigione.
- Retinopessia pneumatica: Una procedura meno invasiva indicata per distacchi semplici localizzati nella parte superiore dell’occhio. Consiste nell’iniettare una bolla di gas all’interno dell’occhio che, espandendosi, preme la retina contro la parete oculare.
Trattamenti complementari
Per sigillare definitivamente le rotture retiniche si utilizzano:
- Fotocoagulazione laser: Utilizzata per creare micro-cicatrici attorno alla lesione, impedendo il passaggio di liquido.
- Criopessia: Una sonda gelata viene applicata sulla parete esterna dell’occhio per “saldare” la rottura tramite il freddo.
In caso di distacco essudativo (legato a infiammazioni), l’approccio può essere farmacologico con l’uso di corticosteroidi o immunosoppressori, volti a ridurre la produzione di fluido sottoretinico.
Stile di vita e recupero post-operatorio
Il successo dell’intervento dipende drasticamente dal comportamento del paziente nelle prime settimane:
- Posizionamento (pouncing): Se è stato inserito del gas, al paziente viene chiesto di mantenere la testa in una posizione specifica (ad esempio, a faccia in giù o su un fianco) per diverse ore al giorno, affinché la bolla prema correttamente sulla rottura.
- Riposo e igiene: È normale che l’occhio appaia arrossato e irritato. È fondamentale evitare sforzi fisici intensi, sollevamento di pesi e movimenti bruschi del capo per almeno un mese.
- Prevenzione delle complicanze: Durante il recupero vengono prescritti colliri antibiotici e antinfiammatori per prevenire infezioni o aumenti della pressione intraoculare, che potrebbero portare a condizioni come il glaucoma secondario.
Prevenzione
In generale si raccomanda ai pazienti a rischio di evitare attività che possano esporli a traumi o anche solo a bruschi movimenti del capo e dell’occhio.
Fonti e bibliografia
- Humanitas
- IAPB
- MSD
- BMJ Clin Evid. 2014 Mar 3;2014. pii: 0710. Retinal detachment. Steel D1.
- Traumatic retinal detachment–the difficulty and importance of correct diagnosis. Hoogewoud F, et al. Surv Ophthalmol 2016 – Review. PMID 26216341
- [Surgical managment of retinal detachment]. Haritoglou C and Wolf A. Klin Monbl Augenheilkd 2015 – Review. PMID 25393439 German.
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Autore
Dr.ssa Chiara Russo
Medico ChirurgoIscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina n. 4203