Dito rotto di piede o mano: sintomi e cosa fare

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Introduzione

Può essere difficile stabilire se un dito sia rotto o abbia semplicemente subito una distorsione in base ai soli sintomi, soprattutto in assenza di un’evidente deformità (il sintomo più suggestivo di rottura); anche in virtù del fatto che un dito rotto è molto più semplice da curare quando la diagnosi è tempestiva, si raccomanda quindi di rivolgersi rapidamente ad un medico in caso di sospetta frattura, così da valutare l’eventuale necessità di radiografia.

La rottura del dito di un piede o di una mano rappresenta una delle forme più comuni di infortuni delle estremità; le cause possibili sono numerose, ma in genere:

  • rottura dito della mano: schiacciato da un oggetto pesante, chiuso nella portiera della macchina, colpito da un martello o da uno strumento tagliente, caduta, attività sportiva, …
  • rottura dito del piede, che può avvenire in caso di caduta di un oggetto pesante, trauma contro un mobile od altro oggetto, … senza dimenticare possibili fratture da stress (tipici soprattutto degli sportivi)

A seconda della natura della lesione subita è possibile osservare danni alle diverse strutture del corpo (pelle, muscoli, tendini, unghie ed ovviamente osso); nei casi più gravi è possibile anche un danno delle terminazioni nervose presenti.

I soggetti affetti da osteopenia e osteoporosi sono esposte ad un rischio maggiore di rottura.

Sintomi

I tipici sintomi della rottura di un dito consistono in:

  • dolore severo
  • gonfiore
  • eventuale presenza di ematoma
  • ridotta o totale incapacità di movimento
  • deformazione visibile (ad esempio in forma di posizione innaturale del dito)
  • intorpidimento e/o diminuita temperatura del dito.

Le fratture dell’alluce (ditone del piede) sono spesso più gravi rispetto a quelle delle altre dita del piede, essendo caratterizzate da un dolore ed un gonfiore più intensi, che possono impedire anche di camminare.

Complicazioni

La guarigione avviene di per sé con eccellente prognosi quando il dito viene mantenuto in posizione per il tempo necessario a saldare la frattura, ma un dito fratturato è tuttavia più facilmente esposto allo sviluppo di artrosi più avanti con l’età.

Le conseguenze temporanee sono ampiamente variabili in base all’arto e al dito interessato.

Nel caso di frattura al pollice, ad esempio, può venire meno la capacità di presa degli oggetti, causando quindi importanti disabilità nel quotidiano, soprattutto nel caso di mano dominante.

Quando rivolgersi al medico

È molto importante rivolgersi rapidamente ad un medico in caso di sospetta frattura, perché un ritardo nel trattamento può rendere più ostico il successivo allineamento corretto delle ossa.

Si raccomanda di rivolgersi in Pronto Soccorso in caso:

  • deformità al dito
  • presenza di cianosi (colorito bluastro dovuto ad un ridotto afflusso di sangue)
  • senso di formicolio/intorpidimento
  • è presente una lacerazione che permette di vedere l’osso (a maggior ragione se questo fuoriesce, indicativo di frattura scomposta).

Diagnosi

La diagnosi di frattura viene in genere formulata a seguito di visita medica (esame obiettivo), eventualmente coadiuvata dall’esecuzione di specifiche manovre (soprattutto nel caso di medico ortopedico). Si noti che non si ricorre necessariamente all’esecuzione di radiografie, perché spesso non necessarie ai fini della terapia (il trattamento è in molti casi lo stesso, a prescindere che il dito sia rotto o meno).

Si ricorre invece all’esecuzione di una radiografia, esame in grado di chiarire anche la gravità dell’infortunio, nel caso di frattura a carico dell’alluce o di un altro dito che appaia severamente dislocato.

Radiografia di un piede

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Cosa fare

Il trattamento dipende dalla gravità dell’infortunio, potendo contare su numerose opzioni terapeutiche che spaziano da un semplice bendaggio all’amputazione.

In attesa di essere visitati da un medico si consiglia di:

  • non cercare di muovere il dito
  • fissarlo al dito adiacente con un bendaggio fermo, ma delicato
  • sollevare l’arto per favorire il ritorno venoso e linfatico
  • applicare ghiaccio
  • tamponare l’eventuale ferita presente con una garza sterile (od un panno pulito)
  • assumere paracetamolo (Tachipirina®) in caso di dolore (evitare aspirina e FANS in genere, ibuprofene compreso)
  • rimuovere immediatamente eventuali anelli.

Se i frammenti ossei della frattura sono ancora in posizione corretta, o se la rottura si trova al centro dell’osso, potrebbe essere sufficiente l’uso di un tutore/stecca/gesso in grado di mantenere il dito in una natura posizione favorevole alla guarigione spontanea; servono in genere diverse settimane (4-6 settimane) durante le quali è possibile monitorare il processo di guarigione attraverso successive radiografie.

Nel caso di rottura di un dito del piede in genere il trattamento consiste nell’immobilizzazione mediante cerotto al dito vicino, a meno di evidente deformità, condizione che richiede il riposizionamento mediante una riduzione della frattura.

Potrebbe invece essere necessario l’intervento chirurgico in casi più complicati, quando sia necessario un riposizionamento dei frammenti ossei.

In caso di ferita, a seconda della natura dell’infortunio, potrebbe essere necessario il richiamo dell’antitetanica.

Quanto ci mette a guarire un dito rotto?

In genere la guarigione avviene in un intervallo compreso tra le 2 e le 8 settimane, a seconda della natura della frattura, dello stato di salute del paziente, … In caso di rottura del dito di una mano potrebbero essere necessari 3-4 mesi per un completo recupero funzionale, che può essere eventualmente coadiuvato dalla fisioterapia.

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