Introduzione
I polipi uterini sono tumori benigni simili a escrescenze che possono originare a livello di:
- endometrio, dove prendono il nome di polipi endometriali,
- cervice uterina, dove prendono il nome di polipi cervicali.
L’endometrio rappresenta lo strato superficiale di mucosa che riveste internamente l’utero e che va incontro a modificazioni mensili durante il ciclo mestruale.
La cervice uterina rappresenta il collo dell’utero, ovvero la sua parte inferiore che aggetta nel canale vaginale.
I polipi uterini sono costituiti da un tessuto ricco di cellule ghiandolari che, andando incontro ad una proliferazione eccessiva, assumono la forma di escrescenza (o appunto di un polipo) che sporge direttamente nella cavità uterina.
In base alla loro forma i polipi possono essere classificati come:
- Peduncolati: quando la loro base di crescita è cilindrica con un vero e proprio peduncolo che si allarga poi superficialmente.
- Sessili: quando la loro base di crescita è piuttosto breve e non si forma un vero e proprio peduncolo.

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I polipi uterini possono crescere singolarmente o in gruppi più numerosi, con lunghezza che può variare da pochi millimetri a diversi centimetri. Hanno un aspetto roseo o più rossastro con una consistenza di tipo molle.
Hanno la tendenza a riformarsi anche dopo la loro rimozione chirurgica o nonostante l’attuazione di un trattamento farmacologico, ma per fortuna solo raramente risultano maligni.
Non sono state individuate cause specifiche che spieghino la formazione dei polipi uterini, ma sono stati individuati diversi fattori di rischio come:
- alti livelli di estrogeni,
- predisposizione genetica,
- obesità,
- fase di pre-menopausa tra i 30 e i 50 anni.
I polipi uterini presentano un quadro clinico in cui si riscontra:
- assenza di sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali e in caso di dimensioni ridotte,
- perdite vaginali di sangue sia durante la fase mestruale che al di fuori,
- dispareunia (dolore durante un rapporto sessuale),
- infertilità.
Cause
I polipi uterini hanno un picco d’incidenza soprattutto nelle donne giovani-adulte, intorno ai 30-40 anni, ovvero nella fase cosiddetta pre-menopausale.
Per i polipi uterini non sono state trovate precise cause responsabili della comparsa e della crescita, ma sono stati individuati diversi fattori di rischio associati alla loro crescita:
- iperestrogenismo endogeno o esogeno (ovvero alti valori di estrogeni in circolo). I fattori ormonali come l’iperestrogenismo rappresentano il fattore di rischio principale, e se pensiamo che i polipi uterini sono estrogeno-dipendenti, ovvero la loro crescita è sensibile e dipendente dai valori di estrogeno presenti in circolo, appare abbastanza naturale;
- predisposizione genetica, come la sindrome di Lynch,
- età compresa tra i 30 e i 50 anni, in fase di pre-menopausa,
- obesità,
- assunzione di specifici farmaci (come il tamoxifene, un antitumorale usato per la cura del tumore al seno e per il trattamento di alcuni casi di infertilità anovulatoria),
- infiammazione cronica della cervice (nel caso dei polipi cervicali).
Sintomi
I polipi uterini difficilmente vengono percepiti dalla donna, se non quando arrivano ad assumere dimensioni importanti, sporgendo così nella cavità vaginale.
Quando presenti, i principali segni e sintomi dei polipi uterini sono:
- metrorragia: sanguinamento vaginale anomalo lontano dal periodo mestruale,
- menorragia: sanguinamento mestruale abbondante,
- dismenorrea: mestruazioni dolorose,
- perdite vaginali di sangue durante un rapporto sessuale,
- ciclo mestruale irregolare,
- spotting di sangue persistente tra un ciclo e l’altro,
- infertilità.
Gravidanza
Tra i sintomi e i segni tipici dei polipi uterini, l’infertilità può rappresentare un problema fra i più significativi nelle giovani donne con desiderio di concepimento; l’infertilità può presentarsi quando i polipi uterini raggiungono dimensioni notevoli, tali da
- impedire l’impianto dell’embrione fecondato a livello endometriale,
- ostruire le tube uterine impedendo la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per l’identificazione dei polipi uterini inizia con un’accurata anamnesi e una visita ginecologica approfondita. Poiché molti polipi sono asintomatici, la loro scoperta avviene spesso durante controlli di routine o esami condotti per altre problematiche, come l’infertilità o sanguinamenti uterini anomali.
