Sindrome della bella addormentata (sindrome di Kleine–Levin)

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Introduzione

La sindrome di Kleine-Levin è una malattia rara che colpisce principalmente maschi adolescenti.

I sintomi comprendono ripetuti periodi di sonno eccessivo (che possono arrivare fino a 20 ore al giorno e più); queste fasi si manifestano come episodi reversibili, che in genere durano da pochi giorni a poche settimane e che sembrano essere correlati a un malfunzionamento delle parti del cervello responsabili dell’appetito (ipotalamo) e del sonno (talamo).

Gli episodi spesso iniziano improvvisamente e possono essere accompagnati anche da:

  • Sintomi influenzali
  • Eccessivo desiderio di cibo (fame insaziabile)
  • Irritabilità
  • Comportamento infantile
  • Disorientamento (il paziente non è sicuro di dove si trovi o di cosa stia accadendo)
  • Allucinazioni
  • Eccessivo desiderio sessuale.

I pazienti hanno invece un comportamento assolutamente normale tra un episodio e l’altro e potrebbero non ricordare quanto successo durante la fase acuta del disturbo.

Non esiste un trattamento definito per la sindrome; ai familiari dei ragazzi colpiti viene spesso consigliato di tenere attentamente traccia dei sintomi piuttosto che aggredire il disturbo con i farmaci (gli stimolanti, comprese le anfetamine, possono essere prescritte per trattare la sonnolenza, ma allo stesso tempo aumentare l’irritabilità e non migliorare la capacità di pensiero e giudizio).

A causa delle somiglianze tra la sindrome di Kleine-Levin e alcuni disturbi dell’umore sono stati tentati approcci mutuati da queste patologie, come litio e carbamazepina.

Cause

Donna che dorme nel letto

Shutterstock/Andrey_Popov

Le parasonnie sono disturbi del sonno caratterizzati da comportamenti indesiderati che si verificano durante l’addormentamento, il sonno o al risveglio; la sindrome di Kleine-Levin (KLS), nota anche come “sindrome della bella addormentata”, è una parasonnia rara ma devastante che include

  • episodi ricorrenti di ipersonnia (eccessiva durata del riposo notturno e debilitante sonnolenza diurna),
  • insieme ad anomalie comportamentali o cognitive, associate ad alimentazione compulsiva e ipersessualità.

Descritta per la prima volta nel 1862, la condizione prende il nome da Willi Kleine e Max Levin che circa 70 anni dopo si sono per primi occupati più a fondo dello studio sistematico di numerosi casi.

Colpisce prevalentemente maschi adolescenti (l’età media dell’insorgenza della malattia è di 15 anni e l’81% dei casi è iniziato durante la seconda decade di vita) con episodi che possono raggiungere la durata di poche settimane ed evolvono poi verso una completa guarigione, priva di sintomi tra un episodio e il successivo (con pause che mediamente durano circa 6 mesi). A causa della sua estrema rarità l’esatta diffusione della sindrome di Kleine-Levin è sconosciuta (secondo una revisione sistematica, tra il 1962 e il 2004 sono stati rilevati 186 casi in tutto il mondo), ma si stima essere circa 1-5 casi per milione di abitanti).

Ad oggi non si conosce la causa dell’insorgenza e sono state ipotizzate numerose possibili ragioni mai confermate:

  • disturbi psicologici,
  • traumi,
  • esposizione a tossine,
  • infezioni (EBV, VZV, virus dell’influenza asiatica, enterovirus, vaccino contro il tifo e streptococco),
  • disturbi della trasmissione nervosa (anomalie relative ai neurotrasmettitori serotoninergici o dopaminergici),
  • disturbi ipotalamici (l’ipotalamo è una porzione del cervello deputata al controllo del sonno),
  • autoimmunità.

