Distacco posteriore del vitreo: sintomi, pericoli e tempi di guarigione

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Introduzione

L’umor vitreo è una parte di consistenza gelatinosa dell’occhio, che ne costituisce tutto il contenuto interno; fatto per il 99% da acqua (e per il resto da zuccheri), è pieno di minuscole fibre che si attaccano alla retina, lo strato di tessuto fotosensibile posto nella parte posteriore dell’occhio.

Invecchiando, le milioni di fibre dell’umor vitreo si possono staccare dalla retina e la condizione prende il nome di distacco (posteriore) del vitreo; accade tipicamente dopo i 50 anni e non sempre causa sintomi evidenti. Quando presenti il sintomo più comune consiste in un improvviso aumento delle miodesopsie (piccole macchie scure o linee ondulate che fluttuano attraverso la vista, spesso chiamate anche mosche volanti per il loro aspetto), ma alcuni pazienti lamentano anche lampi di luce percepiti a livello della visione laterale (periferica).

Distacco posteriore del vitreo

Shutterstock/Pepermpron

In alcuni casi il distacco del vitreo causa problemi più gravi, che richiedono un trattamento immediato, ma l’unico modo per valutare la severità della condizione è sottoporsi a un esame oculistico.

Colpisce generalmente dopo i 50 anni, con un rischio che aumenta con l’età (è particolarmente comune dopo gli 80 anni); soggetti miopi sono a maggior rischio rispetto alla popolazione generale.

Nei casi più lievi, in assenza di complicazioni, potrebbe non essere necessaria alcuna terapia, ma nel caso in cui i disturbi della visione diventassero invalidanti si può valutare il ricorso all’intervento di vitrectomia.

La prognosi è generalmente ottima e, casi gravi a parte, i sintomi tenderanno a sfumare progressivamente nell’arco di qualche mese.

Cause

La causa principale del distacco del vitreo è la vecchiaia.

Normalmente in un individuo giovane e sano il vitreo è aderente alla retina, ma con il passare degli anni la consistenza gelatinosa degenera, subendo in particolare due fenomeni:

  • sinchisi, ovvero la liquefazione del vitreo,
  • sineresi, ovvero l’aggregazione delle fibrille di collagene che porta gradualmente al collasso del vitreo (fenomeno che peraltro produce spessi fasci di fibrille di collagene che si trovano a galleggiare nel vitreo, dando origine alle miodesopsie)

La degenerazione del vitreo provoca anche un indebolimento dell’adesione vitreo-retinica, che può in ultima analisi provocare il distacco del vitreo.

Il processo di distacco è spontaneo, ma può essere la conseguenza di eventi quali

  • chirurgia della cataratta, LASIK ed altri interventi oculistici,
  • traumi,
  • uveiti (processi infiammatori di varia natura),

Fattori di rischio

I fattori di rischio più importanti in grado di favorire il distacco posteriore del vitreo comprendono:

  • Vecchiaia: l’incidenza del distacco del vitreo dopo i 50 anni di età è del 53%, ma tra i 66 e gli 86 anni sale al 66%
  • Genere femminile: la progressione è più rapida nelle donne rispetto agli uomini di età pari o superiore a 60 anni.
  • Miopia, ovvero la difficoltà a vedere lontano.
  • Malattie sottostanti, come la retinite pigmentosa e la Sindrome di Stickler.
  • Menopausa: le pazienti in post-menopausa possono essere più inclini a sviluppare il distacco del vitreo posteriore a causa della mancanza di estrogeni.
  • Vitamina B6 (in virtù del suo effetto anti-estrogenico).
  • Infiammazione: l’infiammazione cronica promuove una costante proliferazione cellulare e, infine, la fibrosi. La fibrosi del vitreo è responsabile di una costante trazione sulla retina con conseguente distacco del vitreo, quando non una rottura della retina.
  • Traumi.
  • Chirurgia oculare.

Sintomi

Nella maggior parte degli individui le prime fasi della condizione sono asintomatiche e non rilevate clinicamente; il distacco posteriore del vitreo è tuttavia la causa più comune di comparsa delle miodesopsie, disturbi della vista percepiti come particelle nel campo visivo, che tuttavia sono fissi in un punto preciso (spostando lo sguardo non si muovono). Possono diventare particolarmente evidenti quando si osserva una superficie vuota o una superficie monocromatica, come il cielo blu.

Il secondo sintomo caratteristico è la percezione di lampi luminosi.

Circa 2 pazienti su 3 lamentano infine un offuscamento della vista.

Complicazioni

Il distacco del vitreo può talvolta evolvere verso pericolose complicazioni:

  • Distacco della retina. L’intera retina viene allontana dalla sua posizione normale nella parte posteriore dell’occhio; si tratta di un’emergenza medica che richiede immediata attenzione ospedaliera. In alcuni casi il distacco è parziale (lacrima retinica), ma se non corretto può rapidamente evolvere verso un completo distacco.
  • Foro maculare. A volte il distacco del vitreo causa la formazione di un buco nella macula, la parte della retina responsabile della visione centrale. Questo può accadere prima o dopo la comparsa dei sintomi caratteristici del distacco del vitreo.
  • Pucker maculare. A volte il distacco del vitreo induce la crescita di un sottile strato di tessuto cicatriziale sulla macula, nell’arco di mesi o anche anni a distanza dal primo distacco del vitreo.

Queste condizioni possono causare la perdita della vista e necessitano quindi di rapida attenzione specialistica.

Quando rivolgersi al medico

Si raccomanda una visita oculistica in caso di qualsiasi sintomo anomalo che riguardi la vista o gli occhi, ma in particolare si segnalare che un rapido aumento del numero di miodesopsie (eventualmente con insorgenza improvvisa di flash luminosi) richiede cure oftalmiche immediate.

Diagnosi

Il distacco posteriore del vitreo viene solitamente diagnosticato con una visita oculistica, mediante l’esame del fondo oculare con dilatazione della pupilla. dilatata.

In alcuni pazienti potrebbe essere difficile evidenziare la presenza di distacco del vitreo, richiedendo l’esecuzione di tomografia a coerenza ottica o l’ecografia oculare

 

Cura

Il distacco posteriore del vitreo, senza emorragia né rottura della retina, viene in genere gestito in modo conservativo, perché l’adattamento ai sintomi visivi si svilupperà nel tempo, generalmente in 3 mesi (ed in alcuni casi i lampi di luce potrebbero anche risolversi, anche se questo può richiedere fino a un anno).

Nei casi di persistenza dei sintomi con profondo impatto sulla qualità della vita del paziente si possono valutare interventi più specifici, tra cui:

  • Vitrectomia, un intervento chirurgico che prevede la sostituzione del corpo vitreo con soluzione salina; l’operazione è tuttavia gravata dal possibile sviluppo di complicazioni, quali formazione di cataratta, distacco della retina ed edema maculare cistoide, con possibile conseguente perdita permanente della vista.
  • Vitreolisi laser, che ha l’obiettivo di dissolvere le particelle responsabili delle miodesopsie.
  • Vitreolisi con farmaci.

Fonti e bibliografia

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