Naso rotto: sintomi, come capirlo, cosa fare

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Introduzione

Che sia per l’esito sfortunato di uno sport di contatto, una caduta o un incidente automobilistico, la frattura del naso è un evento relativamente comune che può interessare chiunque, a prescindere dall’età. Le ossa nasali sono tra le ossa del viso che si fratturano più comunemente, data la loro esposizione e fragilità. La lesione può coinvolgere anche il setto nasale e influenzare non solo l’aspetto del naso, ma anche il passaggio dell’aria durante la respirazione.

Un trauma al naso è spesso doloroso e causa gonfiore, talvolta accompagnato da sanguinamento. In caso di frattura possono comparire anche difficoltà respiratorie e lividi sotto gli occhi. La prognosi è in genere buona: molte fratture guariscono senza procedure specifiche, mentre quelle che causano deformità o ostruzione nasale possono richiedere il riallineamento da parte dello specialista.

Curioso scoprire come gli sport con la palla (calcio, basket, ma anche il rugby) siano associati ad una maggior incidenza di fratture nasali rispetto agli sport di combattimento.

Dolore al naso

Shutterstock/B-D-S Piotr Marcinski

Naso rotto? Ecco i sintomi per capirlo

I sintomi di un naso rotto possono comprendere:

  • dolore, gonfiore e rossore
  • uno scricchiolio o un crepitio toccando il naso
  • instabilità delle ossa
  • difficoltà a respirare attraverso il naso, che potrebbe sembrare congestionato
  • cambiamento dell’aspetto estetico, per esempio un naso che non appare più dritto.

Tra i sintomi minori si annoverano anche:

  • comparsa di lividi sotto gli occhi
  • taglio sulla pelle esterna del naso
  • sangue dal naso (epistassi).

Come si diagnostica

La diagnosi di una frattura nasale è soprattutto clinica. Il medico ricostruisce la dinamica del trauma e verifica se sono comparsi sanguinamento, deformità, ostruzione nasale, perdita di coscienza, disturbi della vista o altri sintomi compatibili con una lesione del volto o della testa. È utile riferire precedenti traumi, interventi al naso, difficoltà respiratorie già presenti e l’assunzione di anticoagulanti o antiaggreganti. Fotografie scattate prima dell’incidente possono aiutare a distinguere una nuova deformità dalla forma abituale del naso.

L’esame comprende l’osservazione e la palpazione delicata del naso e delle strutture circostanti. Il gonfiore delle prime ore può però nascondere una deviazione; quando non vi sono urgenze, la forma e la respirazione possono quindi essere rivalutate dopo alcuni giorni, una volta diminuito l’edema.

È fondamentale esaminare anche l’interno delle narici per escludere un ematoma del setto, cioè una raccolta di sangue tra la cartilagine e il suo rivestimento. Può apparire come un rigonfiamento morbido, rossastro o violaceo, talvolta presente su entrambi i lati, e causare un’ostruzione che tende a peggiorare. Richiede una valutazione specialistica urgente e un rapido drenaggio, soprattutto nei bambini, perché può danneggiare la cartilagine.

La radiografia del naso non è normalmente necessaria: nelle fratture isolate è poco accurata e, in genere, non modifica il trattamento. La TAC viene riservata ai traumi importanti o ai casi in cui si sospettino fratture delle orbite, della mascella, della mandibola, della base cranica o di altre ossa del volto. Gli esami del sangue non sono di routine, ma possono essere indicati in presenza di sanguinamento abbondante o persistente, disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante.

La valutazione deve inoltre distinguere una vera frattura da una semplice contusione dei tessuti molli e ricercare eventuali lesioni associate agli occhi, ai denti, alla mandibola, al collo o alla testa. È opportuno rivolgersi a un otorinolaringoiatra quando, dopo la riduzione del gonfiore, rimangono una deformità visibile o una significativa difficoltà respiratoria.

Naso rotto ed epistassi

Naso rotto, con evidente deformità (By Rls, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=137005)

Botta al naso nei bambini

I bambini sono spesso soggetti a traumi al naso, conseguenti a cadute e attività di gioco; se nella maggior parte dei casi si tratta di eventi senza particolari conseguenze, salvo un forte dolore iniziale, in altri casi potrebbe effettivamente verificarsi una frattura nasale.

I fattori da considerare sono praticamente sovrapponibili a quelli relativi agli adulti, ma principalmente:

  1. entità del gonfiore, anche a distanza di qualche ora
  2. sanguinamento, soprattutto qualora non accenni a placarsi; il naso è riccamente vascolarizzato, quindi anche traumi modesti possono causare sanguinamenti abbondanti, che dovrebbero tuttavia arrestarsi con una corretta compressione
  3. difficoltà respiratorie.