Tra gli eventi che sono stati descritti come strettamente associati all’insorgenza della sindrome di Kleine-Levin nei pochi casi documentanti figurano anche

  • consumo di alcol,
  • privazione del sonno,
  • trauma cranico,
  • sforzo fisico,
  • stress insolito,
  • viaggi
  • e consumo di marijuana .

Sintomi

I pazienti affetti da sindrome di Kleine-Levin presentano ipersonnia ricorrente con esordio improvviso; la durata del sonno durante queste fasi può variare da 12 a 24 ore al giorno ed essere preceduto da un improvviso e opprimente senso di insostenibile sonnolenza (letargia).

Il desiderio di dormire può quindi essere particolarmente intenso e associato a irritabilità e aggressività nel caso qualcosa ostacoli la possibilità di dormire. In seguito il paziente può mostrarsi pentito di eventuali esplosioni d’ira, o addirittura sviluppa una parziale amnesia. Durante il sonno il paziente potrebbe svegliarsi spontaneamente per urinare e mangiare.

Nella maggior parte dei casi l’ipersonnia è accompagnata da anomalie cognitive come

  • confusione,
  • difficoltà di concentrazione e attenzione,
  • disturbi della memoria.

Più raramente sono stati descritti anche difficoltà di linguaggio (tra cui mutismo), disorientamento temporale e percezione alterata.

Circa 3 pazienti su 4 sviluppano anche un disturbo del comportamento alimentare, limitatamente alla durata degli episodi acuti, tipicamente in forma di eccesso di appetito e desiderio di alimentazione compulsiva (megafagia) con preferenza verso i dolci.

Comune anche lo sviluppo di

  • uno stato d’animo depressivo, in alcuni casi così severo da condurre alla maturazione di idee suicidarie
  • ipersessualità, disturbo psicologico e comportamentale caratterizzato da una necessità patologica e ossessiva di avere rapporti sessuali, più frequente negli uomini che nelle donne.

Possono verificarsi infine comportamenti e azioni compulsive, come canto inappropriato e dondolamento del corpo, ma anche una sensazione di derealizzazione, allucinazioni visive o uditive e paranoia.

Complicazioni

Non sono note complicazioni a lungo termine dovute alla sindrome di Kleine-Levin non trattata, perchè la malattia si risolve spontaneamente da sola; nel complesso ha quindi una prognosi discreta e in genere ha un decorso clinico benigno, che alla fine porta alla risoluzione spontanea dei sintomi (gli episodi tendono a diminuire di intensità e frequenza nel tempo).

La durata mediana della malattia è di

  • 10 anni nei pazienti con sindrome di Kleine-Levin senza ipersessualità,
  • 21 anni nei pazienti che manifestino ipersessualità.

Si considera guarito il paziente che non manifesta episodi per almeno 6 anni.

Diagnosi

La diagnosi della sindrome di Kleine-Levin può essere difficile, sia perché la sindrome è estremamente rara, sia per il complicato quadro clinico. È una diagnosi di esclusione, che richiede al medico di escludere altri processi patologici in grado di spiegare i sintomi manifestati dal paziente.

I sintomi chiave sono:

  • ipersonnolenza,
  • iperfagia
  • e ipersessualità

che richiedono di valutare cause metaboliche, neurologiche e psichiatriche, tra cui

Esami di imaging (come TC e risonanza magnetica) del cervello generalmente mostrano strutture normali, mentre l’elettroencefalogramma può evidenziare alcune anomalie (rallentamento dei ritmi alfa, delta o theta nella maggior parte dei casi).

La polisonnografia conferma semplicemente l’estensione della durata totale dell sonno.

Cura

Non esiste cura per la la sindrome di Kleine-Levin e nessuna singola terapia farmacologica si è dimostrata efficace; gli antidepressivi non hanno prevenuto le ricadute, ma spesso il litio migliora significativamente il comportamento anomalo, riduce la durata degli episodi e la frequenza delle recidive, migliorando anche il recupero dei sintomi.

Fonti e bibliografia

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