Prurito agli occhi e congiuntivite allergica: cause, sintomi e rimedi

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Le cause più comuni

Il prurito agli occhi nella maggior parte dei casi è sintomo di un’allergia (rinite allergica), tra le più comuni si annoverano quelle nei confronti di

Le stesse sostanze (allergeni) che scatenano sintomi a carico delle vie respiratorie (naso chiuso e che cola, starnuti, …) possono infatti irritare anche la delicata congiuntiva, lo strato che ricopre l’occhio.

Più nello specifico, quando ad essere interessati sono gli occhi si parla di congiuntivite allergica, una condizione che interessa soprattutto giovani adulti e che tende poi a migliorare con l’età.

Soprattutto nella popolazione anziana una condizione che condivide parte dei sintomi, tra cui l’eventuale presenza di prurito, è la sindrome dell’occhio secco, che può essere conseguente all’assunzione di farmaci per bocca o alla presenza di patologie sistemiche.

In alcuni pazienti anche la blefarite potrebbe essere causa di prurito (localizzato in questo caso alla palpebra, più che alla congiuntiva), così come da un utilizzo improprio delle lenti a contatto o dall’esposizione a irritanti ambientali, come

  • fumo di sigaretta,
  • inquinamento dell’aria

ed anche un’eccessiva permanenza di fronte a monitor del PC ed altri dispositivi elettronici dotati di schermo, che possono nel tempo affaticare la vista.

Una causa meno comune, nonché più pericolosa, di occhio che prude è lo sviluppo di infezioni, ad esempio di uveite.

Sintomi

Prurito agli occhi

Shutterstock/Pheelings media

Il prurito colpisce in genere entrambi gli occhi contemporaneamente, perché come visto in precedenza è tipicamente la conseguenza di allergie ed irritazioni; in caso di congiuntivite allergica ad accompagnare il prurito sono spesso presenti anche:

  • arrossamento degli occhi,
  • lacrimazione,
  • edema (gonfiore) della congiuntiva o della palpebra
  • e secrezione mucosa chiara e trasparente (a differenza di quella appiccicosa tipica della congiuntivite batterica).

In caso di sindrome dell’occhio secco è possibile osservare un quadro molto simile, in cui spicca tuttavia soprattutto l’abbondante produzione di lacrime (per certi versi paradossale, ma conseguente alla necessità dell’occhio di mantenere idratata la congiuntiva); quello che si nota è peraltro una differente composizione delle lacrime:

  • nel caso di giovani sono leggermente viscose, consistenza ideale per una lubrificazione ottimale,
  • nel caso degli anziani la consistenza è invece molto acquosa.

Complicazioni

La valutazione di eventuali complicazioni non può prescindere dalla causa scatenante; in genere allergie ed irritazioni non predispongono a particolari rischi, ma un eventuale eccessivo grattamento può predisporre allo sviluppo di abrasioni superficiali, rotture di capillari ed infezioni della congiuntiva (congiuntivite).

Più delicato è invece il caso di infezioni, che nel caso delle uveite possono (se trascurate) portare a sviluppare anche lesioni permanenti.

Rimedi

Il rimedio più importante, ma allo stesso tempo tanto ovvio quanto potenzialmente difficile da mettere in pratica, è riuscire ad evitare di stropicciarsi gli occhi: strofinarsi degli occhi già irritati può peggiorare quasi istantaneamente la severità dei sintomi, perché irritanti (come il fumo di sigaretta) e soprattutto allergeni (pollini, residui degli animali domestici, polvere, …) possono entrare più in contatto con la delicata congiuntiva.

È di primaria importanza anche un corretto utilizzo, gestione e manipolazione delle lenti a contatto.

Rimedi della nonna

Tra i rimedi più efficaci in assenza di diagnosi o di farmaci specifici spiccano per importanza:

  • lavaggio dell’occhio con acqua fisiologica (NON usare acqua normale)
  • impacchi freddi.

Allergia

La strategia terapeutica delle allergie non può prescindere dall’evitamento, quando possibile, dell’esposizione agli allergeni, ad esempio evitando di stare all’aria aperta nei periodi di fioritura o con periodiche bonifiche della casa quando l’allergene sia rappresentano dagli acari della polvere.

Purtroppo non sempre questo è possibile ed è talvolta necessario ricorrere a rimedi più pratici:

  • lavarsi sempre le mani prima di toccarsi gli occhi
  • lavarsi regolarmente il viso per rimuovere gli allergeni
  • praticare impacchi freddi, che può aiutare ad alleviare temporaneamente il disagio
  • applicazione di lacrime artificiali, eventualmente refrigerati quando previsto
  • condurre lavaggi oculari con acqua fisiologica o formulazioni specifiche (non usare acqua normale, perché la differente osmolarità causerebbe un’ulteriore irritazione)
  • applicazione di colliri antistaminici e/o decongestionanti; soprattutto i decongestionanti hanno azione immediata, ma il loro utilizzo dev’essere occasionale e per nessun motivo prolungato oltre pochi giorni consecutivi
  • spray nasali cortisonici e/o antistaminici per bocca, gli approcci di prima scelta per la gestione delle allergie
  • immunoterapia allergica (comunemente ed impropriamente indicato come vaccino), un trattamento che richiede qualche anno di costanza, ma che può garantire un miglioramento spesso permanente dei sintomi.

Per un approfondimento dei rimedi contro le allergie fare riferimento all’articolo dedicato.

Sindrome dell’occhio secco

Si rimanda all’articolo dedicato per una disamina completa, ma il trattamento si basa in genere sull’applicazione regolare di lacrime artificiali.

Dermatoblefarite da contatto/blefarocongiuntivite

Quando riconosciuto è imperativo interrompere l’esposizione all’agente responsabile, che in alcuni casi può essere da ricondurre a colliri medicinali prescritti per altre condizioni (ad esempio inibitori topici dell’anidrasi carbonica e brimonidina contro il glaucoma, anche a distanza di mesi dall’inizio della terapia).

Successivamente è sufficiente un trattamento di supporto, che preveda ad esempio l’uso di impacchi freddi e lubrificazione oculare con lacrime artificiali. Eventuali terapie aggiuntive possono comprendere antistaminici topici e farmaci antinfiammatori topici non steroidei (colliri antinfiammatori), od al limite cortisonici nei casi più gravi.

Fonti e bibliografia

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