In età pediatrica è prudente chiedere il parere del pediatra dopo un trauma facciale significativo. Una deformità, un’ostruzione nasale progressiva o un rigonfiamento rossastro o violaceo all’interno del naso richiedono una valutazione rapida. Se si sospetta una deformità, il controllo specialistico viene generalmente effettuato dopo pochi giorni, quando il gonfiore si è ridotto.

Quando rivolgersi al medico/pediatra

Si raccomanda di rivolgersi al medico in caso di:

  • forma del naso alterata, con naso storto o diverso rispetto a prima del trauma
  • gonfiore che non inizi a diminuire dopo circa 3 giorni
  • difficoltà a respirare che persista dopo la riduzione del gonfiore
  • dolore non controllato dagli antidolorifici consigliati
  • ripetuti episodi di sanguinamento nasale
  • febbre e brividi.

Quando rivolgersi in Pronto Soccorso

Si raccomanda di farsi accompagnare in Pronto Soccorso in caso di:

  • sanguinamento nasale che non si arresti dopo una compressione continua e correttamente eseguita
  • rigonfiamento morbido, rossastro o violaceo all’interno del naso, soprattutto se blocca una o entrambe le narici
  • una ferita aperta sul viso o presenza di materiale estraneo, come frammenti di vetro o metallo
  • deformità marcata, schiacciamento del centro del volto o difficoltà ad aprire la bocca e chiudere correttamente i denti
  • sintomi suggestivi di trauma cranico, ad esempio:

Cosa fare

Gli obiettivi del trattamento sono controllare dolore e sanguinamento, ridurre il gonfiore, mantenere una respirazione adeguata e prevenire deformità o danni alla cartilagine. Molte fratture non scomposte guariscono spontaneamente in circa 2-3 settimane. Le fratture che modificano la forma del naso o ostacolano il passaggio dell’aria devono invece essere valutate per un eventuale riallineamento.

Nelle prime ore, in assenza di segnali d’allarme, possono essere utili alcune misure pratiche:

  • applicare un impacco freddo avvolto in un panno per 10-15 minuti alla volta, più volte al giorno, evitando di premere con forza sul naso
  • tenere la testa sollevata, anche durante il riposo, per limitare gonfiore e pulsazioni
  • usare il paracetamolo per il dolore, rispettando le dosi indicate nel foglietto illustrativo o dal medico
  • pulire delicatamente le escoriazioni superficiali e coprirle con una medicazione pulita; le ferite profonde o contaminate devono essere valutate anche per verificare la protezione antitetanica
  • controllare nei giorni successivi se, riducendosi il gonfiore, emergono una deviazione del naso o una difficoltà respiratoria persistente.

Gli antinfiammatori, come l’ibuprofene, possono essere adatti ad alcune persone, ma vanno usati con cautela se il naso continua a sanguinare e possono essere controindicati in presenza di ulcera, malattie renali, terapie anticoagulanti, allergie o altre condizioni. L’aspirina può favorire il sanguinamento e non deve essere assunta di propria iniziativa dopo il trauma; nei bambini e negli adolescenti non va utilizzata come antidolorifico salvo specifica prescrizione medica.

Come fermare il sangue dal naso

In caso di epistassi bisogna sedersi, inclinare leggermente la testa in avanti e comprimere con decisione la parte morbida del naso, appena sopra le narici, per 15-20 minuti senza interrompere la pressione per controllare. Si respira con la bocca e si sputa l’eventuale sangue che raggiunge la gola. Non bisogna inclinare la testa all’indietro. Se il sanguinamento non si arresta, è molto abbondante o provoca debolezza, difficoltà respiratoria o sensazione di svenimento, occorre rivolgersi urgentemente al Pronto Soccorso.

Controllo e follow-up

Se il naso appare storto o la respirazione rimane compromessa dopo la riduzione del gonfiore, è indicata una valutazione medica o otorinolaringoiatrica, in genere entro 3-7 giorni dal trauma. Non conviene aspettare diverse settimane: l’eventuale riduzione è più efficace prima che le ossa inizino a consolidarsi. Nei bambini i tempi di valutazione e trattamento possono essere più brevi.

Stile di vita durante la guarigione

Nei primi giorni sono consigliati riposo relativo e protezione del naso da urti accidentali. L’attività fisica intensa va generalmente sospesa per circa 2 settimane. Gli sport di contatto o le attività con rischio di colpi al volto devono essere evitati per almeno 6 settimane o per il periodo indicato dallo specialista. La ripresa può richiedere una protezione facciale, soprattutto negli atleti. Fumo e alcol non aiutano la guarigione e l’alcol può aumentare il rischio di nuovi sanguinamenti.

Cosa non fare

  • Non provare a raddrizzare il naso da soli: la manovra può aggravare il sanguinamento, spostare ulteriormente le strutture o danneggiare il setto.
  • Non premere, massaggiare o manipolare ripetutamente il naso per verificare se è rotto.
  • Non soffiare né stuzzicare il naso durante la fase iniziale della guarigione e finché persistono dolore o sanguinamento.
  • Non appoggiare occhiali pesanti sul dorso nasale finché il gonfiore non si è ridotto; se sono indispensabili, chiedere al medico come limitarne la pressione.
  • Non introdurre tamponi, garze o altri oggetti in profondità nelle narici senza indicazione sanitaria.
  • Non riprendere precocemente sport o attività che espongano a nuovi colpi al volto.