Ecografia transvaginale
L’ecografia transvaginale rappresenta l’indagine di primo livello. Grazie all’utilizzo di una sonda inserita in vagina, il medico può visualizzare la cavità uterina con alta risoluzione. Questa tecnica permette di individuare ispessimenti localizzati dell’endometrio che suggeriscono la presenza di un polipo. In alcuni casi, per migliorare la visibilità, può essere eseguita la sonoisterografia, che prevede l’infusione di una piccola quantità di soluzione fisiologica in utero durante l’ecografia per distendere le pareti e delineare meglio i contorni della formazione.
Isteroscopia: lo standard di riferimento
L’isteroscopia è attualmente considerata l’esame “gold standard” sia per la diagnosi definitiva che per il trattamento. Attraverso l’introduzione di un sottile strumento ottico (isteroscopio) per via vaginale, il ginecologo può ispezionare direttamente l’interno dell’utero. L’isteroscopia diagnostica permette di confermare il numero, la posizione e le dimensioni dei polipi, distinguendoli da altre patologie come i miomi sottomucosi o l’iperplasia endometriale.
Indagini complementari ed esame istologico
In casi specifici legati allo studio della fertilità, può essere utilizzata l’isterosalpingografia, sebbene sia meno specifica per i polipi rispetto ad altre metodiche. Tuttavia, l’unico modo per escludere con certezza la natura maligna di una formazione è l’esame istologico. Una volta rimosso, il polipo viene analizzato in laboratorio per confermare l’assenza di cellule neoplastiche o atipie precancerose.
Cura
L’obiettivo principale della terapia è la risoluzione dei sintomi (come il sanguinamento anomalo), il ripristino della fertilità e l’esclusione di lesioni maligne. Non tutti i polipi richiedono un intervento immediato; la scelta terapeutica dipende dall’età della paziente, dalla presenza di sintomi, dal desiderio di gravidanza e dal profilo di rischio oncologico.
Gestione conservativa (osservazione)
Per le donne in età fertile con polipi piccoli (solitamente inferiori a 10-15 mm) e completamente asintomatici, è possibile optare per una strategia di “attesa vigile”. In una percentuale significativa di casi, i piccoli polipi possono regredire spontaneamente e venire eliminati durante il ciclo mestruale. In questa circostanza, si programmano controlli ecografici periodici per monitorare eventuali variazioni dimensionali.
Polipectomia isteroscopica
La rimozione chirurgica, nota come polipectomia, è il trattamento di elezione per i polipi sintomatici, per quelli scoperti in post-menopausa o per formazioni di dimensioni superiori a 1.5 cm. Oggi la tecnica preferita è l’isteroscopia operativa, che può essere eseguita in regime di day-hospital o, in alcuni casi, direttamente in sede ambulatoriale (office hysteroscopy) senza necessità di anestesia generale. Rispetto al tradizionale raschiamento (D&C), che è una procedura “alla cieca”, l’isteroscopia permette una rimozione mirata e completa della lesione, riducendo il rischio di recidive.
Terapie farmacologiche e preventive
Alcuni trattamenti ormonali, come i progestinici o l’inserimento di un dispositivo intrauterino a rilascio di levonorgestrel (spirale medicata), possono essere utilizzati per gestire i sintomi emorragici o per ridurre lo spessore dell’endometrio, diminuendo la probabilità di nuove formazioni. Tuttavia, il farmaco raramente porta alla scomparsa definitiva di un polipo già formato e viene considerato più un supporto che una cura risolutiva.
Casi complessi e isterectomia
Se l’esame istologico dovesse rivelare la presenza di cellule tumorali o di iperplasia con atipie, l’approccio diventa più radicale. In queste situazioni, o in presenza di polipi multipli ricorrenti in donne vicine alla menopausa, può essere raccomandata l’isterectomia (asportazione dell’utero) per eliminare definitivamente il rischio oncologico.
Stile di vita
Sebbene non esistano diete specifiche per curare i polipi, la gestione del peso corporeo è fondamentale. Il tessuto adiposo in eccesso produce estrogeni, che possono stimolare la crescita dei polipi. Una dieta equilibrata e l’attività fisica regolare aiutano a mantenere l’equilibrio ormonale, riducendo uno dei principali fattori di rischio per la recidiva.
Fonti e bibliografia
- Manuale di Ginecologia ed Ostetricia, Boli set al., Edises srl. Napoli
Autore
Dr. Ruggiero Dimonte
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Barletta-Andria-Trani n. 2130