Fosfene (fotopsia): cos’è, cosa fare e quando preoccuparsi

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Cosa significa fosfene?

Fosfene (o fotopsia) è il termine medico che indica la percezione anomala di lampi di luce nel campo visivo. Il soggetto può descriverle anche come

  • luci tremolanti o scintillanti
  • forme fluttuanti
  • punti in movimento
  • scintille.

La durata del singolo lampo (flash) è in genere inferiore al secondo, la forma è solitamente curvilinea e può comparire da uno o da entrambi gli occhi (ma non sincronizzati).

I fosfeni non sono in genere una malattia di per sé, ma espressione di un’altra condizione a monte.

Devono essere distinte dalle miodesopsie, altro fenomeno visivo che tuttavia si presenta come sensazione di osservare “corpi mobili” o “mosche volanti” all’interno del campo visivo.

Fosfene

By Tehom – Own work, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5343938

Quali sono le cause più comuni?

La causa di tale fenomeno consiste in una severa stimolazione delle cellule che nell’occhio sono responsabili della percezione della luce; alterazioni del corpo vitreo sono cause comuni di irritazione, che inducono a irritazione della retina ed il successivo rilascio di scariche elettriche che vengono poi interpretati dal cervello come lampi.

Immagine con descritta l'anatomia dell'occhio umano

Anatomia dell’occhio umano (Di derivative work: B3t (talk) – Schematic_diagram_of_the_human_eye_en.svg, Pubblico dominio, Collegamento)

Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno momentaneo e parafisiologico, innescato

  • dall’osservazione di luci forti (una lampadina, il sole, …),
  • da un movimento particolarmente rapido degli occhi,
  • alzandosi velocemente da una posizione sdraiata.

mentre in altri pazienti potrebbero essere la manifestazione di una patologia.

In questo senso la causa più comune è probabilmente l’emicrania con aura, che nelle sue fasi iniziali (l’aura, appunto) annovera questo tra i suoi sintomi (vengono interessati tipicamente entrambi gli occhi, ma spesso uno più dell’altro).

Tra le altre possibili cause patologiche si annoverano:

  • Distacco posteriore del vitreo, che si verifica quando l’umor vitreo acquisisce una distanza eccessiva dalla retina; si tratta di una condizione comune con l’età, ma qualora si verifichi con eccessiva rapidità può innescare fenomeni visivi tra cui i fosfeni. Rende conto della maggior parte dei casi che inducono il paziente a rivolgersi all’oculista.
  • Distacco della retina: La retina riveste l’interno dell’occhio, è un tessuto sensibile alla luce che la traduce in messaggi interpretabili dal cervello. Si tratta di una condizione che necessita di immediata attenzione medica.
  • Degenerazione maculare senile, condizione oculare comune tra le persone di età pari o superiore a 50 anni, indice di progressivo ed irreversibile danno oculare.
  • Emicrania oftalmica, una specifica forma di emicrania con sintomi visivi.
  • Retinopatia diabetica, una complicazione visiva indotta dal diabete.
  • Neurite ottica, un’infiammazione che danneggia il nervo ottico, legata alla sclerosi multipla.
  • Ictus (quando interessa il lobo occipitale del cervello); i fosfeni possono verificarsi anche in caso di attacco ischemico transitorio. In questo caso i sintomi di accompagnamento possono consistere in:
  • Deprivazione sensoriale.

Lo sviluppo di fosfeni è infine stato descritto in alcuni casi di preeclampsia grave, una pericolosa complicazione della gravidanza.

In ultimo, sono il possibile effetto indesiderato di alcuni farmaci (ad esempio clomifene e ivabradina).

Quando rivolgersi al medico

Lo sviluppo di fosfeni richiede sempre un approfondimento medico, con l’eccezione dello sviluppo fisiologico (ad esempio quando si guarda una fonte luminosa forte).

Alcune condizioni richiedono il Pronto Soccorso, da valutare quindi in base alla persistenza del disturbo e alla severità di altri sintomi presenti.

Cosa fare

In quanto sintomo e non malattia, la terapia della fotopsia è diretta alla causa scatenante.

Fonti e bibliografia

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