Riduzione della frattura ed altri trattamenti ospedalieri

Il trattamento ospedaliero dipende dalla presenza di deformità, ostruzione respiratoria, ferite, sanguinamento persistente, ematoma del setto o altre fratture del volto. Antibiotici e interventi chirurgici non sono necessari di routine nelle fratture chiuse e non complicate.

Riduzione della frattura

La riduzione consiste nel riportare le ossa e, quando possibile, le strutture cartilaginee nella posizione più corretta. È indicata soprattutto quando la frattura causa una deformità visibile che il paziente desidera correggere o un’ostruzione nasale non dovuta soltanto al gonfiore.

La procedura viene spesso programmata dopo alcuni giorni, quando l’edema è diminuito, ma di norma entro 10-14 giorni dal trauma, prima che il consolidamento renda difficile il riallineamento. Nei bambini la valutazione avviene solitamente entro 3-7 giorni e la finestra utile può essere più breve. Una deformità molto marcata, una frattura aperta o altre lesioni facciali possono richiedere un trattamento più precoce.

Negli adulti la riduzione chiusa può essere eseguita con anestesia locale, talvolta associata a una leggera sedazione. Nei bambini e nei casi più complessi si ricorre più spesso all’anestesia generale. Dopo la procedura può essere applicato un tutore esterno e, in casi selezionati, un sostegno interno.

La riduzione può migliorare sia l’aspetto sia il passaggio dell’aria, ma non garantisce sempre il ripristino esatto della forma precedente. Tra i possibili problemi vi sono dolore, nuovo sanguinamento, gonfiore, infezione, persistenza o ricomparsa della deviazione e necessità di un successivo intervento.

Ematoma del setto

L’ematoma del setto non deve essere semplicemente osservato in attesa che si riassorba. Richiede un drenaggio urgente da parte dello specialista, seguito da controlli ravvicinati. Un ritardo può interrompere l’apporto di sangue alla cartilagine e causare infezione, perforazione del setto o deformità permanente del naso. Il medico può prescrivere antibiotici in relazione al drenaggio, all’eventuale infezione e alle caratteristiche del paziente.

Chirurgia

Un intervento chirurgico vero e proprio può essere necessario in caso di fratture aperte o complesse, lesioni associate delle altre ossa del volto, grave danno del setto o impossibilità di ottenere un risultato adeguato con la riduzione chiusa. Se la frattura viene valutata quando le ossa si sono già consolidate, oppure se dopo la guarigione persistono deformità e ostruzione, la correzione definitiva con settoplastica o setto-rinoplastica viene generalmente rinviata di alcuni mesi.

Benefici e rischi dipendono dal tipo di intervento. Oltre ai rischi legati all’anestesia, sono possibili sanguinamento, infezione, cicatrici, alterazioni della sensibilità, persistenza della difficoltà respiratoria o un risultato estetico non pienamente soddisfacente. La decisione viene quindi presa con l’otorinolaringoiatra o il chirurgo maxillo-facciale.

Tamponi nasali

In caso di sanguinamento che non si arresta con la compressione e i trattamenti locali, il personale sanitario può applicare un tampone nasale o ricorrere ad altre procedure per controllare l’emorragia. Il tampone può causare pressione, dolore, lacrimazione e difficoltà a respirare dal naso e deve essere gestito e rimosso secondo le indicazioni ricevute.

Gli antibiotici non sono necessari per ogni frattura o per ogni tipo di tampone: vengono prescritti dal medico nei casi in cui il rischio di infezione lo giustifica, per esempio in presenza di ferite contaminate, infezione, drenaggio di un ematoma o particolari dispositivi e fattori di rischio. Febbre, dolore in aumento, secrezione maleodorante o peggioramento del gonfiore richiedono una rivalutazione.

Complicazioni

Tra le possibili conseguenze di un forte trauma nasale è possibile ricordare:

  • Setto nasale deviato. Una frattura del naso può causare una deviazione del setto nasale, condizione che si verifica quando la sottile parete che divide i due lati del naso viene spostata dalla sua sede naturale, restringendo lo spazio utile per il passaggio dell’aria.
  • Ematoma del setto. Il sangue fuoriuscito può formare un accumulo sotto il rivestimento del setto, visibile come una sporgenza rossastra o violacea e in grado di bloccare una o entrambe le narici. È una condizione che richiede un’immediata valutazione e un drenaggio urgente per prevenire infezione, necrosi della cartilagine e deformità permanente.
  • Lesione della cartilagine, a volte abbastanza grave da richiedere una successiva correzione chirurgica.

Fonti e bibliografia

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